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UE: è italiano il millesimo prodotto alimentare di qualità

Piacentinu Ennese

È il «Piacentinu Ennese», un pecorino siciliano la millesima denominazione registrata secondo il regime di qualità dei prodotti agricoli e alimentari dell’Unione europea.

Fin dalla loro istituzione, che risale al 1992, i regimi dell’UE hanno consentito di registrare prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti non solo dai paesi di tutta l’UE, ma anche da al di fuori del suo territorio. Durante gli scorsi anni si è verificata un’impennata delle domande di registrazione in seguito agli allargamenti dell’UE e al crescente interesse manifestato dai produttori di paesi terzi, fra cui l’India, la Cina, la Tailandia e il Vietnam. L’Italia è di gran lunga il Paese con il maggior numero di prodotti di qualità riconosciuti e tutelati dall’Unione.

Il commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Ciolos ha dichiarato che: “la registrazione della millesima denominazione di qualità costituisce una tappa fondamentale nella storia dei regimi di qualità. Queste norme rappresentano l’elemento cardine del Pacchetto “qualità” della Commissione attualmente in discussione, che intende rafforzare i regimi delle DOP e delle IGP e conferire nuovo slancio al regime delle STG esaltando il ruolo e le responsabilità delle associazioni di produttori.”

I registri di qualità relativi ai prodotti agricoli ed alimentari includono: 505 Denominazioni di origine protette (DOP), cioè nomi di prodotti le cui caratteristiche vanno attribuite esclusivamente od essenzialmente al luogo di produzione ed al sapere dei produttori locali. I prodotti agricoli e alimentari devono essere stati prodotti, elaborati e preparati in una determinata zona geografica e secondo metodi riconosciuti. 465 Indicazioni geografiche protette (IGP): prodotti agricoli ed alimentari la cui notorietà o le cui caratteristiche sono strettamente connesse alla produzione nella zona geografica delimitata. Almeno una delle fasi della produzione, dell’elaborazione o della preparazione deve avere luogo in tale zona. 30 Specialità tradizionali garantite (STG): nomi di prodotti che ne garantiscono il carattere tradizionale, o a livello della composizione o dal punto di vista del metodo di lavorazione. I prodotti tutelati dal marchio STG non sono legati ad una zona geografica particolare ma debbono essere prodotti conformemente ad uno specifico disciplinare. La Commissione gestisce altresì due registri delle indicazioni geografiche dei vini e delle bevande spiritose.

Il Piacentinu Ennese DOP è un formaggio elaborato a partire da latte ovino crudo con l’aggiunta di zafferano (Crocus Sativus, anch’esso proveniente da Enna) nonché di pepe e di sale. Le pecore pascolano in collina (tra i 400 e gli 800 metri) e la loro alimentazione è integrata con foraggi, fieno, paglia e stoppie di grano. Il formaggio deve la sua specificità all’uso dello zafferano, ai pascoli e alla maestria dei produttori locali.

(fonte Asterisco Informazioni)

I “ricciarelli di Siena” diventano Igp, la “patata di Bologna” Dop. A breve, Igp anche il “Marrone della Valle di Susa”

La Commissione Europea ha iscritto nel registro delle DOP e IGP i “Ricciarelli di Siena” e la “Patata di Bologna”. A breve,  anche il Marrone della Valle di Susa verrà inserito nell’elenco delle indicazioni geografiche tutelate.

Patata di Bologna Dop. Questo tubero presenta tradizionalmente un contenuto medio di sostanza secca e una buona consistenza della polpa, elementi che la rendono particolarmente adatta ad essere utilizzata in molteplici modi in cucina. Il gusto tipico ma non troppo pronunciato e la sua buona conservabilità ne fanno ancora oggi il riferimento ottimale per il mercato. La DOP si lega da sempre alla zona di produzione, come confermano le peculiarità qualitative della Patata di Bologna (odore, gusto, intensità del colore della polpa e della buccia), determinate, oltre che dalla genetica, anche dall’ambiente di coltivazione (suolo, clima, tecnica colturale, tipologia di conservazione) tipico della provincia di Bologna.

Ricciarelli di Siena IGP. Nati come dolci tipici delle ricorrenze natalizie, i Ricciarelli di Siena hanno esteso il loro consumo anche agli altri mesi dell’anno, soprattutto per effetto della forte affluenza nel territorio di visitatori e turisti di ogni parte del mondo. Fin dall’antichità Siena si è caratterizzata per una forte presenza dell’artigianato dolciario, retaggio del ruolo importante svolto nei secoli dalle locali spezierie che, sorte nel Medioevo, sono state le depositarie della produzione tipica del territorio.

Marrone della valle di Susa, presto Igp. È stata inoltre pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la domanda di riconoscimento come IGP del “Marrone della Valle di Susa”. È dunque iniziata la procedura comunitaria che prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati Membri di presentare domanda di opposizione alla richiesta di IGP. Trascorso questo periodo il Marrone della Valle di Susa verrà iscritto nel registro ufficiale europeo delle DOP e IGP. Il Marrone della Valle di Susa si caratterizza per il colore e la croccantezza della polpa, per il sapore dolce e profumato e per la pezzatura medio grossa: elementi che hanno reso il Marrone della Valle di Susa molto apprezzato sul mercato interno ed estero. Fin dal 1200 si hanno notizie della coltivazione dei castagneti da frutto. Merita di essere ricordato il «Castagneretum di Templeris», situato tra i comuni di Villarfocchiardo e San Giorio di Susa, appartenente all’ordine dei Templari, ove ancora oggi vi sono le più antiche ceppaie.

(fonte: Ministero delle politiche agricole)