Una cattiva notizia per il “made in italy” agroalimentare e la tutela dei consumatori. La retromarcia della Commissione europea sulla norma che vieta l’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici è una sconfitta per tutti i Paesi come il nostro che da sempre portano avanti una dura battaglia contro le frodi e gli inganni a tavola. Ci stupisce ancora di più che questo passo indietro avvenga subito prima dell’approvazione definitiva prevista per giugno, in vista dell’entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2014. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Ogni anni, “scippati” all’agroalimentare made in Italy 1,1 miliardi di euro. Una bottiglia d’olio extravergine su sei in Italia finisce sui tavoli di trattorie, ristoranti e bar. Ed è necessario -ribadisce la Cia- chiarirne l’origine, per garantire trasparenza ai cittadini e per tutelare i produttori da falsi e sofisticazioni che “scippano” ogni anno al “made in Italy” agroalimentare 1,1 miliardi di euro. Questa norma -ricorda la Cia- doveva mettere fine alle oliere anonime spesso riempite chissà quante volte, magari spacciando per extravergine un prodotto di basso livello. In questo modo, si voleva garantire finalmente qualità, autenticità e origine dell’olio messo a disposizione del consumatore finale, ma anche proteggerne la salute. Oltre ovviamente a migliorare la sicurezza legata all’igiene del prodotto, grazie all’obbligo del tappo “anti rabbocco”. Ancora una volta -conclude la Cia- dobbiamo constatare che l’Europa ha scelto di bocciare una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, premiando invece chi l’ha osteggiata fin dall’inizio come gli Stati del Nord, a partire da Germania, l’Olanda e l’Inghilterra.
(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori)
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