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Anche in Francia, con la legge Duplomb, vincono le lobby dei pesticidi

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico socio Argav) Tra i Paesi dell’Unione Europea, la Francia era l’unico a non ammettere l’impiego dell’Acetamiprid (sostanza chimica sintetica utilizzata per uccidere o controllare una vasta gamma di insetti dannosi per le colture). Questo fino a ieri, perché di recente il Parlamento francese ha ceduto alle pressioni delle lobby dei pesticidi, e ha approvato la legge proposta dal senatore Duplomb, che ne autorizza l’uso. Crolla così l’ultimo esempio di virtuosa autodeterminazione di un Paese europeo che, responsabilmente, non si allineava all’utilizzo di prodotti altamente pericolosi per la salute umana.

Vale infatti la pena sottolineare quanto sia diverso il caso in cui un singolo Paese dell’UE non ottemperi al dovere di armonizzarsi a leggi europee che tutelano la salute e l’ambiente, rispetto al caso in cui un Paese appartenente all’Unione eserciti legittimamente, e ben più che responsabilmente, il proprio diritto a vietare l’utilizzo di una molecola pericolosa (quale è l’Acetamiprid, che provoca leucemia soprattutto nei bambini), nonostante che il Parlamento Europeo ne abbia autorizzato con irresponsabile lassismo l’impiego, scegliendo di non allinearsi a considerazioni non condivise.

Per fare un esempio in proposito, che può efficacemente spiegare quanta distanza ci sia tra i termini “armonizzazione” e “allineamento volontario”, basti pensare alla Direttiva 2009/128/CE che sancisce l’obbligo di adottare il sistema di produzione agricola basato sulla difesa integrata, mediante il quale si riduce il più possibile l’impiego dei pesticidi in agricoltura. Tale direttiva, avendo forza di legge, richiede infatti obbligatoriamente agli Stati membri il recepimento e l’armonizzazione delle loro disposizioni normative. Ovviamente, ogni singolo Paese deve poi mettere in atto anche un efficiente sistema di consulenza tecnica indipendente e di controllo presso gli agricoltori. Cosa che, almeno in Italia, è ben lontana dal verificarsi, come ha avuto spesso occasione di lamentare Lorenzo Furlan, entomologo e direttore della Direzione innovazione e sperimentazione di Veneto Agricoltura, premio Argav 2024, che nell’ultimo suo intervento in occasione dell’assemblea Argav a Codevigo (Padova), il 5 luglio scorso, ha spiegato come la patata non trattata, e quindi “con il buco”, sia molto più buona e salutare (vedi foto in alto).

Insomma, da una parte la normativa europea viene aggirata quando l’UE disciplina a favore di un’agricoltura sostenibile e in funzione della salvaguardia della salute umana, ma dall’altra sembra proprio che i singoli Governi non perdano occasione per rinunciare a mantenere livelli di prevenzione responsabili ove erano prima previsti.

Infatti, fare confusione sui concetti espressi dalle parole è facile, soprattutto se si usano le armi della politica irresponsabile, ovvero i sofismi, cioè quegli strumenti della retorica inventati appunto dagli antichi sofisti, i quali si vantavano di poter sostenere in modo altrettanto convincente una tesi e il suo contrario.

Vedasi oggi appunto le argomentazioni politiche che hanno giustificato l’approvazione della legge Duplomb, le quali sono basate sul fatto che la Francia stesse subendo una “concorrenza sleale” in agricoltura, poiché gli altri Paesi europei disponevano di maggiori armi per combattere i parassiti. Monsieur Duplomb ha così spostato l’attenzione dai rischi sanitari, centrandola su vantaggi di tipo socioeconomico.

Peccato che gli agricoltori intervistati in proposito abbiano tutti confermato che non è certo con la reintroduzione del pericoloso pesticida che si possano attenuare nemmeno di un filo i loro problemi: per risolverli – hanno tutti sottolineato – occorrono profondi interventi strutturali, per i quali stanno notoriamente da tempo tentando di far sentire la loro voce, e per cui continueranno a combattere. Anzi, a tale proposito si può anche rilevare che la loro preoccupazione in fatto di concorrenza sleale è stata sollevata, orgogliosamente vantando la qualità dei propri prodotti, nel momento in cui si prospettava un accordo col Mercosur (Mercato comune dell’America meridionale), che avrebbe comportato l’introduzione in Europa di prodotti Ogm.

Se a livello europeo esistesse veramente il rispetto del principio di precauzione, le argomentazioni si baserebbero solamente su rilevanze scientifiche. Più di mezzo secolo fa, quando sono arrivati i pesticidi di sintesi, di principio di precauzione non se ne parlava: la preoccupazione è emersa contemporaneamente agli studi sugli Ogm. Quindi per un principio culturale, e, si potrebbe dire, di fede religiosa (che emerge puntualmente quando si tratti di argomenti di genetica), e non per rilevanze oggettive e certe di carattere scientifico, che non c’erano allora, e che non ci sono, per quanto riguarda gli Ogm nemmeno oggi.

E tutto ciò senza disporre in quel periodo altrettanti provvedimenti di precauzione da estendere a fitofarmaci (la cui pericolosità era già invece ben nota), come se una molecola di sintesi che esce dai laboratori di una farmaceutica fosse immune dall’essere potenzialmente dannosa, solo perché non contiene parti di Dna o Rna.

La Duplomb è comunque passata, confermando lo sbeffeggiamento di tutti gli studi scientifici che hanno dimostrato la cancerogenesi dei neonicotinoidi. Le opposizioni, però, hanno già fatto ricorso, dichiarando che la Duplomb è un “detonatore che andrà ad amplificare l’epidemia di cancro, che già oggi sta fustigando la Francia, e che l’approvazione di tale legge rappresenta una regressione mortifera rispetto alle norme di tutela ambientale” (Cyrielle Chatelain, deputata ecologista al parlamento francese). La collega Amélie Mugey, direttrice di “Reporterre”, sottolinea inoltre che sarà proprio l’agricoltura a soffrire della reintroduzione dei neonicotinoidi, che, notoriamente provocano la moria di api e di altri insetti impollinatori.

Insomma l’UE, che in un primo momento, in base alle evidenze di diversi studi scientifici ne aveva sospeso l’impiego, a partire dal 2009 ne ha riammessi diversi. E anche il famigerato glifosate è stato reintrodotto fino al 2033.

Bisognerà ora vedere come andrà a finire…

Credit foto: Lorenzo Furlan, “La patata con il buco è più buona”, Codevigo (Padova), 5 luglio 2025

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