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Radicchio Rosso di Chioggia e Pomodoro di Pachino, proseguono le iniziative di gemellaggio tra i due prodotti orticoli Igp

da sx: Massimo Pavan, vice presidente del Pachino; Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Chioggia; Sebastiano Fortunato, presidente del Pachino

da sx: Massimo Pavan, vice presidente del Pachino; Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Chioggia; Sebastiano Fortunato, presidente del Pachino

Da oggi, martedì 20 ottobre, per quattro giorni, una delegazione del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp guidata dal presidente Giuseppe Boscolo Palo, socio aderente ARGAV, è in Sicilia per visitare la realtà produttiva del territorio del Pomodoro di Pachino.

Focus sui processi di trasformazione e conservazione del pomodoro. «Lo scorso febbraio, nella vetrina internazionale del Fruit Logistica di Berlino – spiega il presidente Boscolo – avevamo siglato un gemellaggio tra il nostro Consorzio e quello del Pomodoro di Pachino, ripromettendoci di avviare degli appuntamenti comuni e delle azioni di comunicazione condivise per dare reciproca visibilità a queste due eccellenze orticole della penisola: il Principe Rosso di Chioggia e l’Oro Rosso di Sicilia. Ora, grazie alla collaborazione del vicepresidente dell’Igp Pachino, Massimo Pavan, che è nostro compaesano e la cui azienda è anche socia del nostro Consorzio, questo progetto comune prende concreto avvio. Nei territori della punta est della Sicilia visiteremo realtà produttive e di lavorazione del pomodoro. E sono soprattutto i processi di trasformazione e conservazione che ci interessa studiare, perché vogliamo stimolare anche da noi la produzione di specialità a base di Radicchio di Chioggia che abbiano una durabilità nel tempo e che possano divenire una sorta di souvenir del nostro territorio».

21 ottobre, l’incontro tra i sindaci di Chioggia e Pachino siglia l’appoggio istituzionale alle produzioni. Sono previste visite ad aziende di produzione, come quella del presidente del Consorzio di Pachino, Sebastiano Fortunato, di confezionamento, come la PEF, guidata da Massimo Pavan, ad Ispica il cui territorio dà il nome anche alla carota novella Igp; inoltre ad aziende di produzione di conserve ed essiccati di pomodoro, tra le quali l’Agriblea, e a punti vendita di specialità gastronomiche sempre col Pomodoro di Pachino Igp. L’evento istituzionalmente più importante è fissato per il pomeriggio di mercoledì 21 presso il Palmento Rudinì di Marzamemi, con l’incontro tra il sindaco di Pachino Roberto Bruno e il sindaco di Chioggia Giuseppe Casson, che in aereo raggiungerà nella mattinata la delegazione del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp. «Siamo grati al sindaco Casson di aver accolto il nostro invito – afferma Giuseppe Boscolo Palo – che rafforza il significato di questa missione del Consorzio in Sicilia ed è un significativo segnale che le nostre istituzioni locali, in primis quella che dà il nome al nostro radicchio, finalmente ci sono vicine e mostrano di aver compreso la valenza economica del nostro ortaggio, che va ben oltre ai numeri delle produzioni sui campi e dell’attuale commercializzazione, avendo la potenzialità di portare nel mondo il nome di Chioggia assieme a tutto il territorio circostante, dalla Laguna fino al Delta del Po».

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Chioggia Igp

28 luglio 2015, giornata dell’ortofrutta e della solidarietà indetta da Coldiretti, 5 gli appuntamenti in Veneto

Giornata ortofrutta ColdirettiFrutta fresca e a km zero donata a chi ne ha bisogno dagli agricoltori. Un’azione di solidarietà concreta che vede protagonisti i produttori in occasione della giornata nazionale dell’ortofrutta indetta da Coldiretti all’Expo di Milano e in tutta Italia oggi, martedì  28 luglio. Una giornata dedicata al primato italiano della produzione di frutta e verdura in Europa con il denominatore comune della solidarietà, nei confronti delle categorie più deboli, dagli anziani ai bisognosi. L’iniziativa sarà declinata anche in Veneto con cinque appuntamenti.

A Venezia, scendono in acqua le agricoltrici. Ad animare l’evento organizzato a Venezia saranno le imprenditrici agricole di Donne Impresa che, a bordo di una topa (imbarcazione tipica veneziana da trasporto), consegneranno chili di frutta e verdura alle mense della Caritas in laguna. Le tappe previste sono lungo il Canale della Giudecca dove ad attendere le agricoltrici ci saranno le mamme e i bambini della Casa di San Pio X, a seguire i profughi della comunità, gli anziani dell’ospizio Cardinal Piazza e gli ospiti del cottolengo, fino ai poveri di Betania a Cannaregio. “Un incontro solidale tra produttori e persone in difficoltà, dove anche una mela o una pesca a tavola è determinante. Il valore del nostro lavoro passa anche per questa riconoscenza – commenta Franca Castellani, frutticoltrice e responsabile di Donne Impresa – a volte un sorriso ci ripaga più delle bizzarrie del mercatoLa beneficenza – infatti –  la facciamo tutti i giorni visto che solo il 16,7% del costo sostenuto dai consumatori arriva agli agricoltori che con questa cifra non riescono neppure a sostenere le spese di produzione. Tradotto – dice Franca Castellani –  per 1 kg di nettarine all’imprenditore rimangono 30 centesimi quando il consumatore paga 1.80 euroUna situazione inconcepibile ed inaccettabile, che bisogna arginare per consentire al settore di non cedere il passo ai prodotti stranieri, che non sono foresti solo per la provenienza, ma soprattutto per gli standard qualitativi. Ci rivolgiamo – conclude Castellani – anche alle istituzioni politiche affinchè decolli un progetto di rilancio  che valorizzi la produzione regionale che nel 2008 rappresentava quasi il 20% del PIL agricolo mentre ora è scesa al 15%.  E’ una vera e propria emergenza che occorre trattare con un piano di rilancio in Veneto, regione a pieno titolo chiamata a fare dell’Italia l’eden d’Europa”.

A Rovigo la frutta va in spiaggia. Dalle 9.30 alle 13, gli agricoltori di Coldiretti Rovigo predisporanno un gazebo in piazzale Europa a Rosolina Mare per la distribuzione di cestini di nettarine che arrivano direttamente dai frutteti altopolesani della zona di Badia, grazie alla collaborazione con la Cofruta di Giacciano con Baruchella. In contemporanea, le pesche saranno distribuite anche in tutti i 12 bagni del litorale rosolinese grazie alla collaborazione col Consorzio operatori balneari di Rosolina. “Per i produttori è un momento difficile – commenta il presidente Mauro Giuriolo -, ormai i produttori cominciano ad estirpare i frutteti e questo è un danno enorme per tutta l’economia polesana, per l’agricoltura certamente, ma anche per l’indotto, per la conservazione della biodiversità ed, infine, per il consumatore che non avrà più pesche di stagione, quelle profumate che si rubavano nei campi da ragazzini, si mangiavano con la buccia e sapevano d’estate”.

A Verona la “frutta a pezzi”. A partire dalle 10.30 gli agricoltori di Coldiretti Verona allestiranno un gazebo in Piazza Brà per la distribuzione di un migliaio di confezioni di pesche porzionate a turisti e cittadini che transiteranno in centro storico. Alle 11.00, sempre in Piazza Brà, il presidente provinciale Claudio Valente consegnerà un cesto di pesche al Direttore del Banco Alimentare, simbolo della fornitura di circa 25 quintali di frutta che verrà effettuata gratuitamente a favore degli indigenti della provincia scaligera. Verso le 11.30 al bar Vittorio Emanuele, che dà direttamente sul Liston, si terrà uno “show drinking”: un esperto barman preparerà un cocktail a base di pesche per dare una piccola dimostrazione delle numerose potenzialità culinarie del famoso frutto “made in Verona”. A sostenere l’iniziativa sarà anche Casa Mazzanti in Piazza Erbe che nel corso della giornata farà degustare frutta e verdura a chilometro zero. “La provincia veronese è la prima in Veneto e tra le prime in Italia per produzione di ortofrutta ma ancora agli agricoltori arrivano solo le briciole“, sottolinea il presidente Claudio Valente.

Gli agricoltori di Coldiretti Padova, presieduta da Federico Miotto, hanno scelto di donare la frutta fresca e di stagione, appena raccolta dai campi, all’Opera della Provvidenza di Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano, mentre gli agricoltori di Coldiretti Treviso, nell’azienda di Angelo Bastarolo a Zero Branco, raccoglieranno pomodori e cetrioli per la comunità alloggio che ospita attualmente 30 migranti.

Fonte: Coldiretti Veneto/Coldiretti Rovigo/Coldiretti Verona/Coldiretti Padova

Lotta alla Fusariosi, stasera a Lusia (Ro) visita al campo prova varietale delle lattughe Igp

prove 2014Il Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia Igp, in collaborazione con gli Enti e le aziende del territorio polesano,  organizza stasera, mercoledì 22 luglio, per i consorziati e gli operatori del settore,  la oramai tradizionale visita al campo prova varietale delle lattughe Cappuccia e Gentile.

Iniziativa in programma nel tardo pomeriggio. Quest’anno le più importanti ditte sementiere hanno messo alla prova le proprie varietà alla ricerca di un prodotto capace di resistere alla Fusariosi e di mantenere caratteristiche commerciali ideali per la produzione IGP. La Fusiariosi è una malattia che si fa sentire particolarmente nel periodo estivo, determinata dai funghi del genere Fusarium, che causa ostruzione parziale e lesioni nelle pareti delle trachee determinando un’alterazione del bilancio idrico con conseguente avvizzimento della pianta. L’iniziativa si terrà a partire dalle 18 con ritrovo a Lusia (Ro) presso l’azienda agricola Hortus Novus (via Garzare 1068). Dopo la presentazione, alle 18.30 si terrà la visita guidata al campo prova con le dimostrazioni in campo.

Fonte: Consorzio Tutela Insalata Lusia Igp

Radicchi, obiettivo il catasto nazionale: lo propone il Comitato di Prodotto

02 - Radicchio precoceIl “Catasto nazionale dei radicchi” è un obiettivo concreto che si propone il nuovo “Comitato di prodotto Radicchio”. L’organismo, che fa capo all’ Organizzazione interprofessionale “Ortofrutta Italia”, si è appena insediato, ma già, nella prima seduta, si è impegnato su una serie di priorità per consolidare e rafforzare le posizioni dell’ortaggio sui mercati nazionale e internazionale.

Un passo verso una maggiore programmazione. Il Comitato, coordinato da Cesare Bellò, in rappresentanza di Unaproa, a conclusione della riunione ha deliberato all’unanimità di chiedere al Consiglio di amministrazione di Ortofrutta Italia (Organizzazione Interprofessionale del Settore Ortofrutticolo presieduta da Nazario Battelli), di proporre al Mipaaf il catasto dei radicchi, da far valere erga omnes su tutto il territorio nazionale (o almeno per la regione Veneto). Si prevede l’obbligo di indicare negli utilizzi delle superfici agricole le diverse tipologie di radicchi, con una particolare attenzione alle tipologie ad Indicazione geografica protetta (IGP). Il catasto, che sarà uno strumento importante per avere puntuali e tempestive informazioni sulla produzione e sul suo andamento, dovrà essere collegato ai fascicoli dei produttori gestiti da Agea e dagli Organismi pagatori regionali per il tramite dei C.A.A. (Centri assistenza agricola).“Pur consapevoli dell’attuale momento di transizione in cui il Governo italiano deve ancora decretare sul recepimento dell’OCM unica per quel che riguarda le O.I. – dichiara Bellò –  e quindi con le modalità e le tempistiche ancora da definire, con le nostre proposte vogliamo iniziare un percorso che ci auguriamo ci possa consentire, in un futuro non troppo lontano, di programmare le produzioni, di promuovere e incentivare la qualità, di gestire coerentemente la commercializzazione evitando la volatilità nelle quotazioni”.

Maggiore trasparenza di mercato. Per Pino Iasella, category manager Area ortaggi di Coop Italia, il Catasto si presenta come una grande opportunità per chi lavora bene. Farà piazza pulita di operatori che lavorano fuori delle regole e garantirà maggiore trasparenza di mercato. Non dovrebbe quindi incontrare ostacoli: “può resistere alla sua attuazione – commenta Iasella – solo chi, con comportamenti imbarazzanti, fatica a stare al gioco, mentre l’ortofrutta ha bisogno di operatori seri, onesti, coerenti. La trasparenza comporta che “tutti si attengano a buone pratiche”. Hanno partecipato alla riunione del Comitato di prodotto “radicchi” Cesare Bellò (coordinatore, in rappresentanza di Unaproa), Francesco Brunello (Fedagri – Confcooperative), Luca Chinaglia (Italia Ortofrutta), Valter Feltrin (Coldiretti), Pino Iasella (ANCC–COOP), Cristiana Furiani (Fruitimprese), Denis Susanna (C.I.A) e Lucio Torresan (Confagricoltura). Invitati e presenti anche Nazario Battelli (Presidente dell’O.I.), Giuseppe Boscolo “Palo” (Presidente del Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia IGP) e Simone Natali (segretario). Nella riunione si è commentato tra l’altro, il positivo andamento degli acquisti dei radicchi, come bene mettono in luce i dati ISMEA e CSO relativi all’ultimo quinquennio. Il futuro è promettente, purché si riesca a  programmare la produzione, si lavori nel segno della qualità e si prevengano i rischi di eccessiva volatilità dei prezzi, provocati da comportamenti speculativi, sempre pronti a imporsi in situazioni di difficoltà.

Fonte: http://www.ortoveneto.it

A Fruit Logistica (Berlino, 4-6/2/15) si celebra il gemellaggio tra “Igp”, radicchio di Chioggia e pomodoro di Pachino

Campi e confezione Radicchio di Chioggia IgpAnche quest’anno il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp partecipa al Fruit Logistica di Berlino, la più grande vetrina mondiale dell’ortofrutta in programma dal 4 al 6 febbraio 2015, con una propria postazione nello spazio espositivo della Regione Veneto (Hall 2.2 – stand C10), caratterizzato da una stilizzazione del ponte di Rialto.

Mercato estero, da prendere per “la gola”. In una delle finestre del ponte, come nel corner del Consorzio, c’è l’immagine di un cesto di radicchio sullo sfondo di Chioggia per sottolineare il forte legame del prodotto con il suo territorio di fertili terre litoranee che vanno dalla Laguna Sud di Venezia fino al Delta del Po. «A Berlino, grazie anche al sostegno che il Ministero dell’Agricoltura ha concesso al nostro progetto di promozione, portiamo del materiale illustrativo – spiega il presidente del consorzio, Giuseppe Boscolo Palo – che sarà distribuito a visitatori, giornalisti e buyers, nel quale, presentando il Radicchio di Chioggia Igp e il suo territorio di produzione, proponiamo alcune ricette proposte dai ristoranti partecipanti alla gara gastronomica “Il Principe Rosso in tavola”, indicando anche dove andarle a degustare, perché riteniamo questo sia un modo accattivante per cercare nuovi mercati. Il Radicchio di Chioggia Igp è un prodotto d’eccellenza – prosegue il presidente Boscolo – per il suo sapore gradevole, la sua croccantezza, la sua intensa colorazione, caratteristiche che lo fanno fortemente risaltare nei piatti e nelle composizioni di insalate. Gli chef di prestigio e la grande ristorazione possono trarne notevoli spunti per le loro preparazioni, così come i negozi specializzati per le loro vetrine, aprendo così nuovi interessanti varchi ai consumi del nostro radicchio soprattutto all’estero, in particolare nel Nord Europa”.

Gemellaggio tra due “Rossi”. Nell’anno appena concluso – precisa Boscolo – si è confermato il trend di crescita del prodotto commercializzato certificato Igp – così come è aumentato il numero di produttori che sono entrati nel Consorzio. Sono ancora cifre limitate rispetto alle potenzialità dell’area Igp, ma questo ci dà stimolo e speranza per proseguire nella nostra azione, per la quale continuamente cerchiamo sinergie e stringiamo alleanze. Già operiamo in coordinamento con i nostri vicini radicchi veneti, ma puntiamo lo sguardo molto più distante: stiamo avviando un partenariato tra il nostro Consorzio e quello del Pomodoro di Pachino, che sarà annunciato ufficialmente proprio a Fruit Logistica. Una partnership piena di gusto, questa che unirà due eccellenze orticole della penisola, il Principe Rosso di Chioggia e l’Oro Rosso di Sicilia, che consentirà di dare reciproca visibilità ai nostri due prodotti, attraverso degli appuntamenti comuni e delle azioni di comunicazione condivise».

Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Sedano rapa, Verona il centro italiano di produzione più importante

2-rapa-venetoIl sedano rapa va: non fa grandi numeri per ora, ma sicuramente mantiene il passo, registra un crescendo di interesse e la produzione è tendenzialmente in aumento. E’ questa la sua stagione: lo si sta raccogliendo con soddisfazione di chi lo coltiva. E’ un ortaggio da radice che ha una lunga tradizione, radicata in particolare nel Veneto e in generale nel Settentrione.

E’ indicativo che sia chiamato anche sedano di Verona, dove se ne coltiva una qualità particolarmente pregiata. Verona ne sarebbe la patria. Il grosso della produzione si trova in Olanda e in Germania, dove, diversamente rispetto a noi, è un ortaggio molto popolare e molto utilizzato. Dai due paesi nord europei ne arriva molto di quello che viaggia nella distribuzione italiana. La semina avviene in primavera; in autunno la raccolta. Per tradizione in Italia è stato consumato, finora, quasi esclusivamente nel Nord; alcuni anni però è richiesto nel centro Italia e nel Sud, impiegato in particolare dalla ristorazione di élite che vi ricava piatti originali e di valore. Lo si consuma prevalentemente fresco, ma è ottimo anche cotto, spesso in combinazione con altri prodotti. Sono tante le ricette messe a punto da cuochi di prestigio. “E’ un ortaggio che da anni si mantiene su buone posizioni, commenta Sergio Tronchin, di OPO Veneto, che ne tratta una quantità notevole, in rapporto alla produzione che è stata stimata in Italia attorno ai 115 mila quintali. C’è un risveglio di interesse e quindi di richieste. Il sedano rapa è un sostanzioso prodotto di nicchia, che si presenta con notevoli potenzialità sia per i coltivatori che per i consumatori”.

Un gusto inconfondibile. Il nome ufficiale dell’ortaggio è “Apium graveolens,varietà rapaceum) e si differenzia nettamente dal sedano da costa (Apium graveolens,varietà dulce), più conosciuto e consumato, del quale si mangiano i piccioli fogliari, mentre del primo si usa esclusivamente la radice tonda, globosa e nodosa che può arrivare anche al chilo di peso. Ma è bene fermarsi a “palle” di 6 o 7 etti, una dimensione ritenuta ideale ai fini della qualità, del sapore, della freschezza e della delicatezza. Il sedano rapa ha un inconfondibile gusto aromatico, che  lo distingue dagli altri ortaggi. Dettaglio molto valido per la cucina del nostro tempo e per i comportamenti salutistici che si stanno imponendo: ha un basso valore calorico, 23 calorie su 100 grammi. Nella medicina popolare e nella erboristeria è tenuto in alta considerazione come diuretico, come disinfettante e come rimedio per tanti malanni.

Fonte: http://www.ortoveneto.it

5/10/14, a Chioggia (VE), il Consorzio del Radicchio di Chioggia Igp lancia la campagna anti-contraffazione “Il Principe Rosso”

Giuseppe Boscolo Palo con Radicchio Chioggia

Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Un’intera giornata dedicata all’agricoltura. La organizza Coldiretti che domenica 5 ottobre porta in piazza Granaio a Chioggia (VE) i Farmers Market della provincia di Venezia: ortaggi e frutta di stagione, salumi e formaggi, vino e miele, farine e prodotti da forno, tutti rigorosamente dal produttore al consumatore. Tra i gazebo gialli di Campagna Amica c’è anche quello che ospita il Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia Igp.

Progetto “Il Principe Rosso”. «Abbiamo voluto cogliere questa occasione – spiega Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio, nonché socio ARGAV – per dare avvio operativo al nostro progetto “Il Principe Rosso”, partendo proprio da Chioggia, che è l’indicazione geografica protetta del nostro Radicchio Igp. Si tratta di un’iniziativa di promozione, ma anche di formazione per far capire il grande valore insito nel prodotto col marchio della denominazione. Ormai in tutto il mondo si produce radicchio rosso tondo, che è il più consumato abbinato, spesso fraudolentemente, all’appellativo “Chioggia”, e arrivando come tale perfino nel nostro territorio. Una contraffazione del valore di parecchi milioni di euro, che confonde i consumatori e danneggia i produttori certificati di Radicchio di Chioggia, quello col marchio che ne garantisce l’origine. Da oltre un anno stiamo investendo risorse importanti per promuoverlo in Italia ed all’estero, dove spesso nei menù di ristoranti stellati si ritrova la parola “Chioggia” come sinonimo di “Radicchio”; perciò è singolare che il turista, soprattutto straniero, che arriva qui avendone sentito parlare al suo Paese, non lo ritrovi nel territorio d’origine. Vogliamo quindi promuovere il consumo del vero Radicchio di Chioggia, quello col marchio che ne certifica l’origine, partendo dal territorio di produzione. E in questo progetto abbiamo incontrato il sostegno di partner importanti, come Venezia Opportunità e la Provincia di Venezia».

Il convegno. Di contraffazione alimentare se ne parlerà nel convegno Gli inganni a tavola, difendiamoci dal falso Made in Italy che domenica 5 ottobre, alle 10 presso l’Auditorium San Nicolò, apre la kermesse di Coldiretti. Oltre alla vendita diretta dei prodotti per tutta la giornata, nel pomeriggio alle 16 i più piccoli possono partecipare al laboratorio “dal latte al formaggio”, dimostrazione pratica di come si fa una cagliata, mentre per chi ama la musica alle 17.00 c’è il concerto Gospel dei Vocal Ski Line di Venezia.

Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Patate dolci, per qualità e quantità si spera nel sole di settembre

patataSarà il sole di settembre, se verrà e lo sperano i coltivatori, a determinare in termini di quantità e di qualità la raccolta 2014 della patata dolce che è cominciata da pochi giorni.

Margini di miglioramento. La maturazione dei tuberi per ora non è delle migliori: le patate non raggiungono la normale grossezza e non brillano per qualità. Ci sono, però, margini per un notevole miglioramento, sempre che il tempo sia favorevole e si alzi la temperatura. “La patata americana, osserva Federico Nadaletto, tecnico di OPO Veneto, è una pianta tropicale che ha bisogno di tanto caldo per crescere bene, il contrario di quanto è accaduto questa estate, dominata dalle piogge e da basse temperature rispetto alla media, condizioni negative per la pianta, della quale tra l’altro, favoriscono il marciume batterico”. Quest’anno, dunque, le patate americane, o dolci o batate, come vengono anche comunemente chiamate, potrebbero in parte deludere i produttori perché complessivamente potrebbero essere  di minore calibro, di minore peso ed anche di qualità non ottimale.

Le quotazioni reggono, così come i consumi, che in buona parte sono legati alla presenza degli immigrati, molti dei quali provengono da aree dove l’ortaggio è parte importante della dieta alimentare. “E’ un prodotto stagionale, si osserva a OPO Veneto, che ne tratta in notevole quantità, che ha un suo mercato tradizionale che evidenzia potenzialità di crescita”. La stagione, infatti, era partita bene, con un incremento sensibile dei trapianti che avrebbe potuto far lievitare la produzione che negli ultimi anni è risultata in calo. Ha tradito, purtroppo, il tempo. Nel Veneto, che è la capitale delle batate, ci si è fermati attorno ai 26 mila quintali, quando soltanto nel 2011 si era a 56 mila quintali (più del doppio). La raccolta avviene tra la fine di agosto e i primi di ottobre. La produzione veneta, che supera sempre la metà di quella nazionale, è concentrata su due aree: una tra le province di Treviso e di Venezia,  l’altra tra le province di Padova e di Rovigo.

Fonte. http://www.ortoveneto.it

23/6/14, ore 15, lezione via web sulle pratiche dell’orticoltura

Lattuga gentile_cappuccina_cipollotti_ rapanelli_rucolaSi intitola “Profumi e sapori dell’orto” il seminario via web (Webinar) in programma oggi a partire dalle 15 organizzato dal Consorzio per lo sviluppo del Polesine nell’ambito del progetto APP4INNO per la promozione dell’Ortodidattico “Il Profumo della freschezza” di Lusia (RO), nato da un’idea innovativa di Renato Maggiolo, visitato dai soci ARGAV lo scorso maggio.

Di cosa si parlerà. L’intervento Webinar è a cura di Fabrizio Barbieri e tratterà un argomento di interesse sia per esperti del settore agricolo e agroalimentare sia per gli appassionati dal “pollice verde”. Nel corso del collegamento sarà data, infatti, una completa descrizione delle più comuni pratiche dell’orticoltura, partendo dall’aspetto storico, le varie tipologie di pratiche orticole e più specificatamente, le caratteristiche del territorio polesano e le sue coltivazioni tipiche.

Come collegarsi. Per seguire on line (gratuitamente) l’intervento è sufficiente avere un PC con collegamento internet. Si dovrà quindi accedere alla piattaforma APP4INNO dal seguente link http://network.app4inno.eu/home; poi selezionare tra i “Prossimi Webinar” quello di riferimento (oppure cliccare direttamente il seguente link http://network.app4inno.eu/25#all ); cliccare sul bottone “Registrati per partecipare”; se si tratta del primo accesso alla piattaforma, creare un account seguendo le indicazioni riportate, quindi cliccare sul bottone “Accesso in diretta”; se si possiede già un account effettuare il log-in e cliccare sul bottone “Accesso in diretta”. Per la migliore fruizione del servizio, si consiglia l’utilizzo di cuffie possibilmente con microfono. Si consiglia, infine, di effettuare l’accesso alla piattaforma/webinar room una decina di minuti prima per consentire la risoluzione di eventuali problemi e dare inizio al webinar puntualmente. Maggiori info: Consorzio Deltapoolservice, segreteria: 346 6868151 info@deltapoolservice.it
skype: Consorzio Deltapoolservice

(Fonte: Consorzio per lo Sviluppo del Polesine)

 

L’aglio bianco Polesano Dop al Quirinale

aglio dopL’aglio bianco Polesano Dop è l’aglio del Quirinale. E’ stato scelto dallo chef Fabrizio Boca, capo cucina del Segretariato generale della presidenza della Repubblica, per condire i piati ufficiali ed ufficiosi delle presidenziali stanze.

3-4 consegne l’anno di una ventina di kg. “Abbiamo rinnovato il contratto di fornitura e pare che il nostro prodotto sia molto gradito al Quirinale” – spiega Claudio Salvan, presidente della coop Il Polesine, la maggiore produttrice di aglio bianco polesano Dop, associata a Coldiretti, coi sui venti associati per 1500 quintali annui di prodotto certificato. “Siamo stati contattati l’anno scorso – racconta Salvan – Prima abbiamo inviato il prodotto per l’assaggio, poi è cominciata una modesta fornitura ed ora, pare che il prodotto vada bene, perché ci hanno rinnovato il contratto: facciamo 3-4 consegne l’anno con carichi di una ventina di chili per volta di trecce da mezzo chilo l’una. Lo chef Boca, che si occupa degli acquisti personalmente, preferisce trecce piccole, che sono più facilmente gestibili”.

Marchio Dop, ricavi superiorei del 20-25% rispetto all’aglio in generale. L’aglio polesano sale al rango istituzionale. Voci dalle cucine romane dicono che al Quirinale si tende a preferire i prodotti tipici, provenienti da vari territori e province italiane, che vengono privilegiati per un “senso di appartenenza” e valorizzazione del made in Italy.  “Per noi, ovviamente, è un grande orgoglio e soddisfazione – commenta Claudio Salvan – Per un prodotto che, dal punto di vista dei mercati, non se la passa benissimo. Stiamo uscendo da una campagna con mercati pesanti, in cui il prodotto secco a marchio Dop è l’unico che ci salva e può dare ricavi anche discreti ai produttori, superiori del 20-25 per cento: se l’aglio in generale può andare su un euro e 50 al chilo, l’aglio Dop segna un euro e 85/90 al chilo. Ora si è aperta la raccolta e vendita dell’aglio fresco – spiega Salvan, – che ha costi di gestione superiori all’aglio essiccato e modalità diverse: si vende alla produzione intorno all’euro e 60, prezzo inferiore ai costi di produzione”.

In arrivo sul mercato UE ancora più aglio cinese. Questa situazione di stagnazione dei mercati rischia di essere aggravata nel prossimo futuro, poiché la Commissione europea ha già proposto l’aumento di 12.375 tonnellate del contingente di aglio proveniente dalla Cina, il maggior produttore mondiale. Una decisione motivata dall’aumento della popolazione comunitaria con l’ingresso di Romania e Bulgaria nella Ue, prevista dagli accordi Gatt. Ci si augura che almeno il presidente Napolitano continui a tenere alta la bandiera del Made Italy e a preferire l’aglio bianco polesano Dop.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)