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PAC 2014-2020, raggiunto l’accordo definitivo sulla riforma

programma 27 settembre PAC bozza 3Il Ministro lituano dell’Agricoltura, Vigilijus Jukna, ha annunciato l’accordo politico raggiunto dal Consiglio, Parlamento e Commissione europea (trilogo) sugli ultimi punti rimasti in sospeso dopo gli accordi dello scorso 26 giugno della riforma della PAC.

Tenute in maggiore considerazione le aspettative della società. I testi legislativi e le disposizioni transitorie da adottare formalmente saranno approvati entro la fine dell’anno in corso, per poi poter essere applicate dal 1° gennaio 2014. Fatta salva l’approvazione formale da parte di entrambe le Istituzioni e l’adozione degli atti giuridici sul bilancio generale dell’UE 2014-2020, l’accordo di Vilnius rappresenta la conclusione di un iter che spinge la PAC verso una “nuova” direzione che tiene maggiormente conto delle aspettative della società. Vediamo in dettaglio i punti dell’accordo finale, ricordando ai lettori che ulteriori informazioni e documentazione possono essere richiesti alla redazione di Veneto Agricoltura ( mail: europedirect@venetoagricoltura.org, tel. 049 8293716).

Pagamenti diretti agli agricoltori. L’accordo è stato raggiunto sulla regressività obbligatoria e volontaria. In pratica, ciò significa che l’importo del sostegno (pagamento diretto) che un’azienda agricola riceve (escluso il pagamento relativo al Greening) sarà ridotto di almeno il 5% per gli importi superiori a 150.000 euro. I costi salariali possono essere dedotti prima che sia effettuato il calcolo. Tale riduzione non riguarda gli Stati Membri che applicano il “pagamento redistributivo” in base al quale almeno il 5% della dotazione nazionale è trattenuto per essere ridistribuito sul primo ettaro di tutte le aziende agricole. I fondi “recuperati” attraverso questo meccanismo sono trasferiti alla dotazione per lo Sviluppo rurale nello Stato Membro/Regione interessata e possono essere utilizzati senza obbligo di cofinanziamento.

Convergenza esterna. Le dotazioni nazionali per i Pagamenti diretti per Stato Membro saranno progressivamente adattate in modo che i Paesi in cui il pagamento medio (in euro per ettaro) è attualmente inferiore al 90% della ridistribuzione media dell’UE godranno di un graduale aumento della loro dotazione (1/3 della differenza tra il loro tasso corrente e il 90% della media UE). Inoltre, vi è la garanzia che ogni Stato Membro dovrà raggiungere un livello minimo entro il 2019. Le dotazioni per gli altri Stati Membri che ricevono importi superiori alla media saranno adeguati di conseguenza.

Trasferimento di fondi tra i pilastri. Gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% del loro massimale nazionale relativo i pagamenti diretti (1° pilastro ) allo Sviluppo rurale (2° pilastro). Questi importi non richiedono il cofinanziamento. Viceversa, gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% della loro dotazione nazionale dal 2° al 1° pilastro, percentuale che sale al 25% per gli Stati Membri che ricevono meno del 90% della media UE dei Pagamenti diretti.

Sviluppo rurale. Gli stanziamenti nazionali allo Sviluppo rurale per Stato Membro sono inclusi nel Regolamento di base, ma questi importi possono essere adeguati da un atto delegato, ove tecnicamente necessario, o da un atto legislativo.

Tasso di cofinanziamento. Il tasso massimo di cofinanziamento dell’UE per la maggior parte dei pagamenti sarà fino all’85% nelle Regioni meno sviluppate, le Regioni ultraperiferiche e nelle isole minori del Mar Egeo, del 75% nelle Regioni in transizione e del 53% nelle altre Regioni, ma potrà essere più elevato per sostenere le misure a favore del trasferimento di conoscenze, la cooperazione, la costituzione di Organizzazioni di produttori e le sovvenzioni per l’insediamento dei giovani agricoltori, così come per i progetti LEADER e per la spesa in materia di ambiente e cambiamento climatico.

(Fonte: Europe Direct Veneto Ufficio Stampa Veneto Agricoltura)