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Imu agricola, Manzato: “Nessuna sanzione per errori nella determinazione delll’importo”.

Anche se è scaduto il 18 giugno scorso il termine per il versamento dell’acconto Imu 2012, l’imposta sulla casa che da quest’anno sostituisce la vecchia Ici, è ancora possibile pagarla pur con l’applicazione di alcune sanzioni pecuniarie. Ma in caso di eventuali errori nella determinazione dell’importo dovuto a titolo di prima rata, e purché l’importo errato sia stato versato entro il 18 giugno, non saranno applicate sanzioni e nemmeno interessi qualora l’errore sia sanato entro la scadenza del 17 dicembre. Lo ricorda l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato, con particolare riferimento agli immobili agricoli per i quali dovessero essersi verificate difficoltà a stabilire gli importi dovuti.Al momento del saldo Imu per il 2012, in scadenza il 17 dicembre 2012, la seconda rata potrà essere versata per l’intero anno, con conguaglio sulla prima rata.

(Fonte: Regione Veneto)

Passa la risoluzione IMU in Consiglio regionale, il Veneto pioniere

Il Consiglio regionale, votando ieri all’unanimità la risoluzione IMU proposta dal Veneto in sede di conferenza con tutte le altre  regioni d’Italia, restituisce la speranza al settore agricolo, privato senza preavviso del regime di fiscalità speciale fino ad ora riconosciuto alle aziende agricole per la loro funzione di salvaguardia del territorio e della sicurezza alimentare.

Accolte le istanze degli agricoltori. Il governo ha di fatto paragonato gli strumenti di lavoro (terreni, annessi rustici e fabbricati rurali) a beni di lusso tassandoli come tali – spiega Coldiretti Veneto che, ricordando il lavoro di concertazione svolto tra le associazioni di categoria e i rappresentanti dei comuni seduti allo stesso tavolo, ha prodotto un documento attraverso il quale si inoltrano al Governo tre decisive istanze: riduzione drastica della patrimoniale, la revisione del meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori e l’immediata apertura di un tavolo Governo-Regioni con il fine di individuare alternative all’applicazione dell’imposta.

Veneto pioniere. “Applicare la riduzione dell’aliquota fino al 50% – sottolinea Coldiretti Veneto, che auspica un’ approvazione a cascata lungo tutta la Penisola – è  una soluzione praticabile e legale che non comprometterà le casse delle amministrazioni anzi, sarà una vera e propria sperimentazione di federalismo fiscale che riserverà entrate in bilancio”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)