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27 maggio 2022: dedicato alle epidemie del nostro tempo il focus del corso di formazione giornalisti organizzato da Argav in collaborazione con il Sindacato Giornalisti Veneto e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie

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Venerdì 27 maggio p.v. alle ore 18.30 si terrà la serata mensile di approfondimento al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Saranno ospiti gli esperti dell’Istituto Zooprofilatico Sperimentale delle Venezie, un centro di riferimento a livello internazionale per affrontare un tema di grande attualità, le epidemie del nostro tempo.

Programma. Dopo i saluti, gli interventi previsti sono: Isabella Monne, veterinaria, “L’evoluzione di Sars-cov-2: infinite possibilità?”, Calogero Terregino, veterinario, “Epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità in Italia”, Francesca Scolamacchia, veterinaria, “Peste suina africana: programmare la sorveglianza per gestire l’emergenza”. Vista la recente presenza della malattia anche in italia, non mancherà un “focus” sul vaiolo delle scimmie. Il corso è accreditato dall’ordine dei giornalisti, chi fosse interessato ad avere riconosciuti i crediti, deve iscriversi attraverso la piattaforma http://www.formazionegiornalisti.it, nella tipologia di ricerca organizzatore ente terzo formatore (Sindacato Giornalisti Veneto).

A seguire. Ore 20.30, avremo ospite Marco Bellavere, imprenditore s.p.a. – società prodotti alimentari, per presentare la nuova linea del Leon (2 tipi di biscotti, vino rosso, 7 tipi di birra, 5 tipi di spalmabili, grappa barricata).

Prima segnalazione in Europa di Circovirus suino di tipo 2e

Circovirus suino

Una collaborazione tra il Laboratorio patologia e benessere della specie suina dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e il Dipartimento di medicina animale, produzioni e salute dell’Università di Padova ha portato alla prima segnalazione di Circovirus suino di tipo 2e (PCV-2e) in Europa.

Questa variante del virus, identificata in campioni prelevati da un allevamento veneto, finora era stata rilevata solo in Asia e Nord America. La scoperta è stata quindi pubblicata nella rivista scientifica internazionale The Veterinary Journal. Il Circovirus suino di tipo 2 (PCV-2) è un agente patogeno diffuso in tutto il mondo che può determinare nei suini diverse condizioni cliniche che rientrano nel quadro denominato Porcine Circovirus Disease (PCVD), causando gravi perdite economiche per gli allevatori del settore. Ad oggi la circolazione di PCV-2 in allevamento determina prevalentemente forme subcliniche, che non dovrebbero comunque essere trascurate in quanto associate a una diminuzione della produttività degli animali.

PCV-2 è un virus a DNA circolare a filamento singolo, con un genoma di circa 1.7 kb. Attualmente sono riconosciuti 8 genotipi (PCV-2a-h), di cui solo tre (PCV-2a, -2b, -2d) hanno dimostrato di avere una distribuzione a livello mondiale, mentre gli altri sono stati segnalati occasionalmente. L’elevata variabilità del virus ha spinto a mettere in discussione l’efficacia dei vaccini in uso verso le varianti più recenti, e aumentato l’interesse di veterinari e allevatori per l’identificazione del genotipo virale circolante in azienda. Il rilevamento di PCV-2e da parte dei ricercatori della sezione di Pordenone dell’IZSVe e dell’Università di Padova nasce proprio dalla richiesta di genotipizzare alcuni virus isolati da campioni prelevati in un allevamento suinicolo del Veneto. I suini controllati non presentavano sintomi suggestivi di PCVD e il ritrovamento è stato accidentale, ma ciò non significa che il virus sia innocuo per gli animali. Bisogna tenere infatti in considerazione che PCV-2e è il più diverso tra i genotipi di PCV-2 e presenta un fenotipo distinto, al punto che già in passato sono stati espressi dubbi sull’efficacia dei vaccini disponibili contro questa variante.

Anon bisogna abbassare la guardia.  Questo aspetto si aggiunge l’identificazione di stipiti virali appartenenti al più comune genotipo PCV-2d in campioni prelevati dallo stesso allevamento, effettuata in seguito ad ulteriori approfondimenti diagnostici. Ciò ha confermato la contemporanea diffusione nell’allevamento di due genotipi: un fattore che può non solo aggravare la sintomatologia negli animali, ma anche rendere possibili fenomeni di ricombinazione in caso di coinfezione, favorendo ulteriormente l’incremento della variabilità di PCV-2. Di conseguenza, anche se l’assenza di sintomatologia clinica è un aspetto favorevole, non bisogna abbassare la guardia dato che la PCVD è caratterizzata da una patogenesi multifattoriale. Per questo i ricercatori raccomandano di alzare la soglia di attenzione nella sorveglianza sulla possibile circolazione del genotipo PCV-2e in Italia e in Europa, non potendo escludere una sua più vasta diffusione.

Fonte: IZSVe


Focolai di “blue tongue” negli ovini in Veneto, la Regione mette in atto specifiche misure di controllo

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foto wikipedia

La Regione Veneto ha convocato un tavolo tecnico per affrontare il problema denominato “blue tongue”, tradotto “lingua blu”, una malattia che colpisce ovini, caprini e bovini, specialmente gli ovini.
 “La Regione sta mappando i focolai del Veneto attualmente diffusi nell’area al confine tra Belluno e Treviso, da Lamon a Valdobbiadene“, ha affermato l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan.

Gli effetti di questa patologia, descritta come febbre catarrale degli ovini, hanno natura infettiva e si manifestano attraverso febbre alta, congestione cutanea, coronide e zoppia, edema e cianosi della lingua, che si manifestano con un colore bluastro delle papille gustative. “Si tratta di una malattia degli animali non trasmissibile all’uomo”, precisa l’assessore alla Sanità Luca Coletto. “La malattia al momento ha colpito circa 700 capi ovini – riferisce Pan. Essa non si trasmette in modo classico da animale ad animale, ma è necessaria la presenza di un insetto vettore (culicoside) per diffondere il virus, pertanto stiamo valutando, assieme al collega Coletto, una serie di azioni tese a contenere il fenomeno, in linea con quanto disposto dal ministero della Salute”.

Le principali misure nella zona di restrizione sono le seguenti: divieto di movimentazione degli animali appartenenti alle specie sensibili, del loro sperma, ovuli ed embrioni verso il territorio libero a livello nazionale (Nord Italia), verso gli altri Stati membri dell’Unione Europea nonchè verso i Paesi terzi; effettuazione del censimento di tutte le aziende con animali sensibili alla BT nel raggio di 4 km dalle aziende nelle quali è stata confermata circolazione virale; effettuazione di visite cliniche settimanali in tutti gli allevamenti ovi-caprini nel raggio di almeno 4 km dall’azienda o dalle aziende dove è stata confermata la presenza della malattia; prelievi sul latte nelle aziende bovine da riproduzione e prelievi a campione negli allevamenti da carne nelle aree considerate a rischio. 
Le Organizzazioni agricole hanno chiesto di procedere con la vaccinazione di tutto il patrimonio zootecnico sensibile presente nel territorio delle due province coinvolte, operazione che consentirebbe di eradicare la malattia e permettere così alla Regione Veneto di riacquisire lo status di “indenne”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto