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Contro lo spreco di cibo scende in campo la “fantascienza possibile”

Una confezione in grado di cambiare colore in presenza di contaminazioni: un sistema che, oltre a garantire la salute, servirà a diminuire gli sprechi avvisando quali prodotti consumare per primi. E ancora, circuiti elettronici ingeribili, e digeribili, contro lo spreco alimentare. L’ Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) lancia due progetti che i ricercatori del Centro di nanoscienze e tecnologia ipotizzano di poter concretizzare nel giro di qualche anno.

In prima fila c’è il nuovo studio sui cristalli fotonici: «elementi che negli ultimi tempi hanno suscitato grande interesse – spiega Giuseppe Paternò, coordinatore del progettoe che noi ora vorremmo utilizzare in grandi numeri per rilevare i batteri nei prodotti alimentari, soprattutto quelli a base di carne e uova». L’obiettivo è quello di arrivare ad una produzione su larga scala di questi cristalli fotonici che attualmente vengo utilizzati solo nel laboratori di ricerca. «Vogliamo – continua Paternò – fornire all’industria alimentare delle pellicole in grado di cambiare colore al primo attacco batterico, per esempio dell’Escherichia coli’. Sarebbe così possibile rimuovere tempestivamente la porzione di cibo che mostra segni di ammaloramento, scongiurando l’ampliamento della contaminazione».

Inchiostri organici. La riduzione dello spreco di cibo potrebbe venire anche dal progetto di cui è coordinatore Mario Carioni: realizzare circuiti elettronici non solo ingeribili (in medicina, dispositivi diagnostici da espellere a fine esame già esistono), ma anche assimilabili dall’apparato digerente. «Non si tratta di dar da mangiare circuiti elettronici – spiega Carioni – quanto piuttosto di giungere a sfruttare le proprietà elettroniche di ciò che già consideriamo cibo, come lo sono alcuni inchiostri organici, arricchendoli di altri materiali che possono diventarlo». Concretamente, dentro al cibo verrebbero inseriti dei sensori in grado di rilevare la decomposizione dell’alimento, realizzati su supporti cartacei del tutto simili a quelli dei tatuaggi per i bambini. Questi sensori comunicano poi all’esterno con un’etichetta intelligente o addirittura con il frigorifero o un’app del telefono. Ad alimentare l’impianto piccole celle fotovoltaiche in grado di sfruttare anche la luce artificiale.

Fonte: Garantitaly.it

Batterio killer, sicure le nostre produzioni di verdure e ortaggi, ma la psicosi può danneggiare il “made in Italy”

In merito ai casi di infezione da Escherichia Coli, la CIA-Confederazioni Italiana Agricoltori afferma che “le nostre produzioni di verdure e ortaggi sono sicure e sono facilmente identificabili dall’etichettatura d’origine che nell’ortofrutta è obbligatoria per legge. Finora in Italia non sono stati riscontrati casi di infezioni e i controlli sono rigorosi e funzionano. Per questo motivo vanno evitati ingiustificati allarmismi che, come è accaduto in altre vicende analoghe, hanno provocato pesanti conseguenze soprattutto per gli agricoltori”.

“Rischia di pagare il “made in Italy”, visto che la Germania ha praticamente messo al bando i prodotti orticoli freschi e le nostre esportazioni del settore ammontano a circa 500 milioni di euro.  E’, comunque, importante non abbassare la guardia – sottolinea CIA – e tenere, invece, molto alta l’attenzione, evitando -avverte la Cia- pericolose psicosi. Il pericolo, infatti, è che l’intero comparto orticolo subisca effetti deleteri sia da un calo dei consumi, generato da paure infondate, che da blocchi delle importazioni che già si stanno registrando in vari paesi del Nord Europa”.

Un consiglio sempre valido: controllare bene l’etichetta d’origine dei prodotti e seguire le normali precauzioni d’igiene. A tal proposito la Cia ricorda che gli agricoltori italiani lavorano con grande serietà e producono all’insegna della sicurezza alimentare. Oltretutto, le nostre produzioni di ortofrutta vengono sottoposte a capillari controlli e sulle tavole arrivano prodotti genuini, di qualità e sicuri. Da qui l’invito della Cia a fare al più presto chiarezza sull’intera vicenda. Il problema va affrontato dalle autorità competenti europee con la dovuta incisività per individuare in tempi rapidi la causa di questa infezione e per porre gli opportuni rimedi. La Cia, infine, ricorda alcuni consigli ai consumatori: prima di acquistare un prodotto controllare bene l’etichetta d’origine e poi seguire le normali precauzioni igieniche.

(fonte CIA)