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Ogm, il ministro dell’Ambiente Galletti: “Favorevoli a riapertura discussione anche per garantire a Stati possibilità di divieto”

ogm“Il tema Ogm è delicato e controverso: per questo motivo è necessario un quadro legislativo chiaro che soddisfi pienamente l’Italia e tutti gli Stati membri dell’Unione Europea“, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in questi giorni a Bruxelles. “Siamo dunque favorevoli alla riapertura della discussione – ha aggiunto Galletti – che permetta di trovare un equilibrio tra il mantenimento del sistema di autorizzazione UE, basato su valutazione scientifica di rischi sanitari e ambientali e l’esigenza di garantire agli Stati la possibilità di vietare la coltivazione di OGM alla luce delle specifiche caratteristiche sul territorio”.

Galletti

Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente

Il neo-ministro. Gian Luca Galletti dal 22 Febbraio 2014 è Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nel Governo Renzi. Nato a Bologna nel 1961, sposato e padre di 4 figli, è laureato in Scienze Economiche e Commerciali, Dottore Commercialista. Revisore Ufficiale dei Conti. Esercita la libera professione di Commercialista in Bologna dal 1989, svolgendo prevalentemente consulenza fiscale, civilistica e societaria per primarie società ed istituti di credito. Consigliere comunale al Comune di Bologna dal 1990 al 2009, è stato Assessore al Bilancio, Programmazione Economica, Entrate e Patrimonio, Assetti Societari e Privatizzazioni dal luglio 1999 al giugno del 2004. Dal 2003 al 2005 è stato componente dell’Alta Commissione di Studio, organo ministeriale per la Riforma della Finanza Pubblica.Nel maggio 2005 è stato eletto consigliere regionale nell’Assemblea Legislativa Regionale dell’Emilia Romagna.

(Fonte: Ministero dell’Ambiente)

Mais OGM TC 1507, via libera UE, decisiva l’indecisione tedesca

foto greenme.it

Il mais OGM (TC1507) della Pioneer Dupont potrà essere coltivato nell’UE a seguito della votazione svoltasi in seno al Consiglio Affari generali l’11 febbraio a Bruxelles.

Un mais resistente agli insetti infestanti ma pericoloso per farfalle e falene. Nonostante la grande opposizione politica di cui si era fatta portavoce la Francia, i membri del Consiglio non sono riusciti a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per respingere o approvare la proposta della Commissione europea. In pratica, non si è riusciti a soddisfare la quota legale minima di votanti per poter prendere una decisione. Hanno votato contro la coltivazione del granturco TC 1507, resistente agli insetti infestanti, ma pericoloso per farfalle e falene, ben 19 Stati UE (Austria, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Francia, Italia, Irlanda, Ungheria, Grecia, Romania, Polonia, Paesi Bassi, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Slovacchia e Slovenia), i quali hanno portato 210 voti alla causa dei cugini d’Oltralpe, non abbastanza visto che la quota minima era di 260 voti. Si è quindi rivelata decisiva l’indecisione di Germania, Belgio, Portogallo e Repubblica Ceca, che hanno scelto di astenersi dalla votazione. Sono soddisfatti dell’esito della votazione i pochi Paesi contrari (Spagna, Estonia, Finlandia, Regno Unito e Svezia).

Prossimo passo: procedura di autorizzazione da parte della Commissione europea. La Commissione europea sarà quindi costretta, in virtù delle norme europee e delle sollecitazioni della Corte di Giustizia, a convertire la proposta in un progetto di decisione, il quale verrà sottoposto alla votazione del collegio dei Commissari. Si ricorda che la prima domanda di autorizzazione alla coltivazione effettuata dall’azienda Pioneer Dupont risale al 2001 e da quell’anno si sono susseguiti sei pareri favorevoli dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare). Forte del parere positivo dell’Autorità europea, la Pioneer aveva fatto ricorso alla Corte del Lussemburgo per lamentare l’inattività della Commissione e l’inadempimento della stessa rispetto al dovere di presentare la richiesta al Consiglio, così come sancito dalla procedura per il commercio degli OGM in territorio europeo (Direttiva 2001/18/CE sull’emissione deliberata di OGM nell’ambiente). La Corte aveva accolto il ricorso della multinazionale nel 2013 (sentenza T-164/10) e condannato la Commissione a presentare al Consiglio la proposta affinché si potesse procedere alla votazione.

La discussione, però, continua. Il Commissario europeo alla Salute, Tonio Borg, ha sfruttato l’occasione per perorare la causa dell’Esecutivo relativamente alla proposta di modifica dell’attuale legislazione europea sulla diffusione nell’ambiente degli OGM. La Commissione, nel 2010, aveva presentato infatti un disegno di legge in cui proponeva che la decisione sull’accoglimento o il rifiuto delle domande di autorizzazione all’immissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati, autorizzati a livello europeo, dovesse essere presa in seguito individualmente dai Governi nazionali per il rispettivo territorio di competenza. Il Commissario ha sollecitato la Presidenza greca a favorire la discussione in seno al Consiglio. La Presidenza ha accolto la richiesta e ha già inserito in agenda per il prossimo Consiglio Ambiente, e forse anche Agricoltura, il dibattito sul tema.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

OGM, allarme contaminazione, convocata d’urgenza task force in Friuli

ogmE’ stata fissata venerdì 4 ottobre a Pordenone presso la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (piazza Ospedale Vecchio 11) alle ore 14.00 la riunione d’urgenza della Task Force per un’Italia libera da OGM, rete che comprende 30 associazioni, alcuni ricercatori e numerosi parlamentari esponenti delle varie forze politiche, che da anni sono impegnate sul fronte della valorizzazione della biodiversità e del Made in Italy contro il rischio di contaminazione da OGM.

Delegazione veneta: Regione, batti un colpo. All’incontro organizzato per liberare la regione Friuli Venezia Giulia dai residui delle varietà di mais precedentemente messe a coltura e per definire le necessarie azioni di mobilitazione dopo l’approvazione del decreto interministeriale sul blocco della coltivazione di OGM, parteciperà anche la delegazione veneta, l’unica costituitasi a livello regionale. “E’ inspiegabile, come, nonostante il divieto e, soprattutto, valutate le circostanze scientifiche che supportano la richiesta delle misure di emergenza inoltrata alla Commissione europea – evidenzia la task force – non si sia preso, da parte delle Autorità regionali, alcun provvedimento cautelare per eliminare ogni rischio di compromissione dell’agrobiodiversità provocato dalle semine biotech”. Le forze sociali, economiche e ambientaliste nonchè i parlamentari aderenti confidano che la Regione non intenda più trincerarsi dietro artificiali barriere interpretative per assumersi la responsabilità politica di difendere l’identità delle produzioni agroalimentari e la varietà delle risorse naturali contro atti che risultano contrari oltre che a provvedimenti normativi soprattutto agli interessi generali dei cittadini consumatori.

Le associazioni che fanno parte della task force. Acli, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Aiab, Amica, Assoconsum, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, Cna Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Firab, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Movimento difesa del cittadino, Slow Food, Unci, Vas, Wwf.

(Fonte: Liberi da Ogm)

Ogm: Futuragra accoglie l’invito di Galan a sospendere la semina di mais transgenico

Giancarlo Galan, Ministro dell'Agricoltura

“Credo che la questione degli OGM meriti, da parte di tutti,  un supplemento di attenzione. Per questo chiedo a chi in queste ore sta  meditando di risolvere la questione con azioni dimostrative di sospendere ogni iniziativa che travalichi i confini della legalità, anche perché troverà in me un interlocutore libero da pregiudizi.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,  Giancarlo Galan, interviene sulla questione degli OGM ritornata di attualità dopo che un’associazione di agricoltori del Friuli Venezia Giulia aveva annunciato per venerdì una semina dimostrativa di Mais OGM. “La mia raccomandazione parte dal principio che con il dialogo e il confronto sia più semplice trovare soluzioni a una questione  che  con inutili fughe in avanti  si rischierebbe di compromettere”.

Duilio Campagnolo, presidente Futuragra

E in risposta all’invito al dialogo e al rispetto delle leggi da parte del Ministro dell’Agricoltura Galan, Futuragra ha  espresso pieno appoggio alle sue parole. ”Abbiamo sempre condotto la nostra battaglia sul piano legale e nel pieno rispetto delle normative italiane ed europee e intendiamo continuare su questa strada, ha dichiarato Duilio Campagnolo, Presidente di Futuragra. ”Offriamo al Ministro Galan tutto il nostro appoggio e la nostra collaborazione affinche’ si possa trovare una soluzione condivisa attraverso una mediazione tra le varie parti senza fughe in avanti che possano compromettere questa importante battaglia, che e’ prima di tutto culturale”.

(fonte: Ministero Politiche Agricole/Asca)

Ogm? Il “ni” del neo Ministro all’Agricoltura Galan

Giancarlo Galan, neo Ministro dell'Agricoltura

“Vorrei ribadire ancora una volta la mia posizione sulla delicata questione degli Organismi Geneticamente Modificati. Comprendo che la curiosità dei media e del mondo agricolo si sia soffermata, in questi giorni di cambio al Ministero, soprattutto su questo punto, che è indiscutibilmente centrale per il futuro dell’agricoltura italiana.” Così il neo Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan torna sulla questione degli OGM.

No a Ogm ma sì a ricerca. “Procediamo con ordine: sono entrato a far parte di un Governo che su questa questione ha già preso una serie di decisioni, l’ultima è il decreto interministeriale di stop alla coltivazione di un mais Ogm. Non intendo – continua il Ministro Galan – per coerenza e lealtà, mettere in discussione questa posizione. Detto questo, la ricerca è un’altra cosa e va sempre e comunque incoraggiata. Per un sistema paese il gap peggiore è quello della conoscenza, quindi su questo punto resterò coerente alle mie posizioni di sempre: sì alla ricerca e all’innovazione”.

(fonte Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali)