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Agricoltura biologica: il sostegno dell’Unione Europea a questa pratica dovrebbe correggere il tiro

Dagli anni ’90 del secolo scorso l’Unione Europea incoraggia l’utilizzo di pratiche agricole maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale. Tra queste, l’agricoltura biologica rimane l’unico metodo di produzione agricola attualmente standardizzato e disciplinato a livello UE. L’obiettivo dell’agricoltura biologica è produrre alimenti utilizzando sostanze e processi naturali, favorendo così una maggiore biodiversità e un minore inquinamento delle risorse idriche, dell’aria e del suolo. Nel 2022 circa 17 milioni di ettari, ossia il 10,5 % della superficie agricola totale utilizzata, erano coltivati nell’UE con pratiche biologiche.

In una relazione la Corte dei conti europea semina dubbi sull’efficacia del sostegno dell’UE all’agricoltura biologica. L’attuale strategia presenta carenze significative e non sono stati definiti né una visione né valori-obiettivo per il settore del biologico al di là del 2030. Se da un lato, grazie ai miliardi di euro che l’UE fornisce ogni anno, si è ampliata la superficie coltivata con metodi biologici, dall’altro si è prestata troppo poca attenzione ai requisiti e alle esigenze del settore. Di conseguenza, la produzione biologica rimane un mercato di nicchia ed è probabile, avvisa la Corte, che in questo ambito l’UE abbia sbagliato mira.

L’agricoltura biologica è una componente essenziale della strategia dell’UE “Dal produttore al consumatore” e può incidere sul raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ambientali e climatici dell’Unione. Nel periodo 2014-2022, per la conversione all’agricoltura biologica o il mantenimento delle relative pratiche, gli agricoltori europei hanno ricevuto circa 12 miliardi di euro di sostegno dalla politica agricola comune (PAC) ed entro il 2027 dovrebbero percepire altri 15 miliardi di euro o quasi, secondo le previsioni. Tuttavia, la diffusione dell’agricoltura biologica varia notevolmente da uno Stato membro all’altro: si passa da meno del 5 % della superficie agricola di Paesi Bassi, Polonia, Bulgaria, Irlanda e Malta a oltre il 25 % in Austria.

“L’agricoltura europea sta diventando più verde e l’agricoltura biologica svolge un ruolo fondamentale in tal senso. Tuttavia, per un successo duraturo, non è sufficiente focalizzarsi solo sull’aumento della superficie coltivata con metodi biologici. Occorre fare di più per sostenere l’intero settore, sviluppando il mercato e incentivando la produzione”, ha dichiarato Keit Pentus-Rosimannus, il Membro della Corte responsabile dell’audit. “Altrimenti, rischiamo di creare un sistema sbilanciato che dipende completamente dai fondi dell’UE, anziché un comparto dinamico trainato da consumatori informati”.

Secondo gli auditor della Corte, è possibile che il sostegno della PAC ignori gli obiettivi ambientali e di mercato. Ad esempio, gli agricoltori possono ricevere fondi dell’UE anche se non applicano la rotazione delle colture o gli standard in materia di benessere degli animali, princìpi fondamentali dell’agricoltura biologica. Gli auditor hanno inoltre rilevato che era prassi giuridica comune autorizzare l’utilizzo di sementi non biologiche per coltivazioni biologiche e osservano che attualmente non vi è modo di valutare fino a che punto si siano concretizzati i presunti benefici ambientali dell’agricoltura biologica.

Il sostegno della PAC era inteso a compensare gli agricoltori per i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti al passaggio dall’agricoltura tradizionale a quella biologica. Per ricevere i fondi dell’UE, gli agricoltori biologici non erano tenuti ad assicurare una produzione biologica: è anche per questo che tale produzione continua a costituire un mercato molto piccolo, che rappresenta non più del 4 % dell’intero mercato degli alimenti dell’UE.

Più in generale, la Corte mette in discussione la strategia dell’UE in questo ambito. Sebbene l’attuale piano d’azione per il settore rappresenti un miglioramento rispetto al precedente, mancano elementi chiave: non sono ancora previsti obiettivi adeguati e quantificabili per il settore biologico, né modi per misurare i progressi compiuti. Inoltre, la Corte evidenzia la mancanza di una visione strategica al di là del 2030, che apporti la stabilità e la prospettiva a lungo termine necessarie per il successo del settore. In pratica, l’unico obiettivo (non vincolante) che l’UE ha fissato per il settore è quello di aumentare la superficie destinata all’agricoltura biologica. Tuttavia, lo sviluppo e le ambizioni di espansione dell’agricoltura biologica variano notevolmente da un paese all’altro dell’UE, tanto che l’Unione rischia di non raggiungere il valore-obiettivo del 25 % fissato per il 2030. La Corte avverte che, per correggere il tiro, la diffusione dell’agricoltura biologica in Europa dovrebbe raddoppiare.

Fonte testo e foto: servizio stampa Corte dei conti europea

Sol&agrifood e B/open, l’agroalimentare di qualità tra olio evo, bio, birre e sidri protagonista a Verona Fiere dal 2 al 5 aprile in contemporanea a Vinitaly

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Con 300 espositori provenienti anche dall’estero, Sol&Agrifood si conferma punto di riferimento internazionale per l’agroalimentare di qualità, per i comparti dell’olio extravergine di oliva, della birra artigianale e, new entry della 27ª edizione (Verona, 2-5 aprile) in contemporanea con Vinitaly, anche dei sidri. Ulteriore novità la compresenza di B/Open, rassegna b2b dedicata al biologico. Nel Padiglione C saranno presenti espositori in rappresentanza di tutte le regioni italiane; le collettive più numerose da Sicilia, Calabria, Abruzzo, Marche, Basilicata, Lazio, Umbria (Assoprol). Molto qualificata anche la partecipazione di aziende guidate da Italia Olivicola del CNO e dalla Confederazione italiana agricoltori (CIA); presenti anche aziende estere da Spagna, Turchia e Albania.

Inaugurazione. Come da tradizione, il convegno inaugurale si svolge nel secondo giorno della rassegna (3 aprile, ore 11,30 – Area Talk del padiglione Sol&Agrifood) e sarà incentrato sul tema “La sostenibilità è un costo o un’opportunità di business per le aziende agroalimentari?”. Sul concetto di sostenibilità la Commissione europea sta lavorando a un progetto di regolamento che ne disciplini l’utilizzo del termine, affiancandolo a un preciso disciplinare. Il sistema agroalimentare italiano è pronto a raccogliere la sfida? Ne parleranno Roberto Berutti (Commissione europea), Eugenio Puddu e Francesca Tognetti di Deloitte Italia, Gennaro Sicolo, vicepresidente Cia e presidente Italia Olivicola, Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano. Le conclusioni saranno affidate all’On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare (invitato).

La birra artigianale, per essere pienamente apprezzata in tutte le sue favolose sfaccettature, va presentata e spiegata da professionisti che abbiano sia conoscenze tecniche vaste che una forte empatia nei confronti dei propri interlocutori. In questi ultimi anni, moltissimi gestori e addetti ai lavori operanti in contesti specializzati quali pub, ristoranti, birrerie e pizzerie a tema brassicolo hanno sostenuto e supportato il movimento birrario artigianale italiano con le loro capacità di diffusione culturale. 101 attività sparse in tutta Italia non sono solo alfieri per la commercializzazione di birra di qualità, ma anche luoghi ove si fa diffusione della “cultura brassicola“. “La “carica dei 101 ristoranti e pub: gli ambasciatori italiani della cultura birraria e del territorio” è il tema della tavola rotonda (3 aprile – Area Talk, Padiglione Sol&Agrifood – ore 16). Interverranno Natascia Tion, managing director di Ales&Co, Roberto Aliati, direttore commerciale di Aliati&Pedrazzini, Carlo Vischi, advisor specializzato in food&beverage, Carlo Schizzerotto, direttore generale del Consorzio Birra Italiana, Mauro Pellegrini, presidente di Unione Italiana Degustatori Birre (IDB). Modera: Lorenzo Dabove, in arte Kuaska.

Olivicoltura di montagna. Se da un lato l’olivicoltura si sta specializzando, in molte regioni italiane, è concentrata in aree marginali, in collina o in montagna. È un’olivicoltura che nasce dal passato, patrimonio storico, paesaggistico e ambientale che, purtroppo è in progressivo abbandono. Tanti i problemi, a partire dal frazionamento degli oliveti, per passare all’età avanzata degli olivicoltori, fino a costi di produzione sempre più insostenibili. Decine di migliaia di ettari destinati, in caso di abbandono, al rimboschimento. Occorre allora capire quale è e potrebbe essere il ruolo dell’olivicoltura di collina e montagna in Italia, a partire da una dimensione economica che eviti lo spopolamento e l’abbandono. Serve un’idea che dia dignità all’impresa olivicola, senza relegarla al semplice ruolo di custode del passato. “Far rinascere l’olivicoltura di collina e montagna: sogno o realtà?”, il tema dell’incontro (Area Talk – Padiglione Sol&Agrifood, 4 aprile, ore 15.00), al quale parteciperanno Marco Viola, presidente Assoprol Umbria, Raffaele Amore, presidente Consorzio Igp Campania, Pietro Di Paolo, Coop Larentana (Abruzzo), Giosuè Catania, presidente Consorzio Monte Etna. Le conclusioni saranno di Sebastiano Forestale, della Direzione generale delle politiche internazionali e dell’Unione europea. Modera: Alberto Grimelli

B/Open. Il mercato degli alimenti biologici ha raggiunto i 260 miliardi di dollari nel 2022 e in Italia vale 4,4 miliardi di euro dei quali quasi 3 di export (fonte: Nomisma). Iper e supermercati coprono la maggior parte delle vendite con 1,4 miliardi di euro a luglio 2022. Al secondo posto per dimensioni i discount, con vendite pari a 272 milioni, in crescita del +14% rispetto all’anno precedente. Al terzo posto i liberi servizi con vendite per 159 milioni di euro. L’e.commerce continua a crescere e fa segnare vendite che raggiungono i 78 milioni di euro (dati IQ Nielsen). Nel complesso, nel nostro Paese il comparto bio tiene meglio del convenzionale che, nel periodo gennaio-maggio 2022, ha fatto segnare una flessione delle vendite del 2,9% contro lo 0,4% del biologico. In valore, il cibo convenzionale perde l’1,9% mentre il bio cresce del 2,3%. Da questi numeri parte la tavola rotonda sul tema “La crescita del biologico e i consumi fuori casa: sinergie per la sostenibilità” (4 aprile – Area Talk – Padiglione Sol&Agrifood – ore 11.30). Moderato da Lorenzo Tosi, questo incontro si aprirà con un focus sulle dimensioni del settore nel 2022: il presidente di Assocertbio (Associazione degli Organismi di Certificazione del Biologico) Riccardo Cozzo, presenterà una recente indagine di scenario quantitativa, Riccardo Uleri, di Longino&Cardenal, offrirà una visuale reale dei trend del settore per trovare nuove chiavi di aggancio. Valentina Quattro, di ‘TheFork’, illustrerà i risultati di una recente indagine sulla sostenibilità svolta su più di 1000 utenti e ristoranti. Al Sottosegretario del Masaf, l’On. Luigi D’Eramo, il compito di delineare la politica per raggiungere gli obiettivi della “Farm To Fork”.

Artigianato alimentare e sostenibilità. La sostenibilità declinata tra ambiente, economia, sociale e culturale. Corollari che descrivono la necessità di conservare nella vita comune, non solo come testimonianza nei musei, il saper fare maturato in millenni di conoscenze e valori. Qui sta il ruolo dell’artigiano, già di per sé molto legato al territorio quindi garanzia di rispetto per l’ambiente e di presidio sociale ed economico, soprattutto in un paese baricentro della creatività mondiale come l’Italia. L’artigianato non è solo manualità, ma anche un continuo esercizio mentale perché la creatività dell’uomo resti sempre al centro della sua presenza attiva sul pianeta con la capacità di gestire l’intelligenza artificiale non di esserne gestito. Su queste premesse, si svilupperà la tavola rotonda sul tema “Il ruolo fondamentale dell’artigiano alimentare per la sostenibilità” (Area Talk – Padiglione Sol&Agrifood – 5 aprile, ore 11.30). Parteciperanno Francesca Petrini, CNA, Roberto Bava, già presidente della Compagnia del Cioccolato, Walter Massa, artigiano del vino e contadino, Giampaolo Sodano, presidente dell’Associazione dei Mastri Oleari e Massimo Spigaroli, norcino, patron dell’Antica Corte Pallavicina. Modera: Guido Stecchi, presidente dell’Accademia delle 5T.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

9-10 novembre 2021, a Verona c’è B/Open, fiera del biologico, di grande interesse gli incontri alla “due giorni” di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Csqa

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Sarà una vera e propria maratona dedicata al biologico quella che Regione Veneto e Veneto Agricoltura con CSQA proporranno in Fiera a Verona martedì 9 e mercoledì 10 novembre in occasione di B/Open, la kermesse rivolta agli operatori del food certificato biologico. Nei due giorni della manifestazione, nella saletta all’interno dello stand regionale (padiglione 12, area B3), saranno in programma dei focus dedicati ad alcune iniziative che le Istituzioni regionali stanno realizzando in tema di biologico.

Gli incontri, che potranno essere seguiti anche in diretta sulla pagina Facebook di Veneto Agricoltura, si svolgeranno in modalità dinamica, tipo talk show, ciascuno condotto da un esperto che si avvarrà della presenza di alcuni ospiti. Si comincia martedì 9 novembre alle ore 11:00 con un focus condotto da Silvano Cossalter di Veneto Agricoltura dedicato al progetto “BeeDiversity”, una interessantissima iniziativa del Programma europeo Interreg Italia/Slovenia il cui obiettivo è quello di monitorare e salvaguardare l’ambiente delle api. Nello specifico, l’attenzione verrà posta sull’uso delle arnie elettroniche già attive nel Veneto (quella dell’Agenzia regionale è sita presso l’azienda sperimentale di ValleVecchia di Caorle, Ve), e sui dati che queste offrono ai tecnici e agli apicoltori. Alle ore 14:00, Lorenzo Furlan (Veneto Agricoltura) si confronterà con vari esperti in tema di difesa integrata in agricoltura biologica, un tema che sempre più sta interessando e coinvolgendo gli agricoltori. Infine, alle ore 15:30, Michele Giannini (Veneto Agricoltura) focalizzerà l’attenzione sulle nuove varietà di “vitigni resistenti” e come queste possono aiutare la coltivazione biologica della vite. Il giorno seguente, mercoledì 10 novembre alle ore 11:00, Valerio Bondesan (Veneto Agricoltura) con i suoi ospiti punterà i riflettori sul progetto “Agromix”, che si sviluppa nell’ambito del Programma europeo Horizon 2020, incentrato su un’agricoltura più sostenibile. In pratica, la volontà è quella di andare oltre il modello “intensivo” di agricoltura e allevamento per cercare una maggiore sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica e sociale, valutando in campo sistemi dinamici agroforestali, ovvero colture+alberi, e misti, che includono forme di allevamento estensivo. Si tratta di una sfida complessa, non facile ma che trova nell’agricoltura biologica un modello precursore di successo. La giornata proseguirà con il focus delle ore 14:00 condotto da Gabriele Zampieri (Veneto Agricoltura) dedicato al comparto del latte biologico. A questo proposito, è interessante sottolineare che, secondo stime recenti sugli acquisti, oltre la metà delle famiglie italiane consumano almeno una volta alla settimana un prodotto bio. Tra questi, il latte bio e i prodotti caseari con latte bio sono sempre più presenti ed è per questo che Veneto Agricoltura sta avviando un’indagine sulla produzione di latte bio nella nostra regione con interviste ai produttori sulla loro realtà produttiva, sulle problematiche e prospettive di mercato. Il focus si concentrerà proprio su questi aspetti, partendo dal presupposto che i produttori lattiero-caseari veneti bio sono oltre un centinaio sommando quelli bovini, caprini e ovini.

La maratona regionale sul biologico si concluderà con il focus delle ore 15:30 condotto da Davide Troncon (CSQA) dedicato alla valorizzazione dei prodotti del Cansiglio (TV-BL). Un tema, questo, di grande interesse considerato che la tutela della biodiversità, la qualità dei prodotti ed il benessere animale rappresentano sempre più valori apprezzati e richiesti dal consumatore, sempre più attento alle tematiche della sostenibilità. Ed è proprio in questo contesto che si è inserito il progetto di CSQA di valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari dell’Altopiano Tambre-Spert-Cansiglio, che ha verificato l’attenzione dei produttori locali a queste tematiche tramite un “pacchetto” integrato di certificazioni che vanno a completare il percorso virtuoso dell’altopiano Cansiglio che, primo in Italia, si è nel contempo certificato per i Servizi Ecosistemici PEFC per la tutela della Biodiversità forestale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

15 gennaio 2021, a partire dalle ore 18 webinar Argav sui Biodistretti veneti e italiani

“Dalla nascita dei biodistretti alla certificazione di gruppo. L’esperienza dei territori bio italiani” è il tema del webinar Argav organizzato venerdì 15 gennaio, dalle ore 18:00 alle ore 19:30 sulla piattaforma Zoom e sulla propria pagina Facebook.

Dopo il saluto del presidente Argav, Fabrizio Stelluto, questi gli argomenti che verranno affrontati: “Biodistretti in Italia, lo stato dell’arte”, relatore Alessandro Triantafyllidis, responsabile rete Biodistretti Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica); “L’esperienza della Calabria: il Biodistretto del Grecanico”, relatore Antonino Modaffari, vicepresidente Aiab Calabria e responsabile ricerca, sviluppo nonché referente per biodistretti, università ed enti di ricerca; “L’esperienza del Veneto: il Biodistretto dei Colli Euganei”, relatrice Sandra Furlan, referente biodistretti del Veneto; “Creare un biodistretto, sembra facile…”, relatore Renato Maggiolo, esperto di produzioni agroalimentari, fondatore de “Il profumo della freschezza” di Lusia (Ro); “Certificazione di gruppo, il futuro dei biodistretti”, ricerca di Sandra Furlan e Alba Pietromarchi, relatrice Alba Pietromarchi, ricercatrice esperta di filiera agroalimentare biologica Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica). Coordina i lavori: Marina Meneguzzi, giornalista e vicepresidente Argav.

Per chi desideri partecipare, ottenendo il link di accesso, è necessario accreditarsi presso la segreteria Argav inviando una mail  ad  argav@fastwebnet.it

Veneto seconda regione italiana per mense scolastiche bio, ma pochissime le strutture iscritte al Fondo nazionale che consente di ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio

Il nuovo logo per i prodotti biologici Ue

Con 215 strutture di ristorazione scolastica bio, il Veneto è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di mense che offrono pasti biologici agli studenti. “Ma pochissime stazioni appaltanti ed aziende di ristorazione collettiva utilizzano il Fondo nazionale per le mense scolastiche biologiche, operativo dallo scorso anno e destinato a ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio di mensa scolastica biologica. Eppure accedere ai fondi è facile, basta iscriversi al registro nazionale delle stazioni appaltanti e dei soggetti eroganti”. E’ l’invito rivolto dall’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan a Comuni, scuole e aziende della ristorazione collettiva fatto in occasione del seminario tecnico sulla ristorazione scolastica biologica, promosso nei giorni scorsi dalla Regione Veneto in collaborazione con il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, nel palazzo Grandi Stazioni a Venezia.

Entro il 30 marzo iscrizione sulla piattaforma nazionale. “Sinora solamente tre stazioni appaltanti (una per provincia a Treviso, Venezia e Vicenza) e cinque soggetti eroganti (tre nel Vicentino e uno nel Padovano) hanno richiesto l’iscrizione all’apposita piattaforma informatica attivata dal Ministero delle politiche agricole per il servizio di mense scolastiche biologiche, e una sola stazione appaltante ha avuto accesso ai benefici di legge. Il che significa che, su un totale di 167.168 pasti ‘biologici’ erogati, solo a 19.920 pasti annui sono riconosciuti gli incentivi economici che vanno a ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio”. Da qui l’invito dell’assessore a tutti i potenziali offerenti del servizio di ristorazione scolastica biologica a presentare entro il 30 marzo la richiesta d’iscrizione alla piattaforma nazionale delle stazioni appaltanti e dei soggetti erogatori.

In Veneto il 6 per cento della superfice coltivata è destinata al biologico, le imprese agricole interessate sono il 3,5 per cento del totale e il totale degli operatori regionali bio, tra produttori, preparatori e importatori, supera i 3500. Il Veneto è la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, a registrare il maggior intervento di superfici agricole investite in colture biologiche (più 38%) ed è al terzo posto in Italia per numero di attività bio in rapporto al numero di abitanti.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

9 novembre, al via a Conegliano (TV) un corso di agricoltura biocompatibile, iscrizioni ancora aperte

E’ ai nastri di partenza – ma c’è ancora possibilità di iscrizione – il corso di agricoltura biocompatibile organizzato a Conegliano (TV) da Aps Salute & Ambiente nella sede universitaria del campus vitivinicolo ed enologico del Cirve (via XXVIII aprile 14, lato nord del Cerletti). Le lezioni avranno luogo al sabato dalle 15 alle 19 a partire dal 9 novembre sino al 4 aprile 2020.

Iscrizioni. Sono previste visite in azienda in giorni da concordare e testimonianze di produttori agricoli; inoltre, si potranno organizzare degli approfondimenti su richiesta. A chi frequenta l’intero corso verrà consegnato un attestato di partecipazione. Ai partecipanti verrà chiesto un contributo di partecipazione, definito in base agli iscritti (minimo 20, massimo 60). Ulteriori informazioni e iscrizioni: 347 960 7859 (Roberto) oppure inviare una mail a natinel63@tiscali.it con oggetto “agricoltura biocompatibile”.

Programma del corso. 09 nov – 1a lez.: Come organizzare una nuova azienda agricola; forma dimensioni e tipologia. 16 nov. – 2a lez.: Cos’è il metodo biologico e come si applica. 23 nov. – 3a lez.: Cos’è il metodo biodinamico e come si applica. 30 nov. – 4a lez.: L’ulivo, varietà, resistenza, distanze, potatura, trattamenti preventivi e curativi. 07 dic. – 5a lez.: La vite, varietà, resistenza, distanze, potatura, malattie, trattamenti preventivi e curativi; 14 dic. – 6a lez.: La coltivazione delle orticole; qualità delle sementi, piantine, le rotazioni, ecc.. I trattamenti preventivi e curativi. 11 gen. – 7a lez.: La coltivazione dei cereali; i grani e i grani antichi, orzo, farro, mais, mais autoctoni, ecc.. 18 gen. – 8a lez.: Conoscenza, caratteristiche e depurazione del terreno, preparazione e concimazione. 25 gen. – 9a lez.: Cos’è il metodo Trinium. 08 feb. – 10a lez.: Le piante da frutto in generale; caratteristiche, resistenza, porta-innesti, associazioni, distanze, potatura, trattamenti preventivi e curativi. 15 feb. – 11a lez.: Il ruolo delle piante, degli animali, degli insetti e dei microorganismi del terreno per l’equilibrio dell’habitat; 22 feb. – 12a lez.:I l riconoscimento delle diverse malattie delle piante e colture orticole. 07 mar. – 13a lez.: Utilizzo dei Microorganismi Effettivi EM nelle varie pratiche agricole. 14 mar. – 14a lez.: La preparazione dell’orto sano ed efficiente (rotazioni – consociazioni – irrigazioni – ecc..); 21 mar. – 15a lez.: La diversità e diversificazione nell’azienda agricola- 28 mar.. – 16a lez.: Prospettive commerciali e opportunità per l’agricoltura biologica locale; 04 apr. – 17a lez.: La certificazione aziendale; cos’è e come ottenerla.

Fonte: Aps Salute & Ambiente

I dati 2018 del biologico in Italia confermano la continua crescita del settore nel Bel Paese, che detiene il primato in Europa per il numero di operatori

L’agricoltura biologica in Italia si consolida come settore d’interesse economico e produttivo per il Paese e costituisce un fiore all’occhiello nel panorama della qualità agroalimentare italiana.

In Italia, superficie bio pari all’estensione della Puglia. A confermarlo, i dati elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) per il Mipaaft relativi all’anno 2018: dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati di oltre il 75%, e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%. Ad oggi, la superficie biologica raggiunta nel 2018 nel territorio italiano equivale all’estensione della Regione Puglia. Secondo le analisi effettuate dal SINAB, infatti, nel 2018 in Italia si è arrivati a sfiorare i 2 milioni di ettari di superfici biologiche, con un incremento rispetto al 2017 di quasi il 3%. Ciò si è tradotto in 49 mila ettari in più in soli 12 mesi: una crescita non solo in termini di superfici ma anche di soggetti coinvolti nel settore, che hanno raggiunto le 79.000 unità, con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre il 4%. L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2018 il 15,5% della SAU nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE, che nel 2017 si attestava al 7,0%: i dati confermano il primato dell’Italia in Europa  per quanto riguarda il numero di operatori.

Mercato: consumi + 102 % dal 2013 a oggi. L’evoluzione positiva del settore è stata confermata anche dai primi dati sul mercato del biologico (ISMEA). I consumi crescono da oltre 5 anni senza soluzione di continuità (+102 % dal 2013 a oggi). Secondo le stime ISMEA gli acquisti di prodotti bio sono aumentati di un ulteriore +1,5% nei primi mesi dell’anno. Un risultato positivo soprattutto se valutato in relazione ai quantitativi di merce presenti sul mercato, che vede ormai vicino il traguardo dei 3Mld di valore del comparto a fine 2019. A trainare le vendite la GDO, con un +5,5%, a scapito delle quote dei negozi tradizionali (-7%). Significativa anche la crescita del bio nei Discount (+20,7%). Relativamente alle importazioni di prodotti biologici da Paesi terzi, dopo anni di continua crescita, nel 2018 si è verificata una flessione complessiva del 10% dei volumi importati. Tale diminuzione è da attribuire principalmente alla categoria dei prodotti industriali, che hanno registrato un calo del 50% rispetto al 2017. Continua invece la crescita delle importazioni di cereali e di ortaggi e legumi, rispettivamente del 14% e 11%.

Fonte: Servizio stampa Ministero delle politiche agricole

“C’è ancora Terra e c’è ancora Chi Ama”: dall’incontro Biodiversità e Prosperità di Bassano del Grappa (VI) il racconto del consigliere Argav Alessandro Bedetti

(di Alessandro Bedetti, consigliere Argav). Terra ChiAma, con la grande regia di Claudio Bizzotto, ha organizzato l’evento dell’anno a Bassano (VI): Biodiversità è Prosperità. Un evento per chi ha cuore la nostra Madre Terra o è consapevole che la Terra è un organismo vivente che da sempre sostiene l’esistenza dell’uomo. Una risorsa fondamentale non da sfruttare senza limiti come è stato fatto finora, anche perchè è una risorsa finita (al momento c’è una e una sola Terra!).

Vandana Shiva e Salvatore Ciccarelli

Ma pochi ne sono consapevoli. Come pochi sanno che la nostra fortuna, in termini di farmaci per debellare le malattie più insidiose per l’uomo, è dovuta allo studio dei microorganismi terricoli. Gli antibiotici più comuni sono frutto di ricerche sul suolo: suolo che non è solo un elemento minerale ed inerte da asfaltare, cementare, bistrattare… L’uomo è legato intimamente alla Terra. La parte più importante e fertile di questa è l’Humus, da cui deriva appunto l’Uomo. E paladini della Terra e della sua biodiversità lo sono Vandana Shiva e Salvatore Ciccarelli che da tanti anni stanno lottando contro un sistema agricolo industriale che, preferendo le comode monocolture, ha compromesso l’ecosistema dei suoli, ha inquinato l’ambiente con prodotti chimici e organismi modificati geneticamente dall’uomo (che ha la pretesa di sostituirsi a Dio). Ma il sistema biologico è un equilibrio perfetto grazie alla Biodiversità che mantiene un controllo organico ed è fonte di garanzie di sopravvivenza.

La semplificazione operata dall’uomo per una sua innegabile comodità è invece fonte di squilibri che richiedono interventi esterni che apparentemente fanno bene (da un lato) mentre creano una serie di altri problemi. Si pensa di “curare” gli effetti non intervenendo sulle cause dei problemi. E non si tratta di ritornare a una agricoltura tradizionale. Bisogna informarsi, approfondire e studiare, tralasciando convinzioni o pregiudizi. Le conoscenze e la tecnologia ci sono d’aiuto e si può produrre e vivere in modo più sano e compatibile. Le molte persone che hanno affollato il Pala 2 di Bassano del Grappa (VI) mercoledì 10 aprile 2019 per ascoltare, da Vandana Shiva e dal prof. Salvatore Ciccarelli, il frutto dei loro studi e delle esperienze maturate in tutto il mondo, credono che una miglior produzione agricola e alimentare sia possibile e ci confortano e fanno ben sperare.

Si tratta di passare da una economia lineare (che rende “convenienti” certe produzioni, che però non considerano i costi sanitari e ambientali da queste prodotti – se ne tenessero conto non sarebbero così “convenienti”) a una economia circolare, come ci insegna la Natura. Si tratta di promuovere e sviluppare nuove proposte, come quella dei Biodistretti ovvero con produzioni sostenibili e durevoli; è il lavoro di molti uomini e donne di buona volontà che operano concretamente tutti i giorni con risultati sorprendenti (in quantità e qualità), sani e duraturi.

 

In Unione Europea cresce il biologico, Italia al quarto posto per superficie agricola coltivata a bio

L’area complessiva dell’Unione Europea dedicata al biologico è stata, nel 2017, di 12,6 milioni di ettari, corrispondente al 7% della superficie agricola totale utilizzata.

Ciò rappresenta un aumento del 25% avvenuto tra il 2012 e il 2017. Tra gli Stati Membri dell’UE i Paesi con le maggiori quote di area biologica risultano essere: Austria (23,4% della superficie agricola totale utilizzata), Estonia (19,6%) e Svezia (19,2%). Seguono: Italia (14,9%), Repubblica ceca (14,1%), Lettonia (13,9%) e Finlandia (11,4%).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Agricoltura biologica, adottate nuove norme UE, in vigore dal 2021

Il Consiglio europeo ha adottato le nuove regole che disciplinano la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici. Il nuovo regolamento incoraggia lo sviluppo sostenibile della produzione biologica nell’UE e mira a garantire una concorrenza leale per gli agricoltori e gli operatori, prevenire le frodi e le pratiche sleali e migliorare la fiducia dei consumatori nei prodotti bio. Il nuovo regolamento entrerà in vigore il terzo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea e si applicherà dal 1° gennaio 2021.

Consentire ai produttori bio un’equa competizione. Le vecchie norme riguardanti la produzione biologica non erano omogenee in tutta l’UE, in quanto includevano una vasta gamma di pratiche ed eccezioni diverse. Inoltre, il principio di equivalenza applicabile agli alimenti biologici importati ha creato una situazione in cui norme diverse si applicavano a diversi produttori dello stesso Paese. Si è reso dunque necessario un nuovo quadro legislativo per dotare un settore, in continua e rapida crescita, di regole chiare e stabili e consentire ai produttori biologici di competere in modo equo, indipendentemente dal fatto che producessero nell’UE o in un Paese terzo. Grazie alle nuove regole, i consumatori che acquistano un prodotto con il logo biologico dell’UE possono essere sicuri di ottenere la stessa qualità in tutta l’Unione.

A partire dal 1° gennaio 2021. Le norme di produzione saranno semplificate e ulteriormente armonizzate mediante la progressiva eliminazione di una serie di eccezioni e deroghe; il sistema di controllo sarà rafforzato grazie a misure precauzionali più rigorose e solidi controlli basati sul rischio lungo l’intera catena di approvvigionamento; i produttori dei Paesi terzi dovranno rispettare lo stesso insieme di norme di coloro che producono nell’UE; l’ambito delle regole organiche sarà ampliato per coprire un elenco più ampio di prodotti (ad esempio sale, sughero, cera d’api, cuori di palma, ecc.) e regole di produzione aggiuntive (ad esempio cervi, conigli e pollame); la certificazione sarà più facile per i piccoli agricoltori grazie a un nuovo sistema di certificazione di gruppo; è previsto un approccio più uniforme per ridurre il rischio di contaminazione accidentale da pesticidi; le deroghe per la produzione di letti demarcati in serre saranno gradualmente eliminate.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa