
(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Fino al 30 settembre 2021, dal martedì alla domenica, sarà aperta presso il Museo della Città a Rovereto (TN) la mostra itinerante sulla flora ferroviaria nata da un progetto della Fondazione Museo Civico di Rovereto con il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige e l’Università di Innsbruck, grazie a un finanziamento EUREGIO.
Sono stati studiati gli effetti sulla biodiversità floristica presente nella tratta di linea ferroviaria del Brennero, nata tra il 1859 e il 1867, che ha collegato Verona con Innsbruck. Le piante si spostano e per farlo sfruttano sia gli animali che l’uomo. E’ il meccanismo di diffusione dei semi indicato con il termine zoocoro; al di là del tramite svolto dagli animali, l’uomo non è per niente da meno e i tratti ferroviari, in particolare, si sono dimostrati delle vere e proprie “autostrade di Biodiversità”.
Molte le possibili applicazioni di questo progetto, non solo nel campo della ricerca. “Lo studio ha infatti permesso di comprendere le dinamiche di diffusione di molte specie, anche in rapporto ai cambiamenti climatici in atto e alle ricadute in termini di modificazione della biodiversità autoctona sulla salute umana (allergie) e su aspetti gestionali (sfalci, diserbi), anche in conseguenza alla globalizzazione”.
Andare a Rovereto può essere l’occasione per scoprire la “città della Quercia” nella quale è possibile trovare due corposi tomi sulla “Flora del Trentino” o la “Flora illustrata del Monte Baldo”; il massiccio montuoso conosciuto come il “giardino d’Italia” grazie alla sua ricchezza floristica caratterizzata anche da molti endemismi (ovvero specie che esistono solo sul Monte Baldo). Può essere un modo per fare scoperte inusuali e magari anche trovare spunti per quell’ideale di umanità che Henry David Thoreau proponeva di realizzare simboleggiato da una figura d’uomo capace di misurarsi con la Natura, nato da essa e fedele alla sua logica.
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