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La Regione Veneto ha convocato un tavolo tecnico per affrontare il problema denominato “blue tongue”, tradotto “lingua blu”, una malattia che colpisce ovini, caprini e bovini, specialmente gli ovini.
“La Regione sta mappando i focolai del Veneto attualmente diffusi nell’area al confine tra Belluno e Treviso, da Lamon a Valdobbiadene“, ha affermato l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan.
Gli effetti di questa patologia, descritta come febbre catarrale degli ovini, hanno natura infettiva e si manifestano attraverso febbre alta, congestione cutanea, coronide e zoppia, edema e cianosi della lingua, che si manifestano con un colore bluastro delle papille gustative. “Si tratta di una malattia degli animali non trasmissibile all’uomo”, precisa l’assessore alla Sanità Luca Coletto. “La malattia al momento ha colpito circa 700 capi ovini – riferisce Pan. Essa non si trasmette in modo classico da animale ad animale, ma è necessaria la presenza di un insetto vettore (culicoside) per diffondere il virus, pertanto stiamo valutando, assieme al collega Coletto, una serie di azioni tese a contenere il fenomeno, in linea con quanto disposto dal ministero della Salute”.
Le principali misure nella zona di restrizione sono le seguenti: divieto di movimentazione degli animali appartenenti alle specie sensibili, del loro sperma, ovuli ed embrioni verso il territorio libero a livello nazionale (Nord Italia), verso gli altri Stati membri dell’Unione Europea nonchè verso i Paesi terzi; effettuazione del censimento di tutte le aziende con animali sensibili alla BT nel raggio di 4 km dalle aziende nelle quali è stata confermata circolazione virale; effettuazione di visite cliniche settimanali in tutti gli allevamenti ovi-caprini nel raggio di almeno 4 km dall’azienda o dalle aziende dove è stata confermata la presenza della malattia; prelievi sul latte nelle aziende bovine da riproduzione e prelievi a campione negli allevamenti da carne nelle aree considerate a rischio. Le Organizzazioni agricole hanno chiesto di procedere con la vaccinazione di tutto il patrimonio zootecnico sensibile presente nel territorio delle due province coinvolte, operazione che consentirebbe di eradicare la malattia e permettere così alla Regione Veneto di riacquisire lo status di “indenne”.
Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto
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