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Razze avicole autoctone venete, nati oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon a Ceregnano (RO)

Oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon sono nati sotto l’occhio vigile della telecamera – i tempi cambiano – presso l’azienda pilota e dimostrativa “Sasse Rami” di Veneto Agricoltura a Ceregnano (RO).

Un breve video sull’avvenimento é a disposizione sui profili Social Facebook, Twitter e YouTube dell’Agenzia, https://youtu.be/nVSogqOQqNY: dalla prima fase di schiusa, dove gli anatroccoli forano il guscio dell’uovo per muovere i primi passi ancora tutti bagnati; alle ore successive dove i pulcini appaiono già belli asciutti accolti in apposite cassette: sono di color marrone i pulcini di razza Germanata veneta, gialli quelli di razza Mignon; fino al loro trasferimento dall’incubatoio al caldo pollaio dove cresceranno. Le diverse fasi dell’evento, raccolte appunto in un breve video, testimoniano l’importanza dell’attività di conservazione delle razze autoctone venete, e quindi della biodiversità animale, a tutela del patrimonio avicolo, culturale e storico svolta nell’azienda dell’agenzia regionale.

In dettaglio. A Ceregnano vengono allevate e quindi conservate cinque diverse specie avicole suddivise in ben 15 razze autoctone: Pollo (Robusta Lionata, Robusta Maculata, Ermellinata di Rovigo, Pepoi, Polverara Bianca, Polverara Nera, Padovana, Camosciata, Padovana Dorata, Padovana Argentata); Anatra (Germanata veneta e Mignon); Faraona (Camosciata); Oca (Padovana); Tacchino (Comune Bronzato, Ermellinato di Rovigo). Per ogni razza avicola l’azienda “Sasse Rami” dispone di un gruppo di riproduttori composto da 60 capi. Per informazioni sull’attività di conservazione delle razze autoctone venete scrivere a: sasserami@venetoagricoltura.org, il personale di Veneto Agricoltura contatterà gli interessati.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Biodiversità: favorire le produzioni locali di nicchia

Azienda Sasse Rami di Veneto Agricoltura

In Veneto, fino a pochi decenni fa, la maggior parte delle aziende agricole coltivava pochi alberi di molteplici varietà: oggi queste stanno rapidamente scomparendo. “Progetto di recupero e salvaguardia delle biodiversità frutticole del Veneto” è la pubblicazione che Veneto Agricoltura ha dedicato al recupero delle specie di melo e pero in Veneto.

E’ l’Anno internazionale della Biodiversità: ebbene, allo scopo di ovviare alla scomparsa di queste tipiche e tradizionali varietà locali di melo e pero, Veneto Agricoltura, fin dagli anni ’90, ha avviato un programma di reperimento, coltivazione e caratterizzazione del “germoplasma autoctono”, quindi della base genetica delle varietà. Un vero e proprio tesoro conservato presso l’azienda Sasse–Rami di Ceregnano (RO), oggetto continuo di osservazioni e verifiche vegetative, pomologiche e organolettiche.

Rosa Gentile, Pom Ruggine, Pero Trentosso e Madonna delle nevi dei Colli Euganei. L’attività di recupero e conservazione dell’Azienda regionale ha portato, fino ad oggi, al reperimento di ben 136 varietà di melo e di 62 di pero; in questo volume sono presentate le cosiddette “schede pomologiche” delle prime 32 varietà di melo e 19 di pero. Tra queste la Rosa Gentile, mela profumata e croccante dell’ area pedemontana, il Pom Ruggine delle Prealpi Vicentine, il Moscatello della provincia di Rovigo, la Madonna delle nevi dei Colli Euganei, il Pero Trentosso della zona della Valpolicella, per citarne alcune.

Una “gene bank frutticola”. L’obiettivo di Veneto Agricoltura attraverso il progetto è quello di procedere alla identificazione e valorizzazione delle varietà autoctone di melo e pero nell’ottica di una frutticoltura volta alla riscoperta degli antichi sapori e per la salvaguardia del loro patrimonio genetico. Ovvero costituire una “gene bank” frutticola che risponda a quanto auspicato dalla Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro del 5 giugno 1992. Ricorda l’Amministratore Unico Paolo Pizzolato che finalità della conservazione di queste varietà è anche l’utilizzazione delle più interessanti tra di loro per costituire piccoli frutteti per produzioni di nicchia nei luoghi d’origine, valorizzando così le loro potenzialità; altro traguardo, molto concreto, resta quello di poterle utilizzare nei programmi di miglioramento genetico a fini commerciali.

(fonte Veneto Agricoltura)

Acquacoltura: pesce gatto, a Rovigo produzione sperimentale “virus esente”

pesce gatto

Dal 1993 la produzione nazionale di pesce gatto Ictalurus melas è progressivamente crollata di oltre il 90%. Specie alloctona (cioè non autoctona), introdotta nel nostro territorio dal Nord-America all’inizio del secolo scorso per scopi alimentari, è causa della comparsa di due patologie virali (Iridovirosi e Herpesvirosi) diffuse probabilmente in seguito ad importazioni di pesce vivo infetto dall’estero.

Pesce gatto certificato. Tuttavia, negli ultimi dieci anni la produzione intensiva di pesce gatto nazionale è divenuta economicamente interessante; di conseguenza l’insufficiente offerta di prodotto non è riuscita a far fronte alla crescente domanda. Perciò il prezzo è aumentato mantenendosi sugli attuali 5-7 euro/kg in azienda per il prodotto adulto maturo. Per far fronte a questa situazione critica, Veneto Agricoltura ha verificato sul campo la possibilità di produrre quantitativi limitati di novellame di pesce gatto certificato, esente da patologie virali, da mettere a disposizione delle aziende private.

Produzione possibile, a patto che…La ricerca, condotta nell’arco di due cicli annuali consecutivi (2008 e 2009), ha dimostrato che la produzione di pesce gatto non infetto è possibile, operando anche in ambienti a bassa tecnologia d’impianto e di gestione, a condizione che sia presente una fornitura idrica proveniente da falda sotterranea e che il pesce immesso provenga da un’azienda sanitariamente certificata. La produzione è risultata sempre negativa alle indagini virologiche e non si sono manifestati episodi significativi di parassitosi. Il sito di produzione è stato creato artificialmente da Veneto Agricoltura presso la propria azienda pilota e dimostrativa “Sasse Rami” a Ceregnano (RO). È stata utilizzata esclusivamente tecnologia a basso costo di gestione ed a minimo impatto ambientale. Questa modalità è al momento l’unica che consente la produzione di quote significative di materiale ittico indenne dalle patologie sopracitate (Iridovirosi e Herpesvirosi).

(fonte Veneto Agricoltura)