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26 settembre 2017, il Consorzio Italiano Biogas fa tappa a Padova per spiegare i vantaggi ambientali ed economici del “Biogasfattobene”

Il 26 settembre il Consorzio Italiano Biogas (CIB) organizza al Crowne Plaza di Padova (via Po 197) la tappa in Veneto del Biogasdoneright (Biogasfattobene) Tour, in cui verranno illustrate le buone pratiche dell’integrazione del biogas in agricoltura. Tutti gli interventi saranno improntati a evidenziare l’effettiva applicabilità del modello elaborato dal CIB, grazie anche alle esperienze delle aziende agricole.

Concrete novità per chi intende promuovere e applicare una nuova economia nel settore agricolo. Maggior redditività per l’azienda e più tutela del suolo e dell’ambiente sono i risultati dell’applicazione del Biogasdoneright (Biogasfattobene). Durante gli incontri si alterneranno le testimonianze di imprese agricole del territorio e i riscontri pratici portati da diversi studi. Si toccheranno temi chiave per un’agricoltura orientata all’innovazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici in atto: fertilizzazione con il digestato, doppi raccolti e colture di integrazione, meccanizzazione e agricoltura di precisione, utilizzo efficiente dell’acqua. Infatti, i processi virtuosi generati dall’impianto biogas/biometano nell’azienda agricola sono in grado di cambiare le pratiche agricole, favorire l’inserimento di nuove tecnologie per le colture, intensificare gli agroecosistemi, aumentare lo stoccaggio di anidride carbonica.

Pomeriggio articolato in due sessioni, ore 16-18 per i  soci del Cib, ore 18-20 sessione aperta al pubblico e rivolta, in particolare, ad agronomi e imprenditori agricoli. Programma sessione dedicata ai soci del Cib, ore 16:00 Registrazione dei partecipanti, ore 16:15 Apertura dei lavori, Piero Gattoni – presidente Cib, 16:30 Sintesi delle Linee Guida sul Digestato (Manuale a cura del Cib) e DM 25.02.2016: cosa fare in caso di controlli. Aggiornamenti normativi (biometano, incentivi) Lorella Rossi – Area Tecnica Cib 17:30 Discussione. Sessione aperta al pubblico, ore 18:00 Apertura dei lavori, Piero Gattoni – presidente Cib, ore 18.15 Aspetti tecnici e agronomici del modello del Biogasfattobene® BDR – Inquadramento del modello, potenzialità e aspetti ambientali, Guido Bezzi – Servizi Agronomia Cib, BDR – Precision Farming e utilizzo efficiente dell’acqua, Damiano Cazzola – La meccanizzazione a supporto delle doppie colture, ore 19.40 Commenti e osservazioni Roberto Betto – Cia, Martino Cerantola – presidente Coldiretti Veneto, Giovanni Musini – Confagricoltura, Giustino Mezzalira – direttore ricerca Veneto Agricoltura, ore 20:00 Certificazione Biogasfattobene® e chiusura lavori Christian Curlisi – Direttore Cib. L’evento sarà accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Padova per 0,125 cfp/ h presenza. Per maggiori informazioni e iscrizioni: www.consorziobiogas.it

Fonte: Servizio stampa Cib

 

 

 

 

 

Energie rinnovabili, nel 2030 dall’agricoltura 8 miliardi di metri cubi di biometano

“L’Italia è il quarto Paese al mondo dietro a Germania, Stati Uniti e Cina e secondo in Europa per numero di impianti di biogas nelle aziende agricole, che sono più di 1.250 realizzati e dagli attuali 2 miliardi di metri cubi abbiamo la potenzialità per arrivare a 8 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030. L’agricoltura potrà raggiungere fino al 15% del fabbisogno nazionale del gas naturale, realizzando occupazione e favorendo nuovi investimenti”.

La fiera veronese. Lo ha detto Christian Curlisi, direttore del Consorzio Italiano Biogas (CIB), intervenendo alla prima tappa del roadshow 2017 di Fieragricola di Verona (31 gennaio al 3 febbraio 2018) di presentazione dei principali focus espositivi: meccanizzazione, zootecnia, energie rinnovabili, multifunzione, agrofarmaci e fertilizzanti, mangimistica. «Siamo la prima fiera dell’agricoltura in Italia in grado di garantire un’offerta trasversale in tutti i segmenti dell’agricoltura – ha spiegato Luciano Rizzi, area manager Agriexpo & Technology di Veronafiere – e puntiamo ad offrire servizi e approfondimenti in grado di dare risposte innovative al sistema agricolo e zootecnico, alle prese con la sfida della sostenibilità e dei mercati globali”.

Biogas, occupazione e prospettive. “I 4,5 miliardi di euro finora investiti nel settore del biogas hanno creato oltre 12mila posti di lavoro – ha proseguito il direttore del CIB, Curlisi – ma possono diventare molti di più e aprire nuove opportunità per l’agricoltura e la filiera delle energie rinnovabili”. In un futuro prossimo, infatti, gli agricoltori potranno essere i partner privilegiati nel progetto di una bioraffineria a biogas, nella quale si raggiungono diversi obiettivi: integrare le reti di energia elettrica e del gas; produrre fertilizzanti organici e rinnovabili, riducendo così l’impatto della chimica in campo; produrre biocarburante, biomateriali e chimica verde e ridurre le emissioni. “Non dimentichiamo che oggi l’agricoltura è responsabile del 12% delle emissioni di gas serra – ha ricordato Curlisi – e il biogas può essere uno strumento per aumentare il carbonio organico e i nutrienti nel suolo; ridurre il rischio di erosioni; incrementare il tenore organico e ridurre il compattamento del suolo”.

Biogas. ma fatto bene”. Il tutto a patto che il processo di filiera segua i canoni di quello che il CIB ha battezzato «Biogasdoneright», il biogas fatto bene. Integrazione produttiva, buone pratiche agricole, sostenibilità ambientale e processi rivolti al sequestro di carbonio nel suolo sono tutti gli ingredienti che, secondo Curlisi, “sono necessari per combattere i cambiamenti climatici e rispondere in maniera concreta agli obiettivi definiti dagli accordi della Cop21 di Parigi”.

Produrre di più e meglio non solo è possibile, ma è anche alla portata. Seguendo gli schemi definiti dal CIB, il cui modello è al centro di studi su scala internazionale per la validità delle soluzioni proposte per la filiera agricola, non vi sarebbe nemmeno sovrapposizione tra colture destinate all’alimentazione e quelle con finalità energetica, che possono coesistere nell’arco della campagna produttiva. È il caso delle combinazioni in campo fra grano e mais insilato oppure grano insilato e soia foraggera o, ancora, triticale e pomodoro. La nuova frontiera delle rinnovabili, in materia, è il biometano, sia per l’utilizzo nella rete energetica sia come biocarburante per le trattrici agricole. Per questo è necessaria la pubblicazione del decreto di modifica del precedente decreto ministeriale del 5 dicembre 2013, attraverso il recepimento delle osservazioni sollevate in sede di consultazione pubblica. Allo stesso tempo, anche lo sviluppo del mercato dei biocarburanti e l’immissione diretta del biometano nella rete del gas darebbe un impulso al settore. Sostenendo così in maniera alternativa gli agricoltori italiani.

Fonte: Servizio Stampa Verona fiere

L’aumento della domanda di bioenergia traina la crescita della produzione di pellet

PelletLa crescita della domanda di bioenergia, sostenuta dagli obiettivi e dalle politiche di energia rinnovabile in Europa, ha determinato l’esplosione della produzione di pellet, che è aumentata di dieci volte nell’ultima decade.

Paesi Baltici secondo produttore mondiale dopo gli States. Nel 2015 la produzione globale di pellet è salita a 28 milioni di tonnellate. Un aumento dell’8% rispetto ai 26 milioni di tonnellate del 2014 e del 47% rispetto alle 19 milioni di tonnellate del 2012. I Paesi Baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), con una produzione/esportazione di tre milioni di tonnellate di pellet, hanno superato Germania e Canada e assieme sono diventati il secondo produttore ed esportatore mondiale di pellet dopo gli Stati Uniti. Nel 2015 i Paesi Baltici hanno rappresentato l’11% della produzione e il 17% dell’export globale di pellet. Il Canada rimane il terzo maggiore esportatore e il quarto maggiore produttore di pellet dopo la Germania.

Regno Unito e Italia tra i maggiori importatori. Il mercato globale di pellet, sempre nel 2015, è stato dominato dall’Europa e dal Nord America, con USA e Canada ad aggiudicarsi oltre un terzo della produzione mondiale, mentre Regno Unito (che da solo importa il 52% del totale) e Italia hanno rappresentato oltre l’80% delle importazioni.

Fonte: Europe Direct Veneto

Biocarburanti, Ue fissa al 7% la quantità di carburanti derivata da colture agricole

biomasseIl Parlamento europeo ha votato il testo di compromesso sulla futura politica in materia di biocarburanti e al cambiamento indiretto di destinazione d’uso del terreno (ILUC).

Fissati i massimali. Il testo di compromesso accettato dagli eurodeputati, dal Consiglio e dalla Commissione europea include una proposta sulla quantità di biocarburanti derivati da colture agricole da poter utilizzare per rispondere all’obiettivo dell’UE in fatto di carburanti rinnovabili per i trasporti. Esso fissa un massimale del 7% nel caso dei carburanti per i trasporti ottenuti da colture agricole invece del limite del 5% proposto dalla Commissione europea e stabilisce obiettivi dello 0,5% per i biocarburanti avanzati a livello europeo e nazionale, che non sono però obbligatori. Quest’ultimo aspetto rischia di rappresentare un punto debole nella creazione di un quadro stabile in materia, anche al fine di permettere investimenti e incoraggiare lo sviluppo commerciale del settore, parallelamente ai biocarburanti ottenuti da seminativi.

Cambiamento indiretto di destinazione d’uso del terreno. Sulla questione, l’Organizzazione agricola UE Copa-Cogeca ha dichiarato di opporsi al mantenimento del cambiamento indiretto di destinazione d’uso del terreno (ILUC) nei provvedimenti legislativi poiché i modelli utilizzati come base per introdurre i valori ILUC nelle comunicazioni che i fornitori di combustibili debbono fare agli Stati Membri sono inaccettabili e non hanno basi scientifiche. Per di più non sono stati concordati a livello internazionale. Il modello non è adeguato per valutare in maniera precisa l’entità del cambiamento di destinazione d’uso dei terreni nei Paesi extracomunitari e delle conseguenti emissioni di gas a effetto serra, a causa di errori rilevanti nei dati e di problemi significativi di metodologia. La legislazione dovrebbe ora entrare a far parte del diritto comunitario.

Fonte: Servizio Ufficio Stampa Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Venerdì 4 luglio 2014, all’Ortodidattico di Lusia (RO) si parla dell’importanza del colore, nella dieta e nella vita

Ortodidattico importanza coloriColtura e cultura sono indissolubilmente legati e i sapori sono veicolati dai saperi. Renato e Francesco Maggiolo, creatori dell’Ortodidattico di Lusia (RO), hanno approfittato del ritorno in paese di Serena Pattaro, Lusiana Doc, per parlare dell’importanza dei colori in un incontro che si svolgerà venerdì 4 luglio alle ore 19,00 a bordo laghetto dell’Ortodidattico.

Gli effetti benefici della luce solari su corpo e alimenti. “I colori sono frequenze della luce del sole e sono “informazioni” che influenzano la biologia (bios = vita)”, afferma in una nota Renato Maggiolo. Che aggiunge: “Luce e colori fanno parte del quotidiano ed è importante scegliere le frequenze giuste per riequilibrarsi ed armonizzarsi. Ogni colore suscita un’emozione. Impariamo a capire quali sono gli effetti della luce solare sugli alimenti e sul corpo, le differenze tra luce solare e artificiale, conoscere il magnetismo degli alimenti e qual è il significato dei colori negli alimenti”. La relazione durerà circa un’ora, l’ingresso è libero, chi desidera, nello spirito dell’Ortodidattico, potrà laciare un contributo per la relatrice. Che è un “Longevity Coach” e si occupa di benessere e “bellessere” da oltre un ventennio, insegnando “la pietra filosofale” della longevità ed è autrice del libro: “Enjoy. Manuale pratico di gioia quotidiana”. Per motivi organizzativi, è preferibile telefonare per la partecipazione, 0425-667475, cell. 336-794014 o email: mymag@tin.it.

(Fonte: Ortodidattico)

23-27/6/14, torna la “Settimana Europea dell’Energia Sostenibile”, un’anticipazione il 19 giugno a Legnaro (PD) con l’Energy Day

Immagine 9Tutti a lezione di sostenibilità. Si avvicina la “Settimana dell’Energia Sostenibile” voluta dall’Unione Europea (23-27 giugno) e Veneto Agricoltura la introduce con il seminario “Energy Day” dedicato alle energie rinnovabili e al risparmio energetico, in programma giovedì 19 giugno dalle 9,30 presso l’Aula Magna di Agripolis a Legnaro (PD). In particolare, l’incontro sarà dedicato all’esperienza del Progetto europeo Alterenergy, di cui Veneto Agricoltura è partner.

Sarà presentato il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile redatto per il comune padovano di Polverara. Le finalità? Sviluppare dei modelli per l’utilizzo sostenibile delle risorse energetiche nelle comunità dell’area adriatica, al fine di diffondere il risparmio energetico e l’ uso di fonti rinnovabili. Per il Veneto la comunità target prescelta ove attuare buona parte delle attività progettuali, è il comune di Polverara (PD); e il seminario di giovedì prossimo sarà l’occasione per presentare il PAES-Piano di Azione per l’Energia Sostenibile, appositamente redatto dagli esperti per la comunità padovana. Verranno presentati due studi di fattibilità pensati per l’ottimizzazione di una caldaia a biomassa legnosa già esistente nel Comune e lo studio energetico di alcuni edifici comunali. La giornata si concluderà con un dibattito, che permetterà ai partecipanti di approfondire il delicato tema della sostenibilità energetica.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

20 marzo 2014, in Veneto è la “Giornata delle Bioenergie”, esperti rispondono via telefono, email e social network su biogas e biometano

Biogas-impianto

Impianto di biogas

Torna la Giornata delle Bioenergie, dopo il successo della scorsa edizione. Il tema 2014 saranno Biogas e Biometano. Infatti sempre più Paesi stanno creando le condizioni affinché avvenga una crescita delle industrie di biogas e un globale aumento dell’utilizzo di energie rinnovabili.

Veneto Agricoltura lancia perciò, per giovedì 20 marzo (ore 09.30 – 17.30), la seconda Giornata delle Bioenergie, questa volta con focus su biogas e biometano. Tecnici dell’Azienda in collaborazione con Stefano Guercini (Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova) e gli esperti del CIB, il Consorzio Italiano Biogas, offriranno chiarimenti sul tema via telefono (049/8293847), email (sportello.bioenergie@venetoagricoltura.org) e i social networks Twitter (@VenetoAgricoltu) e Facebook (www.facebook.com/VenetoAgricoltura).

Italia terzo produttore di biogas al mondo. Il boom internazionale nel settore, che vede il mercato europeo al primo posto per dinamismo e l’Italia come 3° produttore di biogas al mondo, continuerà dunque nei prossimi anni. Lo studio del 2012 “Biogas to Energy 2012/2013 – The World Market for Biogas Plants”, redatto dalla società di analisi Ecoprog e dall’Istituto Fraunhofer, prevede che la potenza degli impianti a livello globale crescerà tra il 2012 e il 2016 da circa 4,700 MWel a circa 7,400 MWel, ovvero del 60%. Il rapporto stima inoltre un aumento degli stabilimenti da 9,700 a 13,500.

Biogas, opportunità di crescita. Per quanto riguarda il biometano, questa fonte energetica alternativa in Italia non è ancora sviluppata, ma il nuovo Decreto Ministeriale da poco entrato in vigore rappresenta un’opportunità di crescita soprattutto nel settore degli autotrasporti, con ricadute sull’ambiente e l’economia. Le auto a metano in Italia sono 800,000 e le pompe per metano 1000, contro le 3000 del gpl. Da specificare comunque è che per l’autotrazione quasi tutti i distributori di metano del nostro Paese sono posizionati nella Pianura Padana.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Ambiente. Il Consiglio di Stato sancisce che pollina e deiezioni animali sono da considerarsi biomassa combustile

galline che razzolanoOrmai non ci sono più dubbi: la pollina (letame dei polli) e le deiezioni animali in genere devono considerarsi biomassa combustibile, utilizzabile ai fini della produzione di energia elettrica ai sensi della parte V del Codice dell’ambiente. Per ottenere tale qualifica, devono presentare i requisiti per essere definite sottoprodotto (cioè devono essere originate da un processo diretto alla produzione di altre sostanze ed utilizzate legalmente nel corso dello stesso o di un successivo processo produttivo senza trattamenti diversi dalla normale pratica industriale), previa autorizzazione degli enti competenti per territorio. Di conseguenza, gli impianti che producono energia alimentati da pollina o altre deiezioni animali non sono assimilabili a quelli che trattano rifiuti e non devono essere sottoposti alla relativa disciplina.

Sancito un principio destinato a fare scuola e a dare tranquillità ai produttori. Lo afferma il più alto tribunale amministrativo italiano, il Consiglio di Stato, che, in questo modo, ha definitivamente chiarito una questione che andava avanti da troppo tempo, alimentando il contenzioso e l’incertezza fra gli operatori. Ci si augura ora che l’indirizzo espresso così autorevolmente venga seguito dagli Enti locali, chiamati ad applicare la legge anche quando ciò non permette di raccogliere il consenso di tutti; è giunto il momento che prevalga il buon senso e una certa tranquillità possa tornare nei rapporti fra Enti locali e agricoltore nei casi di questo genere.  Va sottolineato, fra l’altro, che, in base alla sentenza del Consiglio di Stato, la pollina non cessa di essere biomassa se utilizzata per la produzione di energia in miscela con altre biomasse combustibili come, nel caso di specie, il cippato di legno; e che la richiesta autorizzazione da parte dell’ente competente per territorio deve intendersi non come l’esercizio di un potere discrezionale illimitato, ma come verifica in concreto che la combustione avvenga nel medesimo ciclo produttivo e la pollina possieda le accennate caratteristiche generali del sottoprodotto.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

5 dicembre 2012, giornata bioenergie proposta da Veneto Agricoltura, tecnici ed esperti a disposizione via web, email, telefono su “Legno–Energie”

Per far calore, ci vuole (anche) il legno. Per fare il legno ci vuole l’albero. Tra le bioenergie, legno e derivati restano in testa a livello mondiale come fonti rinnovabili più usate. E per questo, a conclusione dell’anno internazionale delle bioenergie, Veneto Agricoltura promuove il 5 dicembre (ore 09.30 – 17.30) una giornata virtuale con tecnici ed esperti dell’Azienda regionale per rispondere a quanti vorranno chiarimenti sulla tematica “Legno–Energia” e i meccanismi di incentivazione.

Virtual open day 2.0. Domande alle quali si risponderà telefonicamente (049/8293847) ma anche per e-mail (bioenergie@venetoagricoltura.org) ed attraverso specifici gruppi sui principali social networks. In Italia, nonostante vi sia una notevole disponibilità sottoforma di legno a pezzi, cippato e pellet, l’utilizzo di questa materia prima come fonte di energia è prassi non molto consolidata.

Ad esempio il pellet è costituito da cilindretti di 4-5 mm di diametro e 2-2,5 cm di lunghezza, ottenuti per estrusione a caldo di segatura di legno unita ad una piccola percentuale di materiale legante, che può essere amido di mais o crusca. La segatura di legno deve avere un basso contenuto di umidità (circa 10%), difficilmente ottenibile mediante la sola stagionatura naturale del legno. Nella valutazione energetica complessiva, bisogna quindi tener conto anche del fabbisogno di energia necessario a raggiungere tale livello di essiccazione. Utilizzato come combustibile in stufe o caldaie, il pellet ha caratteristiche qualitative, di contenuto idrico e dimensioni molto più omogenee rispetto al cippato, che si traducono in una maggiore facilità d’uso. Un metro cubo di pellet ha infatti mediamente lo stesso contenuto calorico di 3,5 metri cubi di cippato. Ciò si traduce in un minor costo di trasporto ed in notevoli vantaggi di confezionamento e stoccaggio.

(Fonte: Veneto Agricoltura)