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Sicurezza alimentare, riscontrati in Nord Europa casi di epatite A presumibilmente legati al consumo di frutti di bosco congelati

frutti di boscoLungi dal voler scatenare nei nostri lettori paure incontrollate nei confronti dell’uso di un alimento, in questo caso, i frutti di bosco congelati, segnaliamo per dovere d’informazione che il Ministero della Salute ha lanciato un’allerta sui casi di epatite A riscontrati in Italia, in deciso aumento rispetto agli anni precedenti. In particolare, su 16 regioni che hanno trasmesso dati aggiornati al 20 maggio 2013, risulta un incremento delle notifiche di epatite A pari al 70% nel periodo marzo-maggio 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012. L’aumento del numero di nuovi casi è registrato nella maggior parte nelle regioni del centro-nord Italia (Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Veneto) e in una regione del sud Italia (Puglia).

Maggiore sorveglianza e indagini sino al 31 luglio 2013. Alla luce di tale incremento dei casi in Italia (i primi di maggio sono stati segnalati casi di epatite A in turisti stranieri che avevano soggiornato in Nord Italia) e delle due epidemie di epatite A che stanno coinvolgendo dei Paesi Nord europei (un gruppo di epatite A presumibilmente legato al consumo di frutti di bosco congelati di importazione extra-europea ed un gruppo di epatite A riscontrata in turisti di rientro dall’Egitto), il Ministero della Salute ha provveduto al rafforzamento di sorveglianza e delle indagini sul territorio italiano fino al 31 luglio prossimo.

Epatite A, malattia che non cronicizza e da cui si guarisce. L’epatite A è causata dal virus HAV. Fattori di rischio per infezioni da HAV sono il consumo di frutti di mare (cozze, vongole) che filtrano acqua con residui fecali contenenti il virus, bere acqua contaminata o effettuare viaggi in aree dove l’epatite A è endemica (consigliabile sempre la vaccinazione). L’HAV si trasmette quasi esclusivamente per via oro-fecale. I sintomi sono costituiti principalmente da perdita di appetito, astenia, nausea, vomito, dolore addominale e febbre nella fase pre-itterica e urine scure, feci chiare, comparsa di ittero e prurito nella fase itterica. L’epatite A non cronicizza mai. Le misure di prevenzione consistono nel lavaggio delle mani, nell’eliminazione dei liquidi e del cibo contaminato. L’acqua contaminata può essere purificata mediante clorazione, essendo HAV sensibile al cloro o per bollitura a temperature superiori ai 60 °C che denaturano il virus. I pazienti senza altre malattie concomitanti che si ammalano di epatite A guariscono generalmente tutti e la mortalità per epatite A è in genere dello 0,1% o comunque inferiore allo 0,5%, ma aumenta in soggetti anziani o debilitati.

(Fonte: Ministero della Salute/Agi.it)