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Mais OGM TC 1507, via libera UE, decisiva l’indecisione tedesca

foto greenme.it

Il mais OGM (TC1507) della Pioneer Dupont potrà essere coltivato nell’UE a seguito della votazione svoltasi in seno al Consiglio Affari generali l’11 febbraio a Bruxelles.

Un mais resistente agli insetti infestanti ma pericoloso per farfalle e falene. Nonostante la grande opposizione politica di cui si era fatta portavoce la Francia, i membri del Consiglio non sono riusciti a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per respingere o approvare la proposta della Commissione europea. In pratica, non si è riusciti a soddisfare la quota legale minima di votanti per poter prendere una decisione. Hanno votato contro la coltivazione del granturco TC 1507, resistente agli insetti infestanti, ma pericoloso per farfalle e falene, ben 19 Stati UE (Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Francia, Italia, Irlanda, Ungheria, Grecia, Romania, Polonia, Paesi Bassi, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Slovacchia e Slovenia), i quali hanno portato 210 voti alla causa dei cugini d’Oltralpe, non abbastanza visto che la quota minima era di 260 voti. Si è quindi rivelata decisiva l’indecisione di Germania, Belgio, Portogallo e Repubblica Ceca, che hanno scelto di astenersi dalla votazione. Sono soddisfatti dell’esito della votazione i pochi Paesi contrari (Spagna, Estonia, Finlandia, Regno Unito e Svezia).

Prossimo passo: procedura di autorizzazione da parte della Commissione europea. La Commissione europea sarà quindi costretta, in virtù delle norme europee e delle sollecitazioni della Corte di Giustizia, a convertire la proposta in un progetto di decisione, il quale verrà sottoposto alla votazione del collegio dei Commissari. Si ricorda che la prima domanda di autorizzazione alla coltivazione effettuata dall’azienda Pioneer Dupont risale al 2001 e da quell’anno si sono susseguiti sei pareri favorevoli dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Forte del parere positivo dell’Autorità europea, la Pioneer aveva fatto ricorso alla Corte del Lussemburgo per lamentare l’inattività della Commissione e l’inadempimento della stessa rispetto al dovere di presentare la richiesta al Consiglio, così come sancito dalla procedura per il commercio degli OGM in territorio europeo (Direttiva 2001/18/CE sull’emissione deliberata di OGM nell’ambiente). La Corte aveva accolto il ricorso della multinazionale nel 2013 (sentenza T-164/10) e condannato la Commissione a presentare al Consiglio la proposta affinché si potesse procedere alla votazione.

La discussione, però, continua. Il Commissario europeo alla Salute, Tonio Borg, ha sfruttato l’occasione per perorare la causa dell’Esecutivo relativamente alla proposta di modifica dell’attuale legislazione europea sulla diffusione nell’ambiente degli OGM. La Commissione, nel 2010, aveva presentato infatti un disegno di legge in cui proponeva che la decisione sull’accoglimento o il rifiuto delle domande di autorizzazione all’immissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati, autorizzati a livello europeo, dovesse essere presa in seguito individualmente dai Governi nazionali per il rispettivo territorio di competenza. Il Commissario ha sollecitato la Presidenza greca a favorire la discussione in seno al Consiglio. La Presidenza ha accolto la richiesta e ha già inserito in agenda per il prossimo Consiglio Ambiente, e forse anche Agricoltura, il dibattito sul tema.

(Fonte: Europe Direct Veneto)