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Emergenza maltempo: vicentino e padovano situazione oramai normalizzata. A Soave, vendemmia salva ma danni al comparto ingenti

foto Asterisco Informazioni

«Qualora nel fine settimana dovesse piovere, il territorio vicentino sarà in condizione di ricevere l’acqua. Certamente non le quantità eccezionali cadute nei giorni scorsi». Il presidente del Consorzio di bonifica “Alta Pianura Veneta”, Antonio Nani, conferma come nel vicentino la situazione sia pressoché normalizzata. «Il Bacchiglione è notevolmente calato, scorre nel suo alveo, riceve senza problemi le acque degli altri corsi, ed è quindi stato possibile “tappare” tutte le falle venutesi a creare sugli argini – spiega –. Il deflusso naturale viene attualmente agevolato anche attraverso il ricorso a impianti ausiliari che pompano 5.000 litri al secondo. Più di così davvero non si può fare». Nel week end le previsioni del tempo non lasciano però del tutto tranquilli. «Eventi atmosferici eccezionali come quello da cui si sta faticosamente ripartendo – aggiunge il presidente Nani – sono fortunatamente rari. Nel caso specifico oltre che per le grandi quantità di pioggia caduta in poche ore, la situazione è stata aggravata dallo scioglimento della neve a partire dalla quota molto elevata di 2.300-2400 metri. Ora come ora possiamo dire che il territorio nei prossimi giorni potrà “gestire” una pioggia normale».

foto Asterisco Informazioni

Allarme rientrato nella Bassa Padovana per quanto riguarda il fiume Bacchiglione. La piena è ormai transitata, le acque del fiume stesso scorrono nell’alveo e continuano lentamente a sfociare in mare. Lungo il Bacchiglione all’altezza, tra gli altri, dei comuni di Bovolenta, Pontelongo, Correzzola e Codevigo, i tecnici del Consorzio di bonifica “AdigEuganeo” stanno monitorando con particolare attenzione la stabilità degli argini falcidiati inevitabilmente dalle consistenti inflitrazioni d’acqua. In località Saletto, invece, nella mattinata di giovedì 4 novembre è stata finalmente tappata (per ora in maniera provvisoria ma ugualmente efficace) la falla del fiume Frassine che non riversa più le sue acque sui campi circostanti. Tuttavia l’attività di sgombero degli stessi è al momento sospesa per l’innalzamento dei livelli del fiume Fratta Gorzone, troppo alti per poter ricevere un ulteriore travaso.

foto Consorzio di tutela Vini Soave)

Nel Soave, sono circa 500 gli ettari di vigneto appartenenti alla denominazione (7000 ettari in totale) ad essere stati interessati dalla violenta alluvione, causando la tracimazione dei fiumi Alpone e Tramigna. Le zone più colpite si trovano nei comuni di Soave e di Monteforte d’Alpone, nella parte sud della doc. L’acqua e il fango hanno raggiunto anche l’altezza di 2 metri, arrivando in alcuni punti a coprire completamente i vigneti. Impossibile ad ora fare una stima precisa dei danni alla filiera vitivinicola, motore dell’economia locale. Fatta salva la vendemmia, conclusa già da giorni, si tratterà di valutare adesso quanto siano state compromesse le strutture produttive. Al momento infatti si registrano ingenti danni agli impianti elettrici e ai sistemi informatici delle aziende, difficilmente recuperabili. A questo si aggiungono i danni ai magazzini, alla perdita di materiale lì stivato, ai macchinari e annessi rustici delle aziende viticole che ospitano trattori e macchine operatrici, oltre ai danni alle botti in quelle cantine che risultano ancora sotto acqua. Nell’ambito dei 500 ettari ancora invasi da acqua e fango sarà inoltre necessario valutare i tempi e i costi del ripristino della viabilità rurale e delle reti per il deflusso delle acque, oltre ai costi per l’eventuale recupero delle altre strutture gravemente compromesse dall’evento.
In una situazione di tale emergenza il fattore umano ha fatto la differenza, mettendo in evidenza il ruolo strategico dei viticoltori della zona, quali figure che presidiano e tutelano il territorio. Sono stati molti i produttori e i viticoltori che si sono impegnati in prima persona e con i mezzi a loro disposizione – trattori, carri e rimorchi – nelle operazioni di sgombero e di salvataggio. A Soave e Monteforte d’Alpone si è creata una vera e propria rete di solidarietà che ha saputo dare un aiuto concreto nelle fasi di soccorso. Oltre al trasporto degli sfollati, molti viticoltori si sono impegnati nelle operazioni di pulizia trasportando terra e materiale di diverso tipo, curandosi di sistemare negli appostiti luoghi per lo smaltimento differenziato quanto di irrecuperabile.

(fonte Asterisco Informazioni)