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Regolamento Omnibus, il parere della Commissione Agricoltura e delle organizzazioni agricole europee

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Bene gli sforzi dell’Esecutivo, ma la proposta va “spacchettata” per rendere efficaci le modifiche”. Il progetto di regolamento Omnibus proposto dalla Commissione europea è passato sotto il fuoco di numerosi membri della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento, presente il Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan.

In sintesi, i deputati hanno sottolineato che la revisione del Quadro Finanziario Pluriennale non è lo strumento giusto per cambiare il nucleo della PAC e che l’Omnibus dovrà essere “spacchettato” al fine di garantire che gli elementi della politica agricola europea siano debitamente esaminati così da garantire agli agricoltori una reale semplificazione. La maggioranza dei deputati ha, dunque, accolto gli sforzi dell’Esecutivo volti a semplificare la PAC, ma allo stesso tempo ha sottolineato che, così come si presenta, tale proposta non introdurrà nessuna reale semplificazione che possa fornire rapidamente risultati tangibili agli agricoltori.

Lo “spacchettamento” del regolamento. Per questo, come accennato, è stato chiesto di suddividere il progetto di regolamento Omnibus per garantire che ogni campo sia adeguatamente esaminato dai membri delle Commissioni parlamentari con la dovuta competenza. Diversi deputati hanno, inoltre, criticato l’idea di concedere maggiore discrezionalità agli Stati Membri circa la definizione di “agricoltore attivo” (soggetti ammissibili ai pagamenti diretti della PAC). Tale proposta rischia di far sì che soggetti “non agricoli” possano accedere ai finanziamenti europei destinato agli agricoltori, distorcendo così la concorrenza. Nel corso della seduta, i deputati hanno anche discusso della proposta di modifica dello strumento di stabilizzazione del reddito agricolo, della riserva di crisi, degli strumenti per aiutare i giovani agricoltori ad accedere più facilmente al credito, della difficile situazione nella catena di approvvigionamento alimentare, di greening e Brexit.

Cosa ne pensano le organizzazioni agricole europee. Secondo Copa-Cogeca, le proposte di cambiamento allo strumento di stabilizzazione del reddito, incluso nella politica europea di Sviluppo rurale, sono state formulate poiché lo strumento era utilizzato poco. La Commissione europea considera che i cambiamenti ne faciliteranno l’uso da parte degli Stati Membri affinché l’aiuto possa essere attivato quando la perdita di reddito in azienda è del 20% e non del 30%. Al riguardo, Pekka Pesonen, Segretario generale di Copa-Cogeca, ha comunicato alla Presidenza di turno slovacca che “i nuovi provvedimenti rappresentano un passo positivo che dovrebbe incentivare l’applicazione del regime e permettere di orientare meglio gli aiuti, in particolare per i settori lattiero-caseario e delle carni bovine”.

Cambiamenti agli strumenti finanziari. La proposta di “Regolamento Omnibus” include anche dei cambiamenti agli strumenti finanziari, pensati per facilitare l’accesso al credito per gli agricoltori nell’ambito della politica europea di Sviluppo rurale. Al riguardo, Copa-Cogeca ha chiesto ulteriori cambiamenti affinché vi sia una risposta migliore in tempi di crisi, in particolare nei settori lattiero-caseario e della carne suina. In merito alle modifiche alla definizione di “agricoltore attivo”, che consentirebbe agli Stati Membri una maggiore discrezionalità, Copa-Cogeca avvisa che ciò potrebbe causare differenze significative su come vengono applicate le norme negli Stati Membri e minore armonizzazione nell’attuazione.

Inverdimento della PAC. Copa-Cogeca ha appoggiato la richiesta formulata dai Ministri agricoli europei di cambiare le proposte relative alla semplificazione delle misure di inverdimento nell’ambito della PAC, indicando che alcune delle misure contemplate dalla Commissione non faciliteranno la vita degli agricoltori. In particolare, appare discutibile il fatto che l’Esecutivo stia considerando il divieto di utilizzo dei pesticidi per le colture proteiche nelle aree di interesse ecologico (AIE): “Questo provvedimento non porta alcuna semplificazione”, ha sentenziato Copa-Cogeca.

Mercati agricoli. Il Segretario generale dell’Organizzazione agricola europea si è soffermato anche sulla situazione fragile dei mercati dei prodotti di base in cui i produttori sono colpiti da prezzi di mercato bassi e costi di produzione elevati. Il settore cerealicolo europeo si trova attualmente in condizioni critiche: la Francia e l’Irlanda, per esempio, sono state severamente colpite. L’offerta mondiale di cereali sta raggiungendo livelli record e i prezzi del frumento sono al livello più basso degli ultimi 10 anni: “Di conseguenza consideriamo che un aiuto di emergenza debba essere concesso agli agricoltori per evitare la bancarotta”.

Fonte: Europe Direct Veneto

Il trentino Cornella neo presidente gruppo questioni giuridiche e fiscali di Copa-Cogeca, principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea

samuel cornella

Samuel Cornella

Il trentino Samuel Cornella è stato eletto lo scorso 17 novembre 2015 presidente del comitato questioni legali e fiscali di Copa-Cogeca in rappresentanza dell’Alleanza Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare. Cornella, che già ricopriva la carica di vicepresidente, succede alla rappresentante delle cooperative agricole tedesche (DRV), Birgit Buth. Alla vicepresidenza sono stati eletti la francese Heloise Gruger (FNSEA) e il tedesco Stefan Walter (DBV).

Copa-Cogeca, la principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea, rappresenta dal 1959 presso le istituzioni UE le organizzazioni professionali agricole degli Stati membri e oltre 21.000 cooperative agricole, per un fatturato complessivo di oltre 360 miliardi di euro. In rappresentanza della Federazione Trentina della Cooperazione, Cornella ha integrato dal 2010 lo staff dell’ufficio di Bruxelles di Confcooperative, assumendo la responsabilità dell’area giuridico-fiscale. Samuel Cornella, 34 anni, si è laureato in giurisprudenza nel 2005 ed ha poi conseguito un dottorato di ricerca in studi giuridici comparati ed europei preso l’Università di Trento (2009), seguito da un master in Competition Law and Economics presso la Brussels School of Competiton (2014). E’ abilitato all’esercizio della professione forense dal 2009 ed è stato visiting scholar presso la Washington University School of Law (2009). Ha all’attivo oltre 25 pubblicazioni scientifiche in materia di diritto amministrativo, europeo e della regolazione economica.

Fonte: Servizio Stampa Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare

Sostegno ai prezzi dei prodotti agricoli, oggi gli agricoltori protestano a Bruxelles

Trattori

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Ci saranno anche gli agricoltori italiani alla manifestazione indetta oggi a Bruxelles da Copa-Cogega, l’organizzazione agricola europea, in concomitanza del vertice straordinario dei Ministri europei dell’Agricoltura, per denunciare la situazione critica del mondo agricolo. In particolare, si denuncerà la situazione dei mercati lattiero-caseario, suinicolo, ortofrutticolo e delle carni bovine. Si chiederanno, inoltre, interventi più decisi a sostegno delle filiere anche a seguito del blocco alle esportazioni della Russia.

Volatilità dei costi. “In Italia e nel Veneto il comparto della carne è soggetto a una crescente volatilità dei costi delle materie prime, con la forte dipendenza dall’estero dei ristalli e con i prezzi, sia dei bovini che dei suini da macello, fermo da diversi mesi a livelli non remunerativi, così come il settore delle carni suine. Altro settore in crisi è il comparto cunicolo che ha subito un vero tracollo, come il settore lattiero-caseario, che sta subendo una forte riduzione della domanda, poiché dopo trent’anni di sistema delle quote necessita di certezze e di riequilibrio”, dicono Fabio Curto e Luigi Andretta, rispettivamente presidenti delle sezioni economiche dei prodotti latte e carne di Confagricoltura Veneto.

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Difesa del mady in Italy. “Per ortofrutta, latte e carne i costi di produzione superano i guadagni mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese agricole. Per questo gli agricoltori sono pronti a far sentire la propria voce, in difesa del vero “made in Italy” e a tutela dei diritti dei consumatori che giustamente chiedono al mercato qualità, origine e trasparenza”, denuncia Federico Miotto presidente di Coldiretti Padova.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto e Coldiretti Padova

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L’organizzazione agricola europea dice no ai brevetti nel settore agricolo, rischio di costi aggiuntivi e di meno varietà

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIn occasione di un seminario svoltosi a Bruxelles sul confronto tra i brevetti e la privativa comunitaria per i ritrovati vegetali, il Copa-Cogeca ha messo in guardia contro l’uso di brevetti nel settore agricolo europeo, rimarcando che ciò porterà a meno prodotti, meno varietà e costi aggiuntivi. “Un sistema di brevetti nel settore agricolo UE – si legge in una nota di Copa-Cogeca – non aiuterà gli agricoltori ad avere una migliore varietà colturale adattata alle condizioni locali, anzi. Per questo preoccupa il numero crescente di brevetti concessi”.

Il caso dei due brevetti britannico e israeliano. L’allarme di Copa-Cogeca è riferito alla recente decisione della Commissione allargata di ricorso dell’Ufficio europeo dei Brevetti che riconosce due brevetti: uno di un’impresa britannica per dei broccoli che contengono una sostanza amara anticancerogena e un altro di un’impresa israeliana per dei pomodori “rugosi” che hanno un contenuto ridotto di acqua. Al riguardo, il Copa-Cogeca avverte che le caratteristiche specifiche di queste piante non sono state inventate o create artificialmente. Erano presenti nelle piante madri selvatiche e sono il risultato di pratiche di incrocio e selezione che sono processi biologici.

Il rischio di creare precedenti. L’Organizzazione agricola europea si dice dunque fortemente preoccupata dal fatto che questa decisione allarghi la portata del brevetto a tutte le piante di broccoli e pomodori che hanno tali caratteristiche. Questa protezione significherà, infatti, che tutte le imprese che producono varietà con le stesse caratteristiche dovranno ottenere una licenza da parte del proprietario del brevetto. Ciò rappresenta un rischio sia per gli agricoltori che per la società in generale. Un rischio che potrebbe mettere a repentaglio i progressi nella costituzione vegetale e ridurre l’innovazione e la biodiversità portando quindi a un aumento del consolidamento dell’industria sementiera. Dati gli elevati costi giuridici legati alla brevettazione e gli elevati costi di transazione delle licenze, solo un numero limitato di grandi imprese potrà, infatti, sopravvivere.

Fonte: Europe Direct Veneto

Concorso fotografico UE sul ruolo delle aziende agricole a conduzione famigliare, entro luglio l’invio delle immagini

2014 Anno Internazionale Agricoltura FamiliareL’Organizzazione agricola europea Copa-Cogeca ha lanciato un concorso fotografico aperto al pubblico il cui obiettivo è di mostrare l’importanza delle aziende a conduzione familiare nel contesto del 2014 proclamato dalle Nazioni Unite “Anno dell’agricoltura familiare”.

Le fotografie dei vincitori saranno esposte al Parlamento europeo il 22 settembre con l’obiettivo di presentare un’immagine moderna dell’agricoltura. Nell’occasione è prevista una degustazione di numerose specialità regionali e prodotti di qualità e saranno installati vari stand destinati a promuovere prodotti provenienti da tutta l’UE. L’evento rientra nella campagna di Copa-Cogeca “La PAC conta!”, incentrata sulla nuova PAC 2014-2020 e sulla necessità di disporre di una politica agricola europea forte, in grado di rispondere alle esigenze delle aziende a conduzione familiare.

Per partecipare al concorso fotografico basta inviare una foto con i dati personali alla mail: amanda.cheesley@copa-cogeca.eu entro la fine di luglio. Al vincitore sarà offerto un week-end per due persone a Barcellona, mentre gli altri premiati riceveranno un paniere di prodotti agricoli di qualità.

(Fonte:Europe Direct Veneto)

Produzione cereali in Europa: previsto un calo nei prossimi anni

Il Copa-Cogeca ha pubblicato i risultati di uno studio sulle previsioni di produzione dei cereali nel periodo 2010/2011 nell’UE-27. I dati indicano una produzione pressoché stabile con un lieve calo (1,3%) rispetto all’anno in corso. I casi di diminuzione della produzione riguardano l’orzo (-7,4%) e il grano tenero (-3,3%). I dirigenti agricoli si sono dichiarati preoccupati per gli alti costi di produzione del settore e l’enorme rischio di volatilità dei prezzi e hanno sollecitato l’intera catena agroalimentare a prendere atto della situazione.

Necessità di aver fiducia verso i mercati per continuare a produrre. Attualmente, a parere del gruppo di lavoro sui cereali, i costi di produzione superano i prezzi di mercato; i calcoli sono stati effettuati sulla base dell’attuale sistema dei pagamenti diretti. La situazione in atto rischia di condurre ad un netto calo di produzione. Paul Temple, Presidente del gruppo di lavoro sui cereali, ha dichiarato che vi è una forte domanda a livello mondiale e che i produttori necessitano di avere fiducia verso i mercati per continuare a produrre. Questo proteggerebbe anche i consumatori dall’instabilità dei prezzi e assicurerebbe agli allevatori di avere mangimi a prezzi competitivi. I dirigenti agricoli esortano l’UE a non penalizzare gli agricoltori europei nella liberalizzazione degli scambi con il Mercosur. Dato che il 60% della produzione cerealicola UE è dedicata ai mangimi per gli allevamenti, qualsiasi concessione che verrà fatta alle importazioni dall’America Latina ricadrà pesantemente sul mercato europeo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Quale futuro per l’agricoltura europea?

Quali sono le nuove sfide per l’agricoltura europea? Si deve mantenere la politica agricola a livello comunitario, sul modello introdotto dalla Politica agricola comune circa 50 anni fa? Come si possono garantire buone condizioni di vita per gli agricoltori, assicurando allo stesso tempo l’uso ottimale dei fondi pubblici? Il Parlamento europeo ha appena iniziato un dibattito sulla riforma della politica agricola, in vista della nuova fase di sostegno alle politiche comunitarie, che inizierà nel 2013. Ma il momento cruciale sulle decisioni da prendere inizia già adesso: tutti gli operatori del settore, ma anche chi ha a cuore temi come la tutela dei territori, la protezione dell’ambiente e la sicurezza alimentare, farebbero bene a seguire la vicenda.

La politica agricola comune dell’UE al centro delle discussioni. Si tratta di uno dei settori storicamente più rilevanti tra quelli di cui si occupa l’Unione. Il bilancio comunitario riflette questa situazione: ancora per il periodo finanziario in corso a livello europeo, che va dal 2007 al 2013, la parte destinata alle spese agricole, o comunque allo sviluppo rurale e alla gestione delle risorse naturali, è la voce più importante. Nei sette anni in corso a disposizione della PAC ci sono quasi 400 miliardi di euro (cioè il 43% del totale delle risorse UE), di cui quasi 300 per le misure di mercato. Negli anni più recenti, dal 2003 in poi la discussione e le conseguenti decisioni hanno messo l’accento non soltanto sulla funzione produttiva del settore, ma anche sui concetti più generale di sviluppo delle risorse naturali e dei territori rurali, e sulla sostenibilità ambientale dell’attività agricola.

La PAC è una parte della soluzione alle nuove sfide economiche che l’UE ha di fronte. Questo secondo il relatore della risoluzione del Parlamento europeo sul futuro della politica agricola, il britannico George Lyon del gruppo dei liberali. Ma al dibattito organizzato nei giorni scorsi dall’Assemblea comunitaria non hanno partecipato soltanto i politici. Sono intervenuti diversi rappresentanti delle organizzazioni di categoria, esperti e accademici. La maggior parte si è dichiarata a favore di mantenere la politica agricola a livello europeo, perché il cofinanziamento tra il budget europeo e quelli nazionali potrebbe significare la fine della PAC. Molti anche gli appelli all’introduzione di strumenti per ridurre la volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli, per rinforzare un settore che porta molti benefici all’intera società.

La politica agricola del futuro dovrà essere più giusta, più verde e più sostenibile. L’UE deve assicurare dei livelli di vita dignitosi agli agricoltori, e trattamento equo per quelli dei Paesi di recente adesione all’Unione europea. Secondo il socialista portoghese Luis Capoulas Santos quella agricola è una delle politiche europee di maggior successo, ma deve essere adattata ai nuovi tempi, evitando di ri-nazionalizzarla anche dal punto di vista finanziario. Gli agricoltori, e più in generale i produttori, dovrebbero avere più potere nelle decisioni di mercato della catena alimentare. L’altalena dei prezzi è critica, e serve uno strumento per gestire le crisi potenziali, come ad esempio quella recente sui prezzi del latte. I verdi dicono un sì deciso a una PAC più verde, appunto, visto che nel passato la politica europea non è sempre riuscita a mantenere redditi dignitosi agli agricoltori, la cui posizione di mercato deve essere rinforzata.

Un aspetto da rinforzare è l’adattamento degli agricoltori alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli produttivi. La stabilità finanziaria è la base necessaria per pianificare gli investimenti, cioè il futuro. Il sostegno diretto agli agricoltori è un aspetto essenziale della PAC, che va mantenuto. D’altra parte, l’uso ottimale dei fondi pubblici è stato un altro tema d’attenzione nel dibattito. Ai produttori dovrebbe essere riconosciuto maggiormente il ruolo di creatori di beni pubblici importanti come la produzione di cibo di alta qualità, il miglioramento del benessere degli animali, la gestione del territorio e un contributo importante alla protezione ambientale e alla sicurezza alimentare. Tutta l’UE e i suoi cittadini godono di alti livelli di qualità, ma questo ha un prezzo, secondo Michel Dantin del gruppo dei popolari. La PAC del post-2013 dovrà quindi affrontare anche le sfide ambientali e guadagnarsi il favore dell’opinione pubblica.

Necessaria anche una nuova politica di promozione. Per la nuova politica agricola, secondo l’organizzazione che rappresenta i produttori e le cooperative agricole a livello europeo, il COPA-COGECA, non sarà più possibile basarsi esclusivamente sul mercato. L’opinione pubblica considera costosa la politica agricola comunitaria, senza però pensare ai suoi benefici: i produttori europei affermano la necessità di migliorare quest’immagine, e quella degli agricoltori stessi, introducendo solide misure di promozione.

(fonte Asterisco Informazione)