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Intelligenza artificiale per smascherare le contraffazioni alimentari sul web

Stop all’Amarone contraffatto in rete, grazie ad un sistema di intelligence online messo a punto dall’Università degli Studi di Trento e con la cabina di regia affidata al Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza. È quanto prevede il protocollo di collaborazione firmato, tra gli altri, dal Consorzio Vini Valpolicella con il Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, la Provincia Autonoma di Trento e l’Ateneo, che vede per la prima volta i grandi rossi della Valpolicella sorvegliati speciali sul web.

La sperimentazione consentirà al Consorzio di attivarsi ulteriormente su due diversi fronti: da un lato sensibilizzando le proprie aziende associate a collaborare nell’identificazione di situazioni “borderline” e a rischio, dall’altro testando i nuovi sistemi informatici anticontraffazione come la tecnologia blockchain, software e algoritmi specificamente messi a punto con l’Università trentina, in grado di identificare siti web contenenti presunti prodotti falsificati ed eventuali illeciti nell’utilizzo di riferimenti alle denominazioni di origine. Si intensifica così l’attività di tutela della denominazione da parte del Consorzio che, a 2 anni dalla firma del protocollo di cooperazione con l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche agricole (ICQRF), ha contribuito con l’invio di 308 segnalazioni di casi sospetti di contraffazione di vini della Valpolicella – soprattutto Amarone – sul web.

Innovazione per la lotta alla criminalità. “La firma di questo protocollo conclude un percorso che ha caratterizzato il mio mandato, ponendo al centro la tutela delle nostre denominazioni, sempre più copiate e contraffatte“, ha dichiarato Andrea Sartori, presidente del Consorzio Vini Valpolicella. “La lotta alla criminalità organizzata – prosegue il Generale di Brigata Ivano Maccani, Comandante Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza – si può e si deve vincere anche con l’innovazione. Uno dei filoni messi in campo, riguarda l’analisi avanzata di dati online e l’esplorazione del web, sempre più nuova frontiera dei traffici illeciti e vetrina attraente anche per le organizzazioni criminali.” Dal 2018 ad oggi, sono complessivamente 54 le iniziative legali a livello internazionale promosse dal Consorzio e 48 i controlli inclusi nell’attività di vigilanza a livello nazionale. Con una spesa media nel triennio di oltre 150 mila euro l’anno, il capitolo ‘tutela e vigilanza’ rappresenta una delle voci di costo più importanti del bilancio consortile, oltre che una delle principali attività istituzionali perseguite dall’ente.

I partner dell’accordo. Oltre al Consorzio Vini Valpolicella, che farà da apripista a un format di tutela replicabile per altri prodotti dell’agroalimentare tricolore minacciati dall’Italian sounding, aderiscono al protocollo anche altri enti e associazioni: Provincia Autonoma di Trento, Procura Distrettuale della Repubblica di Trento, Procura della Repubblica di Rovereto, Comando Regionale Trentino-Alto Adige della Guardia di Finanza, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Trento, Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – Direzione Regionale Trentino-Alto Adige, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Dir. Prov. Trento, Università degli Studi di Trento, CODACONS – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, CRTCU – Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, INDICAM – Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione, Consorzio di tutela Vini del Trentino, Federazione Trentina della Cooperazione, Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT s.c.a), CGIL, CISL, UIL del Trentino, anche per conto delle proprie associazioni di tutela dei consumatori – rispettivamente Federconsumatori, Adiconsum, ADOC -, Cia, Coldiretti, Confagricoltura del Trentino, AcliTerra e l’Associazione Contadini trentini.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela vini Valpolicella