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Festa della donna, un pensiero alle “principesse” di Vo’ Euganeo (PD)

Alessandra ed Elisabetta

“Solidarietà e vicinanza alle imprenditrici di Coldiretti di Vo’ Euganeo, rinchiuse nelle loro aziende”. E’ il messaggio che Chiara Bortolas presidente di Donne Impresa Veneto invia alle colleghe costrette all’isolamento a causa del Coronavirus. Delle 277 aziende agricole sui Colli Euganei circa 90 sono Coldiretti. Si tratta per lo più di cantine con 600 ettari coltivati a vigneto, agriturismi, fattorie didattiche e qualche allevamento per un fatturato totale 30milioni di euro.

Luana

In questo comune gli abitanti vivono blindati, tra la paura del contagio e le regole da rispettare. Gli agricoltori lavorano in campagna: c’è da potare, curare gli animali, preparare il terreno, ma è indubbio che la battuta d’arresto per le attività collaterali di accoglienza, ospitalità, ristorazione e degustazione, segneranno inevitabilmente il bilancio aziendale. “Grazie ai social riceviamo notizie – commenta Chiara Bortolas – che ci permettiamo di condividere per non abbandonarle: sono le nostre principesse imprigionate nei loro castelli, le vogliamo considerare così, in questo periodo di forza maggiore”.

Marika

Forza donne di Vo’! Marika Zanuso, in facebook ha postato un dolce fatto in casa con i biscotti mentre il marito Sandro si occupa della vigna bio. Nel menù del loro agriturismo “San Nazario” c’è la proposta vegetariana perfettamente abbinata ai vini. Cinzia, Catia e Barbara con mamma Mirella sono le donne dell’agriturismo Bacco e Arianna. Ognuna ha un suo ruolo in azienda, l’importante è trovarsi intorno al focolare domestico con tutta la famiglia. Monica Toniolo ha lasciato l’agenzia viaggi per fare la cuoca contadina nell’agriturismo “Ai Colli”. E’ mamma di Maria Luce che non può andare a trovare la nonna Maria Grazia: c’è il cordone militare. Luana Carmignotto: è l’artista dell’agriturismo “L’Alveare”, una giovane food designer che prepara piatti buoni da mangiare e belli da vedere. Alessandra Martini e la sorella Elisabetta, una cucina e l’altra impiatta. Il duo vincente, la nuova generazione dell’agriturismo “La Roccia”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

8 marzo: “Vai al vivaio e piantala!”

Basilico, rosmarino, timo, lavanda, piante officinali o alberi da frutto, ma anche pomodori, peperoni e tutti i prodotti dell’orto. Piantare un seme, una piantina, un albero da frutto e impegnarsi nel lavoro di cura e nutrimento è, a parere dell’Associazione Donne in Campo della Cia-Confederazione italiana agricoltori, il miglior modo per celebrare l’8 marzo, il giorno della Festa della Donna.

Le imprenditrici agricole lanciano, quindi, un preciso invito agli italiani: “Vai al vivaio e piantala!”. Non è soltanto un “gesto verde”, puramente simbolico, ma un atto concreto per “dare la vita” e coltivare e far crescere un vegetale per promuovere armonia con la Terra e i suoi ecosistemi. I semi – ricorda Donne in Campo-Cia- sono il primo anello della catena alimentare e un dono di natura. Difenderli e curarli è, dunque, il compito di tutti. Le donne, comunque, sono particolarmente interessate alla cura della produzione alimentare per nutrire in maniera corretta e armonica e a proteggere la biodiversità, la coltivazione e il consumo locale di cibo.

Imprese agricole in rosa in Italia, oltre cinquecentomila. In Italia -sottolinea l’Associazione delle imprenditrici agricole della Cia – sono, secondo i dati dell’ultimo Censimento Istat, 538 mila le aziende agricole condotte da donne. In 10 anni -dal 2000 al 2010- si è registrato un aumento dal 30 al 33 per cento delle aziende “rosa” sul totale dell’imprenditoria agricola e questo nonostante la crisi del settore. Le imprese agricole al femminile sono, pertanto, aziende di successo! “L’Associazione Donne in Campo – ha affermato la presidente Mara Longhin– è impegnata su molti fronti per difendere e valorizzare l’agricoltura italiana e in particolare il ruolo delle donne, protagoniste sempre più importanti del mondo agricolo e rurale. Esse rappresentano un anello particolarmente resistente del tessuto economico del Paese”. Insomma, “un piccolo esercito” di imprenditrici, il cui simbolo è la spiga e il papavero (che si trova affisso anche in azienda). Imprenditrici determinate e orgogliose del proprio ruolo. Donne che vogliono far sentire la loro voce, e non certo in modo rituale, anche in occasione dell’8 marzo.

(Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori)