• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

La nuova Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, da chi è composta e obiettivi

E’ stata formata la nuova Commissione Agricoltura (COMAGRI) del Parlamento europeo. Tredici gli eurodeputati italiani tra titolari e sostituti, su un totale di 93 membri. Le priorità di lavoro sono: riforma della PAC, Mercosur e finanziamento al capitolo agricolo del bilancio UE per il periodo 2021-2027.

Composizione. Il nuovo Presidente della COMAGRI è il tedesco Norbert Lins, mentre gli europarlamentari italiani eletti sono: Paolo De Castro (socialisti e democratici), Mara Bizzotto (Identità e democrazia), Angelo Ciocca (Identità e democrazia), Herbert Dorfmann (Gruppo del Partito popolare europeo), Dino Giarrusso (non iscritto, Movimento 5 stelle) e Pina Picierno (socialisti e democratici) quali membri effettivi, mentre Massimo Casanova (Identità e democrazia), Francesca Donato (Identità e democrazia), Giuseppe Ferrandino (Socialisti e democratici), Giuseppe Milazzo (Partito popolare europeo), Nicola Procaccini (Conservatori e riformisti europei), Daniela Rondinelli (non iscritta, Movimento 5 stelle) e Massimiliano Smeriglio (Socialisti e Democratici) quali membri sostituti.

Il ruolo della Commissione. Compito della COMAGRI è quello di sostenere e incentivare lo sviluppo del mercato alimentare inerente all’agricoltura, di portare avanti la lotta al cambiamento climatico attraverso misure attuabili nel settore e sostenere economicamente le aziende agricole. Per queste ragioni, l’UE investe molto in progetti quali Horizon 2020, un progetto che incentiva la ricerca in vari settori tra cui l’intelligenza artificiale e la robotica applicate all’agricoltura, gli accordi di libero scambio con Paesi extra-comunitari, tra tutti il Mercosur (mercato comune Sud-americano), e attua politiche agricole comuni (PAC) a livello europeo rendendo il
mercato agricolo più stabile e controllabile dal punto di vista della produzione e della sicurezza alimentare. Nel 2018 sono stati investiti, per la sola PAC, oltre 58 miliardi di euro.

Le priorità del neopresidente Norbert Lins. Il neopresidente della COMAGRI ha indicato le sue priorità tra cui, in primis, la riforma della PAC: “Dobbiamo decidere come vogliamo procedere: se includere il lavoro fatto nella scorsa legislatura o se ricominciare da capo”. Il rischio concreto è quello di dover prorogare di un anno l’avvio della nuova programmazione 2021- 2027. Il cambio dei membri della COMAGRI comporta infatti la possibilità di mantenere tutte le modifiche proposte (ma non ancora approvate) alla PAC nella precedente legislatura o rivederle completamente o in parte, facendone slittare i tempi di attuazione. Altra questione bollente, sottolinea Lins, sono gli Accordi con il Mercosur, che nelle scorse settimane hanno sollevato molte perplessità tra i membri della COMAGRI e pertanto “necessita di un tempo maggiore per stabilire le prospettive, i vantaggi e gli svantaggi per gli agricoltori dell’Unione Europea”. Altro punto toccato da Lins è il piano di finanziamento europeo 2021-2027 che stabilirà il budget disponibile per le politiche agricole della nuova Commissione. Lins è parso piuttosto
tranquillo, trattandosi l’agricoltura di “una delle più importanti aree politiche all’interno dell’UE, con il 38% del budget totale. Nel futuro – ha concluso il neo presidente della COMAGRI – le risorse a disposizione saranno sicuramente minori, ma come capo della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento mi impegnerò a mantenere a questi livelli il budget per gli agricoltori europei, per la produzione del cibo, per lo sviluppo rurale e le misure ambientali”.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

L’Europa trova la strada dell’etichettatura

Le etichette poste sugli alimenti devono obbligatoriamente fornire le informazioni nutrizionali, secondo quanto ha stabilito il Parlamento nei giorni scorsi. I deputati hanno invece respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per l’indicazione dei valori di sali, grassi e zuccheri nel cibo mentre hanno chiesto l’estensione della menzione del paese d’origine a nuovi alimenti.

562 voti favorevoli.  l’Europarlamento ha dato il via libera in prima lettura alla relazione sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori. Soddisfatto il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro: “L’Aula di Strasburgo ha accolto gran parte delle richieste avanzate dal settore. Abbiamo scongiurato l’ipotesi d’indicare il valore energetico sulle etichette delle bevande alcoliche incluso il vino”. In tema di origine, sono state recepite le indicazioni della commissione Agricoltura e il testo approvato prevede l‘obbligo d’indicare in etichetta il luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati. L’applicazione di tale obbligo sui singoli prodotti sarà demandata ad atti delegati su cui il Parlamento potrà controllare l’esercizio delle competenze della Commissione attraverso il diritto di revoca o di obiezione.

L’atto ora al vaglio del Consiglio. “Abbiamo poi sventato numerosi tentativi di introdurre sistemi cromatici di etichettatura (Multiple traffic ligths) – continua De Castro – che avrebbero rischiato di indurre il consumatore in erronee interpretazioni. Un’ultima novità riguarda il tema delle marche commerciali previste dall’emendamento 100 che rende obbligatorio in etichetta il nome del produttore e garantisce una leva competitiva per le imprese di produzione”. Adesso, la palla passa al Consiglio che dovrà valutare se adottare l’atto così come modificato dal Parlamento ovvero se predisporre una “posizione comune” e dare avvio alla seconda lettura. “Comunque – conclude De Castro – l’Europa dimostra di sapersi muovere nella giusta direzione in tema di etichettatura dei prodotti agroalimentari”.

(Fonte: Paolo De Castro -Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo)

Zibaldone europeo: aviaria, Ogm, emissioni CO2, fonti rinnovabili

L’influenza aviaria rimane una minaccia. Nonostante l’azione concertata a livello internazionale sia riuscita ad eliminare il virus dell’influenza aviaria H5N1 dal pollame in quasi tutti i 63 Paesi infettati all’apice dell’epidemia mondiale del 2006, la malattia persiste in cinque Paesi rappresentando perciò ancora una minaccia per la salute animale ed umana. Alla vigilia della Conferenza internazionale sull’epidemia animale, che si aprirà lunedì ad Hanoi, la FAO segnala che, nonostante i notevoli risultati ottenuti, il virus H5N1 è ancora radicato in Egitto, Indonesia, Bangladesh, Vietnam e Cina. La guardia non va dunque abbassata.

Efsa - Parma

Dibattito OGM . In questi ultimi giorni, il dibattito su OGM sì OGM no è tornato ad animarsi. Il Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, ha ribadito che l’Esecutivo “per principio non è né a favore né contrario agli OGM” e che “le recenti decisioni in materia si sono basate esclusivamente sulla posizione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma”. Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, si è detto d’accordo con la posizione di Barroso.

Riduzione delle emissioni di carbonio entro il 2050. L’istituto indipendente European Climate Foundation (ECF) ha trasmesso alla presidenza spagnola dell’UE e ai Commissari europei Günther Oettinger (Energia) e Connie Hedegaard (Clima), una relazione intitolata “Tabella di marcia 2050 per un’Europa prospera e a bassa emissione di carbonio”, che esamina la fattibilità di una riduzione delle emissioni di CO2 compresa tra l’80 e il 95% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, come deciso dal Consiglio europeo nell’ottobre 2009.

Produzione di energia da fonti rinnovabili: nuovo bando. Con DGR n 1189 è stato approvato il bando relativo all’Azione 2.1.1 del POR Veneto 2007/2013 “Incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili”. L’importo messo a bando è di 6.759.012,20 euro. La scadenza del bando è fissata per il 14/08/2010. Per informazioni e approfondimenti sul POR Veneto è possibile consultare il sito internet regionale alla pagina: http://www.regione.veneto.it/Economia/Programmi+Comunitari/  Per avere specifiche informazioni sul bando qui segnalato: http://www.regione.veneto.it/Bandi+Avvisi+Concorsi/Bandi/POR+CRO+FESR+2007-2013.htm

(fonte Veneto Agricoltura Europa)