• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Etichettatura alimenti: in arrivo nuove norme

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di regolamento relativo alla fornitura di chiare informazioni alimentari ai consumatori. Ecco in sintesi i principali punti della proposta:

Etichettatura nutrizionale obbligatoria. Introduzione dell’obbligo di indicare sulle etichette le quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale, nonché di proteine, carboidrati, fibre, grassi transnaturali e artificiali. Per aiutare i consumatori a confrontare le diverse offerte di alimenti, i deputati chiedono che l’informazione sugli elementi nutritivi e sulla quantità di energia sia indicata su 100 g o 100 ml e che ne sia assicurata la leggibilità, tenendo conto di criteri come le dimensioni e/o stile dei caratteri.

Estensione dell’obbligatorietà del Paese d’origine. I deputati propongono l’estensione dell’etichettatura obbligatoria sul Paese d’origine (oggi in vigore per alcuni alimenti come carne, miele e olio d’oliva) a tutti i tipi d carne, pollame, prodotti lattiero-caseari e altri prodotti a base di un unico ingrediente. L’estensione potrebbe essere sottoposta a una valutazione d’impatto preventiva.

Paese d’origine: norme specifiche per carni e pesce. Per la carne, pollame e pesce, l’etichettatura sul Paese d’origine deve essere disposta anche quando sono utilizzati come ingrediente in prodotti alimentari trasformati. In particolare, per quanto riguarda la carne e il pollame, l’indicazione del Paese di origine può essere fornita in rapporto ad un unico luogo solo nel caso in cui gli animali siano nati, allevati e macellati nello stesso Paese. Per le carni e i prodotti alimentari contenenti carne, il Paese di origine è definito come il Paese nel quale l’animale è nato, è stato allevato per la maggior parte della sua vita ed è stato macellato. Qualora si tratti di luoghi diversi, quando si fa riferimento al “Paese di origine”, devono essere indicati tutti e tre i luoghi. Nel caso si tratti di carne da macellazione senza stordimento, secondo alcune tradizioni religiose, l’etichettatura deve precisarlo.

No al “metodo a semaforo”. Una forte maggioranza dei deputati ha respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per indicare con simboli colorati di verde, ambra e rosso la quantità relativa di energia, di grassi, di zucchero, etc. contenuta nel prodotto alimentare.

Si al controllo sui profili nutrizionali. Per un solo voto, i deputati hanno deciso di non seguire la raccomandazione della Commissione ambiente e salute e di non modificare la legislazione esistente che prevede che sia l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) a stabilire la veridicità dei cosiddetti “profili nutrizionali”.

Esenzione per bevande alcoliche. I deputati hanno sostenuto l’esenzione dall’etichettatura nutrizionale obbligatoria per le bevande alcoliche, con l’eccezione di quelle miste, i cosiddetti “alcopops”, specificamente rivolti a un pubblico giovanile, che devono essere chiaramente separati dalle bevande rinfrescanti nei punti di vendita.

Entrata in vigore. Non si prevede un accordo rapido con il Consiglio ed è quindi probabile che il testo ritorni al Parlamento per una seconda lettura. Una volta che la legislazione sarà adottata, l’industria alimentare avrà tre anni per adattarsi alle nuove regole. Le imprese di minori dimensioni, con meno di 100 lavoratori e un fatturato annuo sotto i 5 milioni di euro, potranno invece beneficiare di un periodo di 5 anni. Infine, i deputati vogliono che le imprese che confezionano gli alimenti artigianalmente siano escluse dalle nuove regole.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

L’Europa trova la strada dell’etichettatura

Le etichette poste sugli alimenti devono obbligatoriamente fornire le informazioni nutrizionali, secondo quanto ha stabilito il Parlamento nei giorni scorsi. I deputati hanno invece respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per l’indicazione dei valori di sali, grassi e zuccheri nel cibo mentre hanno chiesto l’estensione della menzione del paese d’origine a nuovi alimenti.

562 voti favorevoli.  l’Europarlamento ha dato il via libera in prima lettura alla relazione sulla proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori. Soddisfatto il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro: “L’Aula di Strasburgo ha accolto gran parte delle richieste avanzate dal settore. Abbiamo scongiurato l’ipotesi d’indicare il valore energetico sulle etichette delle bevande alcoliche incluso il vino”. In tema di origine, sono state recepite le indicazioni della commissione Agricoltura e il testo approvato prevede l‘obbligo d’indicare in etichetta il luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati. L’applicazione di tale obbligo sui singoli prodotti sarà demandata ad atti delegati su cui il Parlamento potrà controllare l’esercizio delle competenze della Commissione attraverso il diritto di revoca o di obiezione.

L’atto ora al vaglio del Consiglio. “Abbiamo poi sventato numerosi tentativi di introdurre sistemi cromatici di etichettatura (Multiple traffic ligths) – continua De Castro – che avrebbero rischiato di indurre il consumatore in erronee interpretazioni. Un’ultima novità riguarda il tema delle marche commerciali previste dall’emendamento 100 che rende obbligatorio in etichetta il nome del produttore e garantisce una leva competitiva per le imprese di produzione”. Adesso, la palla passa al Consiglio che dovrà valutare se adottare l’atto così come modificato dal Parlamento ovvero se predisporre una “posizione comune” e dare avvio alla seconda lettura. “Comunque – conclude De Castro – l’Europa dimostra di sapersi muovere nella giusta direzione in tema di etichettatura dei prodotti agroalimentari”.

(Fonte: Paolo De Castro -Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo)