“Vo’ non è solo un piccolo paese ai piedi dei Colli Euganei, è il cuore pulsante dell’agroalimentare del Padovano. I danni diretti e indiretti causati dal blocco delle attività e dal cordone sanitario creato attorno alle 164 aziende agricole della ‘zona rossa’ sta causando danni pesantissimi a tutto il sistema agroindustriale padovano e veneto”. Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Agricoltura che ieri, insieme ai vertici regionali delle associazioni agricole del Veneto e ai rappresentanti provinciali, ha tracciato il quadro dell’impatto economico generato sul mondo agricolo dall’emergenza coronavirus.
Necessaria una campagna promozionale a tambur battente nazionale e internazionale per promuovere sicurezza assoluta dei nostri prodotti. “Agriturismi e ristoranti sono il settore più colpito dai provvedimenti di blocco – prosegue l’assessore – in particolare a Vo’, dove operano oltre una ventina di agriturismi, ognuno dei quali sta subendo una perdita di almeno 100 mila euro al mese per mancati introiti. Ancora più pesante l’impatto su cantine e oleifici, settore che nel comprensorio euganeo vale circa 30 milioni di euro (42 milioni se consideriamo le altre attività agricole collegate) e che ora è sottoposto a danni di immagine pesanti. Chiediamo una campagna promozionale a tambur battente, nazionale e internazionale, per promuovere la qualità e la sicurezza assoluta dei nostri prodotti. Non dobbiamo certificare nulla, la qualità dei nostri prodotti è fuori discussione: anche oggi il Ministero della Salute ha ribadito che il virus non si diffonde con gli alimenti, né con gli animali domestici”.
Altra emergenza garantire continuità ai lavori nei campi, nei vigneti e nelle serre: manca la manodopera degli operatori stagionali, garantita da romeni e polacchi. “Ho proposto di ripristinare l’utilizzo di voucher semplificati in agricoltura – dichiara l’assessore – strumento che consente di impiegare nei lavori stagionali studenti, disoccupati, pensionati, garantendo trasparenza e reddito dignitoso.Ora – conclude – sono il Governo e l’Unione Europea a dover fare la loro parte. Le categorie economiche sollecitano l’annullamento dei contributi previdenziali per le aziende della zona rossa e la sospensione per l’intero Veneto, nonché di anticipare i pagamenti Pac alle aziende per aiutarle a fronteggiare la crisi di liquidità. Mi auguro che almeno si consenta alle aziende della filiera agroalimentare ma anche del turismo, anche a quelle più piccole, di accedere alla cassa integrazione in deroga”.
Fonte: Servizio stampa Regione Veneto
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