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Ortodidattico di Lusia (RO), fra verdure “biodiversity friend” spuntano il ristorante e la scuola di cucina vegetariani

Vista laghetto Ortodidattico(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV). “Lusia è uno dei maggiori centri di produzione in Italia di insalate e prodotti orticoli, dovrebbe essere da tempo una “capitale dei vegetariani”, forse per diventarlo davvero dovrebbe fare più gioco di squadra”. A dirlo, davanti a una folta platea di autorità, operatori della stampa e del settore agricolo nonché di appassionati del verde, è stato lo scorso 24 maggio il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, in occasione della presentazione ufficiale dell’Ortodidattico Il profumo della freschezza di Lusia (Ro) innovativo progetto agricolo sorto su iniziativa di due lusiani Doc, Renato e Francesco Maggiolo.

Fabrizio Stelluto

Fabrizio Stelluto

Sara Furini e Renato Maggiolo

Sara Avanzi

Luca Prando sindaco Lusia

Luca Prando e Renato Maggiolo

Direttore Cia Rovigo

Paolo Franceschetti

Il Consorzio di Sviluppo del Polesine partner di un progetto volto a innovare l’agricoltura europea. La provocazione è stata raccolta con senso di autocritica ma anche di orgoglio per le cose fatte nel territorio da Paolo Franceschetti, direttore Cia Rovigo e dal sindaco di Lusia, Luca Prando, che ha annunciato una prossima azione di promozione dei prodotti agricoli lusiani realizzata di concerto con la CCIAA di Rovigo. Sara Avanzi del Consvipo, ente organizzatore dell’evento, ha ricordato come l’Ortodidattico, caratterizzato da un forte carattere innovativo, rientri di diritto nel progetto di iniziativa comunitaria APP4INNO, che coinvolge 10 Paesi, 16 Partner, tra cui il Consorzio per lo Sviluppo del Polesine e più di 40 esperti, nel comune obiettivo di innovare l’agricoltura europea.

 

 

Giovanni Vianello

Giovanni Vianello

Lusia, cuore agricolo del Polesine “Biodiversity Friend”. Presenti all’incontro anche Giovanni Vianello, presidente di Bancadria che, in quanto istituto di credito “concede finanziamenti a tassi vantaggiosi alle aziende che fanno propria la cultura e la tutela dell’ambiente ” e

Gianfranco Caoduro

Gianfranco Caoduro

Gianfranco Caoduro, presidente onorario di World Biodiversity Association (WBA), associazione no profit fondata nel 2004 da un gruppo di naturalisti al Museo Civico di Storia Naturale di Verona con l’obiettivo di censire la biodiversità in Italia e nel mondo nonchè di tutelarla attraverso azioni di educazione e formazione. Caoduro ha parlato dell’azione condotta con la Regione Veneto di controllo della qualità dell’ortofrutta e della biodiversità del territorio regionale, attraverso l’applicazione del disciplinare “Biodiversity Friend”, la prima e unica certificazione in Italia in grado di valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura e ha ricordato come la la prima azienda in Europa ad essere certificata “Biodiversity Friend” sia proprio a Lusia, l’azienda agricola Bagari di Luca Callegaro.

In giro per OrtodidatticoNell’orto, la”barchessa delle (verdi) meraviglie”. Piacevolmente stupito dalle continue e numerose novità intraprese da Maggiolo per rendere l’Ortodidattico di interesse per i consumatori e i visitatori (qui potete leggerne le caratteristiche), Caoduro ha annunciato che la struttura sarà presto dichiarata azienda pilota “Biodiveristy Friend”. Quali siano le novità in serbo all’Ortodidattico le ha illustrate Renato Maggiolo: “Grazie a fondi Gal, entro il prossimo autunno dovremmo riuscire a realizzare la ristrutturazione della piccola barchessa del 1870 presente nell’azienda agricola e al cui interno troverà spazio una scuola di cucina e un ristorante vegetariani”. “Inoltre, dall’estate 2015 – ha continuato Maggiolo – daremo il via alle settimane verdi estive rivolte a studenti, che potranno imparare a conoscere le verdure, raccoglierle e cucinarle per poi, magari, insegnare qualcosa di nuovo in fatto di orticoltura ai loro genitori”. “La coltivazione senza uso di nessuna sostanza chimica ma solo con il rispetto della Terra e della Natura è possibile – ha concluso Maggiolo – ed il buffet finale, un susseguirsi di deliziosi manicaretti e bevande preparati da Enrico Rizzato, chef patron della Trattoria al Ponte di Lusia, ha dimostrato che è possibile fare una gustosissima cena utilizzando solo verdure”.

Biodiversità, cresce l’interesse del mondo ortofrutticolo

Biodiversità, un valore aggiunto per frutta e verdura. Nei suoi confronti sta crescendo l’attenzione del mondo agricolo e in particolare dell’orticoltura. Quando essa è praticata secondo standard certificati e quindi è riconosciuta, rappresenta una garanzia per i produttori e per i consumatori, sempre più attenti a cibi genuini, maturati in un ambiente sano.
Esperienze, progetti e impegni sono stati esaminati nella assemblea 2012 della WBA (World Biodiversity Association), associazione con sede a Verona, presieduta da Gianfranco Caoduro. Si è ragionato, in particolare, sugli standard che devono essere rispettati da un’azienda agricola o da un territorio per ottenere il certificato di biodiversità. Ci sono esperienze in atto che stanno confermando la validità dei criteri indicati dalla WBA, che si caratterizzano per scientificità, essenzialità, praticabilità ed efficacia. Comparati ad altri “disciplinari” molto più complessi e impegnativi sotto tutti i profili, essi portano agli stessi risultati e si dimostrano altrettanto funzionali ed efficaci. Lo confermano le esperienze fatte nel Polesine e gli sviluppi che sono seguiti in altre realtà orticole e in altri settori agricoli, compreso il vitivinicolo.
Misurare il “tasso di biodivesità”. La questione è, rileva Francesco Arrigoni, vicedirettore di OPO Veneto, associazione di produttori, partner di WBA, arrivare a indicatori “scientifici”che, in maniera oggettiva e con criteri pratici e semplici, diano l’indice di inquinamento o di sanità di un terreno e quindi consentano o meno la certificazione di biodiversità. WBA ha in programma la pubblicazione di un manuale che aiuti l’ortofrutticoltore e l’agricoltore in generale a misurare il “tasso di biodiversità” dell’azienda e dell’ambiente in cui essa è inserita. Commenta Gianfranco Caoduro: “Dovrà essere una pubblicazione snella, scritta con un linguaggio capibile da tutti perché possa essere veramente utile e funzionale”.
In atto il progetto Sos, scuola orientata alla sostenibilità. “E’ oggi interesse sia dei consumatori che dei produttori percorrere la strada della biodiversità.Per i consumatori è soddisfatta l’esigenza di mangiare cibi sani e genuini; i coltivatori della terra possono offrire prodotti di qualità garantita con il valore aggiunto di aver operato nel rispetto della biodiversità. Ci sono poi altre considerazioni da fare, che si riferiscono alla responsabilità sociale legata ai prodotti alimentari”. Sta intanto procedendo nelle scuole il “Progetto Sos, scuola orientata alla sostenibilità”, che si propone di coinvolgere studenti, famiglie e operatori sociali in azioni di responsabilità ambientale, finalizzate a sostenere iniziative dirette alla conservazione delle risorse naturali e della biodiversità.