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Semplificazione della PAC al centro della discussione del Consiglio europeo

programma 27 settembre PAC bozza 3Semplificare la politica agricola europea è diventata una priorità per il Consiglio, il Parlamento e la Commissione europea, tanto che negli ultimi mesi la Presidenza di turno lettone ha consultato più volte i Ministri agricoli dei 28, sintetizzando le loro opinioni sui settori di semplificazione prioritari anche sulla base delle esperienze nazionali di attuazione della recente riforma.

L’obiettivo è quello di concentrarsi, nel breve termine, sulle misure più urgenti quali la revisione degli atti delegati e di esecuzione, il miglioramento delle note orientative, la fornitura di assistenza tecnica, l’agevolazione della cooperazione e lo scambio di buone prassi tra le amministrazioni, tenendo presente che, a lungo termine, si dovrebbero compiere sforzi di semplificazione inerenti gli stessi atti di base. Verso la fine del 2015 la Commissione presenterà al Consiglio il suo programma dettagliato di semplificazione che, in sintesi, riguarda i seguenti punti.

Pagamenti diretti. Per quanto riguarda i Pagamenti diretti, i punti oggetto di semplificazione sono numerosi. La carrellata riguarda: le misure ecosostenibili, in particolare l’applicazione delle norme sul pascolo permanente, il requisito di un periodo di diversificazione delle colture, le definizioni dei tipi di aree di interesse ecologico (EFA), i requisiti di pratiche equivalenti, dove è possibile una semplificazione dando agli Stati Membri maggiore flessibilità di attuazione, tenendo maggiormente conto delle condizioni naturali e consentendo controlli più mirati; gli agricoltori attivi, per quanto riguarda l’applicazione pratica della definizione; la valutazione delle modalità di attuazione dei diritti all’aiuto; i giovani agricoltori riguardo, tra l’altro, alla necessità di dare maggiore flessibilità agli Stati Membri quanto all’ammissibilità delle persone giuridiche al regime; la necessità di una maggiore flessibilità nel quadro del regime dei piccoli agricoltori e del sostegno accoppiato volontario.

Organizzazione Comune di Mercato (OCM). Tenendo conto dei lavori svolti dalla task force OCM, l’obiettivo è quello di evitare obblighi di segnalazione superflui; razionalizzare le norme di commercializzazione al fine di eliminare oneri inutili, riconoscendo l’importante semplificazione già attuata nel 2008 nell’ambito della riforma del settore ortofrutticolo; razionalizzare i requisiti per i programmi operativi e le organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo onde evitare oneri indebiti (revisione delle disposizioni relative al quadro ambientale, semplificazione delle relazioni annuali, monitoraggio e valutazione dei programmi operativi, strategie nazionali, ecc.); prevedere una maggiore flessibilità di attuazione per gli Stati Membri ed eliminare le norme e le procedure inutili concernenti le misure relative alla rete di sicurezza, come le scorte private e l’intervento pubblico, nonché modernizzare il sistema dei meccanismi applicabili agli scambi; valutare se sia possibile, sotto il profilo giuridico, rendere facoltativa per gli Stati Membri l’applicazione degli strumenti di crisi, qualora siano coinvolti solo piccoli quantitativi di prodotti.

Sviluppo rurale. La programmazione e l’approvazione dei Programmi di Sviluppo Rurale dovrebbero essere semplificate e il controllo e la valutazione dei medesimi dovrebbero essere resi meno onerosi. Durante l’iter di approvazione del Programma non si dovrebbero aggiungere condizioni che non siano previste dalla legislazione applicabile. Si dovrebbero compiere sforzi per armonizzare le disposizioni del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) in materia di programmazione e segnalazione con quelle vigenti per altri fondi strutturali e d’investimento europei (SIE). Per quanto riguarda gli Aiuti di Stato, l’autorizzazione dovrebbe essere concessa, nella misura del possibile, insieme all’approvazione del Programma, cercando di realizzare un approccio a sportello unico.

Disposizioni orizzontali. Applicare ai controlli un approccio più proporzionale e basato sul rischio, in cui l’intensità del controllo tenga conto del rischio e degli importi implicati, del rapporto costi-efficacia nonché dei vari obiettivi e risultati che si perseguono; evitare i controlli multipli dei requisiti di eco sostenibilità e di altri regimi e misure di sostegno; prevedere riduzioni proporzionali e sanzioni amministrative in caso di non rispetto dei requisiti di ecosostenibilità, nel caso di infrazioni di lieve entità. Il calcolo di tali sanzioni dovrebbe essere semplificato; il sistema di controllo e sanzionamento per la condizionalità incrociata dovrebbe essere altresì riveduto in base a criteri di proporzionalità; si dovrebbe esplorare la possibilità di autorizzare i pagamenti, inclusi i pagamenti anticipati, una volta ultimati i controlli amministrativi; si dovrebbe armonizzare la metodologia di calco lo dei
tassi di errore. Il Presidente di turno del Consiglio agricolo, il ministro lettone Jānis Dūklavs, a conclusione della discussione, ha sottolineato che l’impegno del Consiglio è quello di facilitare l’attuazione della nuova PAC per tutti gli attori coinvolti.

Fonte: Servizio Stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura

Macchia nera degli agrumi, chieste misure più severe sulle importazioni dal Sud Africa

 

Le Organizzazioni agricole euroAgrumi malattia macchia nerapee Copa-Cogeca hanno inviato una lettera alla Commissione europea ricordando le raccomandazioni formulate dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che consiglia allo stesso Esecutivo di non sottovalutare l’elevato rischio che la macchia nera degli agrumi si diffonda e contamini i frutteti europei tramite le importazioni dal Sud Africa.

Occorrono nuove misure. Ricordiamo che la macchia nera è una malattia che non è presente in Europa e un suo ingresso potrebbe avere delle conseguenze disastrose sul settore degli agrumi nei Paesi produttori. Il settore agrumicolo europeo fornisce prodotti di qualità elevata e garantisce l’occupazione di milioni di persone in vaste aree. “Non possiamo correre il rischio di importare questa malattia – sottolinea in una nota Copa-Cogeca – l’impatto sarebbe infatti catastrofico per gli agrumicoltori europei, soprattutto in un momento in cui i Paesi del sud Europa sono già fortemente colpiti da una grave crisi economica”. La nuova stagione di importazione di agrumi dal Sud Africa sta iniziando. Vista l’esperienza acquisita nel 2013 e 2014, in cui sono state registrate rispettivamente 35 e 28 intercettazioni, l’UE dovrebbe applicare nuove misure e attuare la sua decisione di esecuzione del 2 luglio 2014 per stabilire maggiori controlli fitosanitari nei porti di entrata in particolare nei Paesi Bassi e Regno Unito. Un articolo dovrebbe essere creato nella legge europea per permettere all’UE di decidere automaticamente di chiudere le frontiere alle importazioni a titolo precauzionale in caso di rischio elevato. Si tratta di un problema fitosanitario europeo che richiede una solida strategia di protezione coordinata da Bruxelles”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Premio europeo “Natura 2000 Award 2015”, un progetto italiano in finale, ma per vincere ha bisogno dei vostri click!

AdriaWet2000Il Progetto ADRIAWET 2000, di cui Veneto Agricoltura è partner, è tra i 23 finalisti del premio “Natura 2000 Award” edizione 2015, che premia i migliori progetti finanziati dall’Unione Europea a favore di interventi  nelle aree della Rete Natura 2000.

Premiato il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Oltre ai 5 vincitori di altrettante categorie (ADRIAWET 2000 partecipa per la categoria Network), viene premiato anche il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Il voto può essere espresso attraverso internet. Per votare basta scorrere i 23 progetti in lizza (ADRIAWET 2000 è l’ultimo in basso a destra) e cliccare VOTA. Si aprirà una finestra dove va inserito il proprio indirizzo mail. Si riceverà quindi, dopo pochi secondi, una mail con il link per rientrare nello stesso sito. A questo punto si ripete l’operazione di voto che così sarà convalidato. Unico progetto italiano giunto in finale, ADRIAWET2000 risulta per ora in testa ma un progetto spagnolo lo sta tallonando da vicino, chi volesse sostenerlo nella possibile vittoria non ha che da cliccare!

Fonte: Europe Direct Veneto

Decolla l’Europa dell’energia

Fonti Rinnovabili 101La Commissione europea ha avviato i lavori per la creazione dell’Unione Europea dell’Energia, tassello fondamentale per il completamento del mercato unico dell’energia.

L’UE importa il 55% dell’energia. La sicurezza energetica è infatti ai primi posti nell’agenda politica della Commissione Juncker, tanto che il piano di investimenti per l’Europa, recentemente adottato, è stato progettato anche al fine di sbloccare i mezzi finanziari da destinare al settore energetico. Si ricorda che l’UE importa il 55% della sua energia; il 90% del suo patrimonio immobiliare non è energeticamente autosufficiente; le infrastrutture energetiche UE stanno invecchiando e il mercato interno dell’energia è lungi dall’essere completo. Occorre dunque realizzare una politica energetica europea più competitiva, sicura e sostenibile. Il progetto è ambizioso. Si punterà su un approccio coerente per creare una maggiore prevedibilità: clima, trasporti, industria, ricerca, politica estera, economia digitale e agricoltura saranno chiamati a fare tutti la loro parte.

Spediti verso Parigi. L’Unione dell’Energia dovrebbe creare le premesse per un nuovo modo di fare politica energetica in Europa. La strategia-quadro dell’Unione Energia Europea, adottata il 25 febbraio, sarà accompagnato dalla “Road to Paris“, una Comunicazione concernente i progressi dell’UE verso l‘obiettivo minimo del 10% di interconnessione elettrica. Nelle linee politiche presentate al Parlamento europeo il 15 luglio scorso, il presidente Juncker aveva sottolineato come l’Europa si affidi eccessivamente alle importazioni di combustibile e gas. In querlla occasione aveva definito la necessità di ridurre questa dipendenza, mantenendo, tuttavia, il mercato dell’energia europeo aperto ai paesi terzi. Obiettivo primario dell’Unione Europea dell’Energia è rendere gli Stati Membri meno dipendenti dalle importazioni di energia, sostenendo in tal modo la lotta al riscaldamento globale.

Fonte: Europe Direct Veneto

Ogm, Parlamento Ue approva norma su libera scelta nazionale. L’Italia rinnoverà il divieto di coltivazione del mais Mon810. E Manzato chiede l’etichettatura “Ogm free”.

ogmIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che il 13 gennaiio 2015 il Parlamento europeo ha dato il via libera al testo di accordo raggiunto nelle scorse settimane tra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sulla riforma della Direttiva in materia di OGM che sancisce il diritto degli Stati Membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (ogm) sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo, per motivi di natura economica ed agricola.

Una scelta che premia la distintività del modello agricolo italiano. “È un successo della Presidenza italiana – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina – del ministro Galletti, con cui abbiamo lavorato a stretto contatto, che ha presieduto in questi mesi il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente competente sulla materia OGM. Un risultato che non era scontato e sul quale si lavorava da più di 4 anni. Molto importante è stato anche il dialogo e il lavoro fatto dal Parlamento europeo e in particolare dalla delegazione italiana. È una scelta che risponde alle attese degli agricoltori, dei territori e di tutti gli italiani che hanno a cuore la qualità, la tipicità dei nostri prodotti alimentari e la distintività del nostro modello agricolo. Bene quindi che ora sia data libertà di scelta ai singoli Paesi dell’Ue. In Italia rinnoveremo il divieto di coltivazione del mais Mon810 e proprio nei prossimi giorni ci confronteremo con i Ministri Lorenzin e Galletti per procedere”.

L’accordo raggiunto con il Parlamento Europeo ha migliorato il testo approvato in prima lettura dal Consiglio europeo nel giugno scorso sotto tre aspetti rilevanti: 1- le valutazioni sui rischi ambientali e sanitari, di competenza dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, dovranno essere aggiornate ogni due anni per tener conto del progresso scientifico e del principio di precauzione che è un pilastro del diritto ambientale internazionale;
2- gli Stati Membri possono chiedere, tramite la Commissione europea, alle imprese produttrici di OGM, di escludere i loro territori dal novero dei Paesi nei quali intendono chiedere l’autorizzazione europea alla coltivazione; ma questa fase di “negoziato” con le imprese non è più obbligatoria, e gli Stati Membri potranno decidere di passare direttamente al divieto di coltivazione per le motivazioni indicate nella Direttiva; 3- gli Stati Membri, prima di introdurre il divieto di coltivazione, dovranno comunicare il relativo provvedimento alla Commissione europea ed attendere 75 giorni per il parere, ma durante questo periodo di attesa gli agricoltori non potranno comunque procedere alla semina dei prodotti interessati dall’ipotesi di divieto.

Manzato: Ogm, commercio sempre possibile, necessaria trasparenza nell’etichettatura. “E’ definitivo, ogni stato membro deciderà autonomamente se consentire, sul territorio nazionale, la coltivazione di organismi geneticamente modificati. Un traguardo notevole che consentirà all’Italia di proclamare ufficialmente la propria contrarietà alla commistione di tali colture con quelle tradizionali, ma che non riuscirà ancora ad arginare l’intrusione di Ogm nella nostra dieta alimentare, non essendone scoraggiato il commercio”. Una soddisfazione parziale quella dell’assessore all’Agricoltura Franco Manzato che ha commentato in questo modo il voto finale dell’Europarlamento in materia di Ogm. “Urge che il Ministero delle Politiche agricole intervenga con un nuovo decreto che sostituisca il precedente in scadenza – ha spiegato l’assessore – formulando parallelamente la ratifica al regolamento europeo che detta la posizione nazionale. A tal proposito suggerisco di tenere a mente anche l’opportunità di dare la possibilità, mediante legge, di etichettare i prodotti alimentari Ogm free, dando la possibilità alle aziende di trasformazione di specificare questo dettaglio nella descrizione del prodotto”. Il Veneto aveva abbozzato questa ipotesi qualche anno fa, ma la mancanza di libertà di decidere sul tema Ogm aveva limitato qualsiasi ipotesi. “A seguito dell’approvazione in sede comunitaria di questo provvedimento di autorizzazione a decidere a livello nazionale, l’Italia dovrà acquisire gli strumenti per intervenire non solo sul divieto di coltivazione, ma  anche su alcuni aspetti della commercializzazione”.

Fonte: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali/Regione Veneto

2015, Anno Internazionale dei Suoli

Mappa suolo terraLa produzione mondiale di cibo, e non solo, richiede dei suoli sani, ma troppo spesso non prestiamo abbastanza attenzione a questo “silenzioso alleato”. Disporre di suoli sani non significa solo gettare le basi per la produzione di cibo e combustibili, ma anche creare i presupposti per sostenere gli ecosistemi, che ricoprono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, immagazzinano e filtrano l’acqua e aiutano a fronteggiare inondazioni e siccità.

805 milioni di persone che soffrono la fame. Allo scopo di sensibilizzare e promuovere un uso sostenibile di questa risorsa cruciale, l’ONU ha dichiarato il 2015 “Anno Internazionale dei Suoli”. Oggi – ricorda l’ONU – vi sono oltre 805 milioni di persone che soffrono di fame e malnutrizione e la crescita della popolazione richiederà nei prossimi anni un aumento del 60% della produzione alimentare. Dato che gran parte del nostro cibo dipende dai suoli, è facile capire quanto sia importante mantenerli sani e produttivi. Sfortunatamente, un terzo dei terreni è in condizioni di degrado e le pressioni dell’uomo stanno raggiungendo livelli critici, riducendo e a volte eliminando alcune delle loro funzioni essenziali.

Suolo, risorsa a rischio. La FAO stima che un terzo dei terreni mondiali siano degradati a causa di fenomeni quali erosione, compattazione, impermeabilizzazione, salinizzazione, erosione di materiale organico e di nutrienti, acidificazione, inquinamento e di altri processi causati da pratiche insostenibili di gestione dei terreni. Se non vengono adottati nuovi approcci, nel 2050 l’ammontare globale di terreni arabili e produttivi pro-capite sarà pari a solo un quarto del livello del 1960. Possono volerci fino a 1000 anni per formare un centimetro di suolo, e con il 33% di tutto il suolo mondiale degradato e con le pressioni umane in continua crescita si stanno raggiungendo dei limiti critici che rendono la loro buona gestione una questione urgente. I suoli sono una risorsa “quasi dimenticata”, che necessitano di maggiori investimenti e di una gestione più sostenibile, senz’altro più economica rispetto al loro ripristino. I suoli sono necessari al raggiungimento della sicurezza alimentare, dell’adattamento e della mitigazione del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile in generale.

Mappare la terra. La FAO ha avviato oltre 120 progetti relativi al suolo in tutto il mondo e ha prodotto insieme all’UNESCO la Mappa Mondiale del Suolo. Tra le priorità più stringenti vi è quella di aggiornare, standardizzare e rendere accessibile le conoscenze disponibili sui tipi di suolo e la loro distribuzione. Attualmente, i dati sui terreni sono spesso obsoleti, di copertura limitata e frammentari. Una delle priorità della FAO è quella di creare un sistema di informazioni sui suoli mondiali che possa aiutare con dati e informazioni affidabili le decisioni in materia di gestione dei terreni.

Fonte: Europe Direct Veneto Agricoltura

Ue, si chiude il semestre di Presidenza italiana, il bilancio del Ministro all’Agricoltura Martina

Ministro_Martina_bioIl Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, fa il bilancio del Consiglio Agricolo del semestre italiano: evitato il taglio di 450 milioni di euro al bilancio agricolo comunitario, varate misure a favore dei giovani, aperto il post quote latte. Resta, però, ancora molto da fare.

Più giovani in agricoltura. Rendere più favorevole la politica europea in favore dei giovani agricoltori sull’accesso alla terra, al credito e la creazione di uno speciale Erasmus per favorire lo scambio di competenze e formazione nel settore in Europa. Questa è la strategia italiana per invertire il trend che vede ad oggi meno del 7,5% di agricoltori sotto i 35 anni. In particolare, la Presidenza di turno italiana ha presentato un documento sull’argomento suddiviso in tre punti cardine: 1) Concessione di crediti da parte della BEI (Banca Europea degli Investimenti) È previsto il coinvolgimento della BEI per fornire un sostegno economico ai giovani agricoltori che intendono accedere ai finanziamenti. La BEI può intervenire attraverso una Garanzia bancaria europea e con prestiti favorevoli agevolando i giovani agricoltori che intendano avviare un’attività nel settore agricolo. Il requisito richiesto ai giovani agricoltori è dimostrare di avere una qualifica o competenze di formazione professionale e presentare un “business plan” strutturato dell’investimento proposto. L’intervento della BEI potrà così essere complementare agli strumenti nazionali esistenti. Parallelamente bisognerà facilitare l’attuazione delle misure per gli under 40 contenute nella PAC 2014-2020. 2) Misure per l’accesso alla terra . Il documento ritiene necessario prevedere strumenti che favoriscano l’acquisto di terreni agricoli da parte di giovani, anche in deroga alle attuali norme in materia di Aiuti di Stato. 3) Istituzione di un “Erasmus” per i giovani agricoltori europei. L’obiettivo è quello di facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra le diverse realtà agricole europee. Il supporto sarebbe garantito dalle reti rurali nazionali e dalla rete rurale europea.

Avanti con il Regolamento sul biologico. Martina ha fatto sapere che la Presidenza italiana ha presentato un report con linee guida politiche per il proseguo dei lavori, “un report acquisito nonostante l’estrema delicatezza della questione”. Sulla riforma dell’agricoltura biologica, infatti, l’Italia è riuscita ad abbattere il muro che sin dall’inizio della Presidenza sette partner europei avevano innalzato, chiedendo il ritiro della proposta. Oggi invece, il rapporto sull’avanzamento dei lavori e le linee guida politiche proposte dall’Italia hanno ottenuto 27 voti a favore. In particolare, in merito al testo italiano sull’agricoltura biologica, la Presidenza avrebbe voluto portare il Consiglio a concordare un parziale accordo generale, ma sette delegazioni si sono dichiarate contrarie. Non sono mancati da parte di alcuni Ministri concreti supporti al testo (per esempio, sul mantenimento di agricolture miste e di esenzioni che permettono l’uso di semi convenzionali). Netta l’opposizione dell’Austria, che ha suggerito di lasciar cadere la proposta; critica anche la posizione dell’’Olanda; Lituania e Svezia non hanno condiviso le linee guida; Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, Portogallo, Grecia, Polonia, Slovenia e Ungheria e altri hanno supportato il testo e valutato poco conveniente ripartire da capo. Come ha sostenuto il Ministro francese, i punti di consenso devono essere consolidati. La Finlandia ha condiviso le linee guida, ma si è anche chiesta se c’è la necessità di una revisione del testo. La Danimarca ha sostenuto la validità della proposta italiana ma che è ancora troppo presto per un accordo generale. Phil Hogan, Commissario europeo all’Agricoltura, ha accolto i progressi fatti sotto la Presidenza italiana, sottolineando però che “alcuni punti della proposta necessitano di essere modificati”. Qualsiasi progresso futuro in tema di agricoltura biologica dovrà ora essere gestito dalla Presidenza lettone che prenderà il via il 1° gennaio e si concluderà il 30 giugno 2015.

Fine delle quote latte. La Presidenza italiana ha lanciato la discussione sulle conseguenze del futuro delle quote latte e le possibili soluzioni per aiutare i produttori ad entrare nel libero mercato, un confronto che continuerà dal primo gennaio 2015 sotto Presidenza lettone dell’UE.

Altri risultati. Tra gli altri risultati del semestre di Presidenza, il ministro Martina ha ricordato: niente taglio di 450 milioni di euro sul bilancio agricolo comunitario; completato e firmato il regolamento di informazione sui prodotti agricoli; analisi dei tassi di errore utilizzati nei controlli della PAC; proseguito la discussione della proposta della Commissione europea su frutta e latte nelle scuole.

Fonte: Europe Direct Veneto Agricoltura

Ue, 22 Stati firmano lettera a Padoan contro tagli budget Pac, troppi i danni causati da embargo russo

programma 27 settembre PAC bozza 3Sono 22 gli Stati membri dell’Unione europea (Italia non é presente in quanto Presidente Ue), che affermano in una dichiarazione comune di “essere contrari alla proposta della Commissione europea di ridurre di 448 milioni di euro i fondi del bilancio agricolo 2015, e chiedono che questi stanziamenti siano utilizzati per finanziare le misure di crisi relative all’embargo russo”. La dichiarazione é allegata alla lettera contro i tagli al bilancio della Pac 2015, che il ministro per le politiche agricole e alimentari Maurizio Martina, in quanto presidente del Consiglio agricoltura dell’Ue, ha scritto al collega Pier Carlo Padoan, presidente del Consiglio dei ministri dell’economia e delle finanze Ue.

Gli Stati sottoscrittori. La dichiarazione sull’impatto economico del divieto russo rispetto ai prodotti agricoli e agroalimentari europei, é stato sottoscritto dai ministri dell’agricoltura di Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Fonti europee sottolineano che alcuni Stati membri non firmatari ne condividono comunque il contenuto. “Nonostante la misure adottate nel corso degli ultimi mesi – si legge nella dichiarazione dei 22 ministri – le condizioni economiche di alcuni prodotti del settore ortofrutticolo sono ancora in affanno. Inoltre, gli scambi zootecnici – in particolare di prodotti lattiero caseari, la carne di manzo e di maiale – sono notevolmente interrotti, con prezzi che registrano una chiara tendenza al ribasso. Le difficoltà economiche che questa situazione sta causando possono mettere a rischio un numero significativo di allevamenti già vulnerabili”.

Rispettare gli impegni. In questo contesto i ministri chiedono alla Commissione Ue “di controllare con cura la situazione del mercato e di riferire regolarmente al Consiglio sull’evoluzione della situazione nei diversi settori. L’Esecutivo Ue – aggiungono – deve essere, se necessario, in grado di adottare rapidamente ulteriori misure per prevenire un approfondimento della crisi. Ciò richiede – proseguono – una chiara identificazione della provenienza delle risorse di bilancio dedicate a questo tipo d’azione, e per questo i necessari stanziamenti devono essere previsti nel budget 2015”. Insomma, per i 22 ministri dell’agricoltura, Bruxelles deve tenere la parola e far ricadere nel bilancio dell’Ue per il 2015 “i costi delle misure a sostegno del settore (causa l’embargo russo ndr) già concordate per l’ortofrutta e per i prodotti lattiero caseari. La riserva 2015 per le crisi nel settore agricolo non deve essere utilizzata per il finanziamento di tali misure”.

Fonte: Ansa Europa

Unione Europea, è iniziato il mandato del nuovo esecutivo, un irlandese a capo della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale

Phil_Hogan

Phil_Hogan

Il 1° novembre è iniziato il mandato della nuova Commissione europea guidata dal lussemburghese Jean-Claude Juncker, che rimarrà in carica fino al 31 ottobre 2019.

Una PAC più semplice. Sugli esiti della sua elezione e dell’audizione dei candidati alla carica di Commissario, Juncker ha selezionato i membri della Commissione. A capo della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale c’è l’irlandese Phil Hogan, che sostituisce il rumeno Dacian Ciolos che nei cinque anni precedenti ha guidato l’agricoltura europea. L’audizione, con la presentazione del proprio programma di lavoro, da parte di Hogan ha incontrato larghi consensi nel mondo agricolo UE, compreso quello di Copa-Cogeca che rimarca, tra gli altri, il passaggio del nuovo Commissario riguardante la necessità per l’UE di produrre in modo che vengano salvaguardate le risorse naturali rispondendo nel contempo alla crescente domanda di prodotti agricoli. Larga condivisione anche sulla necessità di semplificare la PAC senza con questo mettere in dubbio l’efficienza della stessa politica agricola europea.

Promozione dei prodotti agroalimentari: approvato pacchetto da 39 milioni di euro. La Commissione europea ha approvato 27 programmi per promuovere i prodotti agricoli comunitari nell’Unione Europea e nei Paesi terzi. Il bilancio totale dei programmi, la grande maggioranza dei quali si estenderanno per un periodo di tre anni, è di 77 milioni di euro, per i quali l’UE contribuisce con un cofinanziamento di 39 milioni di euro. I programmi selezionati coprono un’ampia varietà di prodotti, molti dei quali con marchio di qualità europeo (DOP, IGP, STG): dalla frutta alla verdura, dal comparto lattiero-caseario alle carni (per la prima volta sono annoverate anche le carni ovine). Con questa decisione la Commissione europea ha completato il programma di promozione 2014 per i prodotti alimentari.

5 milioni riservati all’Italia. L’Italia riceverà dall’UE un finanziamento di 5 milioni di euro per la promozione dei suoi prodotti agroalimentari sul mercato europeo e mondiale, compresa la Russia. Aggiungendo ai contributi europei quelli nazionali, gli operatori italiani avranno a disposizione 10 milioni di euro per finanziare tre programmi di promozione, ognuno della durata di un triennio. Dei tre programmi italiani selezionati da Bruxelles il primo riguarda il Consorzio Prosciutto San Daniele, che beneficerà di fondi UE per 2,8 milioni di euro, con un contributo globale che ammonta a 5,6 milioni. Il secondo programma, presentato da Unaproa, prevede la promozione degli ortofrutticoli a livello nazionale. Per questo può contare su 1 milione e mezzo di euro di fondi europei, per un ammontare complessivo di 3 milioni. Infine, la società cooperativa Agriform, che opera nel comparto lattiero-caseario, punterà a rafforzare la promozione in India, Russia, Nord Africa e Medio oriente. Agriform avrà a disposizione un contributo UE di 700 mila euro, per un ammontare globale di un milione e mezzo di euro.

Fonte: Europe Direct Veneto

Alimentazione e salute: l’UE presenta una proposta su medicinali veterinari e mangimi medicati

apiObiettivo della Commissione europea è quello di “ridurre il ricorso agli antibiotici nei farmaci veterinari e nei mangimi medicati per combattere la resistenza antimicrobica nell’uomo”. A ciò si affianca, inoltre, la necessità di mettere a disposizione dei produttori più medicinali e a costi minori.

Tra le novità presenti nel documento, troviamo l’introduzione di incentivi per mettere a punto farmaci specifici per quelle specie che ne sono privi (in primo luogo le api, per le quali si tenta di contrastarne la moria). Per la prima volta poi si propone di introdurre le croquette medicate per cani e gatti.

Fonte: Europe Direct Veneto