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13 dicembre 2023, alla Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza si approfondisce la storia delle paure alimentari dell’umanità 

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Professore associato all’Università di Parma e autore di circa una quarantina di saggi e monografie in Italia e all’estero, Albergo Grandi presenterà a Vicenza mercoledì 13 dicembre, alle 17, alla Biblioteca Internazionale La Vigna il suo ultimo libro “Storia delle nostre paure alimentari”.

Una storia millenaria. Quando i frigoriferi, la pastorizzazione e tutte le altre tecniche di conservazione ancora non esistevano, come faceva l’uomo a essere sicuro di quello che mangiava? Poteva ammalarsi, o addirittura morire, dato che per stabilire se un cibo è pericoloso serve sostanzialmente una cosa: l’esperienza. Molte paure alimentari di oggi sono solo l’ultima versione delle paure che l’uomo ha sempre avuto. Lo scrittore ripercorre le tappe di questa storia millenaria attraverso aneddoti e curiosità, dalla paura della lebbra suina (una malattia inesistente), a quella del pomodoro velenoso, fino alla stigmatizzazione degli Ogm, degli insetti e della carne coltivata, tenendo insieme scienza, superstizione, politica, economia ed ecologia, perché oggi produrre cibo per otto miliardi di persone non è solo una questione sanitaria, è soprattutto un tema che mette in gioco la salvezza dell’intero pianeta. Informazioni e prenotazioni: tel. 0444 543000 | segreteria@lavigna.it

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Crisi orticola in Veneto, ad un mese dal batterio killer consumi ancora azzerati

A distanza di poco più di un mese dal caso “E.Coli” che ha provocato l’ennesima emergenza alimentare per sospette tracce di contaminazione in alcuni prodotti ortofrutticoli tedeschi, gli agricoltori veneti tirano ora le somme di un mercato che ancora risente degli effetti provocati sui consumi domestici e internazionali.

Il patrimonio ortofrutticolo regionale – sottolinea Coldiretti –  è realizzato su oltre 46 mila ettari tra colture in pieno campo e in serra, supera gli 800 milioni di euro ovvero il 16% della produzione lorda vendibile veneta. Più di un miliardo di tonnellate di ortaggi e frutta vengono consumate localmente ed esportate  nel mondo. Tutte le province venete sono interessate da questa ricchezza verde che in alcuni ambiti particolarmente vocati consente la produzione di frutta e verdura a denominazione di origine.

Dopo l’iniziale tracollo registrato dal settore per cetrioli, zucchine, pomodori, melanzane e cavoli, l’attenzione è ora puntata sui campi coltivati a cicoria e lattuga a Chioggia e l’insalata di Lusia addirittura IGP. Impotenti gli orticoltori davanti a interi raccolti invenduti o “regalati” a pochi centesimi al chilo,  nonostante che al supermercato il prezzo lieviti fino a tre volte.  Il consumatore non ha ancora ritrovato la fiducia nel fare la spesa? E dunque anche la GDO è costretta a comprare a quantità ridotte? Stesso ragionamento vale anche per il “già pronto” ovvero le misticanze, ovvero la IV gamma presente come realtà imprenditoriale nel padovano.

In riferimento al “tempestivo” intervento comunitario – precisa Coldiretti – si evidenzia che la conta dei danni nazionali comunicata in UE parla di 22,5 milioni di euro. Una cifra tutto sommato ridotta se pensiamo al valore dell’intera filiera italiana, ma il provvedimento comunitario è molto limitato perché prevede un orizzonte temporale molto ristretto per la denuncia delle perdite, una gamma di prodotti altrettanto ridotta, meccanismi burocratici complicati, tanto che per il quadro regionale dobbiamo ancora attendere i dati ufficiali.

A rimetterci sempre gli agricoltori. Le imprese agricole che coltivano la qualità “senza macchia” merito della buona prassi agricola, dei controlli e delle analisi sia imposte che volontarie sono sempre impreparate di fronte a crisi di questo genere – conclude Coldiretti –  e non dispongono di super mezzi pubblicitari per rilanciare la spesa delle famiglie che come sempre, se orientata ai prodotti nostrani, è tutelata e garantita sin all’origine.

(fonte Coldiretti Veneto)

“Sappiamo realmente cosa mettiamo nel piatto?” il tema dell’incontro di formazione ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

Argomento di stretta attualità per l’ultimo incontro di formazione ARGAV prima della pausa estiva previsto lunedì 27 giugno p.v. alle ore 19:00 ca al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd). Questa volta sarà affrontato un tema quanto mai provocatorio, “Sappiamo realmente cosa mettiamo nel piatto?” -(IV gamma, tracciabilità, etichettatura, normative, ecc.).

L’incontro fa seguito ad una suggestione lanciata nel corso della mattinata di approfondimento organizzata da  ARGAV lo scorso 10 giugno all’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e Ordine dei Giornalisti sul tema “Batterio Killer”. A parlarcene sarà Carmen Losasso, esperta dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Allarmi e allarmismi alimentari, sui media si parla dell’incontro sul “batterio killer” organizzato a Legnaro (Pd) da ARGAV e ODG Veneto

A riguardo dell’incontro organizzato da ARGAV in collaborazione con ODG Veneto lo scorso 10 giugno all’Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie a Legnaro (Pd) per parlare di “batterio killer”, ecco un intervento del presidente ARGAV Fabrizio Stelluto apparso sul settimanale L’Azione il 19 giugno scorso (per visualizzarlo meglio basta cliccarci sopra) e un articolo in merito all’incontro pubblicato sul blog “Gravità Zero“.

Sequestro tagli sospetti contaminazione E-Coli, carne italiana sicura, in ogni caso dal macellaio meglio scegliere carne fresca e non preparati

 “Il consumatore questa volta può scegliere con sicurezza la qualità della carne veneta etichettata. La legge prevede per questo settore l’indicazione dell’ origine. Attenzione però ai preparati perchè basta l’aggiunta di una spezia e si incorre in qualche dubbio” e’ la raccomandazione di Coldiretti Veneto che, in merito alle vicende relative al sequestro di tagli sospetti da contaminazione del batterio killer, consiglia di essere vigili nel caso in cui si sia tentati da una confezione già condita di rosmarino, aromi o altro, perchè a quel punto la manipolazione intervenuta rende l’etichetta non più garante della provenienza.

Il consumatore può stare tranquillo, perché la produzione di carne veneta è sicura, controllata e di elevato livello qualitativo e quantitativo. Gli allevamenti nostrani hanno realizzato nel 2010 un fatturato pari a 450 milioni di euro (all’incirca il 10% della produzione agricola regionale) e nello stesso anno sono state prodotte 210.000 tonnellate di carne bovina. Il comparto è di fondamentale importanza per l’agricoltura perché valorizza la produzione di mais regionale che caratterizza molti ambiti produttivi della Pianura Veneta. Nonostante i punti di forza, si rileva che tra i primi 5 prodotti importati ricadono le carni fresche e refrigerate, per la gran parte proprio rappresentate dalla carne bovina. Infatti il saldo negativo della bilancia commerciale riferito a questo comparto, ammonta a 230 milioni di euro.

Fabiano Barbisan, presidente Unicarve

Il parere di Fabiano Barbisan, presidente Unicarve. “Ci uniamo anche noi al coro di chi dice che la carne, anzi, gli hamburger in Italia sono sicuri ed i controlli sono seri, visto che  abbiamo i costi derivati dalla sicurezza alimentare quasi doppi rispetto al resto del Mondo e produciamo la carne in allevamenti protetti e non allo stato brado, tra parassiti di ogni genere, acqua di dubbia provenienza, alimentazione idem ed inquinamenti vari – dichiara Fabiano Barbisan, presidente Unicarve”.  “Invitiamo perciò tutti, industria compresa – continua Barbisan – a sostenere il percorso dell’etichettatura trasparente e concreta perché da una parte costituisce un ottimo deterrente per chi vuole frodare il consumatore e, dall’altra, vista la globalizzazione commerciale e dell’informazione, può mettere in condizione il consumatore di scegliere e le autorità pubbliche di controllare meglio. Piccola annotazione: noi allevatori stiamo vendendo i bovini ai prezzi del 1975, vi risulta che la carne nei banchi di vendita sia allo stesso livello di prezzo? Giusto per dare una risposta anche a coloro che dicono che i consumi calano”.

(fonte Coldiretti Veneto/Unicarve)

Incontro ARGAV-ODG Veneto all’IZSVe, “batterio killer” assente in Italia, da noi controlli accurati, lavare con acqua la verdura sempre essenziale

Legnaro (PD), incontro ARGAV-ODG Veneto, IZSVe "batterio killer"

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Cari italiani, per stare in salute, perdete qualche minuto ma lavate bene sempre con acqua  – non occorrono bicarbonato oppure igienizzanti – la verdura che comperate (anche quella in sacchetto già lavata, la cosidetta IV gamma). Se poi i vegetali sono made in Italy, ancor meglio, che il Belpaese in fatto di sicurezza alimentare non è secondo a nessuno, grazie alla presenza di centri scientifici d’eccellenza quali l’Istituto Superiore della Sanità, il cui laboratorio è di riferimento per tutta Europa e l‘Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, centro di referenza e collaborazione internazionale.

Quanto all’Escherichia coli O104, il “batterio killer” colpevole dell’epidemia in Germania che ha causato fino ad oggi 37 vittime e oltre 3mila malati, fonti ufficiali tedesche hanno inviduato, sembra definitivamente, l’origine nei germogli di fagiolo “mung” (che in Italia chiamiamo comunemente «germogli di soia», pur non essendo generati dal legume in sé) e germogli di alfa-alfa (l’erba medica), scagionando cetrioli, pomodori e lattuga. In ogni caso, fatta salva la pericolosità del batterio E-coli O104, del tutto “nuovo” agli studiosi rispetto al ceppo degli Escherichia coli, microrganismi che si caratterizzano per non essere tutti patogeni, vi invitiamo ad ascoltare le interviste registrate in occasione dell’incontro di approfondimento sul “batterio killer”, patrocinato da UNAGA e organizzato dalla nostra associazione (ARGAV)  e dall’Ordine Giornalisti del Veneto in collaborazione con i Servizi Veterinari della Regione Veneto e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

A parlare, nell’ordine di sequenza, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, che spiega la motivazione dell’incontro…

la Dr.ssa Gabriella Conedera, Direttore Struttura Complessa Friuli-Venezia Giulia IZSV insieme a Stefano Marangon, Direttore Sanitario IZSVe, che  hanno evidenziato come attualmente in Italia non vi sia un allarme Escherichia coli e sottolineato il ruolo dell’IZSVe nel sistema regionale di prevenzione e controllo, oltreché l’importanza da parte del consumatore di adottare misure di prevenzione quotidiane. A ulteriore garanzia, tali misure devono essere applicate su tutti i prodotti vegetali in commercio, nessuno escluso.

Franco Manzato, assessore all’Agricoltura Regione Veneto, che ha ribadito come “Un’informazione non corretta può creare influssi negativi sui cittadini e sul mondo produttivo e che è importante che gli operatori dell’informazione riescano a comunicare senza creare allarmismi”

e Giorgio Cester dell’Unità Complessa Sanità Animale Regione Veneto, che ha sottolineato come il sistema di controlli del Veneto abbia un elevato grado di efficienza riconosciuto a livello nazionale e che anche il settore “vegetali” sia integrato con i Servizi veterinari”.

(si ringrazia per la regia video Vittorio Baroni)

“Batterio killer”, all’incontro di approfondimento organizzato da ARGAV e ODG Veneto a Legnaro (PD) partecipa l’assessore all’Agricoltura Manzato

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato sarà presente nella sede dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Legnaro, in provincia di Padova, dove è in programma venerdì 10 giugno un approfondimento tecnico sulle vicende del “batterio killer”, che ha creato panico in tutta Europa e anche in Italia provocando una caduta del mercato dei prodotti ortofrutticoli freschi.

L’appuntamento è stato organizzato da ARGAV (Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione Ambiente, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili del Veneto e del Trentino Alto Adige) e dall’Ordine Giornalisti del Veneto, con il patrocinio di UNAGA (Associazioni Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili) e in collaborazione con i Servizi Veterinari della Regione del Veneto (per i quali sarà presente il responsabile Giorgio Cester) e lo stesso Istituto Zooprofilattico (che sarà rappresentato dal direttore generale prof. Igino Andrighetto). L’incontro, il cui inizio è previsto per le 9,30 e che durerà un paio d’ore, è finalizzato a fornire ai professionisti dell’informazione le conoscenze necessarie ad una “informazione informata” sulla vicenda e sulle possibili conseguenze anche nel nostro Paese.

(fonte Regione Veneto)

Ultim’ora, insieme al Ministro dell’Agricoltura Romano, Radio Vaticana intervista il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto sulla questione “batterio killer”

Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

In merito all’iniziativa di informazione sull’ “emergenza batterio killer“, programmata per venerdì 10 giugno prossimo all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie a Legnaro (PD), il Presidente A.R.G.A.V. Fabrizio Stelluto è stato intervistato oggi, mercoledì 8 novembre alle ore 13.10, dal giornalista Federico Piana sulle frequenze di Radio Vaticana. E’ prevista anche la presenza, in collegamento, del Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali, Francesco Saverio Romano.

“Batterio killer”, venerdì 10 giugno 2011 dibattito di approfondimento organizzato da ARGAV e Ordine Giornalisti del Veneto a Legnaro (PD)

Di fronte alle informazioni confuse e frammentarie, che stanno accompagnando il cosiddetto “batterio killer”, A.R.G.A.V. – Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili di Veneto e Trentino Alto Adige (articolazione di U.N.A.G.A., gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana) e Ordine Giornalisti del Veneto promuovono  un’occasione di approfondimento professionale in collaborazione con i Servizi Veterinari della Regione Veneto e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

L’incontro, patrocinato da UNAGA, si svolgerà venerdì 10 giugno p.v. dalle 9.30 alle 11.30 nei locali dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie a Legnaro (PD), c/o AGRIPOLIS, in viale dell’Università 16, con esperti quali GIORGIO CESTER (Servizi Veterinari Regione Veneto) e IGINO ANDRIGHETTO (Istituto Zooprofilattico delle Venezie)  che saranno a disposizione dei partecipanti per fornire le conoscenze necessarie ad un’ “informazione informata” sulla vicenda e sulle possibili conseguenze anche nel nostro Paese. L’obbiettivo dell’iniziativa è mettere nelle condizioni di offrire l’informazione più consapevole possibile. L’incontro avrà carattere meramente operativo senza alterare eccessivamente la “scaletta lavorativa” della giornata.

Le conferme di partecipazione vanno inviate alla segretaria ARGAV Mirka Cameran, cell. 339.6184508, e-mail: argav@fastwebnet.it

Il presidente ARGAV
Fabrizio Stelluto

Batterio killer, sicure le nostre produzioni di verdure e ortaggi, ma la psicosi può danneggiare il “made in Italy”

In merito ai casi di infezione da Escherichia Coli, la CIA-Confederazioni Italiana Agricoltori afferma che “le nostre produzioni di verdure e ortaggi sono sicure e sono facilmente identificabili dall’etichettatura d’origine che nell’ortofrutta è obbligatoria per legge. Finora in Italia non sono stati riscontrati casi di infezioni e i controlli sono rigorosi e funzionano. Per questo motivo vanno evitati ingiustificati allarmismi che, come è accaduto in altre vicende analoghe, hanno provocato pesanti conseguenze soprattutto per gli agricoltori”.

“Rischia di pagare il “made in Italy”, visto che la Germania ha praticamente messo al bando i prodotti orticoli freschi e le nostre esportazioni del settore ammontano a circa 500 milioni di euro.  E’, comunque, importante non abbassare la guardia – sottolinea CIA – e tenere, invece, molto alta l’attenzione, evitando -avverte la Cia- pericolose psicosi. Il pericolo, infatti, è che l’intero comparto orticolo subisca effetti deleteri sia da un calo dei consumi, generato da paure infondate, che da blocchi delle importazioni che già si stanno registrando in vari paesi del Nord Europa”.

Un consiglio sempre valido: controllare bene l’etichetta d’origine dei prodotti e seguire le normali precauzioni d’igiene. A tal proposito la Cia ricorda che gli agricoltori italiani lavorano con grande serietà e producono all’insegna della sicurezza alimentare. Oltretutto, le nostre produzioni di ortofrutta vengono sottoposte a capillari controlli e sulle tavole arrivano prodotti genuini, di qualità e sicuri. Da qui l’invito della Cia a fare al più presto chiarezza sull’intera vicenda. Il problema va affrontato dalle autorità competenti europee con la dovuta incisività per individuare in tempi rapidi la causa di questa infezione e per porre gli opportuni rimedi. La Cia, infine, ricorda alcuni consigli ai consumatori: prima di acquistare un prodotto controllare bene l’etichetta d’origine e poi seguire le normali precauzioni igieniche.

(fonte CIA)