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Dop e Igp italiane generano un giro d’affari di 12 miliardi al consumo, allarme lanciato da Aicig di “sfruttamento parassitario” delle denominazioni comunali

fascia_dopUn giro d’affari di circa 6,5 miliardi di euro alla produzione, pari a circa il 38% del valore totale delle vendite di prodotti agricoli e alimentari registrati a livello UE e circa 12 miliardi al consumo, di cui 8,5 derivanti dai consumi interni e il resto concentrato nell’Unione Europea. Sono questi i valori, in crescita, nonostante la crisi, per le DOP e le IGP italiane ricordati dall’assemblea annuale di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, che, nel dibattito, “ Il mercato dei prodotti DOP e IGP tra opportunità e opportunismo” ha riflettuto sul ruolo delle denominazioni, anche in termini economici, fotografando un settore con una buona vitalità, sostenuta dal crescente interesse del mercato e dei consumatori nei confronti del patrimonio di eccellenze agroalimentari italiane e dagli sforzi di tutti quegli operatori quotidianamente impegnati nella loro valorizzazione, in Italia e all’estero.

Marchi De.Co (denominazioni comunali) in contrasto con le disposizioni comunitarie. Nonostante la crescente importanza delle produzioni DOP e IGP da un punto di vista economico, in particolare nel corso dell’attuale congiuntura, sempre più numerosi risultano i fenomeni di sfruttamento parassitario delle indicazioni geografiche così come altre forme a carattere prevalentemente localistico, di apparente legame con il territorio, che tuttavia non forniscono al consumatore alcuna forma di garanzia, non avendo alle spalle consorzi di tutela oppure organismi di certificazione ufficialmente riconosciuti e non potendo fornire garanzie né sulla provenienza della materia prima utilizzata né sulla modalità produttiva. Proprio su questo particolarmente dura è stata la presa di posizione dei consorzi riuniti in AICIG e dell’On.Paolo De Castro, che ha affermato: “In Italia siamo bravissimi a farci male da soli: ricordiamo tutte le iniziative, come i marchi De.Co. (denominazioni comunali), in contrasto con le disposizioni comunitarie e capaci di creare solo confusione sui mercati. Dobbiamo valorizzare e investire sulle denominazioni comunitarie.”

(Fonte: Consorzio Asiago Dop)

Produzioni Dop e Igp, l’Aicig chiede al ministro Catania d’intervenire a Bruxelles per cambiare la normativa

Il Consiglio direttivo di Aicig – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche – ha incontrato ieri il Ministro Mario Catania, per un confronto sulle tematiche più attuali legate al settore delle produzioni DOP e IGP. All’incontro, a fianco del Presidente di AICIG, Giuseppe Liberatore, sono intervenuti i rappresentanti di vari consorzi, tra cui il Consorzio di tutela del Radicchio rosso di Treviso.

Italia leader in Europa per il numero di prodotti riconosciuti e fatturato. Il nostro Paese si distingue per un patrimonio agroalimentare unico in termini di ricchezza, varietà e pregio. L’Italia oggi detiene una posizione di leadership in ambito comunitario, non solo come numero di prodotti riconosciuti ma anche in termini di fatturato, rappresentando infatti la maggioranza dell’intero valore economico delle produzioni Dop e Igp europee. Durante l’incontro sono state affrontate una serie di tematiche che hanno spaziato dall’operatività quotidiana dei Consorzi fino all’esame dell’evoluzione normativa comunitaria.

Necessità di regolamentare i volumi produttivi. L’attenzione è stata focalizzata in particolare sulla necessità di ottenere nella futura normativa l’inserimento di una disposizione che permetta ai Consorzi di tutela di regolamentare i volumi produttivi per trovare un equilibrio tra domanda e offerta. Tale previsione è già stata inserita nel pacchetto latte e dovrà essere contenuta anche nel pacchetto qualità attualmente in discussione a Bruxelles. L’incontro ha dato esito più che positivo, confermando la grande sensibilità del Ministro rispetto alla richieste avanzate dai Consorzi di tutela.

(Fonte: Aicig)