Un’occasione di confronto sull’importanza dell’olio extravergine di oliva nella dieta quotidiana, un prodotto di qualità che non dovrebbe mancare sulle nostre tavole. A proporlo sono Coldiretti Padova con Aipo, l’associazione veneta di produttori olivicoli, stasera, martedì 26 novembre a Padova, Caffè Pedrocchi, dalle 19 in sala Rossini, in collaborazione con i frantoi Colli del Poeta, Evo del Borgo e Valnogaredo.
Intervengono il direttore di Coldiretti Padova Giovanni Roncalli, il direttore del Sian dell’Uls 6 di Padova, Dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, Rocco Sciarrone, il direttore dell’Aipo -Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Renzo Gambin, il responsabile Ufficio Catasto Olivicolo,Certificazioni Qualità e Normative Antonio Volani e Massimo Bressan, presidente Provinciale Coldiretti Padova.
Tanti i benefici, purché sia garantita la qualità e l’orgine. L’incontro vuole essere l’occasione per approfondire i benefici dell’olio EVO sull’alimentazione in una dieta equilibrata. Un olio extravergine di oliva (EVO) di qualità è alla base di una sana alimentazione e componente irrinunciabile della dieta mediterranea. Accanto ai principali alimenti che costituiscono la nostra dieta alimentare l’olio EVO costituisce un tassello indispensabile, purché sia garantita la qualità e l’origine. È risaputo, infatti, che l’olio extravergine d’oliva è ricco di sostanze polifenoliche antiossidanti, fondamentali per la salute. In Italia 9 famiglie su 10 consumano olio d’oliva tutti i giorni secondo uno stile alimentare fondato sulla dieta mediterranea. Negli Stati Uniti, inoltre, la Food and Drugs Administration (Fda) suggerisce di scrivere sulle bottiglie che il consumo di circa mezzo cucchiaio di olio, senza aumentare le calorie complessive assunte quotidianamente, garantisce un importante effetto di prevenzione per la salute, con benefici cardiovascolari quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore.
L’olivicoltura nel Padovano. “Gli olivicoltori sui Colli Euganei sono circa 650 – ricorda Bressan – e su oltre 450 ettari di terreno coltivano più di 100 mila piante di ulivo. L’anno scorso la produzione di olive aveva superato i 20.500 quintali, quest’anno invece si attesterà a poco meno di diecimila, anche se non è escluso che qualche uliveto possa rendere di più. Resa e qualità saranno comunque ottime. Le scorte di extra vergine d’oliva di alcuni oleifici del territorio, contribuiranno a limitare i danni di quest’annata di magra fisiologica”.
A favorire gli arrivi di olio dall’estero – ricorda la Coldiretti – è la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre, spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. Ma c’è poca chiarezza anche sulle caratteristiche dell’olio di oliva con gli standard internazionali che permettono di etichettare come extravergine quello con acidità fino allo 0,8% mentre Coldiretti e Unaprol chiedono un intervento presso International Olive Council (OIV) per abbassare tale limite allo 0,5% per una giusta valorizzazione della qualità che possa incidere sul mercato. Il consiglio è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori.
Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova
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Il 2019 sarà un’annata di scarica produttiva per l’olivicoltura veneta. Dopo l’abbondanza eccezionale del 2018, le previsioni per il 2019 oscillano, infatti, tra il -50 e -60% di produzione, che è stata nel 2018 di oltre 220.000 quintali di olive in Veneto. La qualità delle olive è comunque ottima. Sono queste le stime di Aipo, Associazione interregionale produttori olivicoli Verona.
Si prospetta un’annata di riscossa per le olive padovane e veronesi, dopo un 2017 che ha segnato grandi perdite di prodotto a causa delle gelate e della siccità straordinaria. Le piante nel Veronese, nel Basso Padovano e sui colli Euganei, quest’anno, sono invece cariche di prodotto e si prevede una raccolta anticipata grazie al meteo favorevole.
Le ondate di freddo tra febbraio e marzo scorso hanno lasciato il segno sugli uliveti: pare sia questa infatti la principale causa di un fenomeno che sta preoccupando gli olivicoltori veneti, a partire da quelli dei Colli Euganei, nel Padovano. “Due funghi stanno attaccando migliaia di ulivi in maniera particolarmente aggressiva, provocando il disseccamento della pianta fino alla morte per apoplessia, causata dalla chiusura totale dei vasi linfatici, come fosse un infarto”, spiegano i tecnici di Coldiretti Padova, dopo aver eseguito un sopralluogo in alcune aziende olivicole dei Colli Euganei nelle quali si è notata questa nuova emergenza fitopatologica.
Colpito nella regione il 40 per cento delle piante coltivate
Nel 2016, il valore degli scambi internazionali di olio d’oliva si è attestato intorno ai 6,9 miliardi di dollari, 400 milioni di dollari meno dell’anno precedente ma comunque in crescita del 41%, confrontando il 2009 con la media dell’ultimo triennio.