
da sx, Giuseppe Romano, presidente UVB, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, Andrea Crestani, direttore UVB
(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Che le tasse siano una “cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come salute, sicurezza, istruzione e ambiente” l’aveva detto nell’ottobre 2007 l’allora Ministro dell’Economia Padoa-Schioppa (1940-2010). Non si può che concordare con il pensiero dell’economista italiano anche se i servizi che dovrebbero essere resi in contropartita dallo Stato spesso si rivelano mancanti o inadeguati, con conseguente sconforto del cittadino-utente.
Necessario spiegare la “cultura della bonifica”. In ogni caso, mercoledì 11 maggio scorso, alla fine dell’incontro di formazione professionale ARGAV tenutosi al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), tutti i presenti erano più “contenti” all’idea di dover pagare il tributo al proprio Consorzio di bonifica. Il merito va a Giuseppe Romano e Andrea Crestani, rispettivamente presidente e direttore dell’Unione Veneta Bonifiche (UVB), invitati da Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, a parlare della loro attività in occasione della settimana nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione (7-15 maggio 2011).
Cosa fanno i Consorzi di bonifica? Si occupano di manutenere efficiente il reticolo idrografico minore, vale a dire 18 mila km di fossi e canali ad uso bonifica ma anche irrigui. Il costo di tale manutenzione è di 300 milioni di euro l’anno, di cui 100 ricavati dai tributi dei cittadini. Dieci i Consorzi di bonifica veneti riuniti in UVB, 1200 persone che vi lavorano per 365 giorni l’anno 24 ore su 24. Una continuità necessaria perché un terzo del Veneto è sotto il livello del mare e se si dovesse fermare qualche idrovora la nostra regione tornerebbe ad essere per metà una palude con conseguenti disastri ambientali, economici e umanitari. “Il nostro – hanno detto Romano e Crestani – è un lavoro “silenzioso” salvo quando succedono eventi tragici come l’alluvione di novembre 2010”. In verità, in quell’occasione, la rete di bonifica ha tenuto, mentre a cedere sono stati gli argini dei fiumi, la cui manutenzione è in capo a Stato e Regione, a seconda della grandezza.
Prevenire attraverso la manutenzione continua. Fenomeni meteo straordinari come quello dello scorso autunno – 500 mm di pioggia in 48 ore – sono fortunatamente rari, ma il problema è che oggi i terreni non riescono a trattenere l’acqua a causa della cementificazione. “La sicurezza del territorio – hanno concluso Romano e Crestani – passa soprattutto attraverso la prevenzione, che si concretizza nella manutenzione continua delle opere idrauliche esistenti“.
18 maggio p.v., a Padova la firma di un “Patto” per la salvaguardia del territorio. A coronamento della Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione, l’Unione Veneta Bonifiche organizza mercoledì 18 maggio alle ore 9.30 (Hotel Crowne Plaza di Padova) una tavola rotonda di presentazione del “Patto per il territorio, uniti per la sicurezza del territorio veneto” finalizzata al delicato tema della salvaguarda territoriale. A questo riguardo, si ritiene indispensabile l’azione comune di tutti gli attori responsabili per una seria programmazione delle attività da svolgere al fine di non essere travolti dalle emergenze e, attraverso uno sviluppo sostenibile, rendere più sicura la nostra regione. Durante l’incontro verrà così sottoscritto un protocollo d’intesa tra ANBI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), l’UVB, Regione Veneto, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), l’URPV (Unione Regionale delle Province del Veneto) e la Protezione Civile.
E per concludere, ecco un video sintesi della recente ricerca SWG-ANBI sui Consorzi di bonifica
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