• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Agricoltura biologica in Alto Adige, presentate le prove sperimentali del Centro Laimburg

Centro sperimentale di Laimburg

Negli ultimi anni, in Provincia di Bolzano, è aumentato non solo il totale delle superfici agricole coltivate biologicamente, ma anche il numero delle aziende che aderiscono a questa forma di coltivazione. Attualmente sono 619 le aziende locali che adottano le direttive dell’agricoltura biologica: nel frutticolo sono 1.386, su un totale di 18.730, gli ettari lavorati biologicamente, mentre nel settore viticolo il rapporto è di 255 ettari su 5.319.

In corso 26 progetti. “Il Centro di sperimentazione Laimburg – sottolinea il responsabile Markus Kelderer – si occupa da decenni di agricoltura biologica. Per avere successo bisogna essere creativi e ragionare a lungo termine, dato che nell’agricoltura biologica le possibilità di trattamenti delle piante sono molto limitate. I tecnici del del Centro di sperimentazione Laimburg esaminano le colture presenti in Alto Adige e sviluppano metodi e tecniche per una produzione efficace rispettando le regole dell´agricoltura biologica: attualmente stiamo lavorando a 26 progetti e attività in questo settore”. Alcuni di questi sono stati presentati lo scorso 10 agosto nel corso del convegno che ha richiamato a Laimburg oltre un’ottantina di esperti del settore.

Tra i progetti principali spicca il CO FREE: lanciata quest’anno in cooperazione con 22 centri di ricerca europei, obiettivo dell’iniziativa è quello di trovare prodotti alternativi al rame nel trattamento della frutticoltura e viticoltura biologica. Vi è poi il BioIncrop, “un progetto triennale – spiega Kelderer – con il quale vogliamo capire le cause della stanchezza del suolo. Nelle serre del Centro Laimburg eseguiamo le prove sperimentali con piante comuni posate in diversi tipi di terreno, e utilizzando concimi organici e preparati a base di microrganismi. Rilevando l’indice di crescita delle piante possiamo valutare le condizioni del terreno”. Altra iniziativa portata avanti dal Centro di sperimentazione Laimburg è poi quella legata alla caduta dei frutti: “Una buona qualità – prosegue Markus Kelderer – dipende in maniera cruciale dal fatto che l’albero non sia troppo “carico”. Da tempo, nell’agricoltura biologica, si cerca di aumentare la caduta applicando alla pianta sostanze oleose, ma dalle sperimentazioni effettuate emerge che il contributo più importante arriva dalle reti antigrandine e dall’utilizzo dei trattamenti”. Nel corso della mattinata ha avuto luogo la presentazione delle ricerche presso l’Istituto Agrario di San Michele. Attenzione concentrata su malattie come Peronospora e Oidium: dai test emerge che le varietà Sauvignon e Gewürztraminer dimostrano una certa resistenza a queste malattie, mentre la Schiava risulta molto più predisposta.

(Fonte: Provincia di Bolzano)