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Olio, un investimento di 6 milioni nel 2012-2015

“Per le imprese olivicole italiane che hanno fatto la scelta dell’alta qualità legata ai territori di produzione si aprono nuove prospettive commerciali in Stati Uniti e Canada”. Lo sottolinea Massimo Gargano, presidente di Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano, che commenta positivamente il via libera dell’Unione Europea ad un nuovo progetto proposto da Unaprol e Mipaaf e cofinanziato dalla stessa UE.

Il progetto prevede sei milioni di euro circa di investimento complessivo nel triennio 2012/2015 per supportare azioni di informazione e di promozione dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità italiana destinati a sensibilizzare un mercato di oltre 330 milioni di nuovi consumatori. “C’è un Italia che cresce soprattutto in qualità all’estero” – ha riferito Gargano – che esprime apprezzamento per l’azione e l’impegno del ministro Mario Catania e dei suooi collaboratori nel sostenere la battaglia dell’alta qualità italiana nel mondo presso le istituzioni comunitarie.

Il mercato statunitense assorbe mediamente 250mila tonnellate all’anno di olio di oliva in generale e si colloca al terzo posto a livello mondiale per consumo con una quota che sfiora il 13%. Gli Stati Uniti sono il primo mercato del consumo dopo quello europeo e, anche se i consumi pro-capite non raggiungono l’1%, il trend di crescita fa ipotizzare notevoli margini di incremento. Nei primi sei mesi del 2011 la quota del made in Italy di olio di oliva in generale negli USA rappresenta il 54% del mercato in quantità e il 58% in valore. L’Italia si conferma primo paese fornitore d’olio d’oliva in generale anche in Canada. Il consumo è in continua crescita e si sta estendendo a fasce sempre più ampie ed eterogenee di popolazione. Nel primo semestre il nostro Paese detiene il 75% del mercato delle importazioni in termini di valore e di quantità. Il nuovo progetto europeo per i Paesi terzi si aggiunge ad un altro progetto per i paesi interni alla UE e destinato a Belgio, Danimarca e Paesi Bassi. Quest’ultimo destinato ad un mercato di potenziali 32 milioni di consumatori.

(fonte: Asterisco Informazioni)

Olio, Nord Est: extra-vergine targato IOO% alta qualità italiana

foto Aipo

Negli ultimi 5 anni le famiglie italiane hanno acquistato nei canali iper, super e libero servizio pubblico più oli extra vergine rispetto ad altre categorie inferiori di oli di oliva in genere. Fatto 100 il consumo di questi oli in Italia, il 72% è rappresentato dalla categoria dell’extra vergine e il 15% dall’olio di oliva. Il dato interessante emerge spacchettando la percentuale del 72% dell’extra vergine che viene suddivisa per l’1% dal prodotto biologico (7,81€/lt), per un altro 1% dal segmento delle Dop e Igp (9.89 €/lt) e per il restante 12% dalla categoria del 100% italiano (4,04 €/lt).

Nordest: nicchia d’eccellenza dell’olivicoltura italiana. “E’ in quest’ultimo segmento del mercato che si sta sviluppando la competizione innescata dall’ingresso sul mercato del consorzio di I.O.O.% qualità italiana dopo l’entrata in vigore dell’origine obbligatoria in etichetta.” Ha affermato il presidente di Unaprol, Massimo Gargano, che ha aggiunto “di fronte ad un mercato che confonde il consumatore e che è sempre meno premiante e remunerativo, l’alta qualità legata alla identità del territorio rappresenta la carta vincente dell’olivicoltura italiana e del Nord Est in particolare di fronte a consumatori più evoluti ed esigenti”. Dal convegno dell’Aipo, l’associazione interregionale dei produttori olivicoli del Nord Est aderente all’Unaprol, su “L’olivicoltura di alta qualità un progetto tutto italiano” di Este in provincia di Padova emerge la fotografia della struttura dell’offerta olearia di qualità dell’Italia del Nord Est che continua a rappresentare una nicchia di eccellenza, in evoluzione, all’interno dell’olivicoltura italiana. Dall’indagine dell’osservatorio economico di Unaprol emerge che nel 2009 l’oliveto del Nord Est è cresciuto del 4% per numero di piante di olivo (855.000), rispetto al 2008; percentuale che sale al 5% per gli ettari investiti ad oliveto nello stesso periodo di riferimento.

Export olio extravergine in ripresa. Positivo il bilancio anche per la zona del Garda Dop dove nel 2009 si registra rispetto al 2008 un incremento del 2,5% del numero di piante (1.180.00 piante), e un incremento del 3% degli ettari investiti. (4.158). Incrementi si registrano anche nell’areale del Friuli Venezia Giulia, con un +11% su 2008 per numero di piante e un +6% su 2008 per ettari investiti. Apprezzabile il consuntivo della campagna 2009/2010 delle Dop della zona Nord Est. Per il Garda Dop sono stati certificati 12.078 quintali di olio extra vergine, cui i aggiungono i 7.450 quintali del Veneto Dop e i 1.150 quintali certificati per la Dop Tergeste in Friuli Venezia Giulia. “Buone, intanto, le prospettive per la prossima campagna olivicola ed olearia”, sottolinea il direttore di Unaprol Ranieri Filo della Torre che preannuncia un aumento di circa il 10%, rispetto al 2009, per l’Italia. In crescita anche i consumi in Russia, Australia, Brasile e Stati Uniti. In ripresa l’export che registra un +13% nel primo trimestre 2010, quasi interamente dovuto alla categoria dell’extravergine 100% italiano, delle Dop e del biologico.

In campo il progetto di un Consorzio 1.0.0% alta qualità italiana. Riflettori puntati nel frattempo sulle recenti inchieste condotte da associazioni di assaggiatori in Germania e Regno Unito e dell’Università di Davis negli USA che segnalano l’elevarsi di una soglia di attenzione sulla qualità. “I risultati disastrosi di alcune marche anche italiane dimostrano che una battaglia condotta solo sui prezzi e che sacrifica qualità e trasparenza del mercato non paga”. Ha riferito Filo della Torre che aggiunge “il patto con il consumatore italiano e nel mondo si vince con un forte progetto di filiera tutta agricola e italiana capace di legare origine e qualità in maniera assolutamente trasparente al di fuori di furberie e scorrettezze e uso fraudolento dei TPA, il traffico di perfezionamento attivo. Per questo è in campo il progetto del Consorzio I.O.O.% alta qualità italiana. “Un progetto che lega produttori e frantoiani ha concluso Massimo Gargano che sta incontrando l’interesse dei consumatori, dei confezionatori e dei distributori desiderosi di distinguersi da un mercato torbido che meriterebbe un urgente forte piano di controlli”.

(fonte Asterisco Informazioni)