Delle problematiche dell’agricoltura calabrese e delle sue proposte si è discusso nei giorni scorsi in un convegno all‘Ipaa, l’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente di Falerna (Cz). È stato sottolineato che l’agricoltura calabrese da tempo attraversa un crisi di redditività delle aziende, che negli ultimi tempi è diventata sempre più profonda e preoccupante. Negli ultimi vent’anni le produzioni unitarie sono aumentate, mentre il profitto aziendale è diminuito.
Quantità e costi di produzione cresciuti, prezzi di vendita ridotti. Prendendo in considerazione la situazione di un ettaro di un’azienda agrumicola, si può notare come la produzione sia passata dai 300 quintali del 1995, con un prezzo di 500 lire al chilogrammo e un utile di gestione di 10 milioni di vecchie lire, ai 350/400 quintali del 2010 con un prezzo di 0,15 euro al chilogrammo e un profitto di 2.000 euro. La situazione è difficile in tutti i settori produttivi agricoli. Nel comparto vitivinicolo lametino si è verificata negli anni una progressiva diminuzione delle superfici coltivate, anche a seguito delle disposizioni comunitarie e regionali che hanno incentivato l’estirpazione con un premio ad ettaro per espianto. La superficie è passata così dai 15.000 ettari originari a poche centinaia di ettari. Molte terre sono abbandonate con la conseguenza che le aziende agricole dal 1990 ad oggi sono diminuite di 16.000 unità, con una flessione del 7,3%, mentre la loro superficie complessiva si è ridotta quasi del 20%.
(fonte Lameziaweb.biz)
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