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A.A.A. Cercansi volontari per organizzare eventi la prossima estate in malga, ricavato in beneficenza pro emergenza Covid-19

Un allevatore padovano cerca volontari per la sua malga di montagna che organizzino eventi, o qualsiasi altra attività, per la raccolta di fondi da destinare in beneficienza a chi si trova in difficoltà in seguito all’emergenza coronavirus. È Matthias Paolo Peraro, allevatore di Gazzo referente degli allevatori dell’Alto Padovano per Confagricoltura Padova, deciso a fare la sua parte per aiutare chi si trova in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

L’idea. Peraro ogni anno porta un centinaio di vacche, più 40 altri animali tra cavalli, pony e asini, a Malga Calleda e Malga Duran nel Bellunese, ai piedi delle Dolomiti, e anche a Melga Melago, che si trova sull’Altopiano di Asiago. Di solito si sposta in malga, insieme alla compagna e socia dell’azienda agricola Manila Leonardo, da fine maggio fino a fine settembre. “Quest’anno siamo ancora nell’incertezza totale – dice -, però ci piace già pensare qualche idea che dia aiuto a chi ne ha bisogno. Lassù disponiamo di un pascolo di oltre 100 ettari, continuare con la nostra attività di agriturismo e vendita formaggi credo sarà più che possibile, dato che possiamo garantire distanze e precauzioni previste dall’emergenza. Poi ci piacerebbe appunto dare vita ad alcune manifestazioni con musica dal vivo, teatro o attività sportive e ludiche per i bambini, magari con spuntini o pasti tipici di montagna da consumare nei prati, il cui ricavato verrebbe devoluto in beneficienza ad associazioni o enti in prima linea contro il virus. Per questo chiediamo l’aiuto di volontari”.

Malghe abbandonate restituite al territorio. Nelle malghe, che si trovano a 1.600 metri di altitudine, Peraro produce e vende formaggi e stagionati di montagna, oltre latte, burro e salumi autoprodotti. Ogni estate di lì passano centinaia di escursionisti, alpinisti e turisti stranieri, che hanno anche la possibilità di pernottare e mangiare nell’agriturismo. “Quest’anno la situazione è ancora molto incerta – spiega Peraro -. Vedremo quando si potrà aprire al pubblico e come ma, avendo grandi spazi all’aperto, dovremmo avere meno problemi rispetto a negozi e ristoranti. Noi comunque andremo su già a fine aprile per sfalciare l’erba e pulire. Abbiamo recuperato quelle malghe abbandonate e restituite al territorio. Siamo orgogliosi di questo e non vogliamo mollare. Anche se abbiamo sempre più pressante il problema del lupo. L’anno scorso ci ha mangiato alcuni animali e quest’anno dovremo difenderci maggiormente, creando nuovi recinti più alti e resistenti”.

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