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Per la multifunzionalità in agricoltura i fondi ci sono, ne parla L’Informatore Agrario ad Agrilevante 2011

Crisi dell’agricoltura tradizionale? La multifunzionalità, cioè la scelta di svolgere un’attività aggiuntiva rispetto a quella tradizionale di coltivazione e allevamento, costituisce una tendenza in crescita in Italia, incentivata anche da regimi di aiuto compresi nei Programmi di Sviluppo Rurale. Se ne parlerà nei workshop per migliorare la competitività aziendale organizzato da L’Informatore Agrario con Unacoma ad Agrilevante a Bari il 13 e il 15 ottobre alle 14.30 e giovedì 14 ottobre alle 11.30.

In base a dati Inea oggi le aziende multifunzionali rappresentano il 10,3% del totale, occupano il 17,7% della forza lavoro agricola, detengono il 25,4% della produzione agricola nazionale e il 23,8% del valore aggiunto del settore” spiega Ermanno Comegna, esperto de L’Informatore Agrario. Il Sud Italia gioca la parte del leone: ben il 41% delle imprese è localizzato nel Meridione, ma le prospettive di crescita riguardano l’intero Paese: “Il turismo rurale, la vendita diretta in azienda, l’agricoltura sociale, l’artigianato, ad esempio, rappresentano oggi strategie competitive sempre più sposate dai nostri imprenditori per rispondere a una concorrenza agguerrita a livello globale” commenta Nicola Castellani, caposervizio de L’Informatore Agrario.

Mutifunzionalità scelta dal 25% dei giovani agricoltori. Un trend confermato da Donato Fanelli, vicepresidente del Gal del Sudest barese che interverrà sabato 15 ottobre al workshop ad Agrilevante: “La Puglia ha investito molto sulla diversificazione e dispone di numerose risorse finanziarie, la multifunzionalità viene oggi scelta nel 25% dei casi da giovani, che spesso si dedicano alla masseria dei progenitori”. Lo testimonia anche Domenico Pinto, 45 anni, con un’azienda agricola produttrice di uva che nel 2012 aprirà al pubblico una villa settecentesca ristrutturata e avviata ad agriturismo e vendita diretta: “Molte produzioni da sole sono diventate antieconomiche, occorre impegno e coraggio perché cambiare stile è costoso ma di fronte ai prezzi sempre più ridotti che ci impone la Grande Distribuzione la nostra leva per garantirci valore aggiunto è puntare sul territorio, sull’integrazione turismo rurale-prodotti tipici”.

Per avviare nuove attività servono però finanziamenti che, secondo Comegna, possono essere reperiti attingendo ai regimi di aiuto messi a disposizione dai Programmi di Sviluppo Rurale di ogni regione. Per gli interventi di consulenza e assistenza tecnica alle aziende agricole, ad esempio, nel periodo 2007-2013 si parla complessivamente di 231 milioni di euro. La Puglia, con 35 milioni di euro, è la regione più generosa, seguita dalla Campania con 25. INFOFin@gri rappresenta la prima banca dati in Italia che offre in tempo reale tutte le opportunità di finanziamento e di credito per le aziende agricole e del settore agroalimentare.  Un servizio web per gli abbonati de L’Informatore Agrario e che con pochi click visualizza i bandi aperti per attività produttiva, per area geografica, per destinatari, ecc. in pratiche schede focalizzando l’attenzione sugli aspetti cruciali per lo sviluppo della propria impresa.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)