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Il futuro delle aziende bio? Avere una filiera propria per dar certezza di qualità della materia prima, ne parla Marco Negro Marcigaglia, dell’azienda vicentina che ha prodotto nel 1994 la prima bevanda di riso bio in Italia

thebridge(di Marina Meneguzzi) L’Italia si colloca da tempo fra i maggiori produttori di biologico in Europa e nel mondo. Ma forse non tutti sanno che la prima bevanda di riso biologica prodotta in Italia ha avuto i natali nel Vicentino, e precisamente a San Pietro Mussolino, località che si trova nelle Piccoli Dolomiti, in alta Val di Chiampo.

Una felice intuizione. A produrla fu nel 1994 Ernesto Marcigaglia, oggi purtroppo scomparso, in risposta ad un momento di crisi professionale (al tempo faceva impresa nel settore del pellame ad Arzignano) e ad un bisogno personale: migliorare l’alimentazione a beneficio della propria salute. Fu così che Ernesto iniziò ad avvicinarsi al “mondo bio”. Ma lo spirito imprenditoriale insito in lui era difficile da tenere a bada. Da consumatore, Ernesto notò che non c’era nessuna azienda italiana a fare le bevande vegetali bio. Da qui a fondare The Bridge, il passo fu breve.

Il nome aziendale, “Il Ponte” in inglese, scelta fatta guardando già al mercato estero, principale fruitore di alimenti bio, palesa l’indelebile cambiamento verso un nuovo stile di vita più sostenibile e consapevole vissuto al tempo da Ernesto, sempre con il continuo sostegno della moglie Margherita e dai figli Marco e Paolo. “L’intuizione che ebbe nostro padre si dimostra oggi sempre più vera”, ha affermato Marco Negro Marcigaglia, alla guida insieme alla famiglia dell’azienda, in occasione dell’incontro con i soci Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco lo scorso 23 settembre. “Valorizzare questo tipo di alimentazione sana e biologica, concetto del tutto pionieristico più di vent’anni fa, è una tematica più che mai attuale e quello che era solo il sogno di un uomo coraggioso e anticonformista è diventato oggi uno stendardo da seguire, premiato da un mercato in continua crescita”.

Qualche numero. L’azienda ha registrato nel 2015 un fatturato di 20,5 milioni di euro, realizzato per il 60 per cento all’estero (soprattutto Francia, Ungheria, Spagna, Inghilterra), attraverso la vendita nei negozi specializzati come anche nella grande distribuzione. Anche il clima aziendale è dei migliori: i 55 dipendenti provengono in gran parte dal paese, dove tutti conoscono tutti, e a legare le persone tra loro sono rapporti di parentela e amicizia. “L’unica azienda a fare del nepotismo un valore aggiunto”, è stato lo scherzoso commento a questo proposito del presidente Argav, Fabrizio Stelluto, moderatore dell’incontro.

Naturalità dei prodotti e acqua di sorgente. Le bevande vegetali bio The Bridge sono composte dall’80 per cento di acqua, quella pura, ricca di sali minerali e a basso contenuto di sodio della fonte Papalini (450 metri), e dal 20 per cento di materia prima. Il riso arriva dal Piemonte, l’avena proviene da Italia, Francia e Spagna, le mandorle dalla Sicilia, la quinoa dalla Bolivia, la soia dall’Italia. Tutti fornitori certificati bio. “Ma per le aziende biologiche il futuro va in una precisa direzione – ha spiegato Marco – quella di crearsi una propria filiera, in modo da riuscire a controllare direttamente la materia prima. Per noi, essere autentici nei confronti dei consumatori è determinante”.

 

 

Consiglio dei ministri agricoli UE, sintesi dei temi trattati nella sessione di giugno 2016

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’ultimo Consiglio dei ministri agricoli dell’UE svoltosi il 27-28 giugno scorso ha discusso di crisi dei mercati agricoli, agricoltura biologica, sprechi alimentari, silvicoltura e pesca. Ecco una sintesi dei principali risultati raggiunti.

Crisi mercati agricoli, chiesto entro luglio un nuovo pacchetto di misure. La Commissione europea ha aggiornato il Consiglio in merito agli ultimi sviluppi del mercato nei principali settori agricoli. Nell’occasione, ha fatto anche il punto sulle misure di sostegno varate nelle sessioni del Consiglio di settembre 2015 e marzo 2016. Nel dibattito che è seguito sono state valutate nei dettagli le misure in vigore al momento. Alcuni Ministri hanno espresso la loro grande preoccupazione per l’attuale situazione del mercato e hanno sottolineato la necessità di migliorare la difficile situazione cui fanno fronte gli agricoltori europei e di contribuire alla sostenibilità dei settori più colpiti. Alla fine della sessione, la Presidenza ha tratto le sue conclusioni, invitando la Commissione a proporre, in questo mese di luglio, una serie di misure che siano in grado di alleviare l’attuale pressione sul mercato e al contempo compatibili con i vincoli di bilancio esistenti. “Nonostante i due pacchetti di misure adottati nel mese di settembre 2015 e a marzo 2016, a causa di un persistente squilibrio tra domanda e offerta, la crisi nei settori lattiero-caseario, della carne suina e ortofrutticolo continua, con ripercussioni negative sui redditi degli agricoltori. Questa situazione complicata richiede al più presto ulteriori misure. Per questo abbiamo esortato la Commissione a presentare un nuovo pacchetto finanziario aggiuntivo entro luglio”. Così il Ministro dell’Agricoltura olandese Martijn van Dam, presidente di turno del Consiglio, ha motivato la richiesta dei Ministri europei.

Agricoltura biologica. La Presidenza di turno olandese ha informato i Ministri sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Parlamento europeo sull’agricoltura biologica. In sintesi, è stato sottolineato che sono stati conseguiti significativi progressi sulla maggior parte delle questioni, inclusi alcuni punti sensibili quali le importazioni, i controlli, nonché le questioni inerenti i prodotti e le sostanze non autorizzate.

Perdite alimentari e spreco di cibo. Ogni anno nell’Unione Europea quasi un terzo del cibo a disposizione viene perso o sprecato. Per far fronte a questo scempio, il Consiglio Europeo ha definito una serie di misure che comprendono l’invito agli Stati Membri e alla Commissione europea a migliorare il monitoraggio e la raccolta di dati per comprendere meglio il problema, concentrarsi sulla prevenzione dei rifiuti e le perdite alimentari e potenziare l’uso della biomassa. La futura legislazione europea dovrà, infine, facilitare la donazione di prodotti alimentari invenduti a enti di beneficenza (testo del documento a questo link

Legname illegale. Il Consiglio ha adottato, inoltre, le conclusioni sulla valutazione del Piano d’azione FLEGT (Forest Law Enforcement, Governance and Trade) relativo l’applicazione delle normative, la governance e il commercio in ambito forestale e del regolamento europeo sul legname (EUTR). Le conclusioni mettono in evidenza il contributo positivo che questi strumenti hanno fatto nel ridurre importazioni nell’UE di legname illegale e di aumentare la consapevolezza degli operatori pubblici e di mercato in merito alla questione del disboscamento illegale. Le conclusioni invitano inoltre gli Stati Membri e la Commissione a fare ancora di più per affrontare questo fenomeno, al fine di realizzare una gestione sostenibile delle foreste a livello globale. Maggiori informazioni su FLEFT e EUTR a questo link.

Pesca, verso una gestione più sostenibile. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un orientamento generale sulla gestione sostenibile delle flotte di pesca esterne. La proposta punta a modernizzare e semplificare l’attuale quadro per la gestione delle autorizzazioni concesse alle navi dell’UE che pescano nelle acque extraunionali e delle autorizzazioni concesse ai pescherecci di Paesi terzi che pescano nelle acque dell’UE. Il testo affronta anche questioni cruciali quali il cambio di bandiera abusivo e gli accordi privati di pesca delle flotte dell’UE nelle acque extraunionali. L’orientamento generale del Consiglio si concentra sui miglioramenti tecnici, le procedure amministrative semplificate e un migliore allineamento al regolamento sul controllo di cui alla Politica Comune della Pesca.

Pesca, regole più semplici. L’orientamento generale del Consiglio conferma l’ambizioso ampliamento del campo di applicazione del regolamento così da includere questioni quali le licenze dirette di Paesi terzi, il noleggio e il cambio di bandiera. Sostiene inoltre l’approccio della Commissione relativamente all’introduzione di una banca dati congiunta al fine di migliorare ulteriormente la trasparenza delle attività di pesca esterne e semplificare il monitoraggio. Prima di poter pescare al di fuori delle acque dell’Unione, una nave dell’UE necessita di un’autorizzazione rilasciata dal Paese terzo o dall’organizzazione internazionale di gestione della pesca interessati oppure di un accordo con essi. Inoltre, ora una nave dell’UE necessita anche di un’autorizzazione rilasciata dal proprio Stato membro di bandiera. L’orientamento generale del Consiglio introduce modifiche alle varie procedure di autorizzazione al fine di limitare gli oneri amministrativi, accrescere la certezza del diritto, garantire il pari trattamento di flotte interne ed esterne e ridurre i tempi di risposta a chi presenta domanda.

Pesca, migliori obblighi di comunicazione. Gli obblighi di comunicazione sono riveduti al fine di renderli complementari ai canali e alle pratiche esistenti a norma degli accordi di pesca. La proposta di regolamento sulle flotte da pesca esterne integra i regolamenti sui controlli e sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), che sono pilastri fondamentali per l’attuazione della PCP. La Commissione ha inoltrato la propria proposta nel dicembre 2015 e il Consiglio ne ha avviato l’esame nel gennaio 2016 a livello di gruppo di lavoro. Possibilità di pesca per il 2017. I Ministri europei sono stati informati in merito a una comunicazione della Commissione relativa alle possibilità di pesca per il 2017. In linea di massima, gli Stati Membri hanno accolto con favore la comunicazione, riconoscendo il miglioramento complessivo dello stato delle risorse ittiche e sottolineando la necessità di migliorare la comunicazione relativa agli sforzi intrapresi nell’UE per ridurre il livello di pesca. Alcune delegazioni hanno espresso il loro sostegno al raggiungimento del rendimento massimo sostenibile (MSY) entro il 2017 per il maggior numero possibile di stock, essendo al tempo stesso pronte a considerare gli aspetti socioeconomici in caso di necessità. Altre delegazioni hanno evidenziato che l’attuazione dell’obbligo di sbarco potrebbe essere problematica nel prossimo futuro, in particolare per quanto riguarda le specie a contingente limitante. Le possibilità di pesca per il 2017, su cui il Consiglio dovrà raggiungere un accordo entro la fine dell’anno, saranno fissate nel rispetto degli obiettivi della PCP del 2014 e si baseranno su pareri scientifici indipendenti. Nell’ambito della PCP, la pressione di pesca sugli stock dovrebbe essere allineata all’MSY il più rapidamente possibile, e al più tardi entro il 2020. Ciò contribuirà a garantire il raggiungimento del buono stato ecologico nei mari europei e a ridurre l’impatto della pesca sull’ecosistema marino.

Fonte: Europe Direct Veneto

Agricoltura bio, in Europa è donna. In Veneto, prime prove di biodistretto e accordi di filiera.

agriturismo_donnaL’agricoltura biologica vale a livello nazionale più di 2,5 miliardi di euro. Il valore rispetto all’anno precedente è cresciuto del 20% ed è destinato  a crescere se si affiancano i numeri prodotti degli operatori biodinamici. Più che si nicchia di mercato è giusto parlare di distretto e dunque di un sistema competitivo a livello europeo.

Gli occupati del settore in Italia sono circa 220mila. Bassa l’età media: il 61,3% degli agricoltori biologici in Europa ha meno di 55 anni (contro il 44,2% dell’agricoltura convenzionale). A livello europeo il biologico è praticato soprattutto da donne: prime tra tutte le lettoni, poi le croate, al terzo posto le italiane col 30%. Elevata la scolarizzazione: il 50% dei produttori biologici ha il diploma di scuola media superiore, il 17% la laurea. Alta anche la propensione all’utilizzo delle nuove tecnologie: più della metà usa internet.

In Veneto gli agricoltori bio che coltivano 15mila ettari di superficie regionale sono circa 2mila, le conversioni aziendali aumentano tanto da riorientare le misure di finanziamento previste dal Programma di Sviluppo Rurale.  Di biodistretto e accordi di filiera per garantire sempre di più il consumatore si è discusso ieri a Mestre (VE) in Coldiretti Veneto in un incontro organizzato tra agricoltori, consorzi agrari e ditte private, tra queste la padovana Agricola Grains Spa che ha sede ad Arre e si occupa dal 1991 di coltivazioni e granaglie biologiche.  L’evento voluto dal direttore regionale Pietro Piccioni ha messo al centro delle valutazioni  la fattibilità concreta di organizzare una filiera nel settore in grado di valorizzare sia il territorio che il reddito aziendale. A guidare i lavori Angelo Frascarelli della Facoltà di Economia dell’Università di Perugia, esperto di Politica Agricola Comunitaria, che ha sottolineato come la continua pesantezza dei listini di cereali e oleaginose convenzionali complica le scelte colturali mentre la richiesta di bio 100% italiano emerge sempre più.  Scegliere il biologico,  dunque, è conveniente per tutti non solo per l’esistenza di sostegni mirati ma grazie al miglioramento delle rese frutto dell’innovazione tecnica e della coltivazione selezionata.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto.

Agricoltura Biologica, regolamento UE, avanti piano

bio europaI Ministri agricoli dei 28 Stati Membri, in occasione del Consiglio di maggio scorso, hanno discusso la proposta di regolamento sull’agricoltura biologica in vista di un accordo di orientamento generale, e in questo senso sono stati compiuti notevoli progressi su una serie di articoli.

Temporeggiamento. Tuttavia, alcuni Paesi hanno chiesto più tempo sottolineando la necessità di riflettere ulteriormente su alcune questioni sensibili, quali i controlli e la presenza di sostanze non autorizzate nei prodotti biologici. Si ricorda che la proposta mira a rivedere la normativa vigente in materia di produzione biologica e di etichettatura dei prodotti biologici, in modo da eliminare gli ostacoli allo sviluppo della produzione biologica nell’UE, garantire condizioni di concorrenza eque per gli agricoltori e gli operatori e migliorare la fiducia dei consumatori nei prodotti biologici. Nonostante la disponibilità dimostrata complessivamente dagli Stati Membri per rendere possibile l’accordo, è apparso chiaro che alcune questioni particolarmente sensibili dovranno essere oggetto di ulteriori discussioni. Il Ministro lettone, Jānis Dūklavs, ha ricordato che la volontà è quella di giungere ad un accordo già nel prossimo Consiglio di giugno.

“Occorre evoluzione, non rivoluzione”. Al riguardo della revisione della legislazione europea in materia di produzione biologica, Copa-Cogeca, l’organizzazione agricola euroepa ricorda come il settore europeo stia crescendo velocemente, ma come allo stesso tempo debba fare i conti con un alto livello di burocrazia che frena l’innovazione. Per questo motivo, si legge in una nota: “occorre una semplice evoluzione e non una rivoluzione, affinché i 250.000 agricoltori biologici europei possano continuare a guadagnarsi da vivere. Accogliamo, dunque, favorevolmente alcuni dei cambiamenti apportati dalle Presidenze italiana (secondo semestre 2014) e lettone ai piani elaborati dalla Commissione europea, specialmente la volontà di mantenere nel settore le aziende miste, in quanto un divieto sarebbe un deterrente per gli agricoltori alla conversione verso l’agricoltura biologica”. Perciò, il requisito dei controlli annuali andrebbe mantenuto, in quanto aiuta a conservare un contatto regolare fra gli organismi di certificazione e gli operatori, tenuto conto dei rapidi cambiamenti al regolamento e della complessità del quadro normativo. Questo risulta essere importante per garantire la fiducia del consumatore nei confronti del logo biologico europeo. Inoltre, le condizioni per stabilire un livello specifico di declassificazione europeo per i prodotti biologici non sono state soddisfatte.

Fonte: Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Agricoltura bio, Italia leader in Europa

L’Italia è leader europea in agricoltura biologica. Lo conferma il rapporto “Green economy per uscire dalla crisi”, realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Nella classifica del numero di aziende biologiche per singolo Stato, il nostro Paese è in cima con 48.509 imprese agricole biologiche. Il risultato è merito della fiducia prestata dai consumatori italiani agli alimenti biologici che ha permesso a molti imprenditori di investire nella coltivazione a impatto zero, raggiungendo più di un milione e centomila ettari di terreno coltivato con tecniche sostenibili per l’ambiente e l’uomo. Si tratta del 18,7% della superficie agricola utilizzata nell’intero Paese, un dato che rende esplicita l’enorme importanza di questo comparto dell’agricoltura italiana.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Frodi alimentari: Coldiretti, il malaffare intacca il settore bio veneto che vale piu di 300 milioni di euro

Il malaffare intacca il settore bio che in Veneto è apprezzato dalle famiglie per un valore di 324 milioni di euro, tanta è la spesa biologica annua calcolata da Coldiretti. E’ questa l’amara conclusione dell’operazione “Gatto con gli stivali” condotta dalla Guardia di Finanza di Verona che ha portato al sequestro di oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari falsamente biologici per un giro di fatture false per oltre 200 milioni di euro e l’arresto di sei  persone tra imprenditori e funzionari avvezzi alla truffa alimentare e fiscale.

Il bio in Veneto. Quella veneta è una filiera di nicchia che tuttavia esprime in termini economici un rilievo assoluto – spiega Coldiretti – sono circa un migliaio le aziende impegnate seriamente nella produzione, mentre i trasformatori e gli importatori di prodotti bio sono più di 600. La superficie biologica regionale è pari a 3.600 ettari e, a differenza di altre regioni, è rappresentata prevalentemente da colture di pregio ortofrutticole, viticole e anche a seminativo. Non mancano in questo capitolo le attività zootecniche dal latte, carne fino alle uova. Un comparto reale, certo non inventato, sottoposto a controlli costanti su standard qualitativi già elevati.

Assoluta necessità di etichettatura trasparente con regole uguali in tutta Europa. Gli agricoltori che scelgono il metodo biologico o biodinamico ne fanno una scelta etica  – precisa Coldiretti – che niente ha a che fare con i milioni di euro conteggiati nelle tasche di gente senza scrupoli, come quella coinvolta nell’indagine. Queste vicende – continua l’associazione degli agricoltori –  confermano oltre il buono e attento lavoro delle forze dell’ordine, l’assoluta necessità di etichettatura trasparente di tutta la produzione agroalimentare con regole uguali per l’intero territorio comunitario. Contro chi attenta alla salute e alla buonafede dei cittadini non c’è condanna adeguata – conclude Coldiretti che da tempo è impegnata nel rilancio del commercio di prossimità grazie alla rete di cento mercati agricoli a cui cominciano ad aggiungersi le botteghe di campagna amica che garantiscono un rapporto diretto tra produttore e consumatore che non è solo di mera compra-vendita ma soprattutto di fiducia comprovata.

Un italiano su due acquista biologico. Più di un consumatore su due (52 per cento) acquista prodotti biologici in Italia, dove sono quasi 50mila produttori che coltivano il bio su oltre un milione di ettari di terreno. Il fatturato dei prodotti biologici in Italia negli ultimi dieci anni è triplicato, passando da meno di un miliardo di euro del 2000 agli oltre tre miliardi di euro attuali. In controtendenza rispetto al calo dei consumi generale nel 2011, gli acquisti di prodotti alimentari biologici confezionati delle famiglie italiane sono cresciuti dell’ 11,5 per cento, secondo una analisi Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo quadrimestre del 2011. Aumenti record – sottolinea la Coldiretti – si registrano  per alcuni prodotti come la pasta (+35 per cento), il latte (+ 32 per cento) e le mozzarelle (+83 per cento) ma  anche per i cracker (+54 per cento) e i formaggi freschi e spalmabili che addirittura raddoppiano (+101 per cento). Dal punto di vista produttivo l’Italia ha la leadership in Europa per numero di operatori certificati impegnati nella filiera dell’agricoltura biologica e resta leader europeo per ettari di superficie coltivati secondo il metodo biologico (escludendo i boschi e i pascoli gestiti in biologico, in cui la Spagna primeggia), secondo i dati del Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura Biologica). Al 1° gennaio del 2011 in Italia gli operatori del settore biologico sono 47.663, in calo dell’1,7 per cento. La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 111.3742 ettari, con un incremento rispetto all’anno precedente dello 0,6 per cento.

(fonte Coldiretti Veneto)

Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”

foto Sana

Sana, il Salone Internazionale del Naturale che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 al 12 settembre 2010, indice in collaborazione con FederBio, la prima edizione del Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”.  Il Premio ha l’obiettivo di portare alla luce articoli e servizi che presentano e approfondiscono l’agricoltura biologica, il suo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e il nuovo approccio ai consumi di cui è portavoce.

Possono partecipare: giornalisti professionisti, pubblicisti o blogger in qualità di redattori o free-lance di quotidiani, periodici di informazione, emittenti radiofoniche o televisive e siti web. Il termine utile per l’invio della domanda di partecipazione e dei materiali in gara è il 30 giugno 2010. La premiazione avrà luogo a settembre nell’ambito della manifestazione.

Per partecipare al Premio scarica il regolamento e la domanda di partecipazione.

(fonte Sana)

15-16 maggio 2010: a Milano e a San Vendemiano (TV), si parla di nuovi strumenti finanziari a sostegno dell’agricoltura

Sjoerd Wartena

La terra ha bisogno di una rinnovata attenzione. E’ un appello per tutti. Che coinvolge tutti. Se l’agricoltura è in crisi e il territorio è sotto continua minaccia di cementificazione e di speculazioni sempre più aggressive, le malattie aumentano e aumenta la richiesta di cambiamento da parte dei cittadini: per un nuovo stile di vita, per un’agricoltura sana che rispetti l’ambiente, che dia prospettiva al lavoro dei giovani.

L’olandese Sjoerd Wartena da anni è impegnato in iniziative per togliere la terra dal dilagante sistema speculativo. Nel 2003, sull’esempio della banca olandese Triodos che, negli anni ’80, aveva costituito un fondo di investimento destinato alle fattorie biologiche e biodinamiche e alle fonti di energia rinnovabili, ha fondato Terre de Liens . L’iniziativa sta avendo grande successo in Francia e molti altri paesi la stanno guardando con interesse. Anche l’Italia. Sarà lo stesso Sjoerd Wartena a raccontare la storia di questa importante iniziativa che segna un nuovo passo verso una nuova economia, mettendo in  connessione città, campagna, terra.

Due gli appuntamenti previsti: il 15 maggio a Milano durante l’assemblea Generale dell’Associazione Biodinamica (ore 11 presso la Scuola Rudolf Steiner, via Clericetti 45) e il 16 maggio a Zoppè di San Vendemiano (Tv) nell’ambito di “Ecor Incontra alla Festa di Primavera” (ore 11.30,  presso la Libera Scuola Steiner Waldorf “Novalis”, via Rudolf Steiner 2, laterale di via Fontane). L’incontro sarà l’occasione per conoscere un’innovativa forma di risparmio solidale a favore del biologico e per capire se, dopo il grande successo avuto in Francia, questa idea che associa con originalità finanza e lavoro della terra può aiutare anche l’agricoltura italiana.

Chi è Terre de Liens. E’ un’associazione creata nel 2003 e attiva su tutto il territorio francese; l’associazione raggruppa diverse altre associazioni e organizzazioni ad essa collegate, che insieme operano per cercare di modificare il rapporto dell’uomo con la terra, con l’agricoltura, con il cibo e con la natura, migliorando il rapporto e la gestione della proprietà fondiaria. La finalità di Terre di Liens è quella di tentare di riattivare le zone rurali nazionali, ormai spopolate a causa della forte urbanizzazione, e di sostenere stili di vita e pratiche agricole rispettose dell’uomo e dell’ambiente. In questo modo, da un lato ostacolano l’accrescimento del mercato speculativo della terra e dell’agricoltura, dall’altro lato proteggono e rispettano le biodiversità locali.

Nuovi strumenti di Finanza Solidale. L’attività di Terre de Liens si traduce in un accompagnamento di singole persone o di gruppi di persone nell’avvio di attività agro-rurali ex novo, oppure nel supportare attività agricole già esistenti, ma in difficoltà.  Per realizzare i propri obiettivi, Terre di Liens ha attivato degli strumenti di Finanza Solidale che gli permettono una più facile gestione dei terreni, oltre che la raccolta di donazioni; ha così creato due strumenti finanziari: la Fondiaria Terre de Liens (raccoglie i risparmi dei cittadini per acquistare terreni che vengono poi affittati ad agricoltori o imprese agricole che, con le loro attività, operano a sostegno dell’ambiente) e la Fondazione Terre de Liens (raccoglie donazioni da destinare a progetti agro-rurali; sensibilizza cittadini, enti pubblici e imprese private a partecipare alla gestione e alla conservazione dei terreni considerati patrimonio comune; detiene il patrimonio fondiario al fine di proteggerlo, conservarlo e migliorarlo).

Gli organizzatori. Banca Popolare Etica è il primo istituto di credito italiano che opera interamente secondo i principi della finanza etica. Attraverso le sue 13 filiali sparse da Nord a Sud e i suoi 30 banchieri ambulate raccoglie il risparmio di cittadini e  organizzazioni responsabili e lo impiega per sostenere iniziative economiche dall’elevato valore sociale: ONG, associazioni, cooperative sociali e imprese sociali. Dal 2003 Banca Etica ha incluso tra i settori strategici di intervento anche l’agricoltura biologica, considerata elemento essenziale per un’economia sempre più attenta all’uomo e all’ambiente. Sefea – Società Europea Finanza Etica e Alternativa è stata fondata da Banca Etica per fornire supporto finanziario agli Istituti di credito etici e solidali europei attualmente esistenti ed in corso di creazione, per favorirne la crescita e lo sviluppo. Ecor è il più importante distributore in Italia di prodotti biologici e serve oltre 800 negozi di alimentazione naturale – tra i quali oltre 250 negozi associati al brand B’io e 66 supermercati ad insegna NaturaSì.

Possibilità di accredito stampa: Koiné Comunicazione, Beatrice Doretto,  mob. 347 2419035, ufficiostampa@ecor.it oppure Chiara Bannella, 06 42016060, cbannella@bancaetica.com

(fonte: Koinè Comunicazione)

Biologico, la fertilità del suolo: incontro martedì 11 maggio a Rosolina (Ro)

Martedì 11 maggio ore 9.00 presso il Centro Sperimentale Ortofloricolo di Veneto Agricoltura “Po di Tramontana” a Rosolina (RO) importante momento di approfondimento per gli operatori di settore sulle componenti biologiche che determinano la fertilità dei terreni e la risposta delle coltivazioni. I proff.ri Roberto Causin, Maurizio Guido Paoletti e Tiziano Gomiero, dell’Università di Padova e Francesca Chiarini di Veneto Agricoltura illustreranno la complessità del suolo agricolo a partire dai microorganismi probiotici, alla fauna terricola come indicatore di fertilità, ai bilanci energetici ed i cambiamenti climatici; per continuare con una visita al campo catalogo dei sovesci autunno-primaverili.

L’ incontro rientra nell’ambito delle attività previste dal Piano regionale di intervento per il rafforzamento e lo sviluppo dell’agricoltura biologica, iniziativa che la Regione sviluppa in collaborazione con Veneto Agricoltura. Il Veneto, lo ricordiamo, è una delle principali regioni italiane sul versante della produzione biologica, e qui hanno sede le più importanti realtà nazionali della distribuzione bio.

(fonte Veneto Agricoltura)

Entro il 30 giugno 2010 si può concorrere al Premio Giornalistico Nazionale “Comunicare Bio”

Sana, il Salone Internazionale del Naturale, in collaborazione con FederBio, indice la prima edizione del Premio giornalistico nazionale “Comunicare Bio”. Il Premio ha l’obiettivo di portare alla luce articoli e servizi che presentano e approfondiscono l’agricoltura biologica, il suo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e il nuovo approccio ai consumi di cui è portavoce.

Modalità di partecipazione. Possono partecipare giornalisti professionisti, pubblicisti o blogger in qualità di redattori o free-lance di quotidiani, periodici di informazione, emittenti radiofoniche o televisive e siti web. Il Premio prende in esame: servizi giornalistici pubblicati da quotidiani e riviste; trasmissioni e servizi radiofonici e televisivi; servizi e articoli on line e blog (riservati ai siti di informazione, con esclusione di quelli aziendali) realizzati e/o utilizzati in Italia e scritti in lingua italiana nel periodo compreso tra il 1 luglio 2009 e il 30 giugno 2010. La domanda di partecipazione e il bando di concorso sono scaricabili dai siti di Sana e FederBio. Il termine utile per l’invio della domanda di partecipazione e dei materiali in gara è il 30 giugno 2010. La premiazione avrà luogo all’interno di Sana, che si terrà a Bologna dal 9 al 12 settembre.

(fonte FederBio)