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Si alle uova “non conformi” per trasformazione in territorio nazionale

“Il divieto dell’Unione europea alla vendita al consumatore di uova di galline da batteria entrerà in vigore dall’1 gennaio 2012, ma i produttori saranno liberi di venderle ai trasformatori nazionali”.  Lo ha dichiarato nei giorni scorsi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa “Reuters”, il commissario europeo per la Salute e la Politica dei consumatori John Dalli.

Decisione in aiuto ai produttori. “La commissione non intende posticipare  la data di entrata in vigore del divieto, gli investimenti e gli sforzi fatti, come anche la fiducia dei consumatori, non devono essere minati. Ma invece di obbligare i produttori che non saranno in grado di rispettare quella data a distruggere le proprie uova – ha affermato Dalli – la commissione vuole dare loro la possibilità di venderle ai trasformatori industriali dei propri Paesi”.

(fonte Agrapress)

14-16 ottobre 2011, Verona diventa la capitale mondiale dell’arte bianca e ospita per la prima volta in Italia il convegno UIB

Verona si conferma la capitale mondiale dell’arte bianca. Dal 14 al 16 ottobre prossimi, infatti, Veronafiere ospiterà il congresso mondiale dell’Uib, l’Union Internazionale de la Boulangerie, che rappresenta oltre 300mila attività di panificazione nei cinque continenti, grazie alle quali origina un indotto che supera i quattro milioni di addetti. È la prima volta che l’organizzazione mondiale della panificazione sceglie l’Italia come Paese ospitante.

L’organizzazione è stata affidata alla Fippa, la Federazione italiana panificatori, panificatori pasticceri e affini, che rappresenta l’Italia all’interno di Uib, in collaborazione con Veronafiere. Al congresso internazionale saranno presenti oltre 50 delegazioni del comparto dell’arte bianca, provenienti da tutto il mondo, per un confronto sui temi comuni e le sfide che attendono il settore per i prossimi anni. Fippa e Uib hanno scelto Verona come sede per il ruolo di capitale dell’arte bianca che da oltre 20 anni ricopre grazie a Siab, il Salone internazionale dedicato a pane, pasticceria, pizza e pasta, agli ingredienti e alle tecnologie connesse al comparto, in programma nel 2013 e che sarà anticipata da tour promozionali all’estero.

Diverse saranno le tematiche trattate dall’Union Internazionale de la Boulangerie, dalle questioni economiche alla formazione professionale, dal ricambio generazionale alle nuove frontiere di marketing e pubblicità. Una particolare attenzione sarà inoltre dedicata agli aspetti legislativi di natura comunitaria e alle dinamiche di mercato legate alla globalizzazione. «Alcune importanti sfide si giocano infatti sul piano dell’internazionalizzazione – osserva il presidente di Fippa, Franco La Sorsa -. Pensiamo ad esempio alle direttive e ai regolamenti comunitari, che sempre più spesso incidono sulle attività di impresa nei singoli Paesi dell’Unione europea, oppure ai flussi delle materie prime, che sempre più varcano i confini comunitari in entrata e in uscita. Ma proprio per l’attenzione che da sempre Veronafiere e Siab dedicano all’internazionalizzazione è stata scelta questa città come sede del congresso di Uib». Nel corso dell’evento verrà consegnato il premio «Fornaio dell’anno», quest’anno assegnato allo statunitense Hans Nadler. Inoltre il 16 ottobre, ultimo giorno del congresso, Uib, Fippa e Siab celebreranno la «Giornata mondiale del pane».

(fonte Veronafiere)

Crisi, a Crespino (RO) Coldiretti parla del progetto economico per superarla

il tavolo dei relatori

«L’educazione alimentare è un dovere fondamentale verso i nostri figli, quanto l’educazione scolastica. Abbiamo una buona agricoltura che produce ottimi alimenti: diamoli ai nostri figli e insegniamo loro a mangiar bene, perché un bambino che mangia bene, sarà un adulto che mangia bene, sarà sano e non peserà sul servizio nazionale». Parola di pediatra e di sindaco di Crespino, Luigi Ziviani.

Globalizzazione del commercio del cibo, male necessario? Al convegno organizzato lo scorso 16 settembre da Coldiretti Rovigo in collaborazione con l’amministrazione comunale: “Filiera agricola tutta italiana e qualità dei prodotti per superare la crisi e mangiare sano”, i relatori hanno collegato la globalizzazione del commercio del cibo con gli allarmi alimentari, sempre più frequenti, con la maggior lavorazione dei cibi e con l’allungamento dei passaggi per arrivare ai consumatori. Risultato: alimenti sempre meno freschi per poter essere trasportati per migliaia di chilometri, sempre più carichi di additivi e aromi, sempre più lontani dalla natura e dall’agricoltura, sempre meno italiani, con una forbice dei prezzi al consumo e alla produzione che si allarga. Ma Coldiretti ha la risposta delle filiere tutte agricole e tutte italiane. «L’Europa riceve il 12 per cento delle importazioni di cibo mondiali – ha detto Rolando Manfredini, responsabile dell’Area sicurezza alimentare della Confederazione nazionale Coldiretti – Ricordiamo la Bse, l’influenza aviaria, il pollo alla diossina, il batterio killer, la mozzarella blu… Il 95 per cento dei casi sono state malattie d’importazione. Nessuna emergenza ha mai avuto origine dall’Italia. Non è una fortuna, ma il risultato di un sano processo produttivo degli alimenti che ci viene da 10 mila anni di storia, quando i popoli transumanti inventarono le conserve per portarsi il cibo appresso e da qui abbiamo creato una cultura degli alimenti senza eguali al mondo».

 

platea convegno

«In Europa esiste il Rasff, il sistema di allerta e respingimento degli alimenti non-sicuri alle frontiere – ha spiegato Manfredini – Negli ultimi sei anni i rigetti sono aumentati: quest’anno sono al 5 per cento. Quali sono i cibi che risultano più contaminati? Alimenti dietetici e speziati. In ogni caso sempre alimenti “processati”, cioè che hanno subito delle lavorazioni dall’industria. E sono i tre quarti del commercio alimentare mondiale. Un sistema che posa su una filiera lunga, quindi meno controllabile. In prospettiva, il rischio alimentare è destinato sempre a crescere. Accorciare la filiera significa più controllo e meno storture. Prendiamo un vasetto di passata di pomodoro: euro 0,99 (offerto in sottocosto, dalla grande distribuzione). Il pomodoro incide per il 9 per cento (euro 0,08), il contenitore per il 19 (euro 0,19), il restante 72 per cento va in trasformazione, logistica e distribuzione (euro 0,72). Chi ha pagato il sottocosto?».

«I cibi che arrivano da lontano devono essere manipolati per poter resistere al trasporto – ha aggiunto Manfredini – Ecco i coloranti, gli additivi, gli aromi per dare colore e gusto a qualcosa che non sa di niente. Le banane vengono raccolte acerbe, maturano in nave e quando arrivano contengono meno potassio delle nostre pesche. Ma il consumatore non lo sa. Un chilo di ciliegie dal Cile consuma 7 chili di petrolio per arrivare. Fate conto che in Italia l’83 per cento dell’energia viene da combustibili fossili, l’86 per cento delle merci viaggia su strada e ogni italiano consuma 6-8 chili di merce trasportata al giorno; ogni pasto percorre mediamente quasi 2000 km». «Uno studio americano – ha proseguito Manfredini – ha calcolato che un cittadino Usa consuma 1600 litri di petrolio al giorno per mangiare. La guerra in Iran è stata fatta per il cibo! Per questo Coldiretti ha progettato la filiera agricola tutta italiana – ha concluso il relatore – perché dobbiamo mantenere la nostra indipendenza dal punto di vista alimentare: se uno stato perde la sua sovranità alimentare si sottomette ad un altro che gli imporrà il suo cibo al suo prezzo».

Crisi nera dei prezzi alla produzione. A conclusione della serata il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo ha così riassunto: «Nonostante siamo produttori di qualità, quest’anno abbiamo visto una crisi nera dei prezzi alla produzione. Le filiere lunghe e lo strapotere della grande distribuzione fanno allargare la forbice dei prezzi, sicché mentre il consumatore paga caro degli alimenti spesso anonimi, i produttori agricoli lavorano sottocosto e ricevono soltanto il 17 per cento per ogni euro di spesa alimentare del consumatore». «Per superare la crisi ed eliminare queste profonde ingiustizie – ha spiegato Giuriolo – Coldiretti ha lanciato un vero progetto economico per la realizzazione di filiere tutte agricole e tutte italiane: solo impegnandoci su questo progetto e stringendo i denti supereremo la crisi». «Abbiamo cominciato tre anni fa con i mercati degli agricoltori con la vendita diretta – ha concluso Giuriolo – e siamo pronti per la Vdo, vendita diretta organizzata. Un sistema di concentrazione del prodotto agricolo di tutte le aziende italiane che aderiscono alla nostra rete, che verrà distribuito attraverso le Botteghe di Campagna amica, sotto un unico marchio, in tutta Italia. Contiamo anche qui in Polesine di aprirne almeno una quanto prima».

(fonte Coldiretti Rovigo)

Cresce il reddito agricolo nell’Ue, cala però in Italia

Il reddito agricolo per addetto dell’Unione europea nel 2010 è aumentato del 12,6%: è con questo dato che Eurostat, l’ufficio comunitario di statistica, dà una visione d’insieme della crescita nel settore durante lo scorso anno rispetto al 2009. Un risultato positivo che, però, non riguarda l’Italia: con un calo in termini reali del 2,8%, il nostro Paese è nella rosa dei sei Stati membri in cui il dato è preceduto dal segno meno.

Il primo responsabile della maggiore rendita agricola nel complesso dei Ventisette è stato l’aumento dei prezzi. Il settore ortofrutticolo, che costituisce poco più della metà della produzione agricola totale e dove l’Italia è il secondo produttore dietro alla Francia, ha registrato un +5,9%, grazie ad un aumento dei prezzi del 10,3% e a fronte di una diminuzione del volume del 2,6%. Ad eccezione dell’olio di oliva, prodotto in quantità maggiore rispetto al 2009 (+16,4%), tutte le altre coltivazioni hanno subito un calo del volume, mentre i prezzi sono tendenzialmente aumentati, in primis per olio di semi (+29%), cereali (+27%) e patate (+18,1%).

Forte aumento prezzo del latte. La produzione animale, pari al 40% circa di quella agricola totale e dove l’Italia è il terzo Paese produttore in Europa, è cresciuta del 2%, in parte per un leggero aumento del volume (+0,8% rispetto al 2009). L’aumento dei prezzi in questo settore (un più contenuto +1,9%), è stato determinato soprattutto dal forte aumento del prezzo del latte (+10,5%), che ha portato la media oltre l’asticella dello zero nonostante la maggior parte dei prodotti abbia subito un calo degli importi (-7,1% le uova, -1,3 l’allevamento).

Entrate agricole in Italia calate di anno in anno. Infine, a concorrere al dato finale, hanno contributo i servizi agricoli (+1,3%) e le attività agricole secondarie (-1,2%). Fissando il 2005 come anno di riferimento (con valore 100 per il reddito da produzione agricola), nel 2010 la rendita agricola europea per addetto si è attestata a 111,2, dopo il dato negativo dell’anno precedente, che aveva chiuso a 98,9 (-10% rispetto al 2008). Atipica la situazione in Italia, dove, ad eccezione del 2008, le entrate agricole per unità lavorativa sono calate di anno in anno, fino a raggiungere il valore di 83,6, sempre considerando il 2005 come anno di riferimento. Oltre al nostro Paese, in 7 Stati membri il dato del 2010 è inferiore a quello del 2005, mentre nei restanti 19 Paesi il fatturato agricolo per addetto è aumentato in questi ultimi cinque anni. L’agricoltura ha reso di più nel 2010 rispetto all’anno precedente soprattutto per i quindici Paesi storici dell’Ue, dove si è registrato un +13,3%, mentre nei dodici Paesi di più recente entrata la crescita – pari al 7,2% – è stata meno sostenuta.

(fonte Agronotizie.it)

La ricetta anti-crisi delle organizzazioni agricole per il settore ortofrutta

Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri, unite davanti alla grave crisi che ha colpito il settore ortofrutticolo, hanno predisposto un documento comune per indicare la via d’uscita. Secondo le organizzazioni agricole, è necessario intervenire con un piano di ristrutturazione del settore che preveda un adeguamento della strategia nazionale dell’attuazione dell’organizzazione di mercato dell’ortofrutta, che tenga conto in particolare della prevalenza delle risorse destinate alle fasi di produzione agricola.

Necessario rivedere la normativa nazionale. Occorrono, inoltre, l’attivazione di un fondo mutualistico per affrontare le crisi, lo sviluppo di polizze multirischio, una riconversione varietale, la ristrutturazione delle attività commerciali delle organizzazioni dei produttori per evitare conflitti e concorrenza. Per questo chiedono che sia rivista la normativa nazionale per la loro costituzione unicamente su base agricola, una migliore trasparenza della filiera commerciale, la razionalizzazione delle modalità di confezionamento, la definizione di un soggetto nazionale che in trasparenza asseveri le previsioni produttive, di mercato e di consumo, misure il contrasto alla concorrenza sleale e il sostegno nei confronti di Bruxelles dell’aumento dell’indennità di ritiro.

La via d’uscita dalla crisi passa anche dal coinvolgimento delle Regioni: con esse infatti il Mipaaf deve attivare tutti i meccanismi previsti dalla regolamentazione comunitaria per le crisi di mercato. Il Mipaaf dovrebbe infatti coordinare l’attivazione da parte delle Organizzazione dei produttori ortofrutticoli delle misure previste per i prodotti ritirati. Tra le misure da attuare, le quattro organizzazioni indicano anche l’attivazione dei ritiri di prodotto trasformato, con anticipo nazionale, come attività preparatoria del bando per indigenti, previsto dalla regolamentazione comunitaria, per frutta trasformata a valere sul bilancio 2012; l’attivazione a partire dal mese di luglio di misure di ritiro straordinarie in deroga alla Ocm in analogia con lo schema di aiuti adottato con il regolamento comunicatori E.Coli; il subordino di ulteriori interventi nazionali e regionali al pieno espletamento di tutte le azioni previste dei piani operativi.

(fonte garantitaly.it)

8-11 settembre 2011, Torino torna ad essere Capitale d’Italia…ma dell’agricoltura

Vini pregiati, oli profumati, formaggi invecchiati, carni podoliche, frutti antichi e verdura brillante, ma anche squisite marmellate, mieli, dolci della tradizione, deliziosi insaccati e poi, laboratori, workshop, spettacoli, convegni, folklore e giochi rurali. Questo, e molto altro, alla prossima Festa nazionale dell’Agricoltura che si svolgerà a Torino dall’8 all’11 settembre 2011, nella splendida cornice dei Giardini Reali. Quattro giorni, una vera full immersion tra sapori e saperi, scoprendo o riscoprendo le eccellenze del patrimonio enogastronomico italiano, le tradizioni e la Storia. Una manifestazione, ideata e promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, giunta alla sua sesta edizione, che quest’anno fa tappa nell’ex Capitale d’Italia, proprio per festeggiare i 150 dall’Unità del Paese.

Il legame tra il nostro Paese e l’agricoltura è inscindibile -sottolinea la Cia- tanto a livello storico ed economico quanto paesaggistico. Da qui la scelta dello slogan “Per chi ama la nostra terra” che caratterizza questa edizione della Festa nazionale dell’Agricoltura. Senza i vigneti nel Chianti, gli ulivi nell’Umbria, i muretti a secco del Salento, gli agrumi in Sicilia, le terrazze in Liguria, il verde delle Langhe nel Piemonte, infatti, vedremmo un’altra Italia, un Paese che non riconosceremmo e che non sarebbe potuto diventare quel “Bel Paese” universalmente conosciuto e apprezzato nel mondo. La vocazione agricola del nostro Paese -evidenzia la Cia- che ha contribuito a far crescere l’Italia, rimane per molti connazionali un motivo di vanto e distinzione.

Tra le iniziative, laboratori di pasta e pane. Festeggeranno, quindi, i milioni d’italiani che tutt’oggi lavorano in agricoltura nel nostro Paese ma anche tutti quei cittadini che godono dei frutti della preziosa terra, dell’ambiente naturale e delle sue bellezze estetiche. Insomma, la Festa dell’agricoltura a Torino -continua la Cia- rappresenta un’occasione ghiotta per trascorrere 4 giorni dentro uno scrigno di gusti, informazioni, novità e curiosità. In aree attrezzate, ospitali e confortevoli. Dai laboratori, per riscoprire le tipicità della pasta e del pane fatti in casa, alla riscoperta dei giochi semplici che si facevano 100 anni fa in campagna, ma anche momenti di divulgazione e di dibattito sulle nuove tendenze politiche e tecnologiche del settore: seminari per giovani, donne e anziani oltre che convegni sull’evoluzione e la trasformazione del paesaggio agrario. Inoltre, migliaia di prodotti in mostra da degustare, rarità agroalimentari e nuove sperimentazioni di gusti. Tra un “tomino alla birra di castagna” e un “risotto tricolore”, le esibizioni dei gruppi folkloristici e gli spettacoli di artisti, cantautori e scrittori ispirati dal mondo rurale: questa sarà la festa dell’agricoltura. Una kermesse -conclude la Cia- che interesserà ogni fascia di età, molti curiosi e turisti che avranno modo di saggiare, se ve ne fosse ancora bisogno, quanto è buona l’agricoltura italiana.

L’agricoltura in cifre. Oltre 2 milioni di italiani impegnati, più di 9000 specialità enogastronomiche tipiche riconosciute, circa 250 prodotti tutelati dai marchi di qualità Europei, un fatturato annuo che supera gli 8 miliardi di euro.

(fonte Cia- Confederazione Italiana Agricoltori)

Patto anti-frodi tra Ministero e Assofertilizzanti

Innovativo accordo firmato tra Assofertilizzanti e l’Icqrf, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. La collaborazione prevede in primo luogo iniziative congiunte di formazione e studio tra Assofertilizzanti e Ministero, in grado di rafforzare ulteriormente l’efficacia della lotta alla frode nei fertilizzanti.

Peso ed etichettature le frodi più comuni. “Tra le frodi più frequentemente represse nell’ambito dei fertilizzanti vi sono la commercializzazione di prodotti con titoli o peso inferiori rispetto a quanto dichiarato o indicato, così come l’etichettatura non conforme alla legge”, ha spiegato Giuseppe Serino, Ispettore generale capo dell’Icqrf. L’accordo prevede inoltre il lancio di un programma di ricerca per la messa a punto di una innovativa tecnica di “caratterizzazione di matrici organiche in ammendanti e concimi organo-minerali”, ovvero il sistema grazie al quale è possibile verificare la corrispondenza tra le sostanze dichiarate nell’etichetta dei fertilizzanti e quanto effettivamente rilevato tramite analisi di laboratorio. I campioni per la caratterizzazione saranno messi a disposizione da Assofertilizzanti.

(Fonte: aiol.it)

La difesa dal caldo inizia a colazione, vademecum di Coldiretti Verona per l’acquisto di frutta al giusto prezzo

Come la maggior parte degli italiani, anche i veronesi si difendono dal caldo mangiando semprea colazione, pranzo e a cena la frutta fresca che è il cibo consumato con maggiore frequenza a tavola, battendo addirittura il pane, la verdura e la pasta E’ quanto emerge da una indagine di Coldiretti che evidenzia peraltro che il 20% di veronesi non consuma mai frutta. Un errore poiché per difendersi dal ritorno del grande caldo è importante – sottolinea Coldiretti Verona – bere e mangiare molta frutta che aiuta a prevenire il rischio di colpi di calore che potrebbero creare problemi alla salute della popolazione più sensibile come anziani e bambini, dopo l’allarme lanciato dalla protezione civile.

Con il gran caldo, meglio bere anche se non si è assetati. “Frutta e verdura sono fonte di vitamine, sali minerali e liquidi preziosi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere la disidratazione, i radicali liberi prodotti come conseguenza dell’esposizione solare. – precisa Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – Antiossidanti “naturali” sono infatti le vitamine A, C ed E che  sono contenute in abbondanza in frutta e verdura fresca”. “E’ importante ricordare  – aggiunge Piccioni – che lo stimolo della sete, spesso, non è proporzionale allo stato di disidratazione e che negli anziani tale stimolo è attenuato. Per questo si consiglia di bere anche se non si è assetati o di mangiare un frutto che per l’80-90% è acqua. E poichè il caldo riduce l’appetito, si tende a mangiare meno nelle ore centrali e un frutto rifornisce nutrienti che aiutano a superare la debolezza. Questi vegetali sono dunque alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile”.

Consigli per gli acquisti. Per aiutare a fare acquisti di qualità al giusto prezzo Coldiretti ha messo a punto un vademecum considerando che questa è la fase stagionale in cui più conveniente per consumare frutta in un Paese come l’Italia che è leader nella produzione di ortofrutta per quantità e qualità. Verificare sempre la presenza dell‘etichetta di provenienza, prediligere le varietà di stagione coltivate in serra o in pieno campo che presentano le migliori caratteristiche qualitative e il prezzo più conveniente; preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza; privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori, nei mercati di campagna amica, in quelli rionali e di Paese e nei punti vendita specializzati della grande distribuzione dove è possibile fare buoni affari ed è più facile individuare l’origine e la genuinità dei prodotti; scegliere gli ortaggi e la frutta con il giusto grado di maturazione, quando sono esaltate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali; optare per acquisti ridotti e ripetuti per garantirsi sempre l’elevato grado di freschezza ed evitare di essere costretti a buttare i prodotti eccessivamente maturati con il caldo; privilegiare il consumo di verdure crude perché con la cottura – conclude la Coldiretti – si perde parte di acqua, sali minerali e vitamine.

(fonte: Coldiretti Verona)

Il presidente Guidi a CortinaIncontra: agricoltura e credito

Mario Guidi, presidente Confagricoltura a Cortinaincontra

Nel corso della conferenza dal titolo “Fuori i soldi” nell’ambito della kermesse ampezzana “Cortina InConTra”, Mario Guidi, presidente Confagricoltura, ha dichiarato: «Per il sistema agricolo c’è una particolarità: è un sistema composto da aziende che hanno poco cash flow, che hanno percorsi reddituali altalenanti e quindi sono poco conformi a Basilea 3. Si può dialogare con il sistema bancario, indubbiamente. Ma sarebbe più agevole se riuscissimo a liberare le risorse che vengono divorate da un sistema Paese troppo goloso dei patrimoni e della redditività delle aziende; se liberassimo queste risorse, riusciremmo a incrementare il Pil. Ciò che risolverà il problema della ricchezza in Italia sarà la capacità di creare valore aggiunto. Noi del sistema agricolo siamo economia reale e sopportiamo meglio di altri la crisi, siamo passisti con un tempo più lungo per sviluppare i nostri business. Entro il 2040 dovremo produrre il 70% in più di cibo e, per questo, siamo sicuri, qualcuno ci verrà a cercare».

(fonte Confagricoltura)

Import export cerealicolo in Italia nei primi cinque mesi del 2011, saldo in negativo

Secondo i dati dell’Associazione nazionale cerealisti i movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi cinque mesi del 2011 un esborso di valuta pari a 2107,7 milioni di Euro (1557,5 nel 2010) ed introiti per 1209,9 milioni di Euro (1042,5 nel 2010). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -897,8 milioni di Euro, contro -515,0 milioni di Euro nel 2010.

In aumento l’import di granturco ed orzo. Le importazioni in Italia dell’intero settore dei cereali e semi oleosi nei primi cinque mesi del 2011 sono aumentate di 293.000 tonnellate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,3%). Aumentano in particolare gli acquisti dall’estero di granturco (+289.000 t), orzo (+55.000 t) ed altri cereali minori (+21.700 t). In diminuzione invece sia il grano tenero (-18.500 t), che il grano duro (-52.000 t). Tra gli altri prodotti presi in esame si registra un aumento delle importazioni dei trasformati+sostitutivi (+15.000 t) ed una riduzione del riso (considerato nel complesso tra riso lavorato, semigreggio e rotture) di 2.000 t (-3,8%). Le importazioni in Italia di farine proteiche di estrazione aumentano di 207.000 t (+20,7%), mentre i semi e frutti oleosi diminuiscono di 178.000 t (-19,5%).

Export in aumento per grano duro e  paste alimentari. Le esportazioni dall’Italia dell’intero settore cerealicolo nei primi cinque mesi del 2011 risultano in aumento del 14,4% rispetto allo stesso periodo 2010 (+228.000 t). L’incremento è dovuto alle esportazioni dei cereali in granella, tra cui il grano duro (+173.000 t), e delle paste alimentari (+37.000 t). Subiscono invece una riduzione le vendite all’estero dei prodotti trasformati (-12.000 t) e della semola di grano duro (-4.500 t). Sostanzialmente stabile il riso, considerato nel complesso (risone, semigreggio, semilavorato e lavorato a fondo) con 321.000 tonnellate vendute all’estero.

Saldo import/export in negativo. I movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi cinque mesi del 2011 un esborso di valuta pari a 2107,7 milioni di Euro (1557,5 nel 2010) ed introiti per 1209,9 milioni di Euro (1042,5 nel 2010). Pertanto il saldo valutario netto è pari a -897,8 milioni di Euro, contro -515,0 milioni di Euro nel 2010.

(fonte Ministero Politiche Agricole)