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Fotovoltaico: lo stop del Veneto diventa questione nazionale

“Siamo tranquilli e l’eventuale intervento della Corte Costituzionale sulla vicenda del ‘pannello selvaggio’ in pianura padana non ci preoccupa” – lo afferma Coldiretti Veneto nell’apprendere che il Governo centrale potrebbe sollevare obiezioni davanti ai supremi giudici sulla moratoria che la Regione Veneto ha concesso con la legge finanziaria 2011 in tema di realizzazione di impianti da fonti rinnovabili.

L’associazione che aveva denunciato il problema già nel 2008 avviando una serie di ricorsi per tutelare la superficie agricola dall’invasione dei moduli solari, ribadisce l’opportunità della norma adottata dal Consiglio Veneto frutto di un’assenza di un piano regionale sulle bioenergie. “Questa diatriba legale – sottolinea Coldiretti – evidenzia ancora una volta come sia indispensabile disciplinare in modo organico tutta la materia anche alla luce dei recenti provvedimenti nazionali”.

(fonte Coldiretti Veneto)

 


Fonti rinnovabili: Coldiretti Veneto chiede un piano energetico regionale

“E’ ineludibile il governo del comparto delle energie rinnovabili – lo chiede Giorgio Piazza Presidente di Coldiretti Veneto che interviene nel dibattito della diffusione selvaggia del fotovoltaico su suolo agricolo. La precisazione avviene anche in relazione della moratoria al rilascio di nuove autorizzazioni contenuta nel manovra finanziaria regionale da poco approvata.

Necessario un piano energetico regionale chiaro. “Per garantire, da un lato, la necessità di progredire nella produzione da queste fonti secondo disposizioni europee e dall’altro per salvaguardare le produzioni agricole, il paesaggio, le tradizioni locali, come peraltro stabilito dalle norme nazionali è necessario un piano energetico regionale chiaro – afferma Piazza che ricorda che su questa partita, tutti, a partire dagli enti locali, possono contribuire nella consapevolezza che le giuste iniziative vanno attuate, mentre, le pure speculazioni di qualche multinazionale che ha “fiutato” l’affare, vanno assolutamente respinte. “Non si tratta quindi di essere o meno a favore delle energie pulite – continua Piazza –  ma di assumere responsabilmente il ruolo di amministratori del bene pubblico che hanno a cuore le reali esigenze del territorio”.

“Proprio perché non sono bastati i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato a fermare la “semina” di pannelli in Pianura Padana – conclude Piazzachiediamo che il legislatore regionale intervenga per porre rimedio alla conquista di campi agricoli da parte di grandi soggetti economici che nulla hanno a che fare con l’agricoltura”.

(fonte Coldiretti Veneto)