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Proiezioni cerealicole 2014: previsto un incremento di 14 milioni di tonnellate

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Cereal Supply and Demand Brief (Bollettino mensile sull’Offerta e Domanda di Cereali) ha rivisto al rialzo le previsioni dell’Organizzazione per la produzione cerealicola mondiale del 2014 di 14 milioni di tonnellate.

Grano. A 2,5 miliardi di tonnellate (escluso il riso lavorato), la nuova proiezione sarebbe lo 0,5% (13 milioni di tonnellate) inferiore rispetto alla produzione record dello scorso anno. Previsioni più ottimistiche per il grano sono state alla base della revisione della produzione cerealicola rispetto al mese di luglio 2014. La produzione di grano dovrebbe raggiungere i 716,5 milioni di tonnellate: una stima appena inferiore al raccolto record dello scorso anno. La produzione di grano in Cina, Federazione Russa, Ucraina e Stati Uniti è ora proiettata ad essere molto più abbondante di quanto previsto in precedenza. La produzione in Argentina, Brasile, Cina, UE, India e nella Federazione russa è aumentata in modo significativo, compensando i cali produttivi dell’Australia, degli Stati Uniti e, soprattutto, del Canada dove le ultime previsioni ufficiali prospettano un calo di quasi 10 milioni di tonnellate (26%).

Riso. Per il riso, tuttavia, le prospettive di produzione rispetto al mese di luglio sono calate di circa 3 milioni di tonnellate, mentre le piogge irregolari e le preoccupazioni per l’impatto di El Niño all’inizio del prossimo anno hanno ridimensionato al ribasso le prospettive in Cina, India, Indonesia, Filippine e SriLanka. Eppure, a 500,4 milioni di tonnellate, si prevede che la produzione mondiale di riso (in termini di prodotto lavorato) supererà il raccolto 2013 dello 0,4%. Nell’insieme si prevede che le scorte globali di tutti i cereali raggiungeranno il livello più alto in 15 anni come risultato di due anni di buoni raccolti. La FAO ritiene che le scorte mondiali di cereali raggiungeranno i 616 milioni di tonnellate nel 2015, 12 milioni di tonnellate in più rispetto alla precedente previsione e oltre il 6% in più (37 milioni di tonnellate) rispetto al livello delle scorte all’inizio della stagione 2014-2015.

Fonte: Europe Direct Veneto

FAO e National Geographic lanciano un concorso fotografico sul tema della nutrizione

FAO ConcorsoIn collaborazione con la rivista National Geographic, la FAO ha indetto un concorso fotografico internazionale volto a sollevare l’attenzione su come e perché la buona nutrizione è importante, tanto per le persone che per le società.

Invio foto entro le ore 12 del 16 ottobre 2014. In vista della II Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, che si terrà a Roma dal 19 al 21 novembre, il concorso ricerca delle foto che illustrino due concetti chiave: 1) la nutrizione è importante in molti modi, nei paesi in via di sviluppo così come nei paesi industrializzati; 2) la buona nutrizione comincia dai sistemi agricoli che producono il nostro cibo. Tali sistemi devono essere improntati a fornire prodotti salutari e sostenibili. I termini per la presentazione delle foto sono fissati alle ore 12:00 del 16 ottobre 2014. Può partecipare chiunque abbia compiuto il 18° anno detà. Maggiori informazioni a questo link 

Fonte: Europe Direct Veneto

 

De Castro: “Sull’embargo russo servono risorse aggiuntive”

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Paolo De Castro

«Le prime misure di sostegno all’embargo russo non sono sufficienti, serve un’analisi di settore per settore e Stato per Stato, per definire forme di aiuto mirate attingendo non unicamente dal bilancio agricolo, insufficiente ad arginare una crisi del genere. In parallelo, bisogna lavorare sul fronte diplomatico, ripristinando al più presto i rapporti commerciali con la Federazione Russa e creando nuove relazioni con altri paesi importatori». A dirlo all’Ufficio stampa di Fieragricola, rassegna internazionale dedicata all’agricoltura, in programma nel febbraio 2016, è il professor Paolo De Castro, presidente del gruppo Spd nella Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e già ministro delle Politiche agricole.

Un’intervista a tutto campo, che parte dall’attualità dell’embargo russo e che tocca altre questioni irrisolte. Come quella della cosiddetta «etichettatura a semaforo, sistema rifiutato a livello comunitario, ma adottato – come ricorda De Castro – dalla Gran Bretagna». Uno scivolone, lascia intendere De Castro, perché «non informa il consumatore, ma ne condiziona solo l’acquisto». Imminente, il prossimo ottobre, il negoziato Ue-Usa nell’ambito del Ttip, il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. Secondo De Castro, «il negoziato per l’accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti rappresenta una grandissima opportunità per esportare i nostri prodotti agroalimentari di qualità, abbattendo quelle barriere non tariffarie che negli anni hanno in parte concorso ad accrescere il fenomeno dell’Italian sounding».

Quanto alla fine del regime delle quote latte, calendarizzato dall’Unione europea a partire dal 1° aprile, «bisognerà passare attraverso un periodo di “adattamento” al nuovo corso», ammonisce il numero uno del Gruppo Spd alla Commagri. «Il Parlamento, nel corso della recente riforma della Pac – ricorda De Castro – si era fatto promotore di possibili soluzioni necessarie a gestire il mercato dopo la cessazione del regime delle quote produttive. In tal senso, sembrava esserci un’apertura durante la scorsa legislatura da parte della Commissione Ue, ma le aspettative sono state disattese. Con il nuovo Esecutivo lavoreremo affinché i produttori possano avvalersi di misure attente alle nuove esigenze che li accompagneranno nei prossimi anni, inclusa la gestione dei rischi derivanti dalla sempre più frequente volatilità dei mercati». De Castro interviene anche su Veronafiere. «Preparazione, aggregazione nel rispetto dell’identità, conoscenza dei mercati: queste sono a mio avviso le chiavi principali del successo di un’offerta fieristica di qualità di cui Veronafiere si conferma, anno dopo anno, leader». L’intervista integrale è liberamente scaricabile sul sito www.fieragricola.it

Fonte: Verona Fiere

Calamità naturali, alluvione 2013 in Sardegna, Commissione UE propone di stanziare 16,3 milioni

foglia_pioggia_miriam_rossignoli_flickrLa Sardegna non rimarrà sola di fronte ai disastri causati dalle inondazioni del 18-19 novembre dell’anno scorso. La Commissione europea, infatti, ha proposto lo stanziamento di 16,3 milioni  di euro del Fondo di Solidarietà dell’UE per l’Italia ed in particolare per la Sardegna.

Cosa è successo nel 2013 in Sardegna? Nel novembre del 2013 la regione è stata colpita da fortissime piogge che hanno fatto esondare i fiumi provocando inondazioni e frane. Le case private, le imprese e il settore agricolo ne sono stati gravemente danneggiati; inoltre si è registrata una grave interruzione delle vie di comunicazione grandi e piccole e di importanti reti infrastrutturali pubbliche. Le vittime sono state 16, tra cui un disperso, e oltre 1.700 persone sono state sfollate. I tempi di ricostruzione delle infrastrutture pubbliche saranno lunghi: si prevede un periodo di oltre due anni. Il Commissario Hahn, cui compete la supervisione del fondo e ha firmato la proposta,  ha affermato: “Questi importi sono mirati e destinati a contribuire ad affrontare l’impatto immediato e diretto delle catastrofi naturali. Inoltre, lo sviluppo complessivo di queste regioni è supportato dai Fondi strutturali e di investimento europei. Concentrando le loro risorse sul sostegno alle imprese, sulla ricerca e sull’innovazione, sulle TIC e su un’economia a basse emissioni di carbonio tali fondi possono aiutare queste regioni a trasformare la catastrofe che le ha colpite nell’opportunità di sviluppare un modello economico sostenibile basato sui loro punti di forza e sulle loro caratteristiche locali.”

Non solo Italia tra i beneficiari del fondo. Lo stanziamento complessivo dal Fondo è di 47milioni  di euro. Non sarà, infatti, soltanto l’Italia a beneficiare degli aiuti economici UE. Croazia, Slovenia e Grecia saranno gli altri tre destinatari dello stanziamento a seguito delle catastrofi naturali subite tra il 2013 e il 2014.

Prossime tappe per l’approvazione della proposta. Il sostegno, a titolo del Fondo europeo di solidarietà, deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Qualora dovesse essere approvato, esso servirà a coprire in parte i costi degli interventi d’emergenza sostenuti in seguito alle catastrofi dalle autorità pubbliche dei quattro Stati membri summenzionati. La sovvenzione contribuirà in particolare a ripristinare le infrastrutture, a rimborsare i costi delle operazioni d’emergenza e di salvataggio e a coprire parte dei costi di ripulitura delle regioni colpite.

Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all’interno dell’UE. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l’Europa centrale nell’estate del 2002. Da allora è stato utilizzato ben 56 volte in risposta a diversi tipi di catastrofi, tra cui inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità. Finora sono stati erogati oltre 3.6 miliardi di euro a favore di 23 paesi europei. Il regolamento, revisionato, del Fondo di solidarietà dell’UE è entrato in vigore il 28 giugno e semplifica le regole esistenti in modo da consentire un versamento più rapido degli aiuti.  A partire dal 2015, sarà possibile per la prima volta il versamento, ad opera degli Stati membri, di pagamenti anticipati.

Fonte: Rappresentanza Commissione Europea in Italia

Impatto “embargo Russia”, la Commissione UE in soccorso dei produttori lattiero-caseari

latte_16492La Commissione europea ha annunciato aiuti all’ammasso privato per il burro, il latte scremato in polvere e taluni formaggi. Queste misure sono state previste per alleviare l’impatto delle restrizioni imposte dalla Russia sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari dell’UE e per limitare gli effetti negativi sul mercato interno. La Commissione ha inoltre confermato che il periodo di intervento pubblico per il burro e il il latte scremato in polvere sarà prorogato fino alla fine dell’anno.

La Commissione intende estendere questa misura ai formaggi (di cui il valore nelle esportazioni totali è pari a circa 1 mld di euro nel 2013). Le norme in materia di aiuto allo stoccaggio privato per il formaggio e la proroga del periodo di intervento verranno disciplinate da un atto delegato che la Commissione presenterà prossimamente nell’ambito delle norme di emergenza per il mercato varate nel quadro della riforma della PAC dell’anno passato. Il Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Cioloș, ha inoltre annunciato che nei prossimi giorni presenterà agli Stati membri e al Parlamento europeo una prima analisi completa dell’impatto a breve e medio termine dell’embargo russo su tutti i principali settori agroalimentari europei, insieme a un elenco di opzioni politiche. Il Commissario ha poi proseguito: “Ancora una volta, oggi vorrei lanciare un messaggio chiaro ai produttori dell’UE: in caso di concreti rischi di destabilizzazione dei mercati, intendo continuare ad utilizzare la nuova PAC e a intervenire in via preventiva per stabilizzare il mercato“.

Contesto. Le esportazioni UE di prodotti lattiero-caseari verso la Russia l’anno scorso hanno raggiunto 2,3 miliardi di euro. Venticinque  Stati membri hanno esportato formaggio verso la Russia nel 2013, ma i principali esportatori di formaggio verso la Russia sono i Paesi Bassi, la Lituania, la Finlandia, la Polonia, la Danimarca, la Germania, l’Italia, la Francia e la Lettonia. Queste misure a favore del settore lattiero-caseario si aggiungono alle misure eccezionali di sostegno al mercato varate per le pesche e le nettarine, annunciate l’11 agosto (per un valore di 32,7 milioni di euro), nonché a quelle per gli ortofrutticoli deperibili (125 milioni di euro) annunciate  il 25 agosto.

Fonte: Rappresentanza Commissione Europea in Italia

Salubrità ambiente, monitoraggio possibile su smartphone

inquinamento_luminoso_01Conoscere la quantità di ozono, nero di carbonio o i livelli di inquinamento acustico a cui siamo esposti quotidianamente ora è possibile, grazie alle applicazioni mobili AirProbe e WideNoise, sviluppate nell’ambito del progetto europeo EveryAware, che contribuiranno a migliorare la consapevolezza ambientale attraverso le tecnologie dell’informazione sociale.

EveryAware è un progetto europeo per il monitoraggio ambientale tramite la creazione di una nuova piattaforma tecnologica che unisce tecnologie di rilevamento, applicazioni di rete e strumenti di elaborazione dei dati. Vittorio Loreto, ricercatore della fondazione ISI – Institute for Scientific Interchange – di Torino, ha spiegato che il progetto mira a sensibilizzare i cittadini europei sui loro diritti e a fornirgli strumenti semplici ma precisi per misurare la qualità dell’aria (AirProbe) e i livelli di rumore (WideNoise).

AirProbe funziona assieme a una scatola di sensori a batteria che può essere trasportata facilmente in uno zaino o nel cestino della bicicletta e collegabile al cellulare tramite Bluetooth. Dopo aver aspirato l’aria, la scatola di sensori invia le rilevazioni del livello di sostanze inquinanti ad un server centrale, che trasmette poi le informazioni sulle aree inquinate della città e sulle ore di picco di inquinamento da evitare.

I test. Nell’ambito del progetto i ricercatori hanno testato il sistema a Londra, Anversa, Kassel e Torino grazie a dei volontari. Attualmente, il sistema è utilizzato nelle scuole e nei centri di ricerca nazionali permettendo agli scienziati di utilizzare le informazioni raccolte per analizzare l’inquinamento tendenziale e pubblicare le informazioni su internet ad uso dei cittadini e delle autorità pubbliche. Lo sviluppo di queste nuove tecnologie per gli smartphone dipenderà essenzialmente da quali imprese saranno interessate a produrre la scatola di sensori e da quanto saranno disposti a investire i produttori di smartphone.

L’inquinamento atmosferico è uno dei maggiori killer silenziosi in Europa: si stima che nel 2010 siano morte prematuramente oltre 400 mila persone nell’UE. La cattiva qualità dell’aria aumenta inoltre i costi sanitari, riduce la produttività dell’economia e danneggia i raccolti e gli edifici. Per questo, la normativa UE assicura che siano rispettati gli standard di qualità dell’aria e che gli Stati membri siano tenuti a monitorare gli inquinanti atmosferici e ad assicurare il rispetto dei valori limite.

Fonte: Rappresentanza a Milano della Commissione europea

Embargo export in Russia: la UE sosterrà i produttori agricoli

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all'agricoltura

Dacian Ciolos

Il Commissario Ue, Dacian Ciolos, ha annunciato un nuovo intervento per stabilizzare il mercato agroalimentare europeo colpito dalle sanzioni russe. La nuova misura riguarderà i settori della frutta e verdura deperibili, e più in particolare si parla di un possibile intervento per pomodori, peperoni, funghi, cavolfiori e cetrioli. Tutti prodotti ricorrentemente indicati dagli esperti come tra i più colpiti.

Monitoraggio continuo del mercato. L’iniziativa, fa osservare Ciolos, sarà «proporzionata ed economicamente efficace. La situazione eccezionale richiede un accesso migliore e più veloce ai dati di mercato, settore per settore. Per questo motivo viene messo in campo da oggi un meccanismo rafforzato per il monitoraggio del mercato al quale contribuiranno tutti gli Stati membri. E gli incontri con gli esperti dei Paesi dell’Unione si terranno su base settimanale, per il periodo necessario». «Stiamo seguendo ogni settore ed ogni mercato – ha aggiunto il commissario Ciolos – e non appena emergeranno rischi materiali, agirò. Con la nuova Pac abbiamo gli strumenti di budget e monetari per agire. La fiducia del mercato attraverso la solidarietà europea è l’obiettivo primario».

Fonte: Garantitaly.it

Consultazione pubblica (fino al 26 settembre 2014) per l’agenda urbana Ue

UE-bandieraSono state lanciate la settimana scorsa le consultazioni pubbliche sul futuro dell’Agenda Urbana dell’Ue, per delineare le priorità, obiettivi e modalità delle politiche europee per lo sviluppo urbano. Il lancio avviene in concomitanza con l’adozione della comunicazione ufficiale della Commissione europea “Dimensione urbana delle politiche UE“, che propone una serie di domande volte a stimolare il dibattito e le proposte da parte degli attori coinvolti.

Oltre 2/3 della popolazione europea vive in città. Il Commissario Johannes Hahn, responsabile per la Politica Regionale, ha invitato i cittadini dell’UE a esprimersi sull’Agenda, augurandosi inoltre un forte impegno degli stakeholder e degli abitanti delle città nel partecipare alla consultazione pubblica. In merito all’agenda, il commissario ha sottolineato l’importanza della tematica in Europa: “più di due terzi della popolazione europea vive in città ed è quindi opportuno che la nostra riforma della politica di coesione dell’UE ponga già ora lo sviluppo urbano e cittadino ai vertici dell’agenda politica”. La consultazione e la comunicazione fanno seguito a un numero crescente di richieste di un maggiore coinvolgimento delle città nella concezione delle politiche Ue e di una maggiore coerenza nel modo in cui le istituzioni dell’Europa affrontano le sfide cui si trovano confrontate le conglomerazioni urbane. Ad oggi, il 72% della popolazione vive in città, cittadine e periferie. Si stima che questo numero sia destinato a superare l’80% entro il 2050. Circa due terzi di tutte le politiche europee sono volte, direttamente o indirettamente, a influenzare lo sviluppo urbano in termini di trasporti, energia e ambiente.

Consultazione pubblica aperta fino al 26 settembre. Tra i programmi europei che sono rivolti alle città vi sono alcuni sottoprogrammi di Horizon 2020, Life e Green Cities. L’Agenda Urbana avrà come obiettivo primario quello di raggiungere un approccio integrato nella formulazione delle politiche per assicurare coerenza ed evitare contraddizioni. La consultazione pubblica è aperta fino al 26 settembre 2014 e solleverà quesiti fondamentali, quali la necessità dell’agenda stessa, la specificità delle sue finalità, gli ambiti di intervento dell’Ue, il grado e la capacità di coinvolgimento delle città.

Fonte: Asterisco Informazioni

Commissione europea Ambiente, presidenza a un italiano

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiSi sono riunite nei giorni scorsi le Commissioni del Parlamento UE per eleggere i presidenti e i vicepresidenti per i prossimi cinque anni. Relativamente alla Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare è stato eletto presidente l’on. Giovanni La Via, vicepresidenti Benedek Javor (Ungheria), Daciana Sarbu (Romania), Pavel Poc (Repubblica Ceca) e Gilles Pargneaux (Francia).

Agricoltura, nessun italiano. Per quanto riguarda la Commissione Agricoltura, presidente è stato eletto l’on. Czesław Adam Siekierski (Polonia), vicepresidenti Eric Andrieu (Francia), Janusz Wojciechowski (Polonia), Clara Eugenia Aguilera Garcia (Spagna) e Viorica Dancila (Romania). Si ricorda che i presidenti e i vicepresidenti delle Commissioni del Parlamento europeo decidono l’agenda dei lavori e le questioni prioritarie. L’influenza su particolari dossier è limitata, a meno che non decidano di spingere o rigettare un particolare dossier. Il loro ruolo sarà invece molto importante durante le negoziazioni dei dossier con le altre Commissioni. Sul web le due Commissioni si trovano ai seguenti indirizzi: http://www.europarl.europa.eu/committees/it/envi/members.html#menuzone (Ambiente); http://www.europarl.europa.eu/committees/it/agri/members.html#menuzone (Agricoltura).

Fonte: Europe Direct Veneto

Export carni suine, crisi UE/Russia

maialiL’UE ha chiesto all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) di governare la controversia relativa al divieto russo di importare suini e carni suine fresche provenienti dai Paesi dell’Unione.

Il divieto è legato ad un numero limitato di casi di peste suina africana (ASF) registrati in Lituania e Polonia, nelle vicinanze del confine con la Bielorussia. L’UE ritiene che le restrizioni alle importazioni russe siano incompatibili con le regole dell’OMC, in particolare con l’Accordo sull’applicazione delle misure sanitarie e fitosanitarie e il GATT  del 1994. Le consultazioni avviate tra le due parti per giungere ad una soluzione della questione non hanno portato, al momento, alla revoca delle misure di divieto.

Penalizzato l’export. Da parte sua, l’UE accusa Mosca di non aver prodotto alcuna giustificazione adeguata circa il mantenimento delle misure e che lo stesso provvedimento appare chiaramente sproporzionato, discriminatorio, non fondato su elementi scientifici e contrario alle regole del commercio internazionale. Per questo motivo all’UE non è rimasta altra via se non quella di chiedere la costituzione di un panel in sede OMC. In questi sei mesi di divieto, i produttori di carne suina europei hanno perso 580 milioni di euro in termini di esportazione.

Fonte: Europe Direct Veneto