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11 novembre 2018, la festa di San Martino e la conclusione dell’annata agraria si celebrano al meglio al Festival delle Dop a Godega di Sant’Urbano (TV)

Dai formaggi ai vini, dall’olio extravergine di oliva ai radicchi, dal miele all’insalata, dai marroni al riso, e la lista potrebbe continuare visto che sono ben 36 i prodotti e 52 i vini del Veneto riconosciuti dai marchi europei Dop/Igp/Stg/Doc/Docg/Igt. Stiamo parlando di prodotti della nostra agricoltura per i quali l’Unione Europea ha riconosciuto la loro straordinaria valenza geografico-territoriale e per questo li ha inseriti nell’elenco europeo delle Denominazioni. Dunque, eccellenze del nostro agroalimentare che domenica 11 novembre (festa di San Martino, conclusione dell’annata agraria) faranno bella mostra di sé al 5° Festival delle Dop, kermesse di Regione e Veneto Agricoltura in programma in Fiera a Godega di Sant’Urbano (Tv) dalle ore 10 alle 18 (ingresso gratuito).

Una trentina i Consorzi di tutela delle Denominazioni venete presenti al Festival, oltre a numerosi altri enti che rappresentano la filiera e il territorio, tra cui il Consorzio Qualità Verificata (QV) con le sue carni e altri preziosi prodotti quali, per esempio, la patata QV. Ricco il programma degli eventi, a partire dalle degustazioni guidate a cura dell’Istituto Alberghiero Beltrame di Vittorio Veneto che presenterà (ore 11/13/15/17, iscrizioni in loco) una serie di prelibatezze a base dei diversi prodotti veneti a Denominazione.

Degustazioni. Particolare attenzione sarà poi posta ai formaggi, non mancheranno le degustazioni dei tanti vini Doc/Docg/Igt del vigneto veneto, compreso quello didattico dell’Istituto Cerletti di Conegliano. Le degustazioni e le presentazioni saranno curate dai Consorzi di tutela e da Ais Veneto. Per tutta la giornata il Festival proporrà, inoltre, numerose iniziative che prevedono il coinvolgimento del pubblico grazie alla presenza di chef e giornalisti enogastronomici. Da segnalare anche la mostra fotografica che celebra i 25 anni di attività del Consorzio di Tutela del Fagiolo di Lamon. Non mancheranno iniziative di solidarietà verso i territori colpiti dal recente maltempo, nel ricordo che in primis ad essere colpito è stato proprio il settore primario, quello che da secoli interagisce virtuosamente con l’ambiente, tanto l’agricoltura che la gestione forestale.

Fonte: Servizio stampa veneto agricoltura

 

 

11 novembre 2018, a Godega S.Urbano (TV) c’è il Festival delle Dop Venete

Il Festival delle DOP venete 2018, promosso da Regione e Veneto Agricoltura, giunto alla 5^ edizione, si svolgerà quest’anno nei padiglioni della fiera di Godega S. Urbano (TV) domenica 11 novembre (ore 10:00/18:00).

L’evento, a partecipazione gratuita, mette in vetrina le eccellenze dell’agroalimentare regionale, ovvero i prodotti riconosciuti dai marchi europei di qualità Dop, Igp, Stg e quello regionale Qualità Verificata. Saranno in esposizione tutti i prodotti di qualità veneti, che potranno essere degustati grazie alle preparazioni degli studenti dell’Istituto Alberghiero “Beltrame” di Vittorio Veneto (TV). Gli assaggi per il pubblico si accompagneranno con i tanti vini regionali, tra cui quelli prodotti dall’Istituto Cerletti di Conegliano (TV).

Al Festival saranno presenti una trentina di Consorzi di Tutela del Veneto, previsto inoltre un ricco programma di eventi collaterali, quali degustazioni guidate a cura dello stesso Istituto Ipssar Beltrame e Caseus Veneti, relativamente ai formaggi, ma anche da dai sommelier di Ais Veneto per quanto riguarda i vini.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Prodotti Dop e Igp, Italia sempre leader in Unione Europea per riconoscimenti, ma per i prodotti registrati dopo il 2010 benefici scarsi o irrilevanti dal riconoscimento d’origine

L’Italia si conferma, anche a fine 2017, il Paese dell’UE che ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti Dop (Denominazione origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) nel settore “food” (293, esclusi vini e altre bevande alcoliche), precedendo la Francia (245) e la Spagna (190).

Questi tre Paesi rappresentano il 54% dei prodotti Dop e Igp registrati dall’Ue. Nel 2017, l’Italia ha ottenuto il riconoscimento Dop o Igp per 4 nuovi prodotti, molti meno della media annuale del periodo 2010-2017 (circa 11 prodotti l’anno), meno di quelli riconosciuti alla Francia (8) e al Regno Unito (6). Il primato di riconoscimenti dell’Italia, rispetto ai Paesi UE concorrenti, è legato alla larga prevalenza delle certificazioni Dop (167 contro le 103 della Francia e le 102 della Spagna); la Francia ha invece ottenuto più riconoscimenti Igp (142 contro i nostri 126). A fine 2017, il Paese Extra Ue che ha registrato il maggior numero di prodotti Dop o Igp è la Cina (10), seguita a distanza dalla Thailandia (4).

I settori produttivi. Nel ricco e articolato panorama della nostra biodiversità agraria e tradizione alimentare, il settore per il quale il nostro Paese ha proposto e ottenuto il maggior numero di riconoscimenti Dop e Igp è quello dei prodotti delle coltivazioni orticole e cerealicole (111), seguito dai formaggi (52) e dagli oli extravergini di oliva (46). Ma il maggior numero di riconoscimenti Dop, quindi certamente legati alla produzione primaria nazionale e territoriale, si registra per i formaggi (50) e per gli oli extravergini d’oliva (42). Per i riconoscimenti Igp, prevalgono con largo margine ortofrutticoli e cereali (75) seguiti dai salumi (prodotti a base di carne 20). Le Regioni italiane nel cui territorio ricadono produzioni agricole e alimentari Dop e Igp sono quelle del Nord (167), seguite da quelle di Sud e Isole (115) e poi da quelle del Centro (91). Nelle Regioni di Sud e Isole, si registra la maggior quota percentuale di riconoscimenti Dop sul totale Dop e Igp (62%). Per quanto riguarda il valore della produzione, il primato va a formaggi e salumi, mentre per il valore dell’export dominano formaggi
e aceti balsamici.

Luci e ombre. Dall’analisi effettuata, i più recenti dati sui prodotti agricoli e alimentari italiani Dop e Igp confermano alcuni aspetti positivi e altri meno, circa gli effetti di queste certificazioni sullo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia rurale italiana. Fra gli aspetti positivi, si rilevano gli incrementi di 76 unità (il più elevato del periodo fra i Paesi UE) dei prodotti riconosciuti fra il 2010 e il 2017; dell’11% (2010-2016) del valore alla produzione; dell’82% (2010-2016) del valore esportato. Tuttavia, si rilevano alcune criticità (2010-2016): il valore alla produzione segna +11% a fronte del +35% dei riconoscimenti; le quantità prodotte segnano +20% a fronte, come sopra, del +35% dei riconoscimenti; il valore alla produzione dei primi 10 principali prodotti, tutti riconosciuti prima del 2010, continua a rappresentare circa l’81% del totale di settore, nonostante i 72 nuovi riconoscimenti; i valori unitari alla produzione (€/kg) segnano una flessione del 7,6%; il valore dell’export dei primi 10 principali prodotti, tutti riconosciuti prima del 2010, continua a rappresentare circa il 91% del totale di settore, nonostante i 72 nuovi riconoscimenti. In particolare, nel 2016, il valore medio alla produzione di ciascuno dei 10 principali prodotti è di circa 539 milioni di euro (+8,8% sul 2010), mentre lo stesso valore per ciascuno degli altri prodotti è di 4,45 milioni di euro (-11,4% sul 2010); il valore medio dell’export di ciascuno dei 10 principali prodotti è di circa 308 milioni di euro (+81,6% sul 2010), mentre lo stesso valore per ciascuno degli altri prodotti è di 1,1 milioni di euro (+40% sul 2010). Ciò significa che, attualmente, la maggior parte dei prodotti Dop-Igp, e in particolare i 72 nuovi registrati fra il 2010 e il 2016, rappresentando valori economici molto limitati, sembrano trarre benefici scarsi o irrilevanti dal riconoscimento d’origine, e di conseguenza incerti sono i benefici per gli agricoltori che devono sostenere costi aggiuntivi per certificare la produzione.

Specialità “eccessivamente locali”. Questi risultati poco esaltanti sono generalmente da attribuire alla registrazione di specialità eccessivamente “locali”, supportate da pochi produttori soprattutto medio-piccoli, con produzione limitata di basso valore complessivo, che non consentono di realizzare le necessarie economie di scala per la gestione, il controllo e la promozione della denominazione. Altri motivi di insuccesso si ritengono dovuti a: creazione troppo verticistica della denominazione protetta, senza il preliminare attento coinvolgimento dei produttori seguito dalla relativa assistenza tecnica; carenze organizzative dell’organismo di tutela della denominazione; insufficiente supporto di coordinamento, assistenza, promozione del settore da parte di istituzioni di livello superiore (Regioni, Stato). Tolto ciò, è un dato di fatto che l’agricoltura italiana, almeno a breve termine, oltre fondare la propria crescita su significativi incrementi di produzione e produttività può e deve puntare anche ad incrementare la remunerazione dei prodotti di pregio e orientare maggiormente la produzione verso tali prodotti. Le certificazioni Dop e Igp, sostenute dal notevole patrimonio di biodiversità agraria e di tradizioni alimentari di cui disponiamo, possono dare un contributo importante in questo senso purché istituite secondo oggettive considerazioni storico-tradizionali, ma anche, e soprattutto, secondo razionali progetti di riconversione produttiva e di marketing (nazionale e, ancor più, internazionale), anche collegati alla promozione del turismo gastronomico. L’attuazione di tali progetti dovrà essere sostenuta da specifiche professionalità e da una puntuale assistenza ai produttori agricoli. A questo link il rapporto completo del centro studi.

Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura

Spesa alimentare degli italiani, il 10 per cento è riservata ai prodotti a Denominazione

Gli Uffici studi di Confagricoltura Veneto e Cgia di Mestre (Ve) hanno monitorato le tendenze dei consumatori in vista delle feste natalizie, che vedranno in gran parte tavole imbandite con i prodotti a denominazione. Se dell’hi-tech si può fare a meno, infatti, non potrà esserci festa senza i prodotti della nostra tradizione e dell’alta qualità che oggi le aziende agricole e le filiere agroalimentari sono in grado di fornire per la disponibilità di tutte le tasche degli italiani.

Al top in Europa. Dagli ultimi dati aggiornati all’11 dicembre scorso, l’Italia si pone al top nell’Ue con 294 prodotti di qualità registrati (Dop, Igp, Stg), c che incidono per oltre il 21 per cento del totale dei “prodotti di qualità registrati” in Europa. In termini assoluti, seguono con 245 prodotti registrati la Francia, con 195 la Spagna, con 138 il Portogallo e con 105 la Grecia.

Veneto secondo sul podio italiano. A livello territoriale, sul gradino più alto del podio del food di qualità presente in Italia si pone l’Emilia Romagna con 43 prodotti (18 Dop e 25 Igp), segue il Veneto con 36 prodotti (18 Dop e 18 Igp), la Lombardia con 34 (20 Dop e 14 Igp), la Toscana con 31 (16 Dop e 15 Igp) e la Sicilia con 30 (17 Dop e 13 Igp). Tra il food di qualità prodotto dalle nostre imprese agricole l’ortofrutta, i cereali, i formaggi e gli oli-grassi rappresentano oltre il 70% del totale. Gli ortofrutticoli, con 110 prodotti, costituiscono il 37,4% del totale, i 53 formaggi incidono il 18%, gli oli e grassi il 15,6% e le carni il 13%.

Il 10 per cento della spesa alimentare degli italiani è riservato ai prodotti a denominazione. Secondo gli ultimi dati resi disponibili da Ismea e Fondazione Qualivita, gli Uffici studi di Confagricoltura Veneto e Cgia hanno constatato che il valore economico dei prodotti agroalimentari italiani ammonta a circa 6,3 miliardi di euro; mentre il valore al consumo di questi prodotti è di circa 13,3 miliardi di euro, pari al 10% della spesa complessiva destinata dalle famiglie italiane ai generi alimentari. Nei mercati internazionali, invece, il volume d’affari conseguito con l’export del food italiano Dop e Igp ha superato i 3 miliardi di euro.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

Internazionalizzazione prodotti italiani a Indicazioni geografiche, mentre il radicchio di Chioggia “sbarca” in Finlandia, l’Asiago rivendica tutela e riconoscimento in Cina, Giappone e Messico

Il Radicchio di Chioggia Igp si spinge sempre più a Nord. La settimana prossima, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consorzio di Tutela porterà in Finlandia il “Principe Rosso” per presentarlo in una serie di eventi enogastronomici e culturali in alcuni ristoranti della capitale e in una serata di gala nell’Ambasciata italiana a Helsinki.

Un mercato attento alle certificazioni di origine e di qualità ambientale. “Puntiamo all’internazionalizzazione della promozione verso il Nord Europa – spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – perché l’esperienza di questi ultimi anni alla Fiera Fruit Logistica di Berlino, ci ha fatto intravvedere ottime possibilità di affermazione del nostro prodotto in questi mercati, dove il consumatore è attento alle certificazioni di origine e di qualità ambientale. Invitandoci, la nostra Ambasciata ci ha assicurato che la società finlandese è estremamente interessata all’Italia, alla nostra cultura, ai nostri prodotti, soprattutto a quelli tipici regionali a denominazione di origine protetta e controllata che garantiscono lo stretto legame col territorio. Il radicchio di Chioggia, con la sua caratteristica chiusura a palla compatta è un ortaggio che può sopportare meglio di altre verdure a foglia il gelo invernale, inoltre il suo colore rosso-amaranto innervato di bianco può costituire un elemento di vivacità sulle tavole nordiche”.

L’altro lato della medaglia. “E’ in atto uno scontro globale, senza esclusione di colpi che richiede un intervento forte del sistema politico italiano e comunitario contro i tentativi di delegittimare un comparto di interesse nazionale come quello delle Indicazioni Geografiche. E’ questo il messaggio che il Consorzio Tutela Formaggio Asiago lancia dopo che, negli ultimi tre mesi, è stato protagonista di un’intensa azione di tutela che ha visto il pieno riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale ed una serie di vittorie legali contro tentativi di usurpazione ottenute in Cina, Giappone e Messico, paesi dove sono in corso i negoziati bilaterali con l’Unione Europea.

La sinergia tra prodotto e territorio è l’elemento distintivo e fondante dell’Indicazione Geografica, occasione unica e inimitabile di promozione economica e valorizzazione del genius loci. A confermarlo sono i numeri del comparto dei prodotti DOP e IGP italiani che oggi valgono 14 miliardi di fatturato alla produzione (vino escluso) e, nel 2016, hanno visto esportazioni per 7,8 miliardi di euro, con un peso del 21% delle tipicità sull’intero export agroalimentare (dati Qualivita). Un settore, quello delle DOP e IGP, non delocalizzabile, che fornisce un importante contributo alla fiscalità nazionale e la cui salvaguardia andrebbe inserita tra le priorità nazionali, in quanto asset strategico per l’economia del Paese. “Di fronte a chi oggi mette in discussione lo stretto legame tra denominazione e luogo geografico d’origine – afferma il presidente del Consorzio di Tutela, Fiorenzo Rigoni, – come le  recenti richieste di organizzazioni di produttori nordamericani indirizzate al presidente Trump di non riconoscere le Indicazioni Geografiche negli accordi commerciali, è necessario che il sistema politico italiano prenda atto dell’attacco globale in corso e agisca, di concerto con la Ue, per salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale legati ai prodotti DOP e IGP, la cui tutela coincide non solo con la difesa di interessi economici vitali ma con la difesa di un valore non negoziabile: ovvero l’identità e la cultura di intere comunità locali”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio radicchio di Chioggia Igp e Consorzio Tutela Asiago Dop

 

Dop e Igp, Italia al primo posto per registrazioni, ma solo una decina quelle che contano economicamente

dop-del-veneto

Dop del Veneto

L’Italia è il primo paese dell’Unione Europea per numero di prodotti agroalimentari riconosciuti a “Denominazione d’origine protetta” (Dop – prodotti ottenuti in una determinata zona da materie prime provenienti dalla zona stessa) e ad “Indicazione geografica protetta” (Igp – prodotti di consolidata tradizione ottenuti in una determinata zona da materie prime non esclusivamente provenienti dalla zona stessa) ai sensi del Regolamento UE n. 1151/2012 che sostituisce precedenti Regolamenti comunitari in materia di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.

Tra i prodotti a denominazioni extra europei, 10 sono cinesi. Nel 2003 l’Italia era preceduta, sia pure di una sola unità, dalla Francia; nel 2016 conta, rispetto alla stessa Francia, 52 registrazioni in più. Il ritmo medio di crescita delle nuove registrazioni italiane è stato, fra il 2003 e il 2016, di circa 12 l’anno con il minimo nel 2006 (3) e il massimo nel 2010 (24). Guardando distintamente alle due categorie di riconoscimento (Dop Igo), il nostro Paese è largamente al primo posto per i prodotti Dop e al secondo posto, dopo la Francia, per i prodotti Igp. Fra il 2010 e il 2016, l’Italia ha registrato, in media, ogni anno 5 nuove Dop e 7 nuove Igp. I riconoscimenti Dop e Igp sono stati istituiti dall’Unione Europea, ma possono essere attribuiti anche a prodotti provenienti da Paesi extra UE. Oggi i prodotti di Paesi extra UE riconosciuti Dop e Igp sono 23, di cui 10 della Cina.

Più attive le regioni del Nord. Il primato di riconoscimenti raggiunto e consolidato dall’Italia rispetto agli altri Paesi dell’UE testimonia, non solo la ricchezza di tradizioni agricole e gastronomiche nazionali, ma anche l’eccellente lavoro delle istituzioni e dei produttori. Più attive nella valorizzazione dei prodotti DOP e IGP sono le regioni del Nord (soprattutto Emilia Romagna, Veneto e Lombardia); fra le regioni del Centro, la Toscana; fra le regioni del Sud, la Sicilia.

Top ten. Rispetto al 2003, nel 2016 i prodotti italiani che si fregiano dei marchi Dop e Igp sono più che raddoppiati (da 130 a 289). La categoria produttiva per la quale il nostro Paese ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti è quella degli ortofrutticoli e dei cereali (110), seguita dai formaggi (51), dagli oli extravergini di oliva (45) e dalle preparazioni a base di carne (41). I prodotti Dop prevalgono numericamente sugli Igp; tuttavia questi ultimi, nel periodo 2005-2016 hanno registrato un incremento maggiore, con 73 nuovi riconoscimenti (+142%) rispetto ai nuovi 60 (+56%) dei Dop.  Al valore complessivo delle esportazioni di prodotti Dop/Igp contribuiscono soprattutto dieci prodotti: grana padano Dop, parmigiano-reggiano Dop, aceto balsamico di Modena Igp, prosciutto di Parma Dopmela Alto Adige Igp, pecorino romano Dop, gorgonzola Dop, mozzarella bufala campana Dop, prosciutto di San Daniele Dop e, a parimerito al decimo posto, mela Val di Non Dop, mortadella di Bologna Igp, speck dell’Alto Adige Igp, olio Evo toscano Igp.

Conclusioni. Il “peso” sull’export dei “top 10” è  superiore al 90%, con l’aceto balsamico di Modena Igp al terzo posto della graduatoria (493 milioni di euro nel 2014 col 92% di produzione esportata) e la mela Alto Adige Igp al quinto posto (204 milioni di euro nel 2014).  In prospettiva, si evidenzia la necessità di una valutazione sui processi di riconoscimento di Dop e Igp per prodotti disponibili in quantità limitate, commercializzati quasi esclusivamente a livello locale, per la promozione dei quali forse sarebbero sufficienti altre qualifiche di valorizzazione (come, ad esempio, quella di “prodotto tradizionale”). La diminuzione delle aziende produttrici di Dop e Igp può evidenziare o un processo di concentrazione produttiva e quindi di rafforzamento strutturale, anche in concomitanza di una situazione di maggiore competitività, oppure una progressiva riduzione dei vantaggi della certificazione di questo genere di prodotti per gli operatori della produzione primaria. La necessità di consolidare, fra i riconoscimenti già acquisiti, quelli suscettibili, in ragione delle quantità prodotte, di una migliore possibilità di promozione e commercializzazione all’estero o sul mercato nazionale a livello non solo locale.

Fonte: Centro Studi Confagricoltura

21-22 giugno 2016, a Trento e a Bolzano due giorni di formazione gratuiti sui prodotti di qualità certificata rivolti a Consorzi di tutela e imprese

12 ottobre 2014, anche il Radicchio di Chioggia Igp al Festival delle Dop

Festival Dop-Igp 2013

Giuseppe Boscolo Paolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio Chioggia Igp

Al “Festival delle DOP”, la manifestazione promossa da Regione Veneto e Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto, in programma a Castelfranco Veneto (Tv) domenica 12 ottobre, in piazza Giorgione, parteciperanno anche i Consorzi di Tutela che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa. Tra questi, anche il Consorzio di Tutela Radicchio Igp di Chioggia, presieduto da Giuseppe Boscolo Palo, socio ARGAV.

Regione Veneto, incentivi nel PSR e ai ristoratori che utilizzano prodotti a marchio in cucina. «Il Veneto conta un numero consistente di denominazioni, purtroppo conosciute a livello europeo solo per il 5 per cento e poco di più a livello italiano – ha esordito l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato presentando nei giorni scorsi la manifestazione – per questo il Festival è importante per diffondere consapevolezza su questi marchi d’origine, farli conoscere e riconoscere, per una scelta consapevole al momento dell’acquisto. Abbiamo introdotto, a tal proposito, un articolo di finanziaria che incentiva i ristoratori che utilizzano prodotti a marchio nelle loro cucine – ha spiegato Manzato -, inoltre il nuovo Programma di Sviluppo Rurale del Veneto 2014-2020 metterà a disposizione 20 milioni di euro, per i prossimi 6 anni, al fine di promuovere i prodotti veneti e per incentivare l’adesione ai regimi di qualità tutelati dai Consorzi».

11 ottobre, anteprima del Festival,  alle 9,30 presso Istituto Alberghiero “Maffioli”, con un seminario dedicato alle DOP e il mercato globale, moderato da Antonio Boschetti de “L’Informatore Agrario”, che si concluderà con un “buffetdop” proposto dagli studenti dell’Alberghiero a base di prodotti DOP e IGP veneti, tra cui Radicchio di Chioggia Igp, che nel pomeriggio sarà in mostra anche per le riprese del programma “Ricette all’italiana”, trasmissione in onda su Rete4, assieme ai Radicchi di Treviso, Castelfranco e Verona ed alle altre eccellenze agroalimentari venete.

Domenica 12 ottobre, dalle 10.00 alle 19.00, è in calendario una ricca kermesse di esposizione e degustazione con i Consorzi veneti e lo spettacolo teatrale dell’artista Tiziana Di Masi “Tutto quello che sto per dirvi è falso”. «Non potevamo mancare a questa vetrina prestigiosa – spiega Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp -, che è anche un’occasione importante per mostrare che i Consorzio di tutela Dop e Igp sono una squadra numerosa e agguerrita, fortemente impegnata a promuovere i prodotti a denominazione e ben determinata a combattere ogni contraffazione. Gli incentivi posti in finanziaria dalla Regione Veneto per i ristoratori, che utilizzano prodotti a marchio nelle loro cucine, vengono a pallino per noi che stiamo per partire con una gara gastronomica tra i ristoranti che proporranno ricette col Radicchio di Chioggia con l’obiettivo di promuovere il consumo di quello col marchio che ne certifica l’origine, partendo dal territorio di produzione».

Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

12 ottobre, a Castelfranco Veneto (TV) si tiene il Festival delle Dop. Speciale anteprima sabato 11 ottobre all’Istituto “Maffioli” con convegno e “buffetdop”.

Prodotti a denominazione VenetoFormazione, eccellenza agroalimentare e marketing si fondono al “Festival delle DOP venete”. Vista la necessità di supportare i prodotti a marchio e approfondirne le dinamiche del mercato, Regione Veneto, Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto e i Consorzi di Tutela hanno organizzato il convegno “Le Denominazioni di origine alla conquista del mercato globale” sabato 11 (ore 9.30) presso l’Istituto Alberghiero Maffioli (via Valsugana, 74 Castelfranco V.to TV) nell’ambito del Festival delle DOP venete.

Buffetdop. Al termine del convegno, i presenti avranno la possibilità di degustare il lavoro dei giovani cuochi che cucineranno i prodotti a marchio veneti. Il “Buffetdop”, che prevede un menù preparato con alcune DOP e IGP, è infatti realizzato dai docenti e dagli alunni di alcuni Istituti aderenti alla rete “Consorzio degli Istituti Alberghieri Veneti”. Si tratta di un Consorzio nato nel gennaio 2000, quando gli Istituti Alberghieri del Veneto hanno formalizzato la stretta collaborazione che già li legava con la costituzione del Consorzio per lo Sviluppo e la Formazione delle Nuove Professioni; lo scopo era ed è quello di condividere l’avanzata verso un obiettivo comune e offrire ad ogni Istituto della regione un supporto per migliorare la propria azione formativa. Ogni IPSSAR veneto, anche grazie a questo “fare rete”, riesce a rispondere alle richieste del mondo del lavoro e alle necessità dell’utenza moderna, e ad interpretare le tradizioni culturali, turistiche ed enogastronomiche tipiche. Fare Rete dunque per condividere la sfida di tramandare competenze professionali di alto livello e rileggere in chiave moderna le tradizioni culinarie della nostra regione.

La vera festa del gusto sarà domenica 12 ottobre, quando si potranno assaggiare ed acquistare i prodotti a marchio veneti, DOP IGP e STG, direttamente dai Consorzi di Tutela, (ore 10.00-19.00), all’interno della tensostruttura allestita in Piazza Giorgione. Infine intrattenimento per tutti con lo spettacolo teatrale di Tiziana Di MasiTutto quello che sto per dirvi è falso”, ore 16.30, dedicato alla contraffazione e ai danni provocati al “made in italy”.

Conosciamo meglio i marchi Dop, Igp e Stg, Sono 36, più una STG (Specialità tradizionale garantita), le eccellenze agroalimentari venete riconosciute dai Marchi di qualità europei (DOP e IGP, Denominazione di origine protetta e Indicazione geografica protetta). Ma cosa significano queste sigle? Cosa caratterizza in maniera unica questi prodotti di qualità? L’Unione Europea ha riconosciuto come l’origine geografica condiziona qualità e peculiarità di un prodotto e per tutelarla ha creato due denominazioni d’origine.

Il marchio DOP, Denominazione di Origine Protetta, è concesso ai prodotti agroalimentari le cui caratteristiche qualitative dipendono del tutto o in parte dall’ambiente geografico in cui sono prodotti, ambiente che unisce fattori naturali, come il clima e le risorse, e fattori umani, come le tecniche di produzione e trasformazioni tipiche di un’area delimitata. Fondamentale è che tutte le fasi produttive avvengano nell’area stessa. Le Dop venete sono 18: Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, Salamini italiani alla Cacciatora, Sopressa Vicentina, Cozza di Scardovari e Miele delle Dolomiti Bellunesi; tra i Formaggi l’Asiago, la Casatella Trevigiana, il Grana Padano, il Montasio, il Monte Veronese, il Piave, il Provolone Valpadana e il Taleggio; e ancora l’Olio extravergine di oliva Garda e l’Olio extravergine di oliva Veneto delle zone Valpolicella, Euganei e Berici e Grappa. Infine Aglio Bianco Polesano, Asparago Bianco di Bassano e Marrone di S. Zeno.

Il marchio IGP, “Indicazione Geografica Protetta”, viene attribuito ai prodotti agricoli e alimentari che posseggono qualità o caratteristiche determinate dall’origine geografica. Almeno una delle fasi produttive deve avvenire in un’area geografica determinata, ma non necessariamente tutte come invece vale per le DOP. Le I.G.P. venete sono 18, principalmente prodotti ortofrutticoli: Ciliegia di Marostica, Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese, Insalata di Lusia, Marrone di Combai, Marroni del Monfenera, Pesca di Verona, Radicchio di Chioggia, Radicchio di Verona, Radicchio Rosso di Treviso, Radicchio Variegato di Castelfranco, Riso del Delta del Po, Riso Nano Vialone Veronese, Asparago di Badoere e Asparago Bianco di Cimadolmo. Inoltre Salame Cremona, Zampone Modena, Mortadella Bologna e Cotechino Modena. Rigidi disciplinari di produzione e specifici organismi di controllo assicurano che le caratteristiche siano rispettate.

Il marchio STG. Infine la denominazione di Specialità Tradizionale Garantita STG spetta agli alimenti ottenuti da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente o con un metodo di produzione tradizionale, in uso in Italia da almeno 30 anni. Oltre alla pizza napoletana esiste solamente un’altra STG italiana, la mozzarella, regina dei formaggi freschi che non mancherà tra gli stand del Festival delle DOP domenica 12 ottobre.

Consorzi partecipanti. Vini Venezia, Radicchio di Chioggia, Formaggio Montasio, Formaggio Casatella, Radicchio di Treviso e Castelfranco, Asparagi di Badoere, Formaggio Piave (con Miele delle Dolomiti), Prosecco; Valdobbiadene Conegliano; Colli Asolani, Fagioli di Lamon, Marroni di Combai, Mozzarella Stg, Vini Colli Euganei, Vino Fior d’Arancio, Prosciutto Veneto Berico Euganeo, Formaggio Grana Padano, Formaggio Asiago, Asparagi di Bassano, Vini Gambellara, Vini Breganze, Vini Vicenza, Ciliegie di Marostica, Insalata di Lusia, Riso Delta del Po, Aglio Bianco del Polesine, Radicchio di Verona, Olio del Garda, Vino di Custoza, Vini Arcole; Lessini-Durello; Merlara; Soave.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Istat, Italia leader per prodotti agroalimentari di qualità e per sistema di controlli

Prosciutto Dop Montagnana

Prosciutto Dop Montagnana

“Il rapporto dell’Istat conferma che siamo leader in Europa per i prodotti di qualità e vogliamo continuare a far crescere questo primato, puntando sulla distintività del nostro agroalimentare. I 13 miliardi di euro al consumo testimoniano l’importanza del settore nel contesto economico nazionale. Il sistema delle Dop e Igp è una garanzia per i consumatori, che valorizza i territori e l’origine e sulla quale stiamo lavorando intensamente. Una parte fondamentale della tutela passa attraverso il sistema dei controlli, che è uno dei più avanzati al mondo. Non lo diciamo noi, ma un approfondito audit della Commissione Ue che nelle sue conclusioni conferma che l’Italia mette in campo misure che vanno oltre quelle richieste dall’Europa”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato i dati del rapporto Istat ‘Prodotti agroalimentari di qualità’, presentato lo scorso 18 settembre.Nelle conclusioni formali si legge: “In linea generale, il sistema in atto in Italia per i controlli ufficiali delle denominazioni registrate come DOP/IGP/STG è efficace. I controlli ufficiali dei prodotti DOP/IGT/STG sono delegati a organismi di controllo, a loro volta sottoposti a un’adeguata supervisione. In molti casi, l’Autorità di controllo ha attuato misure che vanno oltre i requisiti previsti dall’UE”.

Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali