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Utilizzo materie prime per biodigestori, confermato limite del 30 per cento

biodigestori“Il limite massimo di utilizzo delle materie prime a scopi alimentari per produrre energia elettrica mediante biodigestori è stato fissato al 30 per cento. La decisione è stata confermata durante l’incontro della Commissione Politiche Agricole e della Commissione Ambiente, riunitesi lo scorso 24 novembre a Roma in sede congiunta per dibattere sull’argomento”. A darne notizia è l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato che conferma quanto “la Regione Veneto abbia assistito questo processo, dal 2009 ad oggi, al fine di sventare il pericolo che le nostre aziende agricole invece di impiegare la terra per produrre cibo, lo trasformassero in produzioni di materiale per biodigestori”.

Sottoscrizione a breve dai ministeri di riferimento. l Decreto interministeriale “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e l’utilizzazione agronomica del digestato”, che abrogherà il precedente provvedimento del 2006, verrà sottoscritto a breve dai ministeri di riferimento, ossia Agricoltura, Ambiente, Attività produttive, Trasporti, Salute. “Inoltre – ha spiegato Manzato – è stato toccato il tema della revisione dei criteri delle zone vulnerabili tramite l’impegno della Commissione a valutare nuovi parametri. Continuo a ribadire che valutare la questione dell’inquinamento da azoto delle falde significa fare un’analisi nel suo complesso, mediante monitoraggi e rilevazioni scientifiche che misurino il reale impatto prodotto da tutte le fonti coinvolte, non solamente dal comparto agricolo”.

Fonte: Regione Veneto

Energia, erba al posto del mais, se ne parla a Verona allo Smart Energy Expo (9-11/10/13)

Smart Energy Expo“Energy from landscapes by promoting the use of grass residues as a renewable energy re source” (Programma UE Intelligent Energy-Europe): ovvero, per produrre energia, sostituire l’utilizzo nei biodigestori di colture food come il mais – ritenuta da tutti cosa poco intelligente in un mondo che chiede cibo, con residui organici spesso destinati all’inutilizzo come l’erba. Un progetto “smart” perché mette in moto l’utilizzo di erba ed altri residui erbacei derivanti dalla gestione del territorio come risorsa per la produzione di biogas. E per questo verrà presentato mercoledì pomeriggio 9 ottobre in un apposito convegno all’interno di Smart Energy Expo, fiera dedicata alle energie alternative e sostenibili, in programma dal 9 all’11/10/2013 a Verona.

Nel progetto europeo, presente anche il Veneto. Opportunità interessanti per gli imprenditori agricoli. L’Unione Europea va alla ricerca di queste soluzioni, ed infatti il progetto coinvolge 11 partners provenienti da 9 Regioni Europee: Fiandre (Belgio), Veneto (Italia: Veneto Agricoltura e Università di Verona), Saarland (Germania), Nordjylland, Midtjlland, Syddanmark, Sjaelland e Hovedstaden (Danimarca) e la Grande Lisboa (Portogallo).  Da dove proviene la nuova “fonte di energia”? Ad esempio dalla manutenzione di aree urbane, agricole e protette spesso sottoutilizzata per un’insufficiente conoscenza e diffusione di tecnologie idonee per la falciatura, la conservazione e la digestione anaerobica di residui erbacei, l’assenza o mancanza di cooperazione tra gli operatori della filiera e alcuni ostacoli di natura giuridica. Il progetto, ed ecco il perché dell’impegno di Veneto Agricoltura, che tende ad offrire ai nostri imprenditori agricoli le più interessanti opportunità che emergono dalla ricerca, si propone di attivare catene di approvvigionamento, con evidenti vantaggi sia sul fronte della sostenibilità ambientale, che della riduzione dell’impatto della filiera del biogas sui mercati dei prodotti agricoli destinati all’alimentazione.

(Fonte: Veneto Agricoltura)