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“Ditelo con un fiore” non va più di moda, settore in recessione

serrapIl florovivaistico veneto è rappresento da 1.600 aziende, da una superficie investita di 3.200 ettari e produce un miliardo e 400 milioni di piante. Questa, in sintesi, la fotografia di un importante settore dell’agricoltura e dell’economia veneta. Un settore che sta pagando, più di altri, la ridotta capacità di spesa dei cittadini.

claudio padovaniA fare il punto sul settore è Claudio Padovani, presidente della Sezione Economica Florovivaistica di Confagricoltura Veneto.

Presidente Padovani, qual è il trend del settore nel Veneto? “In questi ultimi anni il settore florovivaistico ha subito una riduzione delle aziende del 2- 3% all’anno, segno delle difficoltà che sta incontrando il comparto. Indubbiamente la diminuita capacità di acquisto delle persone e l’incertezza occupazionale hanno ridotto gli acquisti. Sono cambiati anche le abitudini e gli stili di vita”.

“Ditelo con un fiore” non va più di moda?  “Le nonne e le mamme sono ancora legate alla casa e pertanto curano il giardino e le terrazze con fiori e piante. I giovani sono attratti più da un fiore virtuale spedito con il cellulare che da un bel mazzo di fiori profumati”.

Com’è andata la stagione? “Le buone condizioni climatiche hanno favorito sia la produzione che le vendite primaverili. Il caldo estivo ha però creato qualche problema nelle coltivazioni e sono diminuite le vendite”.

Il vivaismo gode oggi di buona salute?  “Se da un lato sono cambiate le abitudini e si vive meno nelle nostre case, dall’altro il crollo del settore edilizio ha trascinato con sé anche l’attività di creazione e manutenzione dei parchi e giardini. Anche gli interventi delle Amministrazioni pubbliche si sono ridotti di molto. Spesso i pochi Bandi pubblici sono presi d’assalto dalle ditte “affamate” di lavoro e si sa la fame gioca brutti scherzi !  Le manutenzioni del privato si sono ridotte: in alcuni casi le nostre manutenzioni sono state sostituite da pensionati o da altre figure non professionali”.

Quali azioni si dovrebbero intraprendere per il rilancio del settore? “Sono varie le attività promozionali che si potrebbero mettere in campo, però e un problema di costi. L’importazione nel nostro Paese di fiori e piante dell’estero è notevole, si pensi che l’Olanda, con la sua capacità produttiva e di penetrazione nel nostro mercato, è in grado di esportare quasi il 70% del prodotto. Ci deve essere una maggiore attenzione del Governo per il nostro settore con un sostegno ai costi energetici ed elettrici per le nostre serre e complessivamente ai costi aziendali (accesso al credito, defiscalizzazioni, etc.). Indispensabile è aumentare la ricerca e la sperimentazione per avere miglioramento genetico e nuove varietà, la promozione e valorizzazione del nostro prodotto, etc. Come florovivaisti dobbiamo sempre più ricercare un’unione e riorganizzazione dell’offerta, fare squadra fra produttori anche con processi innovativi come con gli accordi di Rete”.

Fonte: Confragricoltura Veneto

8 novembre 2015, dai garofani alle rarità botaniche, Autunno tra fiori e sapori a Merlara (PD)

whatfield_wispCi sono le piante che crescono senza radici e quelle che si spingono negli ambienti più estremi di alta montagna, le specie acquatiche e quelle aromatiche e “insolite”, garofani di ogni foggia e rose multicolore, ma anche mele e pere di varietà antiche, gli ortaggi del dopoguerra, lo zafferano di montagna e molto altro ancora. Sarà una domenica dedicata al mondo floreale tra le serre dell’azienda floricola Billo a Merlara, nel cuore della Bassa Padovana.

L’8 novembre per tutto giorno porte aperte al pubblico per un evento che riunisce sotto la stessa serra undici aziende specializzate in differenti settori del gardening e alcuni agricoltori che si sono cimentati in coltivazioni originali. Un happening inedito e originale, che vedrà protagoniste piante e fiori nelle varietà e specie, anche storiche, selezionate con cura e attenzione. “E un importante contributo alla conoscenza della biodiversità in agricoltura” afferma Coldiretti Padova “e offre uno spaccato di aziende impegnate nella diffusione e nel recupero delle più diverse e originali varietà di piante, fiori e ortaggi”.

“Oltreconfine”, è il tema della giornata arricchita anche dalla presentazione del libro “Piante sull’orlo di una crisi di nervi” di Eliana Feroli, ex direttrice della rivista “Gardenia”. “Vogliamo uscire dalle classiche e convenzionali tecniche di produzione per scoprire nuove modalità o riproporre vecchie pratiche agricole, da qui la scelta del tema “Oltreconfine”. -spiega Federico Billo, titolare dell’azienda di Merlara – Abbiamo messo insieme un gruppo di amici produttori e coltivatori di piante provenienti da diverse regioni italiane, Umbria, Marche, Piemonte, Lombardia, Emilia. Tutti insieme per portare cultura e conoscenza del settore del verde attraverso diverse specializzazioni ed esperienze. Ricerca, passione, dedizione, ecologia, agricoltura, promozione, conservazione, salvaguardia, metodo, evoluzione, arte, selezione e alimentazione: questi i termini di sintesi che contraddistinguono le diverse aziende agricole presenti,e gli ospiti che parteciperanno a questa straordinaria giornata”.

Cosa riserva la giornata. I padroni di casa, la Floricoltura Billo, sono specializzati nella sola coltivazione di garofani del genere Dianthus, estremizzando il concetto di monocultura. Accanto a loro molte altre proposte, a partire dalla pionieristica pratica di coltivare lo zafferano nell’altopiano di Asiago (azienda MalgAsiago), alle begonie botaniche e colorate di “Un quadrato di giardino”, alla sorprendente e fascinosa riscoperta da parte dei ragazzi di “Agrinativa” di una gamma di piante orticole selezionate dagli agricoltori nel dopoguerra (mantenimento delle biodiversità), oppure la proposta di Melapè nella riscoperta di varietà di meli e peri utilizzati nell’areale prealpino, alla dedizione nella pratica dell’ibridazione delle rose da parte di “Novaspina”. Inoltre il vivaio “Vivalpi” è specializzato in piante rare alpine mentre il “Peccato Vegetale” propone un viaggio alla scoperta delle erbacee perenni. Presente anche l’italianissima collezione di piante autoctone di “Vita Verde vivaio”. Oltreconfine vanno anche due tipi di piante molto curiose nel suo genere: le piante acquatiche da utilizzare nei laghetti, nelle biopiscine di “Arborea Farm” o addirittura per la fitodepurazione ma anche le piante epifite, che vivono senza radici in natura.

Non solo verde. “Oltreconfine – prosegue Billo – perché queste due giornate saranno caratterizzate anche da ospiti non propriamente del settore ortoflorovivaistico ma con stretta appartenenza al settore agricolo. Avremo con noi il professor Giovanni Nalin che ci illustrerà l’utilizzo e la gestione delle siepi campestri per usi domestici. L’azienda Agricola “il Ponte al Maser” ci allieterà con la degustazione di vini del territorio locale. L’azienda “Daniolo Prosciuttificio” ci racconterà il sapore delle nostre terre con la degustazione di uno dei prodotti principe del territorio dei dieci comuni del montagnanese,il prosciutto crudo dolce di Montagnana Dop”. Tutti i dettagli su www.floricolturabillo.it, informazioni al numero 338 4331967.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova

10-12 settembre 2014, in fiera a Padova c’è Flormart

florovivaismoDal 10 al 12 settembre 2014 torna in fiera a Padova “Flormart”, la storica manifestazione dedicata al settore del verde. In fiera sarà presente anche Veneto Agricoltura (stand 7 C 065, padiglione 7), con esperti che saranno a disposizione del pubblico e forniranno materiale informativo riguardante le attività dei propri Centri Sperimentali ortofloricolicoli, vivaistici e frutticoli.

Il comparto florovivaistico conta grandi numeri in terra veneta, anche se va detto che negli ultimi anni è un po’ in sofferenza: sono 1600 le aziende del settore attive nel 2013; il dato, in leggero calo rispetto al 2012 (-1,3%), è pubblicato nel report elaborato da Veneto Agricoltura con i numeri forniti dal Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) e proposto anche sul sito http://www.venetoagricoltura.org. Quasi il 90% delle aziende del settore è impegnato nel vivaismo ornamentale, e a livello territoriale, Padova conferma la propria leadership con circa il 30% delle aziende regionali. In calo  la superficie florovivaistica: sono 3.550 gli ettari coltivati nel 2013 (-5,5%) e la flessione colpisce in particolare le superfici in serra, che scendono a circa 650 ettari (-14% circa).

In esposizione a “Flormart”. Presso lo stand di Veneto Agricoltura, saranno visibili piante in vaso di melo, pero e vite provenienti dal Centro Sperimentale Frutticolo Pradon di Porto Tolle (RO), oltre a piante di melograno, sulle quali è  in corso un progetto sperimentale. Dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (VI), invece, l’Azienda regionale propone numerose varietà di piante forestali, erbacee perenni e acquatiche, tra queste anche esemplari di nocciolo, platano e corniolo, iris acquatico e aglio angoloso, anemone montana e campanula spicata. Non mancheranno inoltre sementi e materiale informativo dedicato a varie tematiche: piante autoctone, biodiversità, certificazione, agro forestazione, riqualificazione ambientale, conservazione delle specie minacciate. Infine gli esperti del Centro Sperimentale Ortofloricolo Po di Tramontana di Rosolina (RO) saranno a disposizione per illustrare le prove sperimentali.

Fonte: Veneto Agricoltura

Florovivaismo in Veneto, nel 2013 luci ed ombre

florovivaismoLuci e ombre investono il florovivaismo veneto. Se da un lato, infatti, la produzione complessiva regionale continua a crescere, raggiungendo nel 2013 i 2,2 miliardi di piante prodotte (+5% rispetto al 2012), dall’altro si registra un calo del numero di aziende attive, sceso lo scorso anno a 1.600 unità (-1,3%), il valore più basso dal 2003.

In dettaglio. Sono questi i dati salienti di una approfondita analisi realizzata dagli esperti di Veneto Agricoltura sullo stato di salute di un comparto che resta comunque dinamico e in evoluzione. Più in dettaglio, lo studio mette in evidenza la ripresa della produzione di materiale vivaistico (+9%), la cui quota sul totale della produzione si riporta al 70%, valore questo che rimarca la forte tradizione vivaistica veneta. Nel contempo però si registra un leggero calo della produzione di piante finite, che nel 2013 segna un -3% rispetto al 2012, mantenendosi comunque su livelli più che doppi rispetto al 2011. La nota più dolente arriva, come accennato, dalla riduzione del numero di aziende attive, fenomeno che purtroppo accomuna quasi tutti i settori della nostra agricoltura. Nel settore florovivaistico veneto le perdite maggiori si registrano nelle province di Padova (479 aziende, -2,4%) e Rovigo (112, -6,7%), ma il segno negativo è presente anche nelle altre province, con eccezione di Treviso (342 aziende, +1,5%) e Verona (246 aziende, +0,8%).

Superifici dedicate al florovivaismo. Dopo il forte incremento registrato nel 2012, riconducibile anche alla possibilità di sfruttare le serre per la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, nel 2013 la superficie destinata al florovivaismo in Veneto è diminuita di circa 200 ettari, attestandosi a 3.550 ettari coltivati. In calo sia le superfici coltivate in piena aria (2.560 ha, -5%) che quelle in coltura protetta (circa 980 ha, -7%). A livello provinciale va registrata la flessione soprattutto delle province più vocate: Padova scende a 1.000 ettari (-9%), Verona si attesta a 1.120 ha (-7%), Venezia fa segnare la perdita relativa più significativa (500 ha, -11%), mentre Treviso è l’unica provincia che registra un incremento (545 ha, +2%).

Criticità. Continua a crescere la percentuale di materiale da coltivare autoprodotto dalle aziende venete e contemporaneamente si riduce la merce proveniente da altre destinazioni (ad esclusione della provenienza nazionale). Se questo, da un lato, può essere letto come un modo per ridurre i costi aziendali in presenza di una difficile situazione economica congiunturale, dall’altro espone le imprese al rischio di un prodotto indifferenziato, facilmente sostituibile, che si trova a competere sul mercato esclusivamente su una logica di prezzo, senza possibilità di essere valorizzato per la qualità certificata. Il secondo aspetto critico riguarda l’area di commercializzazione, che nell’ultimo anno si è ulteriormente ridotta. Risultano infatti in forte crescita le vendite effettuate in ambito locale (32,5% del totale) e regionale (24,7%), mentre registrano un vero e proprio tracollo le vendite a livello nazionale, la cui quota scende dal 47,6% del 2012 al 36,5% del 2013. L’incremento delle esportazioni (la cui quota supera per la prima volta il 6%) porta gli esperti di Veneto Agricoltura a concludere che nel settore vivaistico veneto si possono individuare due gruppi di aziende: quelle in difficoltà a confrontarsi con concorrenti più competitivi a livello nazionale e che pertanto si sono nuovamente rivolte ad una clientela più vicina e quelle di dimensioni maggiori, più strutturate e organizzate, che riescono a rivolgersi con successo all’estero per ampliare il proprio mercato di vendita.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

Arriva il freddo, a beneficio dei radicchi veneti, ma “congela” il florovivaismo per i costi di riscaldamento delle serre

florovivaismoIn ritardo, sostengono gli orticoltori, ma sempre efficace la prima brina sui radicchi veneti. Le coltivazioni dell’ortaggio prestigioso sono state baciate dal gelo della notte scorsa dopo che le temperature di ottobre e novembre hanno superato di 2-3 gradi le medie come non succedeva negli ultimi trenta anni.

Per il florovivaismo, importante il taglio dell’accisa sul gasolio. Ma se certe verdure cercano il freddo le altre vogliono ancora il caldo così che si ricorre al riscaldamento prolungato nelle serre per piante e fiori alimentate a gasolio. Coldiretti ricorda che non è stato ancora emanato il decreto di attuazione della norma contenuta nel “Decreto del Fare” che rende applicabile l’agevolazione sul gasolio con il taglio dell’accisa. A rischio – sottolinea la Coldiretti – c’è un settore di punta dell’agroalimentare Made in Italy che serve il mercato nazionale ed alimenta anche un consistente flusso di esportazioni. Complessivamente il settore florovivaistico contribuisce con un fatturato di oltre 3 miliardi ad oltre il 6 per cento del totale alla produzione agricola nazionale. Il saldo attivo nella bilancia import/export – conclude la Coldiretti – è stato pari a oltre 160 milioni di euro nel 2012 ed è importante garantire la competitività del sistema per agganciare la ripresa economica, già partita in altri Paesi.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

 

 

In Trentino, bilancio in rosso per molti floricoltori

florovivaismo(di Sergio Ferrari, socio ARGAV) Le campagne commerciali di fiori primaverili ed estivi da parte delle 150 aziende floricole che operano in Trentino si sono concluse con un bilancio in perdita. La crisi è determinata dal forte taglio degli acquisti da parte soprattutto dei comuni e degli alberghi. Il programma di coltivazione dell´ultima parte della stagione in corso ha subito una diminuzione del 30-40%.

Florovivaismo veneto, meno aziende, più produzione

florovivaismoLo scorso anno è diminuito dell’1% il numero delle aziende florovivaistiche venete (1.621 unità), ma sono aumentate sia la superficie dedicata (3.750 ettari, +18%) che le vendite fuori regione (6% del totale prodotto, +21% sul 2011). Il Report, di Veneto Agricoltura, tratteggia un quadro in evoluzione. In crescita soprattutto gli investimenti in coltura protetta (circa 1.050 ha, +62%) che vedono triplicare le superfici coltivate in serre fredde e crescere del 64% quelle in serre calde.

Calo imprese, maggiore a Padova e Verona. Più contenuto l’incremento di superfici coltivate in piena aria (2.700 ettari, +6,5%). Una dinamica che appare però più legata alla possibilità di sfruttare le serre per la produzione di energia elettrica (impianti fotovoltaici), che alla reale capacità del settore di attrarre investimenti. Il calo del numero di imprese si è manifestato soprattutto nelle province di Padova (491 aziende, -2,4%) e Verona (244 aziende, -2,8%), che insieme a Treviso (337 unità, -0,3%) concentrano oltre il 66% del comparto veneto. Per quanto riguarda le superfici, Padova fa segnare un lieve incremento (1.100 ha, +6,5%) ma perde per la prima volta la propria leadership regionale a favore di Verona (1.200 ha, +60%). Rilevanti incrementi anche in provincia di Venezia (564 ha, +22%) che sorpassa Treviso (532 ha, +12%).

La produzione complessiva regionale stimata supera i 2 miliardi di piante (+16%). Tuttavia, per la prima volta negli ultimi cinque anni, diminuisce la coltivazione di materiale vivaistico (-9%), la cui quota sul totale scende al 67% (nel 2011 era del 79%), mentre aumenta la lavorazione di piante finite in misura più che doppia rispetto all’anno precedente. Diverse le possibili cause, riconducibili ai minori rischi degli investimenti, ad un più rapido ritorno degli stessi, ma anche alla stagnazione della domanda e alle difficoltà del mercato. Conseguire la CAC (Conformità Agricola Comunitaria, accreditamento in base alle norme di qualità sui materiali di moltiplicazione), è indispensabile per la commercializzazione in ambito europeo. Nel 2012 il numero delle aziende venete con questa autorizzazione è salito a 280 unità, in crescita del 37% rispetto al 2011; aumentano in particolare le aziende con CAC frutticola (110 aziende, +34%) e con CAC ornamentale (74 aziende, +90%).

(Fonte: Veneto Agricoltura)

13-15 settembre 2012, in Fiera a Padova si tiene Flormart

Apre i battenti oggi nel quartiere di PadovaFiere l’edizione 2012 del Flormart, la manifestazione più importante in Italia per il florovivaismo ornamentale, in programma fino a sabato 15 settembre p.v.

Segnali positivi ma molto contenuti rispetto al 2011. Sulla situazione della bilancia commerciale del florovivaismo italiano, PadovaFiere ha consultato Massimiliano Gallina, uno dei principali esperti del settore che per molti anni, nelle sue vesti di funzionario dell’Istat, l’istituto Nazionale di Statistica, ne ha seguito l’evoluzione. Ecco, in base ai dati raccolti ed elaborati, qual è stato l’andamento nei primi quattro mesi di quest’anno.

Il 2012. Nei primi due mesi dell’anno è stata registrata una contrazione dei livelli degli scambi mentre a marzo si è avuta un’inversione della tendenza che ha favorito la nostra bilancia. Il consuntivo della bilancia commerciale del 1° trimestre 2012 ha un attivo di 123,5 milioni superiore di un 10,1% a quella dello stesso periodo 2011. Il consuntivo dei comparti indica che la contrazione delle esposizioni economiche si contrappone alla crescita dei ricavi; le importazioni (141,2 miliardi) si sono ridotte del 5,9% mentre le esportazioni (264,7 miliardi) sono cresciute in misura inferiore dell’1% (+0,9%). L’incremento globale risulta molto contenuto poiché solamente il vivaismo ha avuto un incremento. La circostanza che ha consentito alla bilancia commerciale italiana del settore di essersi migliorata deriva dal fatto che gli attivi del vivaismo 140,8 miliardi (+5,1%) e del fogliame 13,4 (-2,6%) superano i passivi degli altri tre: materiale da riproduzione 11,7 (-6,9%), fiori 13,4 (-21,1%) ed altro materiale 5,4 (-10%).

(Fonte: PadovaFiere)

Florovivaismo in Veneto, nel 2011 cala il numero di aziende

Continua a diminuire il numero di aziende florovivaistiche venete attive nel settore: nel 2011 sono scese a 1.641 (-1,8% rispetto al 2010). Il calo riguarda tutte le province (in particolare Treviso, con 338 attività, perde il 3,4% delle imprese) ad esclusione di Rovigo, che registra un lieve incremento. Padova, seppur in calo (-2%), conferma la propria leadership a livello regionale con 503 ditte, oltre il 30% del totale.

In crisi i piccoli produttori. Le analisi effettuate dagli esperti dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, sugli ultimi dati forniti dal Servizio Fitosanitario Regionale, evidenziano un calo più accentuato tra le aziende considerate “piccoli produttori”. Quest’ultime, dopo essere cresciute fino al 2009 (quando erano poco meno di 900), sono diminuite nell’ultimo biennio fino a scendere a 828 unità (-7% rispetto al 2009, -3% rispetto al 2005).

Il comparto produttivo. Seppur in leggera flessione (-1,3% rispetto al 2010), le imprese risultano attive in particolare nel vivaismo ornamentale (1.482 unità, circa il 90% del totale); in diminuzione (-2,6%) le ditte attive nel vivaismo frutticolo (260 unità, il 16% del totale) e forestale (83 unità, -6,7%). In crescita le realtà impegnate nel vivaismo orticolo (530 unità, +2%), nella produzione di fiori recisi (80 unità, +18%) e soprattutto quelle che operano in produzioni di nicchia (tappeti erbosi, piante grasse, bonsai,…) che si attestano a 68 unità in Veneto (+24%). Interessante il dato relativo alla specializzazione per settore produttivo: a fronte di circa 860 imprese specializzate in un solo comparto vivaistico, ve ne sono circa 760 che sono invece attive in almeno due comparti e di queste, circa 150 operano in tre o più comparti.

Nel 2011 la superficie investita a florovivaismo in Veneto rimane sostanzialmente invariata (circa 3.190 ettari), anche se tale dato è il frutto di dinamiche differenti: da una parte le superfici in piena aria (2.600 ettari, +3%) e in serre fredde (100 ha, +1%), sono in ulteriore aumento, mentre gli ettari coltivati in serre condizionate (270 ha) e le superfici a vasetteria e ombrai (220 ha) sono in calo rispettivamente del -4,5% e del -19%. Su queste variazioni ha probabilmente influito l’aumento dei costi per il riscaldamento delle serre.

Il mercato. In forte aumento la produzione florovivaistica, che nel 2011 dovrebbe attestarsi a circa 1,8 miliardi di pezzi (+30% rispetto al 2010).  In termini di canali di vendita e area di commercializzazione, la maggior parte del prodotto viene ceduto ad altri vivaisti e/o aziende agricole (78% del totale), ma l’aspetto più significativo è il continuo aumento delle vendite effettuate tramite grossisti (9,1%). Aumentano le vendite effettuate fuori dai confini regionali, sul territorio nazionale (47% del totale) e all’estero (4,7%). Un dato che confermerebbe una ritrovata competitività e capacità delle aziende florovivaistiche venete ad occupare mercati più “difficili” in Italia e all’estero.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Florovivaismo veneto 2010: tanto import, pochi consumi

Il florovivaismo italiano è in difficoltà (-13% il saldo, comunque positivo per 142 milioni di euro, della bilancia commerciale) e ancora di più quello Veneto, stando al dettaglio sulle piante vive: aumentano in Regione le importazioni (45 milioni di euro, +22,5% rispetto al 2009) in misura più che doppia rispetto alle esportazioni (15 milioni di euro, +8,4%). Un saldo negativo della bilancia commerciale pari a circa 30 milioni di euro, in aumento del 31% rispetto al 2009.

A livello nazionale i consumi languono. Questi alcuni degli esiti di uno studio effettuato dagli esperti di Veneto Agricoltura (a giorni disponibile completo su http://www.venetoagricoltura.org) sui dati del commercio estero dell’Istat (banca dati Coeweb) e dalle indagini sui consumi florovivaisti chi realizzate dall’Ismea. A livello nazionale i consumi languono: nel 2010 la spesa complessiva per prodotti florovivaistici è stata di 2,166 miliardi di euro, in diminuzione di circa il 2% rispetto al 2009. I consumi di fiori sono stati circa 1,266 miliardi di euro (-2,7%), mentre quelli di piante 900 milioni euro, in calo dell’1,5%.

L’analisi per area geografica, evidenzia come le regioni del Sud con la Sicilia (27,8%) e il Nord Ovest (26,5%) siano le aree che più contribuiscono ai consumi nazionali,  mentre il Nord Est, con una quota di spesa del 22,5%, si posiziona all’ultimo posto. Questo è dovuto soprattutto alla ridotta quota di spesa in fiori (18%). Inverso il discorso per le piante con il Nord Est (29%) e il Nord Ovest (32%) che trainano la spesa nazionale. Tra i canali di acquisto, prevale ancora il negozio tradizionale, che detiene la maggior quota di mercato in valore sia per i fiori (dal 50% al 59% nel 2010) che per le piante (dal 30% al 37%). In particolare per i fiori il secondo canale di acquisto è il chiosco attrezzato in strada (23%), mentre le piante si acquistano anche presso i garden center/vivai (34%) e nei super/ipermercati (12%).

Nel primo semestre 2011, trend in rialzo. In base all’ultimo aggiornamento dell’indagine sui consumi realizzata dall’Ismea e riferita al mese di giugno, il trend nel primo semestre 2011 della spesa cumulata in fiori e fronde, piante, alberi e arbusti è leggermente migliorato rispetto ai primi sei mesi del 2010 (+1,3%), e si attesta a circa 1,14 miliardi di euro. Per quanto riguarda il Nord Est, i dati dei primi sei mesi evidenziano una situazione anche più positiva sia rispetto al dato nazionale che alle altre aree geografiche: la spesa complessiva di prodotti florornamentali viene stimata in aumento di circa il 3,4%. Il risultato è influenzato dal rilevante incremento della spesa in fiori, che viene prevista in crescita di oltre il 7%, a circa 113 milioni di euro, mentre la spesa in piante è stimata in aumento solo dello 0,7%, a oltre 155 milioni di euro. Da evidenziare, tuttavia, che i fiori non sono una produzione tipica regionale veneta, per cui tale aumento dei consumi si tradurrà in un aumento delle importazioni. La difficoltà nello sviluppare, se non addirittura mantenere gli sbocchi commerciali verso l’estero, soprattutto per quanto riguarda il comparto delle piante verdi e fiorite, sta, invece, mettendo sempre più in crisi gli operatori veneti del comparto che stanno perdendo posizioni a favore dei competitors toscani e liguri.

(fonte Veneto Agricoltura)