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Ripristinare le vie dei pascoli, la bellunese Chiara Bortolas, neo presidente di Donne Impresa Coldiretti Veneto, pronta a presentare in Regione la proposta di legge

da sinistra, Valentina Galesso, Chiara Bortolas e Chiara Reccrhia

Le imprenditrici agricole di Coldiretti Veneto hanno la loro presidente: è la bellunese Chiara Bortolas, biologa molecolare e orticoltrice d’alta montagna. Per cinque anni sarà alla guida del 30% della base sociale di Coldiretti, ovvero quella parte rosa che conta circa 24mila imprese tra le più creative dell’associazione professionale.

Il direttivo regionale. All’assemblea di Donne Impresa, convocata lo scorso 2 luglio a Padova, sono state nominate anche le due vice, la rappresentate provinciale veronese Chiara Recchia e la rappresentante provinciale padovana Valentina Galesso. Il coordinamento regionale sarà composto anche dalle rappresentanti provinciali di Venezia, Raffaella Veronese, Treviso, Katy Mastorci, Vicenza, Michela Menti e Rovigo, Cecilia Barison. Il gruppo è stato definito da Franca Castellani, delegata uscente: “Uno spaccato imprenditoriale di tutto rispetto per il valore aggiunto apportato in termini di fantasia aziendale, ruolo sindacale e servizi alla comunità. Dall’agriturismo alle fattorie didattiche e sociali, dalla coltivazione dei fiori all’allevamento, dal settore della pesca alla pastorizia, dal vino al commercio di prossimità le agricoltrici si distinguono per progettualità, impegno e capacità di bilanci”.

La neo responsabile regionale ha lanciato la prima sfida tutta legislativa. “Per continuare sulla strada dell’incisività e onorare la presenza di nuovi profili che stanno animando le fila del nostro movimento – ha spiegato Chiara Bortolas – ci faremo promotrici di una iniziativa di legge che ripristini “le vie dei pascoli”. In riferimento alla richiesta di riconoscimento Unesco della transumanza come patrimonio immateriale, a cui il Veneto non si sottrae, per rispondere ad una presenza maggiore di nuove figure femminili che scelgono questa attività con la consapevolezza della fatica, ma sicure del profondo significato di valorizzazione del rapporto animale-uomo e territorio. Ci faremo carico di sostenerle dai monti fino a valle affinché abbiano le condizioni appropriate per procedere su corridoi verdi con l’accoglienza delle genti e delle amministrazioni pubbliche”.

Una tradizione da tutelare ed in grado di sviluppare il turismo. Consenso in particolare per l’operazione è stato dimostrato dalla coordinatrice confederale Silvia Bosco che, ricordando il grande sostegno alla produzione di un documentario sulla vita delle ragazze che allevano e conducono ai pascoli mandrie e greggi in tutta Italia, ha riconosciuto il valore concreto della proposta che in parallelo sviluppa interessi turistici e tutela una tradizione destinata diversamente all’oblio.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto