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Mozzarelle dalla Polonia, cagliate Lituane, verdure dalla Svezia: i lunghi viaggi dei prodotti “irregolari” verso i distretti della tipicità italiana

Coldiretti_BrenneroArriva dal servizio stampa di Coldiretti Veneto un aggiornamento dell’ultima ora sull’azione di controllo intrapresa oggi dagli agricoltori di Coldiretti al valico del Brennero.

“Un camion di pancette con etichette illeggibili praticamente sequestrato, un tir polacco di mozzarelle tricolore, cagliate dalla Lituania, verdure dalla Svezia oppure già confezionate in IV gamma dall’Olanda, tutti prodotti spesso diretti nei distretti principali italiani di produzione tipica vanto del “Made in Italy”. Fermati anche carichi di scarpe e tessuti spacciati per italiani ma esteri e di manifattura scadente, ecco questa la cronaca degli uomini di Coldiretti che non hanno ancora finito il lavoro di controllo al valico del Brennero iniziato stamattina e che continuerà domani 8 settembre quando dal Veneto, di buonora, giungeranno le delegazioni di Rovigo, Padova, Treviso e Belluno che daranno il cambio a Venezia, Verona e Vicenza protagonisti oggi di fermi eclatanti svolti in collaborazione con le forze dell’ordine come i nuclei specializzati dei Carabinieri: Nac, Nas, la Guardia di Finanza e la Polizia dello Stato”. “Risuona l’eco della parola “vergogna” ripetuta più volte ad ogni apertura dei portelloni dove le autorità hanno scovato irregolarità di vario genere. “Lo abbiamo rivendicato più volte: etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti, solo così avremo le garanzie necessarie, ma soprattutto il rispetto del nostro impegno per tutelare il diritto dei consumatori a mangiare sano o per lo meno con con la consapevolezza di conoscere ciò che arriva in tavola e soprattutto da doveo”, commenta Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto.

 

 

L’Italia in piazza per il vero Made in Italy

Sono 2215 i comuni che hanno adottato fino ad ora delle delibere per chiedere di sostenere e difendere il marchio Made in Italy e di vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero di imitazione, ai quali si aggiungono le delibere adottate da 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio  e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere. Lo ha reso noto l’alleanza per il Made in Italy promossa dalla Coldiretti, ieri in piazza Montecitorio a Roma, insieme alle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, a partire dai Sindaci con trecento gonfaloni.
Migliaia di manifestanti cappelli, bandiere e foular della Coldiretti issano cartelli “Con i soldi dello Stato si licenza in Italia e si assume in Romania”, con “l’Imu gli italiani finanziano il pecorino rumeno” ma anche “No agli Ogm che uccidono il Made in Italy” per esprimere della contrarietà della piazza le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera che sono ritenute in contrasto con l’opinione della maggioranza degli italiani e un danno per l’agroalimentare italiano.Per l’occasione la Caciotta e il Pecorino prodotti completamente in Romania da una società partecipata dello Stato italiano sono stati portati per la prima volta dal presidente della Coldiretti Sergio Marini in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini.
Falsi di Stato. Un esempio eclatante in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy che è il principale patrimonio del Paese ma è spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato. Il Pecorino e la Caciotta – spiega la Coldiretti – sono alcuni dei prodotti realizzati in Romania da Lactitalia Srl con latte rumeno ma commercializzati con nomi e immagini che evocano e sfruttano l’italianità. Lactitalia è una società partecipata dalla Simest, società per azioni controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
(Fonte: Coldiretti)