
È passato poco più di un anno dalla firma del Protocollo di intesa tra Donne Coldiretti e l’On. Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere. Da questa collaborazione è nato #COLTIVIAMOILRISPETTO, un progetto partito dal Veneto come risposta concreta alla tragica scomparsa di Giulia Cecchettin, che ha profondamente scosso le coscienze di tutto il Paese.
Prodotti gentili e fattorie della tenerezza
L’iniziativa promuove i “prodotti gentili” nei mercati di Campagna Amica e mira a creare una rete nazionale di fattorie della tenerezza impegnate nell’integrazione lavorativa e nel sostegno delle vittime di violenza. Un progetto che non si ferma solo all’assistenza, ma investe anche nel cambiamento culturale attraverso l’istituzione di premi di tesi destinati a giovani studentesse e studenti universitari per la ricerca di nuovi linguaggi educativi e comunicativi con cui diffondere principi di rispetto e uguaglianza.
Risultati tangibili
I numeri raccontano un successo: sono 12.150 gli euro raccolti in tutta la regione nello scorso anno grazie alla vendita dei prodotti gentili nei sette mercati a km 0, animati ogni quarto sabato del mese dalla presenza di volontarie e imprenditrici agricole che hanno organizzato eventi dando vita a relazioni pubbliche, raccogliendo anche testimonianze riservate di persone in difficoltà. Consumatori e agricoltori si sono uniti per sostenere azioni concrete contro la violenza di genere, dimostrando come il mondo rurale possa essere motore di solidarietà e cambiamento. Il progetto ha già portato risultati tangibili: le donne di Coldiretti Padova consegneranno ad aprile la prima borsa di studio universitaria. In una sorta di filo rosso che collega le sette province, durante la conferenza stampa di presentazione organizzata nella Sala Berengo dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Tiziana Lippiello, rettrice del primo ateneo italiano a ottenere la certificazione per la parità di genere Uni/PdR 125:2022, il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan, l’On. Martina Semenzato, la docente Sara De Vido, delegata della Rettrice ai giorni della Memoria, del Ricordo e alla Parità di Genere ed Ermelinda Damiano, presidente del Consiglio comunale di Venezia, hanno sottoscritto l’istituzione di tre premi di tesi da 2 mila euro ciascuno a favore di studentesse/studenti iscritte/iscritti a Ca’ Foscari che redigano una tesi di laurea magistrale sul tema della prevenzione della violenza di genere, con particolare riferimento ai seguenti ambiti: Linguistica – Linguaggio di genere; Diritti umani – Contrasto alla violenza di genere nei confronti delle donne; Finanza – Educazione Economica e Finanziaria finalizzata alla creazione dell’indipendenza economica della donna. La rettrice Tiziana Lippiello ha così commentato: “Desidero ringraziare vivamente Coldiretti per aver voluto sostenere lo studio e la ricerca di giovani studiose e studiosi sul tema della violenza di genere. Un obiettivo che è un impegno concreto di Ca’ Foscari, da anni in prima linea con iniziative didattiche, scientifiche e culturali e servizi specifici volti a promuovere equità, inclusione, dialogo e contribuire a contrastare la violenza sulle donne. L’istituzione di questi premi di tesi è un’ulteriore importante azione educativa e di sensibilizzazione su questi temi”. La restante parte dei fondi raccolti nel 2024 è stata così ripartita: 2.000 euro al Centro antiviolenza del Comune di Venezia, realtà storica con oltre 30 anni di attività; 2.000 euro allastruttura di riabilitazione “Le Farfalle” di Portogruaro (VE), specializzata nel recupero psico-fisico per soggetti con disturbi alimentari; 2.000 euro alla Cooperativa sociale “Iside” di Mestre (VE), impegnata nell’accoglienza e supporto delle donne vittime di violenza.
Puntare sull’imprenditoria femminile
“L’impegno di Coldiretti va nella direzione di riconoscere all’agricoltura il suo ruolo sociale, capace di produrre non solo cibo, ma anche valori – ha detto Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto – sono pienamente convinto che uno degli obiettivi fondamentali per il nostro settore sia puntare con decisione sull’imprenditoria femminile, valorizzando il ruolo centrale che le donne svolgono in agricoltura e nel saper portare punti di vista coraggiosi e innovativi. La loro capacità di portare nuove idee, di promuovere modelli di sviluppo sostenibili e di rispondere ai bisogni sociali rende l’agricoltura non solo un motore economico, ma anche un esempio di welfare territoriale. Credo quindi sia essenziale che Coldiretti Donne si affermi sempre di più come interlocutore autorevole su temi socio-economici, creando un collegamento concreto tra il nostro settore e la società nel suo complesso, coinvolgendo cittadini e consumatori nei percorsi proposti da Coldiretti; potremo cosi costruire un futuro migliore per l’intera società”.
Una donna che sa gestire il proprio denaro è una donna più forte
“E’ una giornata importante perché dedicata a un progetto speciale, realizzato da donne del fare e che fanno impresa e creano lavoro. Parliamo di progetti concreti e che rientrano in quegli “impegni” del Protocollo d’intesa che ho avuto l’onore di firmare da Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere insieme a Donne Coldiretti e Campagna Amica, vale a dire la creazione di una rete di fattorie della tenerezza che dal Nord al Sud del Paese aprono le porte alle donne vittime di violenza per accoglierle, ma anche per offrire opportunità di lavoro e quindi di riscatto sociale. Perché il 62% delle donne vittime di violenza non hanno un’indipendenza economica risultano non avere né lavoro, né un conto corrente. Tuttavia, ancora oggi, molte donne non hanno accesso a queste conoscenze, specialmente nelle fasce sociali più vulnerabili. Per questo motivo dobbiamo promuovere percorsi di educazione finanziaria nelle scuole e nei luoghi di lavoro, ma anche attraverso iniziative rivolte alle donne adulte. La formazione finanziaria non è solo uno strumento tecnico, ma un atto di emancipazione. La capacità di gestire le proprie risorse economiche è una competenza imprescindibile per costruire una vita autonoma. Una donna che sa gestire il proprio denaro è una donna più forte, più libera e più sicura di sé. Ricordiamolo! La rete è fondamentale: tutte insieme per ridare speranza”, “, ha affermato l’On. Martina Semenzato.
Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto
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Semplificazione e valorizzazione dell’imprenditore che sceglie di offrire servizi di agricoltura sociale rivolti all’inserimento lavorativo, all’inclusione di soggetti svantaggiati, alle attività a supporto di terapie. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) il Veneto, primo in Italia a dotarsi di una legge sull’agricoltura sociale – commenta l’assessore all’Agricoltura Federico Caner, intervenuto a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, alla presentazione del Pdl 285 a firma della consigliera Sonia Brescacin -, fa un ulteriore passo avanti: nell’adeguare la propria legge 14/2013 alla norma nazionale 141/2015, sceglie di valorizzare sempre di più la figura dell’imprenditore agricolo, ampliando e consolidando la gamma dei servizi erogabili nelle fattorie sociali. Non va trascurata questa ennesima evoluzione dell’impresa agricola, che diversifica e diventa sempre più multifunzionale, nell’ottica di recupero della tradizione e di un nuovo welfare”.
Il cuore della gratitudine è arrivato nelle case degli italiani che, partecipando all’operazione di solidarietà a favore del Cuamm Medici con l’Africa, ha prodotto quasi 10 mila euro già versati a sostegno dell’iniziativa “Prima le mamme e i bambini”
Le fattorie sociali entrano a pieno titolo nel sistema socio-sanitario del Veneto. Lo sottolinea l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, all’indomani dell’approvazione in Consiglio regionale della legge di adeguamento ordinamentale in materia di politiche sanitarie e sociali che integra le attività di agricoltura sociale nella programmazione regionale degli interventi e dei servizi sociali.
Laboratori sensoriali per allenare gusto, tatto e olfatto a riconoscere le caratteristiche e le virtù dei prodotti della terra: li hanno proposti le donne imprenditrici di Coldiretti a Padova in occasione di Diversabilmente, la manifestazione sul diritto allo studio e al lavoro per tutti promossa dall’Associazione Pedagogica Socio Culturale Athanatos in collaborazione con l’Università, Regione del Veneto, Comune e altri enti anche di formazione oltre a Donne Impresa Coldiretti.
aziende agricole
“Encomiabile l’iniziativa assunta da Fai Cisl che ha lanciato la campagna “#SosCaporalato” contro lo sfruttamento nel lavoro agroalimentare dopo i tragici fatti di a Puglia, ma no a compartimenti stagni. Aggrediamo il fenomeno non solo in agricoltura ma anche nel manifatturiero e nei servizi”.
Quella del caporalato in agricoltura è una vergogna che riceve meno attenzione di quanto sarebbe necessario nelle Istituzioni e in seno alle stesse organizzazioni (quasi tutte) del mondo agricolo. Per poi trovare improvviso, ma breve, spazio sui media nazionali nel caso di tragedie come quelle recenti in Puglia. Per questo è encomiabile l’iniziativa assunta da Fai Cisl che ha lanciato la campagna “#SosCaporalato” contro lo sfruttamento nel lavoro agroalimentare.
Domenica 30 luglio a partire dalle 10 fino a sera nella Tenuta Coffele di Castelcerino a Soave (VR), nel corso di un evento aperto a tutti, sarà presentato il progetto Cascina Albaterra, nato dall’iniziativa di un’associata di Confagricoltura, l’azienda agricola Coffele, che ha recentemente siglato un accordo con l’associazione Sulle Orme onlus che prevede la realizzazione – a partire dal 2018 – di una fattoria sociale e didattica con un allevamento biologico di ovini e caprini e un orto sinergico, per la produzione e la vendita di prodotti biologici nei terreni dell’azienda agricola ubicata tra le colline soavesi.
C’è chi prima faceva l’agente di commercio, il promoter, l’informatico, il grafico, il dipendente di una multinazionale. Poi è arrivata la crisi, anche qui nel cuore dell’economia e qualcosa si è inceppato, non solo dal punto di vista delle ambizioni professionali. Tra loro c’è anche chi dopo la laurea con lode non ha trovato lavoro, solo offerte sporadiche maturando una sorta di sconfitta. Ora, per quasi dieci di loro, qualcosa è cambiato, e grazie al progetto Work Experience, un intervento formativo di Coldiretti Veneto finanziato dalla Regione Veneto attraverso il Fondo Sociale Europeo, presentato ieri a Selvazzano Dentro (PD) nella sala di Villa Cesarotti, si apre la porta di un’impresa agricola per l’inserimento nel mondo del lavoro.