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Torna l’interesse per il cardo, ortaggio un po’ dimenticato

Ha una storia lunga e nobile il cardo, un ortaggio che per forma assomiglia al sedano e per gusto al carciofo. E’ ricco di proprietà nutritive ed è stato tenuto in alta considerazione dalla medicina popolare per le sue virtù terapeutiche: febbrifugo, depurativo, diuretico, lassativo. Si riteneva che stimolasse il latte materno. E’ presente nelle diete ipocaloriche per il basso contenuto di calorie (poco più di 10 sui cento grammi) e per l’elevato indice di sazietà.

Dopo essere stato un po’ accantonato, viene riscoperto proprio per le sue proprietà benefiche e per piatti squisiti che si possono ricavare. Ancora una volta l’innovazione valorizza la tradizione. A proposito di cucina storica, con il cardo si fa la bagna cauda, specialità piemontese a base di aglio, olio, acciuga, un piatto regionale sempre in auge. Il Piemonte, con l’Emilia Romagna e la Toscana, è la regione dove si ha la maggiore coltivazione di cardi. C’è comunque  un ritorno di interesse per questo ortaggio invernale, dal sapore amarognolo, del quale si mangia il picciolo, una volta imbiancato. Lo confermano dati e tendenze commerciali rilevati da OPO Veneto, organizzazione di produttori con sede centrale a Zero Branco, di Treviso. Sono in crescita le richieste, che si concentrano soprattutto attorno alle feste di fine anno. Ma già adesso, con il primo freddo, si è visto un risveglio di interesse.

Il processo di imbianchimento avviene per legatura e impagliatura, per rincalzatura del terreno o per infossamento. Lo si raccoglie da fine settembre a primavera. Il prezzo alla produzione attualmente si aggira attorno a un euro e mezzo al chiloEnrico Schievene, coltivatore di Lovadina di Spresiano, terreno ai margini del Fiume Piave, in provincia di Treviso: “Il prodotto, quando è bello e buono, va. Ho quasi terminato la produzione di quest’anno. Con sorpresa vedo che anche tanti giovani si interessano al cardo e lo chiedono. Evidentemente piace, anche perché è una cosa diversa, e fa bene. Dovrebbe essere più conosciuto”.

Il nome scientifico della pianta Cinara cardunculus e appartiene alla famiglia delle composite, che comprende molte specie spontanee o coltivate. In Italia sono noti i cardi di Bologna, facili da conservare, privi di spine; poco spinosi sono i cardi Chieri, presenti soprattutto in Piemonte. Curioso e squisito il cardo gobbo Nizza Monferrato, chiamato così per la forma ricurva che assume nel processo di imbianchimento.  Un accenno al cardo Mariano, spontaneo, presente nell’Italia centrale e meridionale. Conosciuto per le sue proprietà curative. E’ chiamato anche il cardo della Madonna, nome legato a una tenera leggenda. Le macchie bianche delle foglie sarebbero dovute al latte caduto dal seno della Vergine mentre allattava il bambino Gesù.

(fonte: Opo Veneto)