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Etichettatura alimenti, sì alla semplificazione ma resta l’obbligo di indicare se ci sono Ogm

È stato corretto il Decreto Legge ‘Semplificazioni’ nella parte che eliminava dalla norma l’obbligo di scrivere in etichetta se un prodotto alimentare contiene Ogm.

Un emendamento ad hoc, a firma degli stessi relatori nelle Commissioni affari costituzionali e lavori pubblici del Senato, ha infatti specificato che le norme “sono fatte salve le prescrizioni previste dalla normativa europea relative agli obblighi di tracciabilità e di etichettatura dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati”. Con questa novità viene dunque chiarito che la normativa europea sugli Ogm in etichetta dovrà comunque essere rispettata.

Per quel che riguarda l’obbligo di indicazione del Paese d’origine, questo viene limitato ai casi in cui la sua omissione possa indurre in errore il consumatore in merito al Paese d’origine o al luogo di provenienza reali dell’alimento. Viene specificato che l’obbligo sussiste se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta, nel loro insieme, possono far pensare che l’alimento abbia un differente Paese d’origine o un luogo di provenienza diverso da quello reale. Per esser chiari: se l’etichetta è tricolore, sarà obbligatorio specificare che la materia prima utilizzata non è di produzione italiana.

Previsto uno studio per capire quanto gli elementi di un’etichetta possano condizionare i consumatori. L’emendamento del testo originario prevede ora anche la realizzazione “di appositi studi diretti ad individuare la presenza di un nesso comprovato tra talune qualità degli alimenti e la relativa provenienza nonché per valutare in quale misura sia percepita come significativa l’indicazione relativa al luogo di provenienza e quando la sua omissione sia riconosciuta ingannevole”. Vengono ora aggiornate anche le sanzioni previste in caso di violazione dell’obbligo rimandando a quelle previste dal regolamento Ue del 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Fonte: Garantitaly.it

Etichette, per un consumatore su due risultano difficili da leggere

Quando fanno la spesa, gli italiani selezionerebbero gli alimenti senza tralasciare le informazioni riportate sulle etichette apposte su ogni prodotto. E’ quanto sostiene la ricerca condotta da Ixè per Citterio, che ha analizzato le abitudini degli italiani quando scelgono con cosa riempire il carrello della spesa.

Quasi un consumatore su due lamenta che le etichette non sono facilmente leggibili. Dai risultati ottenuti è emerso che la maggior parte dei consumatori consulta sempre le etichette sul cibo prima di acquistare un prodotto piuttosto che un altro. L’Osservatorio Ixè, in base alle interviste effettuate, ha stimato che ben il 95% dei consumatori non dimentica di leggere l’etichetta. Il 43% lo fa per ogni tipo di alimento mente il 52% soltanto per alcuni prodotti. In ogni caso, circa il 45% dei consumatori ritiene che le informazioni non siano sempre riportate con chiarezza.

Cosa si guarda. L’informazione che interessa maggiormente chi consulta le etichette sul cibo è la data di scadenza. Ben il 75% degli intervistati non dimentica di farlo prima di inserire il prodotto nel carrello. Ma ci sono altri dati riportati che attirano l’attenzione dei consumatori. Il 61% è, ad esempio, interessato alla lista degli ingredienti. Più è chiara e breve e più il prodotto risulta apprezzato. Il 53%, invece, consulta l’etichetta anche per individuare l’origine delle materie prime impiegate nella produzione. Il 52%, inoltre, lo fa anche per accertarsi che il prodotto non contenga coloranti o conservanti. Mentre il 49% desidera conoscere le modalità di conservazione del prodotto. Il 36% infine si interessa del valore energetico e delle proprietà nutrizionali del prodotto. In particolare del contenuto di grassi saturi e di sodio (34%).

Fonte: Garanitaly.it

Mozzarelle dalla Polonia, cagliate Lituane, verdure dalla Svezia: i lunghi viaggi dei prodotti “irregolari” verso i distretti della tipicità italiana

Coldiretti_BrenneroArriva dal servizio stampa di Coldiretti Veneto un aggiornamento dell’ultima ora sull’azione di controllo intrapresa oggi dagli agricoltori di Coldiretti al valico del Brennero.

“Un camion di pancette con etichette illeggibili praticamente sequestrato, un tir polacco di mozzarelle tricolore, cagliate dalla Lituania, verdure dalla Svezia oppure già confezionate in IV gamma dall’Olanda, tutti prodotti spesso diretti nei distretti principali italiani di produzione tipica vanto del “Made in Italy”. Fermati anche carichi di scarpe e tessuti spacciati per italiani ma esteri e di manifattura scadente, ecco questa la cronaca degli uomini di Coldiretti che non hanno ancora finito il lavoro di controllo al valico del Brennero iniziato stamattina e che continuerà domani 8 settembre quando dal Veneto, di buonora, giungeranno le delegazioni di Rovigo, Padova, Treviso e Belluno che daranno il cambio a Venezia, Verona e Vicenza protagonisti oggi di fermi eclatanti svolti in collaborazione con le forze dell’ordine come i nuclei specializzati dei Carabinieri: Nac, Nas, la Guardia di Finanza e la Polizia dello Stato”. “Risuona l’eco della parola “vergogna” ripetuta più volte ad ogni apertura dei portelloni dove le autorità hanno scovato irregolarità di vario genere. “Lo abbiamo rivendicato più volte: etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti, solo così avremo le garanzie necessarie, ma soprattutto il rispetto del nostro impegno per tutelare il diritto dei consumatori a mangiare sano o per lo meno con con la consapevolezza di conoscere ciò che arriva in tavola e soprattutto da doveo”, commenta Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto.

 

 

L’Europa trova la strada dell’etichettatura

Le etichette poste sugli alimenti devono obbligatoriamente fornire le informazioni nutrizionali, secondo quanto ha stabilito il Parlamento nei giorni scorsi. I deputati hanno invece respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per l’indicazione dei valori di sali, grassi e zuccheri nel cibo mentre hanno chiesto l’estensione della menzione del paese d’origine a nuovi alimenti.

562 voti favorevoli.  l’Europarlamento ha dato il via libera in prima lettura alla relazione sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori. Soddisfatto il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro: “L’Aula di Strasburgo ha accolto gran parte delle richieste avanzate dal settore. Abbiamo scongiurato l’ipotesi d’indicare il valore energetico sulle etichette delle bevande alcoliche incluso il vino”. In tema di origine, sono state recepite le indicazioni della commissione Agricoltura e il testo approvato prevede l‘obbligo d’indicare in etichetta il luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati. L’applicazione di tale obbligo sui singoli prodotti sarà demandata ad atti delegati su cui il Parlamento potrà controllare l’esercizio delle competenze della Commissione attraverso il diritto di revoca o di obiezione.

L’atto ora al vaglio del Consiglio. “Abbiamo poi sventato numerosi tentativi di introdurre sistemi cromatici di etichettatura (Multiple traffic ligths) – continua De Castro – che avrebbero rischiato di indurre il consumatore in erronee interpretazioni. Un’ultima novità riguarda il tema delle marche commerciali previste dall’emendamento 100 che rende obbligatorio in etichetta il nome del produttore e garantisce una leva competitiva per le imprese di produzione”. Adesso, la palla passa al Consiglio che dovrà valutare se adottare l’atto così come modificato dal Parlamento ovvero se predisporre una “posizione comune” e dare avvio alla seconda lettura. “Comunque – conclude De Castro – l’Europa dimostra di sapersi muovere nella giusta direzione in tema di etichettatura dei prodotti agroalimentari”.

(Fonte: Paolo De Castro -Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo)