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Trentino: i primi dati sul Censimento generale dell’agricoltura

Il Servizio Statistica della provincia Autonoma di Trento ha diffuso lo scorso 13 settembre i primi dati provvisori a livello nazionale e a livello territoriale del 6° Censimento generale dell’agricoltura che si è affettuato nell’autunno 2010. In Trentino la superficie complessiva rilevata con il Censimento risulta essere inferiore solo del 7% rispetto a quella censita nel 2000.

La superficie frutticola si conferma attorno ai 12.400 ha; in aumento la superficie investita a vite che è leggermente sopra i 10.000 ha (+11% rispetto al 2000); lievemente in calo la superficie a pascolo e prato; la superficie a bosco risulta in calo, ma questo è dovuto al fatto che le aziende esclusivamente forestali non sono state censite.

(fonte Agi.it)

Censimento agricolo 2010, in Veneto imprese altamente specializzate

In dieci anni la campagna perde il 5% della superficie agricola utilizzata (SAU) ma le imprese si radicano sul territorio aumentando la media aziendale e specializzandosi nelle produzioni –  lo afferma Coldiretti Veneto nel commentare i primi risultati del Censimento 2010 presentati ieri a Venezia dall’Assessore all’Agricoltura Franco Manzato.

Il calo nelle zone di montagna. Si tratta ancora di dati provvisori ma è evidente dal quadro generale – spiega Coldiretti – che il calo è collegato soprattutto all’abbandono nelle zone di montagna del  prato/pascolo (dei 45 mila ettari andati perduti ben 33 mila sono riferiti a questa tipologia) mentre nelle altre aree rurali la superficie agricola è stata mantenuta dalle stesse aziende, nonostante le notevoli pressioni determinate dallo sviluppo infrastrutturale, commerciale e residenziale. I comparti trainanti dell’agricoltura veneta non hanno subito variazioni: la vite è costante (73.000 ettari), i seminativi risentono di una lieve flessione (2%).

In sintesi, l’indagine nazionale rileva che l’agricoltura veneta rappresenta un sistema strutturato, dinamico, dai grandi numeri, che fa rete, mantiene il territorio, tutela l’ambiente e presidia gli ambiti marginali. A far la differenza con il resto dell’Italia sono le produzioni ad alto valore aggiunto zootecniche, vitivinicole e ortofrutticole che rappresentano il carattere distintivo dell’agricoltura regionale molto diversificata e variegata. La produzione lorda vendibile è invariata su 4,7 miliardi di euro e si realizza su una superficie di 806 mila ettari, coltivata da 122 mila aziende agricole che occupano 60.000 addetti alle dipendenze o autonomi.

Le fattorie  in questo decennio, pur riducendosi da 178 mila a 120 mila – sottolinea Coldiretti –  si sono specializzate nelle coltivazioni tipiche, aumentando la dimensione media aziendale. Le 37 mila aziende che coltivano la vite hanno raddoppiato la loro superficie media (da meno di un ettaro a quasi due ettari), le 13 mila aziende con bovini hanno aumentato del 40% la loro mandria. L’allevamento di suini ha registrato un aumento del numero di capi allevati (+ 230.000 capi), così come quello avicolo (+ 10 milioni di capi), anche grazie all’elevato livello di specializzazione raggiunto nelle 1.765 aziende suinicole e 2.976 aziende avicole.

(fonte Coldiretti Veneto)

Censimento Agricoltura: 63 mila aziende agricole hanno scelto il web per rispondere

Sono circa 63.000 i conduttori di aziende agricole che hanno scelto la compilazione via web del 6° Censimento Generale dell’Agricoltura ). In particolare sono 29.083 i questionari già completati, mentre 33.575 sono al momento in via di compilazione. Infatti, chi sceglie di rispondere alle domande del questionario direttamente in rete può “dosare” il lavoro a seconda dei propri tempi di disponibilità: può iniziare la compilazione, salvare le risposte date, sospenderla e riprenderla in seguito.

Mezzo milione di questionari per il Censimento. Complessivamente, sono 453.836 le aziende che, on-line o tramite rilevatore, hanno risposto al 6° Censimento Generale dell’Agricoltura. “Partecipare on-line al Censimento consente all’Istituto Nazionale di Statistica di semplificare le operazioni accelerando i tempi di raccolta ed elaborazione dei dati oltre ad abbattere i costi organizzativi – ha affermato Enrico Giovannini, Presidente dell’Istat – Come sempre, la partecipazione delle aziende è fondamentale per la precisione e la tempestività dei risultati. Collaborare alle operazioni censuarie, insieme all’Istat e agli altri organi competenti, rispondendo al questionario con la massima precisione e correttezza, è un atto utile alle stesse aziende agricole, nonché a tutto il Paese, per costruire un futuro sempre più sostenibile”.

Lombardi gli agricoltori “più digitali”. La Regione che ha, al momento, la palma della compilazione digitale è la Lombardia, seguita da Valle D’Aosta, Toscana, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Nel complesso la raccolta dei dati, calcolando sia i questionari pervenuti tramite web direttamente dalle aziende sia quelli registrati dai rilevatori, vede invece al primo posto la provincia autonomia di Trento che ha superato quota 52%, seguono l’Emilia Romagna con il 47% e il Veneto con il 34%. La fase di raccolta dei dati si concluderà il 31 gennaio 2011; i primi dati provvisori saranno disponibili ad aprile 2011, mentre i risultati definitivi sono attesi nei primi mesi del 2012.

(Agi.it)

Arriva il sesto censimento dell’agricoltura

Dodicimila rilevatori sguinzagliati dal 25 ottobre prossimo tra le aziende agricole di tutta Italia, ma anche una collaborazione stretta con le autorita’ locali e una nuova piattaforma internet, dalla quale si prevede di ricevere online almeno il 10% dei questionari compilati. 128 milioni di euro di investimento, in gran parte destinati alle attivita’ di Regioni, Province e Comuni, per avere una fotografia aggiornata, dopo 10 anni dall’ultima rilevazione, di uno dei settori piu’ strategici per lo sviluppo del nostro Paese, negli ultimi anni in forte cambiamento.

Nei giorni scorsi, l’Istat ha lanciato a Roma il 6° censimento agricolo, che per la prima volta, ”ha l’ambizione di fornire un quadro non soltanto sul numero delle aziende attive, le superfici utilizzate, gli allevamenti, ma – ha spiegato alla stampa il presidente Istat Enrico Giovannini – vuole raccontare le nuove tecniche organizzative e i modelli di produzione, l’informatizzazione delle aziende, le dimensioni occupazionali, l’impatto ambientale dell’agricoltura sul territorio”.

Motto: “raccogliamo risposte, seminiamo futuro”. Il Censimento agricolo, la cui prima edizione e’ stata lanciata nel 1961 e che quest’anno si presenta a cittadini e aziende con il motto ”Raccogliamo risposte, seminiamo futuro”, ”si inserisce in un percorso legislativo che guarda, in Europa, alla nuova Politica Agricola Comune che dovra’ essere elaborata entro il 2012 – ha sottolineato il direttore della direzione generale dell’Istat Andrea Mancini – ma anche, a livello nazionale, ai Piani di sviluppo rurale che in coerenza con essa dovranno essere varati”.

La raccolta dei dati andra’ avanti fino al 31 gennaio 2011 e una prima anticipazione dei risultati verra’ diffusa nell’aprile 2011. Partecipare al censimento, per tutte le aziende di dimensioni non inferiori ad un ettaro inserite nell’elenco Istat, e’ obbligatorio. Le persone fisiche che non risponderanno potrebbero, a rigor di legge, incorrere in una sanzione amministrativa da 200 euro e fino a 2mila, elevabile, per le aziende, da 600 a 6mila euro.

(fonte Asca)