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La Commissione europea sostiene gli agricoltori dell’UE attraverso i fondi per lo sviluppo rurale e intensifica il monitoraggio dei mercati agricoli

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La Commissione europea ha presentato lo scorso 20 maggio una misura eccezionale finanziata dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) per consentire agli Stati membri di versare una somma forfettaria una tantum agli agricoltori e alle imprese agroalimentari colpite da aumenti significativi dei costi dei fattori di produzione. La misura fa seguito al pacchetto di sostegno da 500 milioni di euro per gli agricoltori dell’UE adottato il 23 marzo scorso nel quadro della comunicazione “Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari”.

Una volta adottata dai legislatori, la misura consentirà agli Stati membri di decidere di destinare i fondi disponibili fino al limite del 5% del loro bilancio FEASR per il periodo 2021-2022 al sostegno diretto al reddito degli agricoltori e delle piccole e medie imprese attivi nella trasformazione, nella commercializzazione o nello sviluppo dei prodotti agricoli. Gli Stati membri sono tenuti a destinare questo sostegno ai beneficiari maggiormente colpiti dalla crisi attuale e impegnati nell’economia circolare, nella gestione dei nutrienti, nell’uso efficiente delle risorse o nei metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e del clima.

La Commissione sta inoltre intensificando il monitoraggio dei principali mercati agricoli colpiti dall’invasione russa dell’Ucraina. Gli Stati membri dovranno comunicare alla Commissione il loro livello mensile di scorte di cereali, semi oleosi, riso e sementi certificate di tali prodotti detenute da produttori, grossisti e operatori pertinenti. La Commissione ha inoltre presentato un quadro interattivo che fornisce statistiche aggiornate e dettagliate su prezzi, produzione e commercio di frumento da farina, granturco, orzo, colza, olio di girasole e semi di soia a livello dell’UE e mondiale. Questo fornisce agli operatori di mercato un quadro tempestivo e accurato della disponibilità di prodotti essenziali per alimenti e mangimi.

Fonte: Commissione europea rappresentanza in Italia

Spese agricole irregolari: Italia deve restituire ca.39 mln

Ammonta a quasi 39 milioni di euro il totale dei rimborsi sui fondi UE ricevuti a titolo della politica agricola e spesi indebitamente che l’Italia deve restituire in base a una decisione appena adottata dalla Commissione europea. Il nostro Paese non è il primo della lista: in tutto, infatti, gli Stati UE dovranno restituire 578,5 milioni di euro, con la Grecia che batte tutti “accaparrandosi” oltre metà dei ritorni da effettuare verso il bilancio comunitario, in seguito all’accertamento di violazioni delle norme sulla spesa agricola e di inadempienze nelle procedure di controllo applicate dagli Stati membri.

Il motivo? Carenze nei controlli e scorretta applicazione di sanzioni. Se infatti gli Stati dell’UE sono responsabili del pagamento e della verifica delle spese della politica agricola comune (PAC), spetta alla Commissione controllare che essi abbiano fatto un uso corretto dei fondi. Commentando la decisione, il commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Dacian Cioloș ha dichiarato: “Ci stiamo adoperando per controllare attentamente la spesa agricola e garantire che il denaro del contribuente sia speso bene”. Sono tre le voci che riguardano l’Italia, nelle quali è suddiviso il totale di 39 milioni. La più importante tocca 22 milioni e 800 mila euro di restituzione per carenze nei controlli sugli aiuti per superficie: identificazione dei terreni, informazioni geografiche, applicazione non corretta di riduzioni ed esclusioni, controlli nel settore della frutta a guscio. Le irregolarità risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2007. Seconda voce: le carenze nella gestione dei debitori per l’esercizio 2009: oltre 14 milioni di “multa”. Infine, 1 milione e 700.000 euro di rimborsi nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, per la scorretta applicazione di sanzioni sul tenore di latte in polvere negli alimenti per animali nel periodo 2003-2005.

Gli altri Stati toccati da questa decisione sono Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia. Oltre alla Grecia le sanzioni più significative riguardano Romania, Portogallo, Olanda e Bulgaria. A livello di filiera, o se si vuole di tipologia d’intervento, ben oltre metà dei ritorni al livello UE riguardano gli aiuti per superficie, ovvero le irregolarità nelle dichiarazioni dei Paesi sulle dimensioni dei terreni accessibili agli aiuti. Al secondo posto i premi per animali, con ritorni che superano i 50 milioni di euro, soglia superata anche dai prodotti ortofrutticoli. Seguono poi le misure di sostegno allo sviluppo rurale, e poi l’audit finanziario, la fecola di patate, e il tabacco sopra i 10 milioni, mentre le altre irregolarità settoriali non arrivano a questa soglia.

(fonte Asterisco Informazioni)