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Api, salvaguardia e innovazione, arrivano le arnie elettroniche

Arnia elettronica

Per salvare le api e gli ambienti naturali in cui questi fondamentali insetti vivono, oggi più che mai messi a repentaglio dalle più svariate forme di inquinamento, ogni nuova iniziativa che punti alla loro salvaguardia è accolta con grande interesse da parte degli addetti ai lavori. E’ il caso delle arnie elettroniche pensate proprio per monitorare sia le condizioni ambientali in cui le arnie stesse vengono collocate, sia le condizioni di salute delle colonie di api.

Le arnie elettroniche sono delle “casette” per le api dotate di sensori che permettono di contare il numero di api in entrata e in uscita, la temperatura interna ed esterna e il peso. I dati raccolti, trasmessi da una centralina in remoto, permettono di tenere costantemente sotto controllo lo stato sanitario e l’andamento delle colonie di api.

Installazioni in ogni provincia del Veneto. Grazie ad un progetto della Regione che prevede la creazione di una rete di rilevazione dati e di monitoraggio del settore apistico, Veneto Agricoltura installerà in alcune località di tutte le province venete nove arnie elettroniche con l’obiettivo di raccogliere dati e informazioni che confluiranno direttamente nel nuovo “Bollettino Apistico Regionale”, di cui sono già stati pubblicati i primi tre numeri (https://bit.ly/3wRoQaa). Le prime installazioni di arnie elettroniche saranno effettuate a Vallevecchia di Caorle (Ve) presso l’Azienda dimostrativa di Veneto Agricoltura.

Obiettivo la loro salute e degli ambienti in cui vivono. Questa interessante iniziativa regionale si collega ad un altro progetto, questa volta europeo, che vede al centro sempre le api e gli ambienti in cui questi straordinari insetti impollinatori vivono. Si tratta del progetto Interreg Italia-Slovenia “BeeDiversity”, (https://bit.ly/3mQ37e9) a cui partecipa anche Veneto Agricoltura, oltre ad altri soggetti del Friuli V.G. e della Slovenia, il cui obiettivo è proprio quello di migliorare la biodiversità tramite la gestione innovativa degli ecosistemi e il monitoraggio delle api. Tutti i dati raccolti sul territorio regionale grazie all’installazione delle arnie elettroniche contribuiranno, dunque, andranno  implementare anche gli studi in atto nell’ambito del Progetto “BeeDiversity”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Larve e insetti nei nostri piatti, il parere dell’autorità europea sulla sicurezza alimentare apre la porta a nuove fonti proteiche

L’Efsa (European Food Safety Authority) ha pubblicato le valutazioni sulla sicurezza degli alimenti derivati da insetti e ha dato parere favorevole all’utilizzo della larva gialla della farina (Tenebrio molitor) essiccata per l’alimentazione umana, intera o sotto forma di farina.

Anche il mondo occidentale sta valutando di includere nuove sostanze nutritive nella propria dieta. I cibi a base di insetti hanno un alto contenuto proteico e sostituire gli insetti alle fonti consuete di proteine può portare vantaggi economici per i minori costi di produzione, ma soprattutto benefici ambientali in quanto questi richiedono meno mangime, producono meno rifiuti e il loro allevamento genera meno gas serra. Resta il fatto che, per il 54% degli italiani, l’idea di alimentarsi con delle larve o dei grilli è assolutamente impensabile. Eppure, il regolamento europeo sui “novel food” del 2018 permette la commercializzazione di insetti a scopo alimentare, sia come nuovi alimenti che come alimenti tradizionali di altri Paesi.

Già da qualche anno la FAO incoraggia il consumo di insetti come fonte di proteine, considerato che nel mondo sono ritenute commestibili quasi duemila specie consumate da più di due miliardi di persone. Dall’Oriente al Sudamerica nei menù è facile incontrare scorpioni, grilli, ragni, cavallette, farfalle. Si va dalla pasta all’uovo con farina di grillo ai millepiedi cinesi arrostiti per renderli croccanti e affumicati, esistono addirittura gli insetti in forma di snack per l’aperitivo: vermi giganti aromatizzati alla paprica o al curry, grilli al curry e cocco oppure gusto barbecue, fino a quelli piccanti al peperoncino.

Fonte: Garantitaly.it

“Vertical Farm” negli edifici dismessi, precisazioni sulla nascita del progetto da parte di Gentilinidue

In merito al progetto Ri-Genera, di cui abbiamo dato notizia riportando la comunicazione stampa inviataci da Coldiretti Padova, riceviamo e pubblichiamo la precisazione di Nicoletta Marin Gentilini di Gentilinidue di Padova, coinvolta nel progetto.

“Spiego meglio come è nato il progetto. Nel 2015 ero nel gruppo di progettazione che ha vinto il concorso Padova Soft City per una riqualificazione della città in chiave smart ed ecosostenibile. Proprio facendo ricerca per il concorso ho scoperto che, in occasione dell’Expo 2015, Enea inaugurava la prima Vertical farm 100% italiana. Li ho subito contattati per conoscere da vicino quel micro sistema agricolo tecnologicamente avanzato. Nel 2016 ho partecipato ad un bando di Horizon 2020 SME instruments. Affiancata da Enea e Università di Padova, ho presentato il progetto Vertical Farm 4.0 (zero suolo, zero rifiuti, zero acqua, zero emissioni) per la riconversione di siti industriali dismessi in moderni sistemi di vertical farming ottenendo anche il “Seal of Excellence” cioè il riconoscimento ufficiale da parte della CE. Purtroppo avevano esaurito i fondi ma non mi sono persa d’animo e dopo tre anni di duro lavoro e muri di gomma, ho finalmente trovato due persone che hanno creduto in me e nella mia “vision”, i rappresentanti di Advance e Coldiretti. Ho ricontattato Enea e Lucchini, miei vecchi partner di progetto, abbiamo aggiunto il Parco Scientifico Tecnologico Galileo e finalmente il 17 dicembre scorso siamo arrivati alla firma del protocollo d’intesa. Nel 2019 sono apparsa nel libro “100 donne che cambieranno l’Italia” o che almeno ci provano e questo è il mio primo progetto per farlo”.

Stasera, dopo l’evento che fa incontrare alcune delle realtà più innovative nel mondo dell’agricoltura, i giornalisti Argav incontrano in Avepa a Padova l’assessore regionale all’Agricoltura Pan

Verso le 19 di stasera, mercoledì 30 gennaio, i giornalisti Argav incontreranno l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan nella sede di Avepa a Padova per un momento di confronto e scambio di idee utile anche in vista del disegno delle prossime linee strategiche del futuro sviluppo rurale del Veneto.

I tanti volti dell’agricoltura s’incontrano. Pan sarà ad Avepa già a partire dalle 18, in occasione dell’incontro aperto al pubblico “Il settore agricolo e l’innovazione dell’eccellenza Made in Italy” organizzato da Regione Veneto e Avepa in collaborazione con Smau. Si tratta di un tavolo di lavoro che riunirà i tanti volti dell’agricoltura 4.0 provenienti dal mondo della ricerca, dell’innovazione e dell’imprenditoria del Veneto per confrontarsi sulle più attuali tecnologie a disposizione del settore, sui progetti in corso e sugli incentivi, i bandi e le opportunità che la Regione del Veneto offre facendo leva sull’innovazione, come ad esempio il bando che stanzia 9.234.550 euro per contribuire agli investimenti di produttori vitivinicoli e di imprese di trasformazione e commercializzazione dei vini, nell’ambito del programma nazionale di sostegno al settore.

I partecipanti. All’incontro saranno presenti il vicepresidente regionale Gianluca Forcolin e l’assessore Pan per raccogliere le istanze e le suggestioni provenienti dalle diverse realtà coinvolte e dal pubblico partecipante, approfondendo con loro le diverse opportunità che offre la Regione del Veneto alle imprese del settore e non solo. L’evento si configura quindi come un momento in cui aziende agricole, startup, imprese digital e attori dell’ecosistema che operano nello specifico settore condividono spunti, idee e progetti che hanno come obiettivo quello di innovare prodotti e processi e, al contempo, mantenere forte il valore della tradizione del nostro “Made in Italy”. Tra i partecipanti al tavolo di lavoro, vi sarà Avepa, con un intervento del dirigente Area tecnica pagamenti diretti Gianluca Bevilacqua, l’Università degli Studi di Padova, rappresentata dal prof. Luigi Sartori, del dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali, Confagricoltura Anga, rappresentata da Chiara Sattin, presidente Anga Padova – Confagricoltura. Vi saranno anche soggetti abilitatori, che hanno il compito di far crescere e preparare le startup al mercato e di farle incontrare con il mondo delle imprese, come Paradigma e Start Cube, l’incubatore universitario di Padova.

Le startup presenti. Tra queste, Agriopendata by EZ Lab, startup che opera nel campo delle soluzioni informatiche avanzate per il Semantic Web e Open Data in ambiente Cloud, Archetipo, startup padovana specializzata nello sviluppo e nell’applicazione di servizi mediante l’uso professionale di droni. Biofarm, la startup che permette di adottare un albero e riceverne i frutti a casa, Cardtech, centro di addestramento padovano per la guida di droni, Melovita, startup con l’obbiettivo di facilitare il consumo del melograno attraverso lo sviluppo di prodotti dedicati e valorizzare i suoi molteplici benefici nutrizionali e che conta circa dieci ettari piantati tra le province di Padova e Vicenza. Tra i fornitori di innovazione sarà presente Datalab, azienda di Noventana (PD), Gold Partner SAP Business One, con oltre 25 anni di esperienza a supporto dei processi di trasformazione digitale nel mondo delle PMI Italiane e estere.

Tra le aziende agricole che hanno scelto di far parte del tavolo di lavoro per condividere i propri progetti di innovazione,figura la già premiata Barduca Bio, azienda che punta all’economia circolare per arrivare a zero sprechi e zero emissioni, il cui progetto ha ricevuto il Premio Innovazione Smau, Allevamento Veneto Ovini, vincitore del Premio Innovazione Smau 2018, per l’approccio innovativo al mercato: l’azienda realizza salumi con la carne ovini andando a soddisfare le esigenze religiose, culturali e nutrizionali della popolazione sempre più cosmopolita. Ci saranno poi Caffini, azienda che produce e commercializza atomizzatori, polverizzatori e nebulizzatori, l’azienda agricola e vinicola Cecchetto, produttrice, tra gli altri del vino Raboso del Piave, l’azienda vitivinicola Monte Fasolo, l’azienda agricola Nonno Andrea, Lattebusche, l’azienda lattiero-casearia della Vallata Feltrina, la società Cooperativa Agricola Consortile Collis, l’azienda agricola produttrice di vini del territorio Cà Rugate e gli studi che offrono supporto e consulenza alle imprese, tra cui lo Studio Tecnico Benincà e 3A.Il programma completo dell’evento è disponibile al link: bit.ly/TavoloAgricoltura

Fonte: Servizio stampa Smau

 

Trentino, Codipra sperimenta un’app per gestire al meglio le perizie grandine in campo

La burocrazia è un mostro per l’agricoltura e impone al contadino di investire numerose ore per adempiere alle varie richieste che arrivano da molteplici settori. Da anni il sistema agricolo nazionale sta cercando di ridurre questo imponente costo a carico dell’agricoltore e di tutti i vari attori del comparto agricolo, purtroppo non sempre riuscendoci.

L’app. Per cercare di dare una risposta a questo problema è in fase di test avanzato in campo Gdr-Pro, una applicazione che permette di gestire la perizia di danno direttamente in campo e su smartphone o tablet. L’innovativa applicazione studiata da Mpa Solutions, spin-off della Fondazione Bruno Kessler, e sviluppata in collaborazione con Co.Di.Pr.A. rientra nel progetto di partenariato Ita 2.0Innovation Tecnology Agriculture e si pone l’obiettivo di georeferenziare in modo semplice le ispezioni, direttamente sul posto e via smartphone. I primi passi del progetto prevedono la possibilità di disporre di una piattaforma centralizzata di verifica e controllo delle ispezioni realizzate. Gdr-Pro viene testata grazie anche al supporto di tre player del mondo assicurativo, Itas Mutua, A&A e Cattolica.

Vantaggi. Evidenzia Steno Fontanari, presidente di Mpa Solutions: “l’App serve ai periti come navigatore per individuare l’area da ispezionare e da sistema di compilazione della perizia. Il tutto permetterà di georeferenziare automaticamente le polizze e le ispezioni e verificare che l’ispezione sia stata realmente effettuata in campo (sulla particella giusta)”. Grazie alla predisposizione di una piattaforma centralizzata di verifica e controllo delle ispezioni realizzate è anche possibile consultare la documentazione, multimediale, delle verifiche effettuate in campo, come immagini dei danni, eventuali appunti, ecc.

È pensabile un’estensione del sistema alla gestione per le fitopatie, l’interconnessione con banche dati esterne e la valorizzazione dei dati rilevati attraverso l’impiego di modelli previsionali. “Questa applicazione – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. – è un tassello di un progetto più ampio che mira a razionalizzare il flusso di dati necessari per una corretta ed efficiente gestione del rischio in agricoltura, grazie alla tecnologia – continua il direttore – cerchiamo di dare il nostro contributo per rendere più agevole il lavoro dell’agricoltore e anche dei periti assicurativi”.

Fonte: Servizio Stampa Codipra

27 marzo 2018, uso degli insetti per l’alimentazione degli avicoli, se ne parla ancora a Legnaro (Pd)

Fa seguito ai precedenti incontri svoltisi nel Veneziano a Padova, il convegno conclusivo “Insetti ad uso alimentare in avilcoltura: quale futuro?“che avrà luogo martedì 27 marzo, dalle 9 alle 13, nell’aula magna Pentagono del campus di Agripolis a Legnaro (Pd).

Programma. A moderare l’incontro saranno Ilena Cescon, giornalista de L’Informatore Agrario e Mario A. Rosato, responsabile della colonna su bioenergia presso Agronozie.it. Interventi: ore 9:00— Saluti e apertura convegno Mario Pietrobelli (Diparmento MAPS, Università di Padova), 9:10— Il progetto “InsectFeedChick” – Innovaton Brokering: Alberto Sartori (coordinatore progetto), 9:25— Potenzialità degli insetti per l’impiego zootecnico: Enzo Moretto (direttore Esapolis), 9:45—Esperienze maturate al Centro ricerca ENEA della Trisaia nell’allevamento di Tenebrio molitor per la produzione di proteine: Ferdinando Baldacchino (ENEA Matera), 10:10—Fonti nutrizionali degli insetti e potenziale impiego in avicoltura: Antonella Dalle Zotte (Diparmento MAPS, Università di Padova), 10:30—Pausa, 11:00—Safe substrates for insects to feed food-producing animals: Nathan Meijer (Wageningen University, NL), 11:45— Analisi delle recenti indicazioni del Ministero della Salute per la produzione e utlizzo di farine derivate dagli insetti nella preparazione di alimenti per gli animali: Paolo Camerotto (referente per la Regione Veneto, Settore Alimenti per animali) 12:15— Propensione all’impiego di insetti in alimentazione animale ed umana: un’indagine esplorativa: Gabriele Baldan ( I.I.S. Duca degli Abruzzi, Pd) 12:30—Sostenibilità , innovazione, green economy: priorità dei PSR: Danilo Marandola (CREA—Rete Rurale Nazionale), 12:45—Discussione e chiusura convegno 13:00—Buffet

Partecipazione gratuita con preiscrizione tramite e-mail: info@insec7eedchick.org  Agli Agronomi iscritti all’Ordine dei Dotri Agronomi e Forestali che parteciperanno al convegno verrà riconosciuto 0,5 CFU

Fonte: coordinamento InsectFeedChick

Start up, Veneto quarta regione italiana per numero di nuove imprese innovative, attive anche nel mondo agricolo

In Italia operano 8.581 startup innovative, delle quali 789 (9,2%) sono attive nel Veneto, che si posiziona al quarto posto nella graduatoria regionale dopo Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Un’area in rapida crescita quella delle startup, visto che si contano 23.858 soci e 10.262 dipendenti in totale, con un fatturato medio per impresa che nell’ultimo anno è quasi raddoppiato, passando da 115 a 208 mila euro (+81%).

L’Agri Startup Day 2018 è stato anche l’occasione per confrontarsi più in generale sul tema dell’innovazione in agricoltura e del “mondo startup” attraverso una serie di interventi: Alberto Negro, direttore di Veneto Agricoltura, Francesca Gambarotto, presidente di Galileo Visionary District, Giulia Turra di Start Cube – Incubatore Universitario d’Impresa e Lucio Brotto di Etifor, spinoff dell’Università di Padova. Ma di cosa si occupano queste neoimprese? Il ventaglio è ovviamente ampio, ed una fetta interessante tratta di prodotti e servizi per il settore agricolo e agroalimentare. Di tutto questo si è è parlato nei giorni scorsi a Legnaro (Pd) alla Corte Benedettina in occasione dell’Agri Startup Day 2018, evento organizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con Galileo Visionary District e Start Cube, con l’obiettivo di presentare al mondo agricolo le startup innovative del nostro territorio. Oltre 170 persone hanno partecipato all’evento, a conferma che il “mondo startup” rappresenta un forte richiamo, in particolare per i giovani.

Cinque le startup venete poste sotto i riflettori e che hanno così potuto presentare il loro percorso di formazione e crescita e i loro prodotti e servizi dedicati al settore agricolo e agroalimentare: Archetipo, che si occupa di monitoraggio ambientale per l’agricoltura di precisione; DiFlora srl, laboratorio di tecniche innovative di micropropagazione; EzLab srl che ha presentato AgriOpenData, la più potente piattaforma online per l’ottimizzazione del settore agroalimentare; Drimac srl che produce una zappatrice innovativa grazie a sensori di precisione e ad un particolare sistema oleodinamico; Envicom Associati che offre servizi legati alla geologia ambientale, alla pianificazione e alla progettazione e valorizzazione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Bassa padovana, nuovi bandi in arrivo per imprese agricole, reti d’impresa, attività artigianali, turismo e servizi. Domande entro il 20 febbraio 2018, a gennaio prossimo gli incontri informativi.

Il GAL Patavino ha pubblicato tre bandi che riservano quasi 1 milione di euro per progetti strategici dedicati all’innovazione, alla diversificazione delle imprese agricole e all’imprenditorialità in generale. C’è tempo fino al 20 febbraio per fare domanda di contributo. A gennaio sarà possibile partecipare agli incontri informativi, realizzati in collaborazione con Avepa Padova.

Bando 6.4.1, Sviluppo della diversificazione delle imprese agricole. Gli imprenditori agricoli possono chiedere un contributo a fondo perduto pari al 40% della spesa ammissibile (35% nel caso di attrezzature) per investimenti che diversifichino la loro attività. Qualche esempio: la creazione e lo sviluppo di pratiche di agricoltura sociale, fattoria didattica e ospitalità agrituristica; la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli; servizi ambientali per la cura e manutenzione di spazi non agricoli.

Bando 6.4.2, Sviluppo di attività extra-agricole. Le microimprese e le piccole imprese (persone fisiche e società) non operanti nel settore agricolo possono chiedere un contributo a fondo perduto pari al 40% (35% nel caso di attrezzature). Gli investimenti per cui chiedere il sostegno devono riferirsi alla creazione o allo sviluppo di attività artigianali, turistiche e di servizio. Non tutte le imprese sono ammissibili: solo quelle che presentano un codice ATECO tra quelli elencati nel bando.

Bando 16.2.1, Progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie. Un gruppo di soggetti (imprese agricole, pubblici e privati) in cooperazione tra loro possono richiedere un contributo a fondo perduto al 100%. Il sostegno è riservato alla realizzazione di progetti pilota, progetti dimostrativi, e progetti che favoriscano lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie
nel settore agricolo, agroalimentare e forestale.

Informazioni. I bandi sono disponibili sul sito web www.galpatavino.it ma possono essere richiesti anche all’indirizzo mail info@galpatavino.it. A partire dall’8 gennaio 2018, gli uffici del GAL a Monselice (Pd) sono a disposizione per ulteriori info al telefono 0429/784872 (lun-ven 8.30-13.00, 14.30-18.00).

Fonte: Servizio Stampa Gal Patavino

I giovani agricoltori credono e investono nell’agricoltura di precisione

Sono per lo più i giovani agricoltori (66% sotto i 40 anni) i più motivati ad adottare mezzi e tecnologie di agricoltura di precisione per migliorare la sostenibilità, la produttività e la redditività delle proprie aziende. Il 64% degli agricoltori punta a compiere l’investimento nell’arco di 12-24 mesi.

Il sondaggio. È quanto emerge da un sondaggio realizzato nei giorni scorsi da Fieragricola di Verona, manifestazione internazionale dedicata all’agricoltura in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, che ha coinvolto 700 fra agricoltori (64,2%), contoterzisti (7,14%), allevatori e operatori del settore primario (28,57%), con aziende collocate principalmente nel Nord-Est (55%), nel Nord-Ovest (28%) e nelle Isole (10 per cento). A rispondere al sondaggio online di Fieragricola sono stati per oltre due terzi giovani con meno di 40 anni, percentuale che sale al 92% se si comprende anche la fascia di età compresa fra i 40 e i 50 anni. Il 57,14% degli intervistati rientrano nella categoria dei titolari di azienda, mentre il 14,29% non sono titolari ma hanno rapporti di parentela con il capo azienda (figli o congiunti).

Investimenti diretti in meccanizzazione o in servizi. Entrando più nel dettaglio, il 64,29% degli operatori che hanno risposto al questionario si è dichiarato disponibile ad aumentare i processi di meccanizzazione in azienda attraverso «sistemi di agricoltura di precisione gestiti direttamente dall’impresa agricola», mentre il 21,43% pensa di incrementare tali azioni rivolgendosi ai contoterzisti. Tra i sistemi di agricoltura di precisione ritenuti più efficaci per migliorare le performance aziendali e, di conseguenza, ridurre i costi di gestione, sono risultati essere i satelliti collegati a macchine da raccolta, per attrici e attrezzature, gli strumenti di controllo dell’utilizzo degli agrofarmaci, gli strumenti di controllo dell’irrigazione e i droni. Per il 58% degli intervistati, comunque, la soluzione ottimale rimane quella di adottare contemporaneamente più strumenti di precision farming, in modo da influire in maniera più efficace sul management complessivo dell’azienda.

Investimenti. Come anticipato, quasi l’86% degli intervistati intende investire in agricoltura di precisione nei prossimi 12-24 mesi, a conferma di una grande attenzione verso la sostenibilità, sia essa economica, ambientale o sociale. Nel processo di innovazione verso sistemi di agricoltura di precisione, il 50% di quanti hanno preso parte al sondaggio pensano di rivolgersi «sicuramente» a un’impresa di meccanizzazione agricola per servizi in contoterzi, mentre il 21,43% ha dichiarato che «probabilmente» si rivolgerà ai contoterzisti.

Fonte: Ufficio Stampa Verona Fiere

Entro il 2021, in arrivo carne commestibile prodotta in laboratorio da cellule staminali

memphis-meatUn team composto da scienziati americani e indiani ha annunciato di aver condotto con successo un esperimento per produrre carne commestibile in laboratorio senza fare del male agli animali e in un lasso di tempo che va da 9 a 21 giorni. A guidare la ricerca l’indiano Uma Valeti, cardiologo e fondatore di “Memphis Meats”: a suo parere, questo tipo di carne non presenta rischi per la salute legati a contaminazioni batteriche o alla presenza di grassi saturi in grandi quantità.

Un primo punto di produzione è già attivo negli Stati Uniti: «Stiamo producendo della carne – spiega Valeti – che è più sicura, più salutare e più sostenibile». Partendo da cellule staminali e fornendo loro ossigeno e nutrimento, come zuccheri e sali minerali, queste si sviluppano ed ecco pronta in pochi giorni la carne da laboratorio. La produzione si sta orientando sulla carne di manzo, di pollo e di maiale, dato che si tratta delle tipologie più consumate e con il maggior impatto per l’ambiente e per la salute. L’obiettivo è che la carne prodotta in laboratorio arrivi nei ristoranti entro 3 anni e nei supermercati entro i prossimi 5 anni, nel 2021, ma anche prima, se sarà possibile, permettendo di risparmiare acqua e terreni da coltivare per l’allevamento animale, di ridurre l’inquinamento ambientale e fornendo un alimento molto simile alla carne che conosciamo.

Fonte: Asterisco Informazioni