
(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Il progetto Life PollinAction, rivolto a “mitigare la crisi dell’impollinazione attraverso la pianificazione strategica e la realizzazione di infrastrutture verdi finalizzate ad aumentare l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani nelle pianure del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Aragona – Spagna”, ha previsto per il comune di Caldogno (VI) tre incontri: due teorici e uno pratico. Nel terzo di questi incontri c’è stata l’uscita sul campo per vedere concretamente le azioni messe in atto.
Abbiamo avuto modo di visitare alcuni siti di proprietà comunale in cui sono state realizzati alcuni prati polifiti (in cui sono coltivate più specie di piante) e l’azienda agricola Orna, in strada Lobia a Vicenza, in cui sono state adottate delle iniziative a favore della biodiversità, anche a prescindere da questo Life. Nei prati polifiti del comune di Caldogno non erano presenti i cartelli di presentazione del progetto, ma trattandosi di una attività pluriennale confidiamo che si provvederà alla loro apposizione per divulgare questa importante iniziativa.
Sarà anche necessario che, per la gestione dei prati polifiti, sia prestata una maggior attenzione in quanto, come generalmente è in uso in tutti i comuni, vengono realizzati sfalci indiscriminati di riordino e pulizia banalizzando e semplificando le aree verdi (e quindi riducendo la biodiversità). Questa gestione dei prati deve invece essere multiobiettivo, cioè che contemperi sia lo sfalcio, per avere una situazione di ordine e fruibilità, ove necessario, ma anche il mantenimento di zone fiorite con taglio differenziato. Pertanto questa attività di gestione dovrà essere definita in modo più puntuale in modo che le azioni già messe in atto non siano fine a se stesse ma possano avere una loro continuità e quindi le specie fiorite abbiano modo di andare a seme e incrementare la biodiversità.

In compenso abbiamo visitato l’azienda agricola Orna, gestita da una appassionata coppia che, con continuità e attenzione, persevera con una gestione agricola diversa a dimostrazione di come ci possa essere un reddito con un approccio più sostenibile, offrendo spazi anche alla biodiversità. Questa azienda agricola alleva bestiame da latte e da carne con gli animali che possono muoversi liberamente dall’interno all’esterno con spazi di movimento adeguati che garantisce il miglior benessere animale. A questa attività principale, Pierluigi e Valentina, hanno affiancato un lavandeto e la coltivazione di piante officinali, come Calendula ed Elicriso, producendo olii essenziali ma anche dando disponibilità per feste e attività didattiche sotto una pergola circondata da filari di lavande.

Nelle tare di questa attività, cioè nei bordi dei campi coltivati a lavanda e officinali, hanno iniziato a mettere a dimora siepi autoctone ma anche piante erbacee da lasciare fiorire e quindi effettuando tagli limitati a garantire le fioriture. Bordi dei campi di qualche metro di profondità possono essere molto importanti per offrire cibo agli impollinatori, rifugio agli insetti utili ma anche protezione alle colture dal vento. Sono attenzioni fonte di una serie di benefici che indirettamente riducono spese per l’acquisto di prodotti fitosanitari e quindi vanno a migliorare anche la situazione di inquinamento diffuso di cui ben conosciamo dai report di istituti di ricerca come Ispra. Mantenere le attenzioni che stanno adottando in questa azienda è una attività impegnativa che va oltre l’attività reddituale e si configura come un vero e proprio servizio per la comunità offrendo benefici multipli sanitari, ambientali e di benessere generale. Pierluigi e Valentina, da appassionati quali sono, hanno continue visite di scolaresche che si immergono nel loro mondo entrando in contatto con gli animali, che essendo mantenuti liberi e senza restrizioni risultano più affabili e avvicinabili da parte dei bambini.

Progetti Life come quello che abbiamo avuto modo di conoscere, toccando con mano aspetti concreti grazie a persone appassionate e attente come Pierluigi e Valentina, dovrebbero avere anche amministrazioni locali altrettanto impegnate, oltre a lanciare in modo roboante articoli e messaggi sui social, a dare continuità alle azioni iniziate, per esempio mantenendo la coerenza con una corretta gestione dei prati polifiti (secondo quanto previsto dalla pianificazione strategica del progetto, ovvero per garantire l’eterogeneità dei paesaggi rurali e urbani), ma anche assumendo un’attività di promozione per un coinvolgimento e diffusione delle buone pratiche in tutte le aziende agricole della zona affinché un lavoro così importante possa diventare una grande opportunità di rigenerazione ecologica del territorio.
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